sabato
03 Gennaio 2026

Chiudono le Poste, per ritirare le giacenze si va in traghetto o 20 km di strada

Dal 6 aprile serranda abbassata. Un cartello avvisa di recarsi a Marina. Lista per Ravenna chiede al sindaco di attivarsi per arrivare al l’apertura, in altra sede del paese stesso, di un servizio svolto da un solo impiegato, eventualmente due al bisogno, affiancato da un bancomat

Poste Italiane Consegna PaccoL’ufficio postale di Porto Corsini chiude dal 6 aprile e un cartello sulla porta avvisa che la corrispondenza in giacenza si potrà ritirare alle Poste di Marina di Ravenna, sull’altra sponda del Candiano raggiungibile con il traghetto (3 euro a tratta in auto) o con un percorso di circa 20 km che passa necessariamente dal ponte mobile.

Il consigliere comunale Alvaro Ancisi ricorda che l’allarme contro questa evenienza fu lanciato il 10 dicembre scorso da Lista per Ravenna con un’interrogazione urgente al sindaco: «La risposta è stata che l’ipotesi era stata comunicata al sindaco già il 16 ottobre, senza però che ne fosse stata informata la cittadinanza e neppure la pro-loco.  Tre giorni dopo l’interrogazione di Lista per Ravenna è partita, a decisione in nessun modo prevenuta e tanto meno contrastata, una lettera di protesta rivolta dal sindaco alla direzione aziendale». L’assessore comunale alle attività economiche ha assicurato, in quella occasione, che  il sindaco intende esercitare anche il suo ruolo all’interno di Cassa Depositi e Prestiti, come presidente dell’Unione delle Provincia Italiane. Poste Italiane è posseduta dalla Cdp.

Lpr collaborò con le pro loco di Casal Borsetti, di Marina Romea e di Porto Corsini e con il comitato cittadino dei Lidi Nord per redigere e sostenere una petizione contro la chiusura dell’ufficio postale di Porto Corsini, la quale, nel giro di appena due settimane, ha raccolto l’adesione plebiscitaria di 1.340 cittadini. Né la petizione, né un’assemblea della cittadinanza, fittamente partecipata, hanno impedito la chiusura.

Per Ancisi «la soluzione alternativa minima a cui puntare, pur condannando fermamente l’accaduto, sembrerebbe essere l’apertura, in altra sede del paese stesso, di un servizio svolto da un solo impiegato, eventualmente due al bisogno, affiancato da un bancomat».

Atletica Ravenna: «In un mondo che cerca solo campioni, da noi c’è spazio per tutti»

Oltre duecento tesserati e progetti di inclusione per stranieri. Al campo anche un punto ristoro gestito da disabili

Atletica RavennaCon più di duecento tesserati, la stragrande maggioranza di essi giovanissimi, l’Atletica Ravenna è una delle società più radicate nel territorio provinciale.

La realtà guidata dal presidente Paolo Delorenzi, affiancato da dirigenti come Roberto Lolli, Gianfranco Corelli, Mauro Natali e Fabio Setti, ha come obiettivo di dotarsi una forma societaria più organizzata e in questi mesi ha avviato preziose collaborazioni, aprendosi al mondo della disabilità e dei ragazzi con problemi familiari.

Chiuso il bilancio del 2019, come spiega Lolli, «la nostra intenzione è quella di trasformarci da Asd a Ssd. In questo modo ci doteremo di un consiglio di amministrazione e di una struttura gestionale ampia, con incarichi ben definiti. Questa formula giuridica, inoltre, ci darà la possibilità di ridurre i rischi economici, permettendoci di accedere in modo diretto al credito sportivo. Sarà quindi più semplice fare dei progetti anche a riguardo delle strutture a disposizione».

Un passo importante già compiuto negli scorsi mesi è quello dell’inclusione, integrando nelle proprie fila alcuni ragazzi che nel recente passato hanno affrontato difficili esperienze di vita. «Dare una mano a questi giovani è da considerare come valore aggiunto per una realtà come la nostra, con il messaggio lanciato a settembre, in occasione dell’inizio delle attività, accolto da tante persone. Fare sport è fondamentale nel percorso di crescita dei ragazzi e inoltre abbiamo organizzato alcuni incontri riguardanti la psicologia, la logopedia e la medicina, e ne organizzeremo altri che avranno per oggetto il nutrizionismo».

La società giallorossa, anche grazie a collaborazioni con associazioni come Csi, Linea Rosa, Maratona di Ravenna e Letizia, non vuole fermarsi qui. «La speranza è che anche altre realtà del territorio seguano il nostro esempio e un grande appoggio lo stiamo ricevendo dall’assessora ai Servizi sociali, Politiche giovanili e Immigrazione, Valentina Morigi. Già cinque giovani stranieri, provenienti da Paesi come Albania, Senegal e Nigeria, si sono tesserati da noi, così come una ventina di ragazzi con disabilità. L’intenzione è quella di allargarci in modo ulteriore e per questo motivo siamo stati inseriti nell’elenco delle società che offrono dei servizi per i disabili». Lolli non nasconde così un suo grande sogno. «Ci piacerebbe tantissimo portare un nostro gruppetto di atleti alle Paralimpiadi. Facendo un passo per volta, pensando quindi alla manifestazione che si terrà tra quattro anni, abbiamo le persone e le strutture giuste per raggiungere questo traguardo. Magari qualcuno dei nostri ce la farà».

In tale contesto è nato anche il progetto di creare un punto di ristoro all’interno del Campo scuola gestito da un paio di ragazzi disabili, guidati da un operatore. «L’obiettivo principale è cambiare la nostra filosofia. A noi lo sport interessa infatti prima di tutto a livello sociale, includendo tutti. Per raggiungere questo traguardo mettiamo a disposizione le nostre eccellenze, e cioè i nostri allenatori e i professionisti che lavorano per noi in campo medico, aprendo delle strade che portano a collaborazioni con tecnici stranieri. Grazie ad alcuni buoni contatti ci sono possibilità di organizzare degli incontri con tecnici francesi e senegalesi».

PouyeIl livello degli allenatori della società giallorossa è molto qualificato, con lo staff composto da Katia Gori, Valeria Stella e Giampaolo Gori per i ragazzi dai 6 ai 13 anni, da Vittorio Marani e Guido Mazzini per i più grandicelli, affiancati da due olimpionici del passato: Babacar Pouye e, per il settore salti, Simone Bianchi. «Tutti i nostri allenatori prima di tutto sono degli educatori, perché la crescita dei ragazzi deve avvenire innanzitutto dal punto di vista umano. In un mondo in cui si cercano solo dei campioni, noi vogliamo mandare il messaggio che chiunque può fare sport. Siamo convinti che, seguendo questa strada, arriveranno anche ottimi risultati da parte del nostro settore agonistico». E i risultati stanno arrivando con puntualità. A metà febbraio, ai campionati italiani Allievi, il “figlio d’arte” Mouhamed Pouye (nella foto) è giunto al quarto posto nei 60 ostacoli, mancando di un soffio il podio.

Guardando un po’ i numeri, infine, al momento l’Atletica Ravenna può contare su 203 tesserati (105 maschi e 98 femmine nati tra il 1999 e il 2014), più ovviamente i Master. «Abbiamo aumentato in modo sensibile i nostri tesserati e continuiamo a ricevere richieste di iscrizioni. Tutti i nostri ragazzi partecipano alle gare e ognuno di loro porta il proprio contributo facendo parte di un gruppo, anche se l’atletica è una disciplina individuale. La nostra speranza è quella di crescere ancora».

Nuoto, 10 società deluse scrivono al sindaco: «Perché è tutto fermo per la piscina?»

Richiesto un incontro urgente per fare il punto a distanza di un anno dagli ultimi vertici che parevano aver spianato la strada per la progettazione del nuovo impianto in via Falconieri

IMG 5455Quando si comincerà davvero a rifare la piscina comunale di Ravenna? È la domanda che dieci società sportive del nuoto, tra quelle che utilizzano le vasche della “Gambi” in via Falconieri, rivolgono al sindaco Michele de Pascale con una lettera scritta in cui chiedono un incontro urgente, deluse dal silezio dell’amministrazione nell’ultimo anno.

La lettera nasce dopo aver appreso dalla stampa locale che la spesa del progetto della piscina non è stata inserita nel piano triennale degli investimento approvato dal consiglio comunale lo scorso dicembre. «Noi invece speravamo fosse stata già avviata una celere procedura di approvazione del progetto – si legge nella lettera – e che quel progetto fosse in decollo dopo una serie di incontri e confronti con l’amministrazione».

IMG 5463I firmatari temono che di quanto si è discusso negli incontri – convocati dall’amministrazione un anno fa dopo le critiche sollevate dalle stesse società contro il progetto presentato da Arco Lavori – non sia rimasta traccia nelle successive considerazioni del Comune: «Ci aspettiamo rassicurazioni e tempi di realizzo coerenti con la situazione di degrado della piscina».

Su questo aspetto conferme arrivano da Fabrizio Berlese, direttore del centro nuoto in gestione alla società Pool 4.0. La struttura è una specie di Frankestein perché la conformazione attuale è il risultato di interventi spalmati nell’arco di oltre quarant’anni. Alla fine degli anni ’70 la prima costruzione con la vasca da 25 coperta e quella da 50 scoperta. Poi in seguito la copertura anche della seconda e all’inizio degli anni Duemila le modifiche degli impianti. «Ci sono alcune tubature interrate nel cemento armato che risalgono alla prima costruzione – spiega Berlese – e l’involucro che copre la vasca grande è un divoratore di energia: possiamo tenere al massimo gli impianti di riscaldamento ma avremo sempre spifferi e questo non può lasciare contenta la clientela, lo capisco».

IMG 5469La lettera è firmata da Rinascita Nuoto Team Romagna, Endas, Libertas, Ravenna Pallanuoto, Romagna Triathlon, Gypsy Diver, Blu Atlantis, Acquatic Team, Nuotatori Ravennati, Triathlon Team Ravenna. A recapitarne copia alla stampa è stata la consigliera comunale Veronica Verlicchi (Pigna): «In questo ultimo anno, dopo l’incontro di De Pascale con i rappresentanti delle società di nuoto avvenuto a marzo 2019, non si è più sentita una parola sul futuro della piscina. Peccato che durante il suddetto incontro, lo stesso sindaco avesse assicurato alle società sportive ravennati di trovare una soluzione in tempi brevi».

Al momento, come noto, per rifare la piscina esistono due proposte. Una è quella presentata da Arco Lavori a fine del 2018 che già aveva ottenuto il sì della giunta e doveva passare in consiglio comunale ma è stata stoppata dal sindaco. La seconda è quella più recente di cui ancora non si conoscono i dettagli.

Concerto rinviato per coronavirus, la band decide di suonare in diretta streaming

Rigolo
I Rigolò

Potrebbe essere il primo di una serie, se le misure restrittive dovessero essere prorogate a lungo. I Rigolò, rock band ravennate, a fronte del rinvio (uno dei tanti) del loro concerto in programma domenica 8 marzo al circolo Arci Kinotto di Borgo Masotti (Mezzano), hanno infatti deciso di suonare lo stesso, ma senza pubblico, in diretta streaming sulla loro pagina Facebook.

L’appuntamento è per le 18 dello stesso giorno, domenica 8 marzo.

«Teniamo duro – commenta la band sui social –, potrebbe essere un’ opportunità per risorgere».

 

Confezionava panetti di droga, 44enne arrestato: in casa aveva 770 grammi di cocaina

Segnalazioni alla polizia per i movimenti frequenti di un’auto nel parcheggio di un esercizio pubblico

DrogaUna pressa idraulica per la realizzazione dei cosiddetti panetti di droga, una macchina per il sottovuoto, materiale vario per il confezionamento dello stupefacente, 770 grammi di cocaina e 30 grammi di hashish: era tutto a casa di un 44enne italiano a Cotignola (G. M. le iniziali). L’uomo è stato arrestato dalla polizia per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. La perquisizione domiciliare è arrivata ieri sera, 3 febbraio, dopo che gli agenti avevano trovato 60 grammi di cocaina e 1.550 euro in contanti nella sua auto. L’uomo era nel mirino della squadra antidrogra della Mobile dopo le recenti segnalazioni sull’andirivieni sospetto di un’auto all’interno di un parcheggio di un esercizio pubblico. Una pattuglia ha rintracciato e fermato un’auto corrispondente alla descrizione ed è scattata l’operazione.

Bagnacavallo concede la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre

Ordine del giorno approvato all’unanimità. La 90enne è sotto scorta e impossibilità a partecipare a cerimonie: il riconoscimento le sarà inviato con un omaggio del paese

GOLF 20200111162654909 1163x768Il Comune di Bagnacavallo ha concesso la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, 90enne sopravvissuta all’Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità nella seduta del consiglio comunale di martedì 3 marzo.

Il consiglio ha accolto l’invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a «non abbassare mai la guardia» e «non sottovalutare i tentativi che negano o vogliono riscrivere la storia contro l’evidenza, allo scopo di alimentare egoismi, interessi personali, discriminazioni e odio».

Segre, con una mozione presentata nell’aula del Senato, aveva proposto di istituire una commissione straordinaria «per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza» e anche per questo è stata oggetto, nell’ultimo periodo, di un numero sempre maggiore di minacce e offese, perpetrate perlopiù attraverso il web, tanto da indurre il prefetto di Milano ad assegnarle una scorta per tutelare la sua incolumità.

Consiglio Comunale BagnacavalloConoscendo l’impossibilità, più volte espressa, della senatrice a partecipare a cerimonie ufficiali di consegna della cittadinanza onoraria e nell’eventualità quindi che non sia possibile prevedere tale cerimonia, l’atto di conferimento verrà trasmesso all’interessata insieme a un omaggio di Bagnacavallo.

Liliana Segre è nata a Milano in una famiglia italiana di origine ebraica il 10 settembre 1930, a soli 14 anni ha vissuto sulla propria pelle l’odio imperante nel proprio paese creatosi in seguito alla promulgazione delle Leggi Razziali, venendo arrestata, incarcerata e poi deportata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove rimase prigioniera fino alla liberazione dello stesso avvenuta nel maggio del 1945. È risultata una dei 25 bambini sopravvissuti alla terribile esperienza della deportazione sui 776 bambini italiani che vennero rinchiusi nei campi di concentramento.

Scritta sui muri in strada contro Arcigay, il presidente provinciale: «Che amarezza»

Di Maio ripercorre la sua storia personale contro discriminazioni, soprusi, ingiustizie

89260739 3336650979695641 3126557469308878848 OSu un muro che affaccia su viale Zara a Ravenna è comparsa una scritta a vernice spray che recita “Arcigay mafioso”. Il presidente provinciale dell’associazione lo rende noto postando una foto su Facebook: «Tanta è l’amarezza nel vedere accostato il nome dell’associazione in cui mi impegno alla parola e al pensiero della mafia».

Ciro Di Maio nel suo post ripercorre brevemente la storia personale contro la malavita organizzata: «Io attivista per i diritti delle persone Lgbti, di donne, migranti ed ogni minoranza perseguitata. Io figlio di genitori che hanno deciso di sradicarsi dal paese d’origine per crescere i figli lontani dalla camorra. Io che già da bambino alla vista di un sopruso andavo contro tutti e tutto per affermarne la gravità sperando nel riequilibrio cosmico che secondo me era dovuto. Io che oggi ho fatto di questi principi mio vessillo mi trovo molto amareggiato, disgustato dell’accostamento di queste due parole. Arcigay è quanto di più lontano ci possa essere dal sopruso, Arcigay si batte per le minoranze. Arcigay si batte contro le sottomissioni».

Altre sue considerazioni in una nostra recente intervista…

Coronavirus, il governo ha deciso: scuole e atenei chiusi fino a metà marzo

È quanto emerso dalla riunione tra il premier Conte e i ministri

Chairs Classroom College Desks 289740Il governo ha deciso per la chiusura di tutte le scuole e gli atenei d’Italia fino a metà marzo per gli effetti del coronavirus.

È quanto emerso dalla riunione tra il premier Giuseppe Conte e i ministri a Palazzo Chigi.

Lo scrive in un’agenzia l’Ansa.

È attesa l’ufficializzazione da parte del Governo nelle prossime ore.

Coronavirus, positivi due assessori della giunta della Regione. Test per gli altri

Barbara Lori e Raffaele Donini stanno comunque bene e sono in isolamento nelle proprie abitazioni

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La nuova giunta regionale

La neo assessora regionale Barbara Lori è risultata positiva al coronavirus. Lori aveva partecipato alla seduta di insediamento della giunta venerdì scorso.

Subito dopo aver appreso la notizia, ieri sera (3 aprile) tardi, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il sottosegretario Davide Baruffi e l’assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini, si sono sottoposti al test tampone, per motivi legati all’operatività dell’Ente e doverose ragioni precauzionali. In particolare, l’assessore Donini era entrato in più diretto contatto con Barbara Lori nei giorni scorsi.

Il presidente Bonaccini e il sottosegretario Baruffi sono risultati negativi. Positivo, invece, l’assessore Donini. Già questa mattina, gli altri componenti la Giunta (tra cui il ravennate Andrea Corsini) sono stati sottoposti al test.

Lori e Donini sono in buone condizioni e si trovano presso le loro abitazioni, dove rispetteranno il periodo di isolamento. In entrambi i casi è in corso di definizione la lista dei contatti avuti nei giorni passati e, così come previsto dai protocolli, verranno svolti gli accertamenti sulle persone interessate, contattate direttamente dalle strutture sanitarie competenti territorialmente.

Il presidente Bonaccini parteciperà all’incontro con il premier Conte e le parti sociali dedicato alle misure economiche, previsto nel pomeriggio a Roma, collegato in videoconferenza dalla Regione, a Bologna.

Ravenna, anche gli architetti contro il Comune sul progetto della Rocca Brancaleone

Il presidente dell’ordine lamenta l’assenza di un concorso e critica «l’enfasi ingenua» dello schema di recupero

Attachment 15Il presidente dell’ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Ravenna interviene con una nota sul tema della progettazione della nuova Rocca Brancaleone, su cui nei giorni scorsi era già intervenuto l’ordine degli Ingegneri, con una lettera inviata al nostro giornale.

Riceviamo e pubblichiamo la nota del presidente degli architetti, Luca Frontali.

«A volte le buone notizie non convincono fino in fondo e la presentazione del progetto di recupero della Rocca Brancaleone è una di queste. La capacità di intercettare finanziamenti riservati dal MIBACT ai Grandi progetti beni culturali è un indubbio merito dell’azione coordinata tra il Comune di Ravenna e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, senza la quale ora non saremmo a discutere della qualità che ci si aspetta da un progetto così importante per la città. La sensazione, fondata, è però di ritrovarsi con una lodevole iniziativa guastata non certo dai titoli dei protagonisti ma dall’assuefazione ad un metodo praticato dall’amministrazione ravennate (l’affidamento in house dei servizi di architettura evitando le procedure di concorso ad evidenza pubblica), che ha già dimostrato produrre progetti poveri non nei proponimenti ma nel processo compositivo, all’interno del quale dovrebbero primeggiare, e competere, le qualità tecniche ed intellettuali di chi si cimenta quotidianamente con il progetto di architettura».

«Di ciò che è stato reso pubblico del progetto di recupero della Rocca non convince l’enfasi, anche ingenua, riservata ad una atopica e convenzionale rappresentazione virtuale di una proposta di intervento ambiziosa, che merita grande attenzione poiché, oltre ad un indispensabile restauro conservativo della Rocca, prevede anche di reintegrarne l’immagine attraverso una struttura metallica stilizzata e reversibile, permeabile e dal cromatismo tenue, che suggerirà visivamente la forma perduta del monumento recuperandone i rapporti architettonico-paesaggistici».

«L’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Ravenna, in particolare nei processi di trasformazione e riqualificazione degli spazi pubblici della città, sostiene la centralità del progetto di architettura (la cui rappresentazione non è necessariamente quella di un’opera d’arte, ma è tecnica ideativa e quindi composizione) ed ha avviato una serie di attività finalizzate a promuovere il concorso di progettazione quale strumento più idoneo per valorizzarlo e renderlo riconoscibile».

Coronavirus: i due giovani di Lugo tra i primi casi di guarigione in regione

Per la guarigione completa serviranno due tamponi negativi consecutivi. Intanto in regione 420 casi registrati

12(17)Sono guariti i due giovani di Lugo, un 21enne e una 18enne, che erano stati contagiati dal nuovo coronavirus. I due ravennati sono tra i primi quattro casi in Emilia-Romagna di pazienti che hanno superato la malattia dopo essere risultati positivi ai test dell’Ausl. Lo rende noto la Regione che prescisa: si potrà parlare di guarigione completa solo dopo due tamponi negativi consecutivi. La notizia positiva bilancia solamente in parte gli altri dati della giornata odierna, 3 marzo, che parla di 85 nuovi casi di positività in Regione e 7 nuovi decessi: ad oggi 420 i casi totali registrati e i decessi sono 11 decessi.

«Il sistema sta reggendo – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini – e stiamo prendendo ogni giorno le misure più adeguate per garantire gli interventi più opportuni. È per questo che ci stiamo concentrando sul rafforzamento delle postazioni di terapia intensiva, soprattutto nel piacentino, dove con il 60 percento dei casi si concentra la stragrande maggioranza delle infezioni da coronavirus. Oggi, tra l’altro, nel corso di un incontro con i rappresentanti di Aiop, si è registrata la disponibilità del sistema sanitario privato emiliano-romagnolo a supportare, se necessario, il grande sforzo del sistema sanitario pubblico. Una disponibilità che mette in luce un aspetto solidaristico importante».

Dal punto di vista degli approvvigionamenti, ad oggi sono stoccate nel deposito sanitario della Regione a Reggio Emilia 22.500 mascherine Ffp2 fornite dal dipartimento nazionale di Protezione Civile ad uso esclusivo di medici, infermieri e personale sanitario dell’Emilia-Romagna, che verranno distribuite secondo i criteri prefissati. In consegna oggi altre 25mila unità.

Due mesi di lavori per livellare i cumuli sui fondali a ridosso delle banchine

L’Autorità portuale è al lavoro per un bando di gara che individui un operatore per manutenzione ordinaria e continuativa nell’arco di quattro anni

2120 Navi Al PortoPer i due mesi successivi al 4 marzo il porto di Ravenna sarà interessato da una serie di interventi di dragaggio che con una azione di livellamento del fondale consentiranno di rimuovere le limitazioni all’accosto intervenute a seguito della formazione di cumuli di materiali a ridosso di alcune banchine. I lavori interesseranno le aree di sottobanchina dei terminal Fassa Bortolo, Yara, Sapir, TCR, Docks cereali e Setramar.

Parallelamente l’Autorità di sistema portuale sta ultimando il bando di gara – la cui pubblicazione è prevista per la primavera prossima, con l’obiettivo di essere operativi dall’estate 2020 – per un accordo quadro di manutenzione dei fondali, volto al reperimento di un operatore economico che disponga dei mezzi  idonei ad eseguire interventi di manutenzione ordinaria e continuativa dei fondali nell’arco di quattro anni. L’accordo prevede sia interventi di dragaggio con, previa loro caratterizzazione, conferimento a mare – in sito autorizzato dagli enti competenti – dei sedimenti dragati, sia interventi di livellamento realizzati attraverso lo spostamento dei sedimenti all’interno del canale stesso in aree tra loro adiacenti.

L’accordo, inoltre, dispone la possibilità di interventi straordinari su chiamata (da avviare entro 15 giorni solari dalla chiamata) e la fornitura di due ulteriori servizi ausiliari agli interventi di manutenzione ordinaria dei fondali: il servizio di caratterizzazione dei sedimenti ad intervento avvenuto e il servizio batimetrico dei fondali connesso agli interventi.

Nel prossimo autunno è poi previsto anche l’intervento di rimozione di una sponda presente sulla sponda sinistra fra San Vitale e Trattaroli che riduce la larghezza del canale e la cui eliminazione consentirà di migliorare ulteriormente la sicurezza della navigazione in quel tratto.

Infine l’Autorità di Sistema sta anche procedendo con la redazione del Progetto per la realizzazione dell’impianto di trattamento dei materiali risultanti dall’escavo dei fondali, impianto che, seppure richiederà circa un paio di anni per essere operativo (tra bando di gara,  procedura di Via, realizzazione e collaudo), rappresenta l’elemento imprescindibile della seconda fase di approfondimento successiva al dragaggio e consentirà, oltre alla manutenzione ordinaria dei fondali, di proseguire con l’approfondimento, senza soluzione di continuità dopo l’hub portuale.

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