lunedì
11 Maggio 2026

Il faentino Busa cala un pokerissimo di medaglie ai campionati regionali a Riccione

Nuoto / Il giovanissimo portacolori del Centro Sub Nuoto Faenza porta a casa ben cinque medaglie d’oro: nei 50 e 100 metri farfalla, nei 50 dorso, nei 50 e 100 stile libero. Il manfredo Resta torna con quattro secondi posti dai Giochi Europei paralimpici

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Il giovanissimo nuotatore faentino Michele Busa, assieme a Nicole Scalini

E’ stato un vero mattatore ai campionati regionali Juniores in vasca lunga il nuotatore faentino Michele Busa, atleta di punta del Centro Sub Nuoto Club 2000. Nei quattro giorni di gare allo Stadio del Nuoto di Riccione ha portato a casa la bellezza di cinque medaglie d’oro: nei 50 e 100 metri farfalla, nei 50 dorso, nei 50 e 100 stile libero, a cui si può aggiungere da contorno l’ottavo posto nei 400 misti.

Il notevole contributo apportato da Busa, che compirà 18 anni il prossimo 21 agosto ed è inserito nella categoria Juniores, ha permesso alla società di Faenza di ottenere la 16ª piazza nella classifica per società su 37 partecipanti. Di valore è anche il secondo posto ottenuto dalla caparbia Sofia Salaroli (Seniores, 2000) nei 200 metri rana, senza dimenticare le quinte piazze raggiunte nei 50 rana, nei 100 rana e nei 200 misti. Forte e in costante crescita, Gaia Gionta (Ragazzi, 2005) ha raggiunto il terzo gradino del podio nei 100 e nei 200 rana.

La spedizione riccionese del Centro Sub Nuoto Faenza ha avuto come protagonisti individuali anche Simone Mazza (Juniores, 2002; 100 dorso), Mattia Gaddoni (Juniores, 2002; 50, 100 e 200 rana), Lorenzo Caggiano (Ragazzi, 2003; 100 rana) assieme alle brave Nicole Scalini (Ragazzi, 2006; 100 e 200 farfalla), Andrea Maltoni (Ragazzi, 2006; 100 e 200 dorso), Angela Panzavolta (Juniores, 2004; 200 dorso) e Martina Venieri (Juniores, 2003; 200 misti). Fuori dalla zona medaglie ma ben piazzate le staffette femminili 4×100 stile libero e 4×100 misti Ragazzi (Rebecca Gondoni, Andrea Maltoni, Nicole Scalini, Gaia Gionta) e la staffetta maschile 4×100 misti Juniores (Simone Mazza, Lorenzo Caggiano, Michele Busa, Mattia Gaddoni). Dopo il prossimo fine settimana di pausa, il Centro Sub Nuoto Faenza andrà “in vetrina” con Michele Busa ai Campionati italiani assoluti, in programma al Foro Italico di Roma dal 1° al 4 agosto.

Resta Massimo (Europei 2019 FIN)
Massimo Resta ha vinto quattro medaglie d’argento ai Giochi giovanili europei paralimpici in Finlandia

Resta si colora d’argento A portare grandi soddisfazioni nei giorni scorsi alla famiglia del Centro Sub Nuoto sono state anche le straordinarie prestazioni del giovane nuotatore faentino Massimo Resta (il quale gareggia per il Dopolavoro Ferroviario di Bologna) ai Giochi giovanili europei Paralimpici che si sono tenuti a Pajulathi, in Finlandia: medaglie d’argento nei 50, 100, 400 stile libero e nei 100 dorso, oltre a 2 quarti posti nei 100 rana e nei 200 misti. Successivamente Resta ha partecipato al campionato italiano assoluto estivo FINP, dove si è messo al collo la medaglia d’oro con accesso alle Finali Open nei 100 rana (1’40”97), ma ha anche ottenuto le medaglie d’argento e i primati nazionali di categoria nei 50 metri stile libero (32”57) e nei 100 stile libero (1’10”15).

Storia della ravennate in Svezia che insegue una stella lontana 7600 anni luce

Daria Dall’Olio, oltre alle ricerche scientifiche, ha inventato anche “Costellazione manga” per divulgare l’astrofisica

Daria Dall'Olio

Iras 18089-1732 è il nome di una stella in formazione nella nostra galassia, da cui potrebbe originarsi un sistema planetario, ed è l’oggetto celeste su cui sta facendo ricerche l’astronoma Daria Dall’Olio di Ravenna: «Non ha un nome molto poetico ma si usa così in astrofisica. Il nome bello ce l’hanno solo gli oggetti più famosi o storici, come la Galassia di Andromeda che agli astronomi è nota anche come M31».

La 37enne vive e lavora in Svezia da cinque anni, per un dottorato all’Università di Chalmers a Goteborg dopo la laurea in Astronomia a Bologna, e ci parla del suo impegno con un entusiasmo travolgente: «È una protostella massiccia che dista circa 7.600 anni luce da noi (ogni anno luce equivale a 9.461 miliardi di km, ndr). Si trova nell’area di cielo compresa tra la costellazione dello Scorpione e del Sagittario che in questo periodo sono visibili basse all’orizzonte Sud ma ad occhio nudo o con un piccolo telescopio amatoriale non si vede niente».

Dall’Olio studierà la composizione chimica di questa stella «per cercare di capire quali sono i meccanismi fisici che agiscono in questi primi attimi di vita della stella, come individuare il ruolo del campo magnetico nella formazione di nuove stelle. Sono in attesa di ricevere i dati dell’osservazione svolta dal radiotelescopio della rete Alma, poi mi metterò al lavoro».
I dati che l’astronoma dovrà masticare infatti sono stati raccolti in Cile dove nel deserto Atacama a cinquemila metri di altitudine ci sono 66 antenne «con cui si possono vedere cose meravigliose». La rete Alma ha collaborato anche alla recente realizzazione della celebre foto del buco nero.

L’uso di uno strumento così potente è ambito in tutto il mondo, facile quindi capire la gioia della ravennate: «Le richieste che arrivano alla rete Alma sono tantissime e quindi quando la tua viene accettata dalla commissione è già una grande soddisfazione, in pratica significa che per alcune “ore osservative” il telescopio ha raccolto i dati per la mia ricerca».
Insomma quasi tutto lavoro fatto sulla tastiera di un computer: «L’astronomo non è più quello che stava a guardare all’oculare solo di notte. Lo strumento fondamentale è un computer con grande memoria per immagazzinare e ripulire i dati».
Con un obiettivo preciso: «Scrivere articoli per la pubblicazione su riviste scientifiche dopo aver studiato una teoria e letto cosa dice la letteratura sulla sorgente».

Difficile per Dall’Olio collocare nel passato il momento in cui è nata la sua passione per il cielo: «Sicuramente da quando ero molto piccola, penso che il primo telescopio me lo comprarono i miei genitori quando avevo 5-6 anni». E ha resistito a un momento critico nella formazione di un astronomo: «I primi tre anni di università. Entri convinto di parlare di pianeti e stelle e invece ti ritrovi a fare matematica, geometria e fisica. Insomma sogni di usare il telescopio e invece devi risolvere degli integrali da una pagina. Non sarà un caso che al primo anno c’erano 80 iscritti e all’ultimo eravamo rimasti in venti».

In parallelo alla ricerca, la ravennate porta avanti anche l’attività di divulgazione. E su questo fronte Dall’Olio è creatrice di un metodo nato proprio a Ravenna, grazie alla collaborazione degli astrofili locali e dell’associazione italo-giapponese: «Sono da sempre appassionata di cartoni e fumetti. Anime e manga hanno molti riferimenti allo spazio. E così è nata “Costellazione Manga”. L’idea è quella di utilizzare i fumetti e i cartoni per rendere più facile la comprensione dell’astronomia tra chi non è un esperto. I cartoni diventano lo spunto per riflessioni su temi veri. È stata una bella soddisfazione quando abbiamo presentato questo progetto davanti ai massimi esperti di divulgazione, compresi gli uffici comunicazione di Nasa e Esa».

E a Marina scatta l’operazione “Strade sicure”, anche con l’ausilio del “drogometro”

I controlli della Movida hanno coinvolto uomini e mezzi di Polizia stradale e Guardia di finanza. Pesante bilancio di sanzioni, patenti ritirate e veicoli sequestrati

Polizia Controlli NotturniUn notevole dispiegamento di uomini, mezzi e strumenti di controllo è stato messo in campo dalla Polizia di Stato nella notte fra il 21 e il 22 luglio, a Marina di Ravenna.
«Dopo le notizie degli ennesimi gravi incidenti stradali – si legge in una nota stampa della Questura di Ravenna – arriva una risposta forte da parte delle istituzioni; così, con ordinanza del Questore di Ravenna, Rosario Eugenio Russo, e dispositivo a firma del Dirigente del Compartimento Polizia Stradale per l’Emilia Romagna, Piera Romagnosi, nella serata della movida di Marina di Ravenna è scesa in campo una vera e propria task force per il contrasto della guida sotto l’effetto di bevande alcoliche e di sostanze stupefacenti e psicotrope».

I controlli, coordinati dal Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Ravenna, Cateria Luperto, hanno visto l’impiego di cinque pattuglie della Polizia Stradale, l’Ufficio Mobile con il Medico Principale della Questura di Ravenna, il dottor Gennaro D’Aniello, due equipaggi della Polizia Locale di Ravenna, una pattuglia con unità cinofila antidroga della Guardia di Finanza di Ravenna.
Sono stati sottoposti a verifica più di 100 veicoli e 120 persone. L’attività di monitoraggio è stata, in primis, finalizzata al contrasto della guida sotto l’effetto di alcool e sostanze stupefacenti e psicotrope.

Drogometro
Test del drogometro

I conducenti sono stati controllati prima con accertamenti preliminari mediante alcoolblow e, in caso di positività, con accertamento mediante etilometro.
I controlli sullo stato di alterazione dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti e psicotrope sono stati effettuati mediante il cosiddetto “drogometro”, un dispositivo pretest che, al pari dell’etilometro, è in grado di rilevare in pochi minuti se una determinata persona ha assunto di recente sostanze stupefacenti; il drogometro, infatti, permette di accertare, attraverso l’analisi di un tampone salivare, la presenza di una o più delle seguenti sostanze stupefacenti: cocaina, oppiacei, cannabinoidi, anfetamine e metanfetamine. Il test preliminare mediante “drogometro” è stato effettuato dal Medico Principale della Questura di Ravenna su diversi conducenti di veicoli che, al momento del controllo, hanno evidenziato una sintomatologia compatibile con l’assunzione di sostanze stupefacenti; tra questi, uno in particolare è risultato preliminarmente positivo a cocaina e anfetamina.

I controlli, poi, sono stati mirati non solo al contrasto della guida sotto l’effetto di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti, ma, in generale, al contrasto delle altre principali cause di incidentalità stradale e, segnatamente, l’uso dello smartphone durante la guida e l’eccesso di velocità.
I controlli si sono conclusi in tarda serata con un pesante bilancio in termini di sanzioni, patenti ritirate e veicoli sequestrati.

Corruzione per le dighe: ministro arrestato. Bbc: mandato di cattura per vertici Cmc

La cooperativa ravennate afferma di non aver ricevuto comunicazione ufficiali dalle autorità africane. Si indaga su un contratto da 450 milioni di dollari

Cmc
sede cmc ravenna

Un’inchiesta condotta dalle autorità del Kenya per una presunta corruzione nell’ambito della costruzione di due dighe nello stato africano ha portato all’arresto del ministro keniota per le Finanze, Henry Rotich, e secondo quanto riportano alcuni media internazionali tra cui la Bbc e La Verità ci sarebbe un mandato di cattura per una ventina di persone tra cui anche vertici della Cmc di Ravenna che ha ottenuto l’appalto da 450 milioni di dollari, 170 milioni in più rispetto a quanto stabilito nel contratto originale, per i due impianti idroelettrici.

Cmc fa sapere di non essere ad oggi stata informata né di aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalle autorita keniote sulle decisioni assunte e riportate dalla stampa. Cmc si dice certa della correttezza dell’operato dell’azienda e dei suoi rappresentanti, sia in Italia sia all’estero, in particolare su questa vicenda.

Dalla Regione oltre 1 milione e mezzo per lo spettacolo dal vivo

Diciassette i progetti finanziati in provincia di Ravenna, che si colloca al secondo posto per entità delle risorse

TeatroAlighieri
L’ingresso del teatro Alighieri a Ravenna

In tutto sono 141 i progetti di spettacolo dal vivo che, nel 2019, saranno finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con 8 milioni e 831 mila euro, oltre 261 mila euro in più rispetto al 2018.

Per quanto riguarda i contributi, la provincia di Ravenna si colloca solo dietro Bologna con 1 milione e 591 mila euro per 17 progetti. Al capoluogo vanno infatti oltre 2 milioni di euro per 41 progetti; 519.900 alla provincia di Ferrara (7 progetti); 566 mila alla provincia di Forlì-Cesena (15 progetti); 561 mila alla provincia di Modena (12 progetti); 1 milione e 430 mila euro alla provincia di Parma (15 progetti); 530 mila alla provincia di Piacenza (7 progetti); 630 mila alla provincia di Reggio Emilia (9 progetti); 969 mila alla provincia di Rimini (12 progetti). Sono 7 i progetti di coordinamento e 1 riguarda i Centri di residenza artistiche.

A queste risorse vanno aggiunti anche i finanziamenti ai 7 progetti di coordinamento a valenza regionale o di area vasta per un totale di 1 milione e 616 mila euro, che riguardano tutti i settori dello spettacolo e attività relative alla promozione e distribuzione dello spettacolo dal vivo.

Grazie all’accordo di cofinanziamento con il ministero per i Beni e le attività culturali, è stato confermato inoltre anche per il 2019 il sostegno regionale con quasi 266 mila euro al Centro di residenza emiliano-romagnolo e alle cinque Residenze per artisti nei territori (http://www.residenzeartistiche.it) che otterranno un contributo aggiuntivo statale di oltre 270 mila euro, tra cui anche il teatro dei Due Mondi di Faenza.

Nel dettaglio sul territorio ravennate sono stati finanziati i seguenti soggetti, in ordine di importanza per i finanziamenti ricevuti: Ravenna Manifestazioni con 270mila euro per il Ravenna Festival e altri 160.200 euro per il coordinamento Teatri di Tradizione (nel triennio). A seguire c’è l’associazione Jazz Network con 225mila euro. Per quanto riguarda i centri di produzione teatrali Accademia Perduta, che organizza le stagioni teatrali di vari teatri anche fuori provincia, riceve 225mila euro, mentre RavennaTeatro a cui si deve, peraltro, la programmazione di Rasi e Alighieri, ne riceve 168mila. Al Teatro del Drago per produzione e distribuzione del teatro di figura vanno 97mila euro, mentre la cooperativa E per la produzione e la programmazione di uno spazio teatrale vanno 69.500 euro. Di 60mila è invece il contributo che va a Cantieri, per coordinare la rete Anticorpi e il festival di danza urbana Ammutinamenti (nel campo della danza la compagnia gruppo nanou ne ottiene 25mila). 53mila euro è il contributo per l’associazione Angelo Mariani che cura una programmazione di classica, 42mila euro sono quelli che vanno ai Due Mondi di Faenza. Per tornare alla musica, Emilia Romagna Concerti riceve 39.500 euro per “Capire la musica”, mentre Accademia Bizantina per festival e rassegne di musica antica arriva a 38mila euro. La compagnia teatrale di Russi Le Belle Bandiere possono contare su un contributo di 30mila euro mentre l’associazione Blues Eye che si occupa del festival Spiagge Soul (con annessi e connessi) 25.500 euro, laddove l’associazione Bronson per il festival musicale Transmissions e Beaches Brew si ferma a 21.500. La musica classica viene poi finanziata anche con 18mila euro al Collegium Musicum Classense e con 13.500 euro all’Ensemble Mariani. Ancora teatro con la compagnia ErosAnteros e il festival Polis che ottiene 11.500 euro, fanalino di coda con 8.500 euro è il progetto “Burattini alla Riscossa” di Massimiliano Venturi.

Questi finanziamenti si sommano, per la maggior parte dei soggetti, a quelli comunali e, in alcuni casi, anche statali.

De Pascale eletto presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria

Il sindaco di Ravenna succede all’ex Primo cittadino di Cesena. Parere positivo anche al bilancio dell’Ausl Romagna: oltre 60 milioni di investimenti

De PascaleLa Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Ctss) della Romagna (composta dai 73 sindaci del territorio) si è riunita con due importanti punti all’ordine del giorno: l’elezione del nuovo presidente e dei tre vicepresidenti e il parere sul bilancio preventivo 2019 dell’Ausl Romagna.

Presidente è stato eletto il sindaco di Ravenna Michele de Pascale. I tre nuovi vicepresidenti sono i sindaci di Cesena, Forlì e Santarcangeo (rispettivamente Enzo Lattuca, Gian Luca Zattini ed Alice Parma). L’elezione di tutti e quattro è avvenuta all’unanimità dei presenti, che rappresentava il 93,38 per cento della popolazione residente in Romagna.

De Pascale succede all’ex sindaco di Cesena Lucchi: il regolamento della Conferenza prevede infatti che, alla decadenza dal suo ruolo di sindaco, il presidente della Conferenza decada anche dalla presidenza stessa, e con lui i tre vicepresidenti.

«Il compito di questa Conferenza non è semplice – ha detto il nuovo presidente De Pascale -: noi sindaci siamo molto numerosi, in virtù delle grandi dimensioni dell’Ausl, dimensioni che contemplano anche una rilevante complessità gestionale e operativa. Ma questa grande dimensione contempla anche alcune opportunità che vanno colte e che dovremo cogliere sempre più puntualmente, dando così risposte alle esigenze quotidiane dei cittadini, sia a livello ospedaliero sia a livello territoriale e di medicina di base. A tal fine vanno indirizzate anche le economie di scala che derivano dall’unificazione, peraltro in un momento storico in cui scontiamo un sottofinanziamento del sistema sanitario nazionale da parte del livello centrale e gli effetti di una programmazione sbagliata a causa della quale si fa una grande fatica a trovare medici sul mercato del lavoro. Noi sindaci dobbiamo sempre più sentirci responsabili di tutti i servizi erogati dall’Ausl, comprese quelle grandi specializzazioni che, giustamente, sono centralizzate in un unico presidio, ma che erogano servizi a tutti i cittadini romagnoli. Per questo dovrà sempre più prevalere il principio di collegialità nelle nostre scelte che, nei prossimi 12-18 mesi riguarderanno questioni di grande rilevanza come ad esempio la rete oncologica romagnola, il rapporto con l’università, i piani di investimento. Altro tema importante, un dialogo con la Regione affinchè il coraggio della scelta romagnola di creare un’unica Ausl trovi riscontro anche a livello di finanziamento. Il primo messaggio che mandiamo, come nuova Ctss, è però a tutti gli oltre 15mila dipendenti di Ausl Romagna, grazie ai quali ogni giorno sono garantite le prestazioni sanitarie. Vogliamo essere accanto a loro per ascoltare e comprendere i problemi e lavorare fianco a fianco per risolverli».

Il Bilancio preventivo 2019 dell’Ausl Romagna è stato invece approvato a larghissima maggioranza.

Si tratta di un bilancio predisposto in base alle linee di programmazione regionali, coerente con l’obiettivo di equilibrio economico finanziario (vi è un utile di circa 10mila euro) disposto dalla Regione Emilia-Romagna. In particolare, il valore della produzione previsto per il 2019 è pari a 2,38 miliardi di euro.

Tra i costi si segnalano 500 milioni per farmaci innovativi, in particolare per quelli oncologici, e 150 milioni di costi del personale dipendente. «In particolare – sottolinea in una nota la Ctss – sul personale, a fine 2019 il totale dei dipendenti aziendali sarà di 15.596 con un incremento di quasi 1.100 rispetto ai 14.510 di inizio 2015 e di quasi trecento rispetto a fine 2018. Si aggiungono le stabilizzazioni, che da inizio 2015 sono state oltre mille. Complessivamente dunque, da inizio 2015 a fine 2019 (cinque anni), le politiche del personale dell’Azienda stanno portando all’assunzione o alla stabilizzazione di oltre duemila dipendenti, in modo particolare addetti alla presa in carico del paziente (medici, infermieri e altre professioni sanitarie)».

Sul fronte degli investimenti, il piano 2019-2021 prevede interventi con progettazione esecutiva approvata o in corso di realizzazione per oltre 60 milioni di euro di cui: 51,9 milioni per lavori, 7,2 per attrezzature elettromedicali e 1,3 per tecnologie informatiche. Rientra invece tra gli interventi in corso di progettazione quello del nuovo ospedale di Cesena, per un valore di 156 milioni.

Sequestrate dai vigili 250 fette di cocco sui lidi ravennati: 48mila euro di multa

Tre interventi dei vigili a Lido Adriano, Punta Marina e Lido di Savio

PHOTO 2019 07 22 13 01 08Nell’ambito del servizio finalizzato al contrasto dell’abusivismo commerciale, sono cinque i sequestri che il personale della Polizia Locale di Ravenna ha effettuato per la vendita sull’arenile di cocco.

Le persone sorprese a vendere sono due, entrambe di nazionalità italiana, e conosciute agli agenti di Polizia Locale per essere già stati sanzionati per la stessa violazione.

Tre sequestri sono avvenuti a Lido Adriano, uno a Punta Marina e uno a Lido di Savio, per un totale di circa 250 porzioni di cocco – “potenzialmente dannose per la salute dei consumatori”, si legge in una nota dei vigili.

Oltre ai sequestri, sono state elevate sanzioni amministrative per la vendita di merce senza la prescritta autorizzazione, per la mancata tracciabilità dei prodotti alimentari e per la conservazione non corretta degli alimenti e senza la necessaria notifica sanitaria, rispettivamente di 5.164, 1.500 e 3.000 euro per ciascuno dei cinque sequestri e quindi per un ammontare complessivo di oltre 48mila euro.

Nuova ordinanza del Comune di Ravenna: prime multe a prostituta e cliente

Il regolamento vieta «ammiccamenti» e anche «la semplice fermata del veicolo per chiedere informazioni»

Multa Prostituta
La prima multa della nuova ordinanza, domenica sera a Lido di Classe

Sono scattate domenica a Ravenna le prime multe (una a un cliente e una alla prostituta) motivate da una nuova ordinanza anti-prostituzione del Comune di Ravenna entrata in vigore il 19 luglio.

Un regolamento in vigore fino al 31 ottobre e valido nelle aree comunali più colpite dal fenomeno (in città nei pressi della stazione, della Rocca Brancaleone, del mausoleo di Teodorico, di via Antico Squero e sulla Romea, oltre che a Fosso Ghiaia, Savio, Lido di Classe e Lido di Dante), che prevede multe da 400 a 500 euro, appunto, anche per i clienti.

L’ordinanza, in particolare, vieta la domanda e l’offerta di prestazioni sessuali «nella pubblica via», indicando in particolare il divieto di «ammiccamenti, abbigliamenti discinti e contrari alla pubblica decenza», atteggiamenti «non rispondenti ai canoni del pubblico pudore» e anche «la semplice fermata del veicolo al fine di richiedere informazioni ovvero contrattare ovvero concordare prestazioni sessuali a pagamento con soggetti che esercitano il meretricio su strada».

Un’ordinanza fin da subito contestata da Andrea Maestri di Possibile. «L’ordinanza antiprostituzione appena entrata in vigore – scrive in una nota inviata ai giornali – presenta profili di illegittimità, nonché aspetti a tratti grotteschi e persino ridicoli».

IL TESTO INTEGRALE DELLA NUOVA ORDINANZA COMUNALE ANTIPROSTITUZIONE

Calcio, videogiochi e viaggi: le passioni di Christiano, morto a 17 anni in moto

La vittima dell’incidente del 21 luglio viveva a Cesena dove frequentava l’istituto professionale Versari-Macrelli: secondo di tre fratelli, i genitori lo stava aspettando a Cesenatico

Christiano Rigoni, morto a 17 anni in un incidente stradale

Il calcio, i videogiochi, vedere New York e Los Angeles: le passioni, i passatempi e i sogni di Christiano Rigoni e di altri adolescenti come lui ma nel suo caso non ci sarà più nulla di tutto questo perché nel pomeriggio di ieri, 21 luglio, è morto in un incidente stradale venti giorni prima di compiere 17 anni. Rigoni è la vittima dello scontro fra un’auto e una motocicletta all’incrocio tra via Confine e via Visdomina a Montaletto, tra Cervia e Cesena. Il giovane viaggiava in sella ed è stato tamponato da una Mercedes, un urto violento che ha lasciato il corpo senza vita sull’asfalto.

I quotidiani locali, Resto del Carlino e Corriere Romagna, nelle edizioni odierne fanno un ritratto della vittima. Viveva a Cesena con i genitori e due fratelli, uno di venti anni e uno di dieci. Che lo aspettava a Cesenatico nel pomeriggio di ieri. Frequentava l’istituto professionale Versari-Macrelli di Cesena. Appassionato di calcio, aveva fatto il corso per arbitro e superato l’esame ma subito si era accorto che non gli piaceva: dopo poche partite dirette aveva lasciato quell’esperienza. E poi il sogno di vedere le due grandi città americane insieme a un amico, un viaggio che stava desiderando.

Attesa di 24 ore al pronto soccorso con una vertebra rotta, l’odissea di una 68enne

Il consigliere comunale di opposizione Alvaro Ancisi (Lpr) solleva il caso dopo la segnalazione di un cittadino: la donna sarebbe rimasta senza cibo per tutto il tempo

10 05 2012 Operativitˆ Nuovo Pronto Soccorso RavennaUna donna di 68 anni con una doppia frattura a una vertebra, con interessamento del midollo, è stata lasciata in attesa in pronto soccorso a Ravenna per 24 ore senza ricevere cibo prima di essere ricoverata per un imminente intervento chirurgico. Il caso di presunta malasanità è sollevato da Alvaro Ancisi, consigliere comunale di opposizione con Lpr, che si fa portavoce di una segnalazione ricevuta da un cittadino di cui fornisce le generalità alla stampa ma che al momento non riportiamo.

Questa la sintesi dell’odissea dell’anziana, suocera dell’uomo che si è rivolto al decano dell’opposizione. Il 10 luglio la donna è caduta battendo la schiena. In Ps, dopo una lastra, è stata dimessa con diagnosi di sospetta frattura di una vertebra: consiglio di portare un busto da acquistare in ortopedia; Tac di approfondimento prenotata dal medico del Ps da effettuare il 18 luglio a Lugo; riposo; visita di controllo dopo la Tac. Il referto della Tac è arrivato il 19 e il 20 di mattina la donna si presenta al pronto soccorso. In quel momento i medici si sarebbero allarmati temendo il rischio di una paralisi. Immediatamente allettata e il referto è stato inviato al dipartimento di neurochirurgia a Cesena. Da quel momento è cominciata l’estenuante attesa: alle 9 di stamani, dopo 24 ore, un medico ha preso atto che non era stata fatta nessuna visita ortopedica e solo alle 12 la signora è stata ricoverata in ortopedia in attesa del ricovero al nosocomio di Cesena per l’operazione chirurgica necessaria.

«Non mi addentro in un esame tecnico che non mi compete – dice Ancisi –, rilevo tuttavia che i tempi di attesa, le peregrinazioni e il trattamento a cui l’anziana signora è stata sottoposta prima di essere destinata all’intervento chirurgico urgentemente necessario non sembrano adeguati ad un dipartimento ospedaliero di prim’ordine. Chiedo dunque come intende darne spiegazione il sindaco, che, in rappresentanza dei cittadini ravennati, è membro della conferenza sociale e sanitaria, organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’Ausl Romagna».

Quando a Marina c’erano quattro discoteche: «Eravamo diventati un caso da studiare»

Parla Alessandro Zangaglia, storico operatore del mondo della notte ravennate che nella località contribuì a portare anche i primi street bar

Zangaglia
Alessandro Zangaglia

C’è stato un momento, tra la fine degli anni novanta e i primi Duemila, in cui a Marina di Ravenna c’erano quattro discoteche. «E funzionavano tutte bene», ricorda Alessandro Zangaglia, probabilmente il più noto degli imprenditori della notte ravennati, fondatore del Santa Fé, aperto insieme all’amico Cristiano Ricciardella nel 1991. Un locale che ha fatto la storia di Marina, unico rimasto attivo («oggi è gestito da un gruppo di giovani guidato da Mattia Montanari, che ci lavorava ai miei tempi…») e che si appresta a celebrare una sorta di revival con una grande festa in programma il 22 luglio per ricordare quel primo decennio di vita.

Anni irripetibili probabilmente per l’intera località, quando oltre che allo Xenos e al Santa Fé si poteva ballare anche alla Grotta Verde, sempre sul Lungomare – nota anche come Vitelloni e Matilda e al cui posto sorge ora un condominio – e all’Hemingway, demolito poi anch’esso, nell’ambito della costruzione del porto turistico Marinara nell’ormai già lontano 2013.

«Quando abbiamo aperto il Santa Fé – ricorda Zangaglia – la vita notturna, oltre allo Xenos, a Marina non esisteva: con il nostro locale abbiamo contribuito a rilanciare la località, tutti i giorni, con ingresso libero. In quel periodo la spiaggia non era ancora una concorrente: alla Duna stavano iniziando a prendere piede giusto gli aperitivi e le discoteche lavoravano molto bene, così come un altro luogo di ritrovo come la Taverna Bukowski (oggi invece in crisi d’identità, ndr). Marina era diventata quasi un caso di studio; ricordo ancora quando mi trovai a passare una serata con il direttore di Aquafan e Linus di Radio Deejay: gente così non si muove per niente, erano venuti a vedere cos’era Marina di Ravenna, perché se ne parlava…».

Poi è arrivata, alla fine degli anni novanta, l’apertura fino a mezzanotte della spiaggia. «Ora non si può dire davvero che sia rimasta solo una discoteca, in realtà sono molte di più di prima, se si considera gli stabilimenti balneari che hanno l’autorizzazione per il ballo», sottolinea Zangaglia, che fu pioniere anche in questo ambito, essendo il titolare del Bbk, fin dalla sua nascita a metà anni novanta.

Così come fu protagonista dell’arrivo a Marina di Ravenna degli street bar («qui non esistevano e hanno funzionato fin da subito»), aprendo insieme ad altri soci (Massimo “Cino” Gorini, Valerio Sirotti e lo stesso Ricciardella) prima il Mo.Wa., al posto di un ristorante d’asporto, e poi trasformando il vecchio bar Jamaica in quello che oggi è diventato I Fanti.

«Nonostante ci siano state nel corso degli anni polemiche – continua Zangaglia –, qui l’Amministrazione ha lavorato bene: è riuscita a mantenere un certo equilibrio, permettendo di far lavorare sia le discoteche che gli stabilimenti balneari. In altre realtà, penso a Riccione e al caso della spiaggia del Marano, non ci sono riusciti…». Resta il fatto che oggi il Santa Fè, nelle sue varie versioni, resta l’unica discoteca della località. «Ma oggi è cambiato tutto, anche i modi di divertirsi dei giovani. Penso al nostro Bbk, a come abbiamo dovuto far lavorare la nostra attività a 360 gradi, spostandoci sulle famiglie, il wedding, gli eventi aziendali, le lauree, i compleanni. Mantenendo però le due serate dedicate alla movida per cui ci conoscono i ravennati…».

Start Romagna cerca autisti di autobus: ecco come (e quando) candidarsi

L’azienda cerca persone con le patenti professionali e «tenuta emotiva nella gestione dello stress»

Autobus 4Si aprono nuove opportunità di lavoro nel settore dei trasporti pubblici. L’Azienda di trasporto Start Romagna sta cercando autisti di autobus per formare una graduatoria da cui attingere per eventuali assunzioni nelle sedi di lavoro di Rimini, Forlì, Ravenna e Cesena.

Per essere ammessi alla selezione si debbono possedere i requisiti previsti dall’avviso di selezione disponibile a questo link e seguire esattamente la procedura di candidatura descritta.

Oltre alle patenti professionali (D e o DE con CQC in corso di validità) e ad altri requisiti di ammissione previsti nell’avviso, i candidati debbono possedere «uno spiccato orientamento alla relazione interpersonale ed al contatto con la clientela; un forte senso del dovere e di responsabilità; equilibrio e tenuta emotiva nella gestione dello stress e delle emergenze».

L’azienda, prima della eventuale assunzione – scrive Start – «sottoporrà i candidati risultati idonei al termine del percorso selettivo, agli accertamenti sanitari di legge e alla verifica dei dati giudiziari autodichiarati  in fase di candidatura».

Termine per la presentazione delle domande è l’11 settembre 2019, ore 12.

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