«Adesso lo Stato recuperi gli arretrati Ici dalla Chiesa: vale 4-5 miliardi»

L’invito della Uaar provinciale per dare corso alla sentenza della Corte di Giustizia ed evitare una multa per mancato rispetto delle regole

Sol«Non ci sono più scuse per eludere la richiesta dell’Ici dovuta dalle scuole paritarie private italiane di area cattolica allo Stato». La sezione provinciale di Ravenna dell’Unione atei agnostici razionalisti (Uaar), con un intervento del responsabile Claudio Pagnani, richiama la sentenza pronunciata in queste ultime ore dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha annullato la decisione della Commissione del 2012 e la sentenza del Tribunale Ue del 2016 che avevano sancito “l’impossibilità di recupero dell’aiuto a causa di difficoltà organizzative” nei confronti degli enti non commerciali, come scuole, cliniche e alberghi. I giudici hanno ritenuto che tali circostanze costituiscano mere “difficoltà interne” all’Italia. Respinto invece il ricorso sull’Imu. Il ricorso era stato portato avanti dalla scuola elementare Montessori di Roma (privata) insieme ai Radicali.

«Il rischio ora – continua Pagnani – è che, se non verrà dato seguito a questa sentenza, l’Italia possa incorrere in una procedura per infrazione, che costerebbe una cifra molto alta. Dopo il danno per il mancato introito di tali somme, anche la beffa della multa. Pertanto auspichiamo che finalmente lo Stato decida di recuperare i mancati introiti dal 2006 al 2011 che, secondo l’Anci, potrebbe portare nelle casse dell’Erario fra i 4 e i 5 miliardi di euro. Un discreto gruzzoletto che in momenti di gravi difficoltà per le scarse risorse a disposizione della collettività, fanno sicuramente comodo».

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