martedì
30 Giugno 2026

Un pub di Ravenna e un ristorante di Marina riaprono nonostante i divieti

La protesta dei locali contro le chiusure imposte dal Governo: «Abbiamo bisogno di lavorare. E ci sono già delle prenotazioni…»

Mac Gowan
Uno scorcio del Mac Gowan

Arriva anche a Ravenna l’onda della disobbedienza civile del movimento #Ioapro, nato in questi giorni sui social (senza l’appoggio delle associazioni di categoria) e che si propone l’obiettivo di veder riaprire da venerdì 15 gennaio bar e ristoranti in primis, ma anche le altre attività bloccate dalle norme anti Covid. Indipendentemente dal nuovo Dpcm e dal colore della zona di riferimento.

E così bar e ristoranti si stanno organizzando per riaprire anche alla sera in zona gialla (dove le norme prevedono la chiusura alle 18) e tutto il giorno in zona arancione o rossa, dove i locali invece sono obbligati a restare come noto chiusi, se non per asporto e delivery.

In caso di (probabile) multe, i promotori dell’iniziativa mettono a disposizione i propri legali gratuitamente – decine in tutta Italia, si legge nelle vari gruppi social – per contestarle in maniera collettiva.

A Ravenna e dintorni sono due al momento i locali che confermano di voler partecipare all’iniziativa.

Uno è il noto pub Mac Gowan di via Renato Serra, in centro a Ravenna. «La nostra intenzione è di aprire tutto il weekend, a partire dalle 13 di venerdì, fino alle 21.30, o comunque fino a quando ci sarà gente. Rispettando le regole anti Covid ovviamente, quindi mascherine, 4 persone al massimo in un tavolo, gel igienizzante a disposizione dei clienti. Di certo un modo per restare con conviventi e amici molto più sicuro di una cena a casa. Siamo infatti arrivati al paradosso che le persone si incontrano nelle case e non possono farlo, in sicurezza, nei locali. Noi però non ce la facciamo più e abbiamo bisogno di lavorare per sostenerci. Quindi riapriamo».

Da Matteo Marina RavennaA tentare la carta della riapertura “fuorilegge” è anche il ristorante Da Matteo di Marina di Ravenna. «Abbiamo già delle prenotazioni – ci dice al telefono la titolare –, vedremo come andrà. Sono incensurata e credo che non finirò in galera… Ci sentiamo presi in giro e ci siamo stufati, non possiamo continuare così, abbiamo bisogno di tornare a lavorare. Abbiamo deciso di riaprire (a pranzo e cena, ndr) e mi dispiace non vedere un’adesione massiccia anche di altri ristoranti e locali a Marina e Ravenna. Anzi, ho paura che saremo solo noi…».

L’ex infermiera Poggiali resta in carcere: «È dotata di versatilità criminale»

A pesare nella decisione anche recenti messaggi WhatsApp. Confermata la radiazione

Daniela Poggiali FotoL’ex infermiera 48enne dell’Ausl Romagna Daniela Poggiali deve rimanere in carcere. Lo ha deciso ieri (11 gennaio) il Tribunale della Libertà di Bologna respingendo la richiesta formulata dagli avvocati della donna di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare che la vigilia di Natale aveva fatto finire la 48enne in cella a Forlì per «pericolo di reiterazione del reato».

La misura, come spiegato dalla stampa locale, era scattata su richiesta della Procura di Ravenna in ragione della condanna pronunciata dal Gup il 15 dicembre scorso in abbreviato a 30 anni di reclusione per l’omicidio pluriaggravato di un paziente, il 94enne Massimo Montanari, in passato datore di lavoro del compagno dell’imputata. L’uomo era morto all’improvviso all’ospedale di Lugo la notte del 12 marzo 2014 a poche ore dalle dimissioni. Secondo i Pm, la 48enne, tramite una iniezione di potassio, avrebbe così dato corso a una minaccia pronunciata nel giugno 2009 davanti alla segretaria del 94enne: «Stai attenta te e il Montanari di non capitarmi tra le mani perché io vi faccio fuori».

Per il Tribunale bolognese, l’imputata non ha manifestato «nessun segno di resipiscenza», si presenta come «persona dotata di versatilità criminale» e non è «capace di autogoverno».

Inoltre recenti messaggi WhatsApp scambiati con una parente che lavora in una struttura per anziani, fanno pensare che potrebbe rendersi protagonista «di condotte della stessa indole» anche al di fuori di un ospedale.

Per la 48enne, inoltre, il Cceps di Roma, la commissione centrale per gli esercenti professioni sanitarie, ha appena notificato la conferma in appello della radiazione adottata in primo grado dal collegio provinciale di Ravenna degli Infermieri per via delle due foto che ritraggono la donna sorridente e con i pollici alzati accanto a una paziente di 102 anni appena deceduta all’ospedale lughese (era il 22 gennaio 2014). (fonte ANSA.it)

In Emilia-Romagna il rapporto più alto tra vaccinati e popolazione

In arrivo le 3.500 circa dosi settimanali per la provincia di Ravenna

Vaccinazione AnticovidA ieri, 11 gennaio, l’Emilia-Romagna è la regione con il rapporto più alto tra vaccinati e popolazione. Stamattina erano oltre 76mila le persone vaccinate (tra personale sanitario e degenti delle case di riposo), circa l’1,70 percento del totale della popolazione.

Lo rivela il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, sottolineando però come non si tratti di una gara tra regioni: «L’importante sarà arrivare tutti insieme il prima possibile all’immunità di gregge. Ed è l’Italia ad aver preso il ritmo giusto, con un numero di vaccini fatti tra i più alti in Europa. Ma siamo solo all’inizio».

Oggi arriveranno in provincia di Ravenna, come previsto, le tre scatole settimanali da 1.170 dosi cadauna della fornitura Pfizer-BioNtech, dopo che ieri le prime sono arrivate nelle province di Ferrara, Modena e Rimini (il totale settimanale per l’Emilia-Romagna è di 45 scatole per complessive 52.650 dosi).

«Terminata la fase riservata al personale sanitario e a operatori e degenti Cra – ribadisce Bonaccini – quando passeremo al resto della popolazione, aumenteremo di parecchio il numero di vaccinazioni. Si moltiplicheranno nel territorio i luoghi dove vaccinarsi e andranno coinvolti anche i medici di base. Oltre a vaccinare anche di notte, se sarà necessario. Fondamentale sarà avere regolare e costante arrivo di dosi vaccinali nei territori».

L’aggiornamento in tempo reale sul numero di vaccini fatti sul sito della Regione: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid.

Covid, 129 nuovi casi e 10 morti a Ravenna. Scendono a 14 i ricoveri in Rianimazione

 

129 nuovi casi (di cui 51 sintomatici), su oltre 1.600 tamponi, e altri 10 morti. Sono ancora pesanti i numeri riguardanti la provincia di Ravenna del bollettino Covid dell’Emilia-Romagna. L’altro lato della medaglia vede solo 14 (rispetto agli oltre 20 della scorsa settimana) i pazienti ricoverati in terapia intensiva in provincia.

Il bollettino regionale dell’11 gennaio

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 192.832 casi di positività, 1.942 in più rispetto a ieri (822 gli asintomatici), su un totale di 9.632 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è quindi del 20,1%: un dato in linea con gli altri giorni seguenti ai festivi, quando i tamponi vengono effettuati nei casi maggiormente necessari, in presenza di sintomi o situazioni nelle quali l’esito positivo è spesso atteso, e che quindi non si può considerare indicativo di una tendenza.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 61.466 (+1.560 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 58.487 (+1.523), il 95% del totale dei casi attivi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 316 in più rispetto a ieri e salgono così a quota 122.963.

Purtroppo, si registrano 66 nuovi decessi: 12 a Bologna (di cui 5 donne – rispettivamente  di 81, 82, 83 anni e 2 di 86 – e 7 uomini: 63, 68, 69, 72, 84, 92 e 95 anni); 10 a Ravenna (di cui 6 donne – rispettivamente di 73, 78, 86, 88, 89, 98 anni –  e 4 uomini, di 64, 67, 82, 85 anni); 10 a Ferrara (di cui 5 donne – rispettivamente di 73, 85, 88, 90, 93 anni – , e 5 uomini, di 67, 78, 80, 81, 94 anni); 9 nel modenese (di cui 3 donne di 91, 93 e 96 anni, e 6 uomini: 2 di 74 anni, uno di 81, 2 di 88, uno di 91 anni); 6 a Reggio Emilia (3 donne di 80, 86 e 97 anni, e 3 uomini di 45, 64 e 79 anni); 6 in provincia di Forlì-Cesena (2 uomini di 79 e 92 anni, e 4 donne: una di 86 anni, deceduta però a Ravenna, una di 90, una di 93 e una di 96 anni, quest’ultima deceduta a Rimini); 4 nel riminese (2 donne di 90 e 91 anni, e 2 uomini di 76 e 90 anni);5 a Piacenza (2 donne di 84 e 88 anni e 3 uomini di 72, 74 e 82 anni);2 a Parma (entrambi uomini, rispettivamente di 86 e 93 anni). Due decessi sono di cittadini residenti al di fuori dell’Emilia-Romagna: un 80enne di Falconara Marittima (Ancona) deceduto a Bologna e un 75enne di Marradi (Firenze), deceduto a Ravenna.
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in Emilia-Romagna sono stati 8.403.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 238 (uno in più rispetto a ieri), 2.741 quelli negli altri reparti Covid (+36). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 14 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 13 a Parma (-1), 18 a Reggio Emilia (invariato), 53 a Modena (-1), 48 a Bologna (+3 rispetto a ieri), 16 a Imola (invariato), 27 a Ferrara (invariato), 14 a Ravenna (-3), 4 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (+2) e 25 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 16.775 a Piacenza (+44 rispetto a ieri, di cui 36 sintomatici), 14.021 a Parma (+135, di cui 104 sintomatici), 25.922 a Reggio Emilia (+168, di cui 75 sintomatici), 34.444 a Modena (+469, di cui 348 sintomatici), 38.366 a Bologna (+402, di cui 185 sintomatici), 6.164 casi a Imola (+56, di cui 25 sintomatici), 10.594 a Ferrara (+146, di cui 50 sintomatici), 14.748 a Ravenna (+129, di cui 51 sintomatici), 6.879 a Forlì (+88, di cui 52 sintomatici), 7.748 a Cesena (+132, di cui 103 sintomatici) e 17.171 a Rimini (+173, di cui 91 sintomatici)

Dante, le luminarie con i versi della Divina Commedia resteranno per tutto il 2021

In centro a Ravenna. Con tanto di Qr Code per la lettura integrale

LUMINARIE DANTE E NATALE 2020 CENTRO RAVENNAIn centro a Ravenna le luminarie a tema dantesco accese a fine novembre resteranno allestite per tutto il 2021, anno in cui si celebra il settimo centenario della morte del Sommo Poeta.

Si tratta de “La luce delle parole”, sedici endecasillabi tratti dalla Divina Commedia installati in sei vie: Gordini, Diaz, Corrado Ricci, Mazzini, IV Novembre e Cavour dove sono stati posizionati anche alcuni totem che accompagnano la lettura. In particolare sono indicati i versi dove gli endecasillabi sono inseriti e attraverso un codice Qr, inquadrabile con qualsiasi dispositivo, è possibile ascoltare la lettura integrale del canto a cui si riferiscono.

La conferma della “proroga” arriva dal profilo Facebook del consorzio turistico Ravenna Incoming, ma già nei giorni scorsi la notizia era trapelata.

Ristori regionali: dal 20 gennaio i bandi per ristoranti e bar

Complessivamente circa 40 milioni di aiuti. Tra i beneficiari anche piscine, taxi, cultura, palestre e discoteche

Colazione BarVia all’operazione ristori regionali per attività e imprese dell’Emilia-Romagna che in tutti i comparti sono alle prese con sospensioni o chiusure dovute alle restrizioni anti-Covid. Aiuti per un totale di circa 40 milioni di euro, fra fondi della Regione e fondi statali messi a disposizione dal Governo e destinati alle categorie soggette a restrizioni aggiuntive disposte con ordinanze regionali. Ristori che si aggiungono a quello nazionali.

I primi a partire sono ristoranti e bar: il 20 gennaio in tutto il territorio regionale, da Piacenza a Rimini, verranno emanati i bandi per gli esercizi che potranno così richiedere i ristori regionali. La Regione ha stanziato 21,3 i milioni di euro, affidandone la gestione alle Camera di Commercio, che faranno i singoli bandi in ogni provincia, attraverso una convenzione già approvata con Unioncamere Emilia-Romagna.

La Regione gestirà invece direttamente due bandi. Uno, in preparazione, da 1,5 milioni di euro rivolto ai gestori delle piscine pubbliche date appunto in gestione tramite convenzione, per l’erogazione di un contributo diretto una tantum in un’unica soluzione. Il secondo, a febbraio, da 2 milioni di euro, a beneficio invece di Taxi e Noleggio con conducente (Ncc), bonus erogati anche in questo caso direttamente dall’Amministrazione regionale sulla base delle licenze in essere: sono circa 3mila i soggetti interessati in tutta l’Emilia-Romagna.

A fine gennaio, probabilmente attraverso una nuova convenzione con le Camere di Commercio, che faranno i relativi bandi, verranno messi a disposizione fondi per i ristori alle seguenti attività: imprese culturali e cinema (circa 2,5 milioni di euro); palestre (2 milioni di euro); spettacolo viaggiante (1 milione di euro); discoteche e locali da ballo assimilati (3 milioni di euro).

Cifre che verranno definite con esattezza in questi giorni, così come sono in corso di definizione le modalità di gestione dei ristori decisi per maestri di sci, di snowboard e addetti degli impianti sciistici (1 milione di euro) e per le guide turistiche (1 milione di euro).

Rimangono poi circa 4 milioni di euro da destinare ai ristori per altre categorie, fra cui venditori ambulanti in fiere e sagre paesane.

I “disobbedienti” di Faenza: lezioni in presenza all’aperto tutti i giorni al liceo

Continua la protesta dopo l’ulteriore rinvio deciso dalla Regione Emilia-Romagna

Priorita Scuola FaenzaDopo l’annuncio del rinvio dell’apertura delle scuole superiori in presenza anche in Emilia-Romagna, riprendono le mobilitazioni in diverse città italiane, tra cui Faenza, dove è attivo un comitato locale di “Priorità alla scuola”, l’organizzazione che sta organizzando le proteste contro la Didattica a Distanza.

«Non si può tenere aperto tutto, mentre la scuola resta sempre chiusa – si legge in una nota –, da ormai un anno. Il comitato “Priorità alla Scuola” chiede che la scuola sia finanziata perché possa avere più spazi, più personale, per riaprire le infermerie, per fare uno screening sanitario regolare della comunità scolastica, per inserire, come categoria prioritaria, il personale scolastico ad alto rischio nella fase 1 dell’agenda vaccinale».

A Faenza l’appuntamento è tutti i giorni dall’11 al 23 gennaio, dalle ore 8 alle 12.45, con lezioni in presenza all’aperto (e comunque anche in Dad per gli allievi che non saranno presenti) dei docenti del Liceo Torricelli Ballardini di Faenza, via Santa Maria dell’Angelo 48. Tra cui la professoressa che nei giorni scorsi ha protestato “occupando” il proprio istituto, dormendoci per una notte.

Domenica, sempre a Faenza, sono scesi in strada anche i genitori, chiedendo il ritorno delle lezioni in presenza.

Covid in provincia: 163 nuovi casi. Nell’ultimo mese una media di 8 morti al giorno

Il totale delle positività si avvicina a 15mila: il 70 percento negli ultimi 60 giorni. In regione 65mila persone vaccinate

Test Sierologici OptSi registrano 163 nuove diagnosi di contagio da coronavirus in provincia di Ravenna oggi, 10 gennaio. Il tasso di positività sui tamponi eseguiti è del 10 percento, in linea con la media dell’ultimo mese (le giornate più basse sono state al 4,7 e le più alte al 22,4). I sintomatici dei casi odierni sono il 55 percento, anche questo un dato che si allinea all’ultimo periodo.

Si chiude così una settimana da 1.139 nuove positività totali, di poco inferiori a quelle tra il 28 dicembre e il 3 gennaio. In totale i casi di Covid in provincia sono 14.619, il primo fu individuato undici mesi fa: è significativo sottolineare che il 70 percento del totale è concentrato negli ultimi sessanta giorni.

Le comunicazioni fornite dalla Regione oggi parlano anche di dieci decessi, tre uomini e sette donne con età comprese fra 52 e 98 anni. Non sono tutte morti arrivate nelle precedenti 24 ore ma resta massiccia la concentrazione nell’ultimo periodo: una media di 8 morti al giorno da trenta giorni a questa parte. Il totale provinciale arriva a 589.

Dato in calo è quello dei ricoverati nei tre reparti di terapia intensiva in provincia di Ravenna: oggi sono 17, il minimo toccato nell’ultimo mese. In questo caso però va ricordato che il numero cala anche in caso di decessi e le statistiche locali parlano di un 50 percento per chi arriva in Rianimazione con il Covid.

Sono state inoltre comunicate 50 guarigioni. Sommando tutte le comunicazioni divulgate dalla Provincia, i guariti sono ormai il 65 percento degli infetti.

La panoramica regionale dice che dall’inizio dell’epidemia da coronavirus in Emilia-Romagna si sono registrati 190.892 casi di positività, 2.193 in più rispetto a ieri, su un totale di 10.206 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è quindi del 21,4%, un dato in linea con gli altri giorni festivi, quando i tamponi vengono effettuati nei casi maggiormente necessari, in presenza di sintomi o situazioni nelle quali l’esito positivo è spesso atteso, e che quindi non si può considerare indicativo di una tendenza.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, in questa prima fase riguardante il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani. Alle 14.30 sono state vaccinate oltre 65.600: più di 4mila le somministrazioni oggi a quell’ora, tendendo presente che le aziende sanitarie proseguono per l’intera giornata, fino a sera.

La situazione dei nuovi contagi odierni per provincia vede Bologna con 446 casi, Modena con 393, Reggio Emilia con 300 casi e a seguire Rimini (248), Ravenna (163), Ferrara (161); Piacenza (144), Cesena (110), e poi Forlì (77), Parma (73) e il circondario di Imola (78).

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 593 in più rispetto a ieri e salgono così a quota 122.647.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 59.908 (+1.542 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 56.966 (+1.519), il 95% del totale dei casi attivi.

Si registrano 58 nuovi decessi: in totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in Emilia-Romagna sono stati 8.337.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 237 ( 3 in meno rispetto a ieri), 2.705 quelli negli altri reparti Covid (+ 26).

Promozione Palio, la Lega accusa: «Dal Comune fondi agli amici». La replica

Il Carroccio critica la tempistica di un solo giorno con cui una determina dirigenziale ha scelto la proposta arrivata da un collaboratore del sindaco Isola in campagna elettorale

Palio NiballoAttorno al Palio del Niballo si sta consumando uno scontro fra Lega e amministrazione comunale a Faenza. Il Carroccio mette in fila le date e accusa il Comune di aver usato la promozione dell’evento per elargire fondi agli amici, nello specifico a uno degli uomini che ha curato la campagna elettorale di Massimo Isola. Gli uffici comunali respingono le accuse con generiche spiegazioni e sorvolano sui dettagli evidenziati dall’opposizione.

Tutto comincia con una nota inviata alla stampa dalla Lega: «Sorprende, ma non tanto, che dopo nemmeno due mesi dall’elezione, il Comune di Faenza abbia affidato direttamente a Tommaso Cappelli, collaboratore del senatore Stefano Collina nonché collaboratore in campagna elettorale di Massimo Isola, il servizio di redazione dei testi, contenuti per le produzioni audio, video e web per un progetto relativo al fondo nazionale per la rievocazione storica. Un impegno di cinquemila euro per l’affidamento della promozione delle manifestazioni del Palio». La Lega trova anomala la tempistica: «L’offerta è stata presentata il 9 novembre 2020 e il giorno successivo è arrivata la determina della dirigente del settore Cultura. Un dubbio ci pervade: che sia una mancia per l’impegno in campagna elettorale? Una determina, quasi frettolosa, in un momento, fra l’altro, dove le manifestazioni sono ferme e non si ha certezza che si possano svolgere».

La replica arriva, a stretto giro di posta, da Benedetta Diamanti, dirigente comunale e coordinatrice organizzativa del Palio: «Il progetto a cui si fa riferimento è stato giudicato il migliore a livello nazionale su 114 progetti presentati nell’ambito del bando nazionale per le rievocazioni storiche promosso dal Ministero per i beni culturali, aggiudicandosi un finanziamento di quasi 68mila euro. Un motivo d’orgoglio per il Comune di Faenza e per tutto il mondo del Palio, un’idea e un lavoro capace di superare manifestazioni più blasonate e di sviluppare attività di valorizzazione del Palio in un anno in cui purtroppo le manifestazioni erano ferme causa il covid e di dare ossigeno economico ai rioni». E anche sulla rapidità dei tempi c’è una spiegazione secondo Diamanti: «Tempi strettissimi di attuazione causa la tempistica definita a livello ministeriale. Le normative consentono, entro piccole soglie economiche, di coinvolgere direttamente nella massima trasparenza realtà associative e alcuni professionisti, già conosciuti per le loro competenze nei diversi ambiti di azione che dovevano essere garantiti. Visto il risultato ottenuto difficile contestare che non sia stata la scelta opportuna».

«Sono cambiati gli orari della farmacia ospedaliera ma l’Ausl non ha informato»

Il consigliere comunale Ancisi (Lpr) segnala il disguido per il servizio di via Missiroli: chiusura anticipata dalle 17 alle 16.30 e diversi pazienti si sono trovati con la porta chiusa senza che ci fossero comunicazioni nei siti istituzionali

Attachment (3)La farmacia dell’ospedale di Ravenna anticipa la chiusura di mezzora ma per dieci giorni non è stata data alcuna comunicazione e diversi pazienti si sono trovati davanti alla porta chiusa. Dal 9 gennaio i nuovi orari corretti sono stati inseriti sul sito dell’Ausl. È la segnalazione che arriva da Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna.

Il decano dell’opposizione ha presentato un’interrogazione al sindaco perché si interfacci con l’Ausl: «Non si nuove enfatizzare un disguido per quanto spiacevole, anche perché successo in un servizio complesso, gestito al meglio, se mai collocato in un sito sacrificato. Ne traggo spunto per rappresentare la necessità che, specialmente per le attività che attengono alla salute delle persone, si ponga la massima attenzione all’informazione pubblica. Non mancano oggi gli strumenti perché sia tempestiva, celere e capillare, potendo disporre di mezzi e di programmi digitali che costano pochissimo e impegnano minimamente il personale».

La farmacia ospedaliera di via Missiroli viene utilizzata dall’Ausl per la distribuzione diretta gratuita delle prestazioni e dei prodotti farmaceutici destinati al consumo al domicilio, erogati alla dimissione da un ricovero o a seguito di propria visita specialistica limitatamente al primo ciclo terapeutico completo, ai pazienti cronici soggetti a piani terapeutici o presi in carico e ai pazienti in assistenza domiciliare, residenziale o semiresidenziale. Il servizio è rivolto anche alle persone che si trovano in una situazione di forte disagio sociale per i farmaci di fascia C, solitamente a totale carico degli utenti. «L’importanza e l’estensione del servizio sono tali che impegnano il 16 percento dell’intera spesa farmaceutica della Regione Emilia-Romagna».

La Pigna: «Guasto al riscaldamento, piscina comunale chiusa di nuovo»

La lista civica rende nota la comunicazione inviata dal gestore alle società sportive

IMG 5463La piscina comunale di Ravenna sarà chiusa al pubblico per un guasto all’impianto di riscaldamento da oggi, 9 gennaio, al termine dei lavori. Lo rende noto la lista civica Pigna che ha diffuso la nota inviata solamente ieri dal gestore dell’impianto di via Falconieri alle società sportive. Non si fanno stime sulla durata dell’intervento e quindi dell’interruzione del servizio: «Sarà mia cura – scrive il direttore della società Pool 4.0 – tenervi aggiornati sulle tempistiche di risoluzione del problema appena le aziende che interverranno mi comunicheranno i tempi di risoluzione dei problemi». La chiusura attuale arriva a distanza di pochi giorni da un episodio simile per un altro guasto tecnico. E dall’inizio di gennaio la temperatura delle acque sarebbe anche più bassa del normale. Le cattive condizioni della “Gambi” tornano quindi di attualità.

La Pigna ricorda che la società che gestisce attualmente la piscina è stata costituita in tempi recenti: il 49 percento è in mano a chi fino a pochi mesi fa era il direttore commerciale del precedente gestore, il socio di maggioranza è Arco Lavori che circa due anni fa presentò un progetto di rifacimento della piscina. Il progetto ottenne il parere favorevole della giunta comunale che poi fece dietrofront dopo il parere critico espresso dalla Federazione nuoto. In seguito venne annunciato un secondo progetto da parte di altri promotori. Dal Comune non sono state forniti recenti comunicazioni sull’iter.

«La Pool 4.0 – scrive Veronica Verlicchi, consigliera comunale della Pigna – continua a giovare di proroghe per la gestione da parte dell’amministrazione De Pascale, mentre lo stesso Sindaco aveva dichiarato che entro maggio 2019 avrebbe portato in Consiglio comunale una nuova soluzione per la piscina». A R&D dichiaro che avrebbe voluto aprire il cantiere a primavera 2021. Intanto nuotatori e società sportive continuano a subire costanti disagi.

Dubbi su norme anti-Covid, le coop replicano a Cgil: «Servizio essenziale nelle Cra»

Comunicato congiunto delle tre centrali cooperative dopo l’allarme del sindacato partendo dal dato della maggioranza dei nuovi contagi in case per anziani «in strutture rivolte al profitto»

Anziana Deambulatore«Le cooperative sociali svolgono un pubblico servizio essenziale, riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna, finanziato in gran parte con risorse pubbliche, accreditati, convenzionati e quindi controllati dall’ente pubblico». Le centrali Agci, Confcooperative e Legacoop ritengono «offensiva e scorretta la posizione espressa da Cgil» che ha lanciato un allarme per i livelli di sicurezza anti-Covid nelle Cra gestite da coop sociali e privati. La preoccupazione del sindacato parte dal dato: nella seconda ondata la maggior parte dei circa 460 contagi negli ospizi si è verificata in strutture gestite da privati «e orientate al profitto». In merito al dato numerico, la nota congiunta delle centrali cooperative non contiene smentite. Così come non ci sono replico in riferimento al caso di una struttura in cui il personale, secondo la Cgil, era costretto a lavare a casa le divise da lavoro.

L’atteggiamento adottato dalla Funzione Pubblica della Cgil, secondo i rappresentanti delle coop, è contrario allo spirito di collaborazione che dovrebbe animare soprattutto in questo periodo le diverse parti.

«Sin dall’inizio dell’emergenza – si legge nella replica – le cooperative sociali sono state impegnate nel difficoltoso approvvigionamento di Dpi da fornire al personale che operava nei servizi e che hanno sempre garantito nella piena osservanza dei protocolli sanitari, nonostante le difficoltà di reperimento, con costi aggiuntivi considerevoli e che ancora oggi sono in attesa di rimborso. Minare la credibilità di tutto un sistema e delle persone che vi lavorano generalizzando false accuse di carenze e pratiche scorrette è ingiusto e pericoloso».

L’auspicio delle centrali è di avere, anche da parte di Cgil, «un contributo alla collaborazione, che privilegi il dialogo e il confronto e chiediamo altrettanto impegno di tutti i sindacati nel sollecitare gli Enti pubblici circa l’utilizzo di tutti gli strumenti che il Governo e la Regione Emilia Romagna hanno messo a disposizione, riconoscendo al movimento cooperativo un ruolo fondamentale nella gestione dei servizi di welfare a partire dal ristoro tempestivo delle cooperative per i maggiori costi sostenuti per i DPI, al riconoscimento degli aumenti contrattuali e dei costi straordinari di gestione, ai posti lasciati vuoti che generano perdite costanti, a gare d’appalto con basi d’asta congrue e che non premino i ribassi sui prezzi ma la qualità. Tutto nella prospettiva di un sistema di servizi che promuova il lavoro, le condizioni salariali, la sicurezza e la qualità dei servizi».

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