La protesta dei locali contro le chiusure imposte dal Governo: «Abbiamo bisogno di lavorare. E ci sono già delle prenotazioni…»

Arriva anche a Ravenna l’onda della disobbedienza civile del movimento #Ioapro, nato in questi giorni sui social (senza l’appoggio delle associazioni di categoria) e che si propone l’obiettivo di veder riaprire da venerdì 15 gennaio bar e ristoranti in primis, ma anche le altre attività bloccate dalle norme anti Covid. Indipendentemente dal nuovo Dpcm e dal colore della zona di riferimento.
E così bar e ristoranti si stanno organizzando per riaprire anche alla sera in zona gialla (dove le norme prevedono la chiusura alle 18) e tutto il giorno in zona arancione o rossa, dove i locali invece sono obbligati a restare come noto chiusi, se non per asporto e delivery.
In caso di (probabile) multe, i promotori dell’iniziativa mettono a disposizione i propri legali gratuitamente – decine in tutta Italia, si legge nelle vari gruppi social – per contestarle in maniera collettiva.
A Ravenna e dintorni sono due al momento i locali che confermano di voler partecipare all’iniziativa.
Uno è il noto pub Mac Gowan di via Renato Serra, in centro a Ravenna. «La nostra intenzione è di aprire tutto il weekend, a partire dalle 13 di venerdì, fino alle 21.30, o comunque fino a quando ci sarà gente. Rispettando le regole anti Covid ovviamente, quindi mascherine, 4 persone al massimo in un tavolo, gel igienizzante a disposizione dei clienti. Di certo un modo per restare con conviventi e amici molto più sicuro di una cena a casa. Siamo infatti arrivati al paradosso che le persone si incontrano nelle case e non possono farlo, in sicurezza, nei locali. Noi però non ce la facciamo più e abbiamo bisogno di lavorare per sostenerci. Quindi riapriamo».
A tentare la carta della riapertura “fuorilegge” è anche il ristorante Da Matteo di Marina di Ravenna. «Abbiamo già delle prenotazioni – ci dice al telefono la titolare –, vedremo come andrà. Sono incensurata e credo che non finirò in galera… Ci sentiamo presi in giro e ci siamo stufati, non possiamo continuare così, abbiamo bisogno di tornare a lavorare. Abbiamo deciso di riaprire (a pranzo e cena, ndr) e mi dispiace non vedere un’adesione massiccia anche di altri ristoranti e locali a Marina e Ravenna. Anzi, ho paura che saremo solo noi…».





Si registrano 163 nuove diagnosi di contagio da coronavirus in provincia di Ravenna oggi, 10 gennaio. Il tasso di positività sui tamponi eseguiti è del 10 percento, in linea con la media dell’ultimo mese (le giornate più basse sono state al 4,7 e le più alte al 22,4). I sintomatici dei casi odierni sono il 55 percento, anche questo un dato che si allinea all’ultimo periodo.
Attorno al Palio del Niballo si sta consumando uno scontro fra Lega e amministrazione comunale a Faenza. Il Carroccio mette in fila le date e accusa il Comune di aver usato la promozione dell’evento per elargire fondi agli amici, nello specifico a uno degli uomini che ha curato la campagna elettorale di Massimo Isola. Gli uffici comunali respingono le accuse con generiche spiegazioni e sorvolano sui dettagli evidenziati dall’opposizione.
La farmacia dell’ospedale di Ravenna anticipa la chiusura di mezzora ma per dieci giorni non è stata data alcuna comunicazione e diversi pazienti si sono trovati davanti alla porta chiusa. Dal 9 gennaio i nuovi orari corretti sono stati inseriti sul sito dell’Ausl. È la segnalazione che arriva da Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna.
La piscina comunale di Ravenna sarà chiusa al pubblico per un guasto all’impianto di riscaldamento da oggi, 9 gennaio, al termine dei lavori. Lo rende noto la lista civica Pigna che ha diffuso la nota inviata solamente ieri dal gestore dell’impianto di via Falconieri alle società sportive. Non si fanno stime sulla durata dell’intervento e quindi dell’interruzione del servizio: «Sarà mia cura – scrive il direttore della società Pool 4.0 – tenervi aggiornati sulle tempistiche di risoluzione del problema appena le aziende che interverranno mi comunicheranno i tempi di risoluzione dei problemi». La chiusura attuale arriva a distanza di pochi giorni da un episodio simile per un altro guasto tecnico. E dall’inizio di gennaio la temperatura delle acque sarebbe anche più bassa del normale. Le cattive condizioni della “Gambi” tornano quindi di attualità.
«Le cooperative sociali svolgono un pubblico servizio essenziale, riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna, finanziato in gran parte con risorse pubbliche, accreditati, convenzionati e quindi controllati dall’ente pubblico». Le centrali Agci, Confcooperative e Legacoop ritengono «offensiva e scorretta la