domenica
17 Maggio 2026

Espulso il vandalo di Dante, la Lega è soddisfatta: «Decisione ben ponderata»

La segretaria provinciale Gardin è convinta che i precedenti del 22enne dimostrino la sua incapacità di integrarsi. Il giovane viveva in italia da 21 anni. L’avvocato che lo difende ricorda che c’è un ricorso contro il mancato rinnovo del permesso di soggiorno

Tomba Di DanteIl 22enne senegalese accusato di aver lanciato una bottiglia di vetro contro la Tomba di Dante il 27 gennaio scorso è stato espulso dall’Italia, dove viveva a Ravenna da 21 anni, perché nel 2018 la questura aveva respinto la richiesta di rinnovo per via di un cumulo di denunce raccolte soprattutto da minorenne. Espulsione eseguita nel pomeriggio dell’1 marzo con un volo da Bologna. Respinto quindi il ricorso presentato dall’avvocato Andrea Maestri per la sospensione del provvedimento del prefetto perché sul mancato rinnovo del permesso pende si attende il pronunciamento della corte d’appello con un’udienza fissata a febbraio 2020.

La Lega accoglie con soddisfazione l’epilogo della vicenda: «Gli è stato rifiutato il rinnovo del permesso di soggiorno – dice Samantha Gardin, segretaria proviciale e consigliera comunale –, ergo un irregolare secondo la nostra normativa, un ventiduenne che ha già commesso altri reati in passato, un ragazzo con una pessima condotta nei confronti della società italiana, che l’ha accolto, posto che è stato già assistito dagli assistenti sociali per la rieducazione ed il reinserimento. Evidentemente è refrattario, manifestando una rabbia incontrollata che oggi è scagliare una bottiglia contro un monumento, un domani potrebbe prendersela con una persona. Noi della Lega, siamo assolutamente convinti, che la decisione di espulsione da parte della Prefettura sia stata ben ponderata e valutata tenendo conto dell’antisocialità del ragazzo». Soddisfazione per l’espulsione anche da Enrico Bertolino di Forza Italia.

L’avvocato Maestri commenta con sarcasmo dal suo profilo Facebook dipingendo «strane maggioranze securitarie in città»: oltre a Lega e Forza Italia l’ex parlamentare di Possibile mette nel gruppo anche il sindaco Michele de Pascale per i commenti a caldo sull’operazione condotta dalla polizia locale. «Applausi a scena aperta per l’espulsione di un ragazzino di 22 anni di origine straniera ma cittadino di Ravenna da 21 anni, che ha fatto una cazzata non ancora accertata come reato dalla magistratura, dettaglio non irrilevante in uno stato di diritto. E poi capita che rapinatori violenti picchino a sangue il custode di un hotel e rubino 8 mila euro». Riferimento alla rapina all’hotel Cube di due notti fa. «Del resto il decreto sicurezza l’ha scritto prima Minniti, trasformando i sindaci in sceriffi e i comuni in contee, e poi Salvini, estremizzando il daspo urbano griffato Pd».

Valsenio, là dove la birra è certificata bio e (a sorpresa) anche senza glutine

È il primo birrificio nato in provincia di Ravenna, fondato a Casola dieci anni fa da Davide Finoia: «È aumentata la concorrenza»

Davide Finoia
Davide Finoia

È stato il primo birrificio ad aprire in provincia di Ravenna, nel 2009 a Casola Valsenio. Dieci anni dopo il Valsenio continua a produrre birra «e a coprire i debiti», scherza Davide Finoia, fondatore e uno dei due soci dell’azienda.
«Ho cominciato facendo birra più che altro per me – ci racconta al telefono –, mi piaceva e ho cercato di andare avanti, approfondire, studiare, fino a pensare a un progetto più strutturato». Facendo quindi di un hobby la sua professione (Finoia in precedenza lavorava nel comparto edilizio), grazie anche ai contributi statali per l’autoimpiego, così come raccontò nel 2011 anche in un’intervista al Sole 24 Ore, ancora rintracciabile in rete. Quello stesso anno il birrificio ha ottenuto i certificati per poter marchiare la propria birra come “Bio”. «Abbiamo recentemente fatto analizzare la nostra birra biologica – ci rivela Finoia – ed è risultata senza glutine, quindi a breve la metteremo in commercio anche con questa certificazione, così anche le persone celiache potranno gustare una birra senza additivi chimici…».

Birra Valsenio
Le birre del Valsenio

Attualmente sono in produzione otto linee, distribuite (l’anno scorso ne sono stati prodotti 360 ettolitri) direttamente dall’azienda in particolare tra la Romagna e le province di Bologna, Ferrara e Firenze, in agriturismi, ristoranti, negozi e locali «in cerca di prodotti di qualità».
«Rispetto a quando abbiamo iniziato – ricorda Finoia – oggi attorno alla birra artigianale c’è molta più attenzione e consapevolezza, ma è aumentata anche a dismisura la concorrenza».
Il 12 maggio Valsenio festeggerà i dieci anni di attività con una festa nella propria sede di Casola.

Vaccini, in provincia la copertura entro i tre anni sfiora il 98 percento

Dati a fine 2018, diffusi dalla Regione: in Emilia-Romagna raggiunta la soglia del 95 percento che garantisce l’immunità di gregge. Solo Parma meglio di Ravenna

VaccinzEmilia-Romagna ben oltre il 95 percento, la soglia di copertura vaccinale che garantisce la cosiddetta “immunità di gregge”, a tutela della salute pubblica e dei piccoli più esposti, per i bimbi ai due anni d’età, nati nel 2016.

Al 31 dicembre 2018 – cioè alla seconda rilevazione trasmessa al ministero, dopo quella di giugno – l’Emilia-Romagna conferma di aver superato la soglia per tutte le vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge regionale (difterite, tetano, poliomielite, che si assestano ciascuna al 95,7 percento, ed epatite B al 95,5) per la frequenza al nido. Norma entrata in vigore nel novembre 2016, dopo che la Regione, prima nel Paese, aveva approvato la legge sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione a nidi e materne, aprendo la strada al successivo obbligo nazionale. Obiettivo raggiunto anche per emofilo B e pertosse, poi aggiunte dalla normativa nazionale, mentre per morbillo-parotite-rosolia (Mpr) si assiste a una significativa accelerazione nell’ultimo triennio, con la copertura passata dall’87,2 percento del 2016 al 93,5 del 2018. Guardando poi i dati dei bambini di 36 mesi, quindi nati nel 2015, la percentuale di copertura per la Mpr raggiunge addirittura il 95,8.

Per quanto riguarda le province, Ravenna si conferma la prima in Romagna e tra quelle con le percentuali più alte dell’intera regione (dietro solo Parma). Per quanto riguarda le coperture a 24 mesi, la percentuale a Ravenna è attorno al 97 per polio, difterite, tetano, epatite B e pertosse, in crescita di quasi un punto e mezzo rispetto a due anni prima, fine 2016, mentre si assesta 96,5 la percentuale per l’Emofilo B e a 95,7 per la Mpr, che a fine 2016 era però ferma al 90 percento.

Ancora più alte le percentuali a Ravenna se si considera i bambini di 3 anni, per cui è stata superata la soglia del 98 percento in tutte le vaccinazioni tranne Emofilo B (97,4) e Mpr (97,4), in crescita in generale di oltre un punto (che diventano 5 per la Mpr) rispetto al 2016.

Come previsto dalla legge nazionale sull’obbligo vaccinale (n. 119 del 2017), e come già fatto dalla Regione Emilia-Romagna nei due anni precedenti, anche per l’anno scolastico 2019/2020 le scuole e i servizi educativi dovranno trasmettere alle Aziende sanitarie locali territorialmente competenti, entro il 10 marzo, l’elenco di tutti gli iscritti della fascia 0-16 anni. Entro il 10 giugno, le Ausl restituiranno gli elenchi con le indicazioni dei soggetti che risultano non in regola. Nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi, i dirigenti delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie inviteranno i genitori (o chi esercita la responsabilità genitoriale) dei minori indicati negli elenchi a depositare, entro il 10 luglio 2019, la documentazione che attesta l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse.

In Emilia-Romagna, a oggi, nulla è cambiato rispetto agli anni scorsi: i genitori, pertanto, non devono presentare il certificato vaccinale al momento dell’iscrizione ma sarà la scuola/servizio educativo ad acquisire le informazioni necessarie direttamente presso l’Ausl.

Spaccio di metadone recuperato dal Sert, un flacone per l’overdose fatale di “Balla”

Il 12 aprile 2017 il 19enne Matteo Ballardini moriva in un parcheggio a Lugo abbandonato in agonia da 4 amici: mentre per loro sta per cominciare il processo per omicidio volontario, si chiude il fascicolo parallelo su uno strano canale di uscita dell’oppioide dagli ambulatori dell’Ausl. Indagati una psichiatra e un’ex dipendente

13932869 915890965205992 2247626675160604088 NIl metadone dell’overdose che due anni fa uccise il 19enne Matteo Ballardini, deceduto a Lugo la mattina del 12 aprile 2017 sul sedile passeggero della sua auto in un parcheggio dove gli amici lo abbandonarono in agonia per l’assunzione della sostanza, proveniva dal Sert di Ravenna. Ma né il giovane studente e né l’amica che gli passò il flacone quella notte di sballo erano negli elenchi delle persone seguite dall’Ausl. Come uscì l’oppioide sintetico dagli ambulatori del servizio per le tossicodipendenze della sanità pubblica? È la domanda al centro dell’inchiesta parallela a quella sul decesso e chiusa da poco con la notifica dell’avviso di fine indagini a tre persone: la 62enne psichiatra del Sert Monica Venturini, la 66enne ex dipendente dell’Ausl di Imola Cosetta Marani e la nipote di quest’ultima, la 22enne Beatrice “Bea” Marani che già figura tra i quattro giovani per cui a metà marzo comincerà il processo per omicidio volontario pluriaggravato con dolo eventuale. Secondo quanto si apprende dai quotidiani locali le accuse a vario titolo a carico delle tre donne sono falso, violazione della legge sugli stupefacenti e peculato (perché il metadone è di proprietà dello Stato).

RAVENNA 13/06/18. QUESTURA DI RAVENNA. Conferenza Polizia Arresti Per La Morte Di Matteo Ballardini “Ballo”
Il capo della squadra mobile di Ravenna, Claudio Cagnini, e il sostituto procuratore Marilù Gattelli

Gli aspetti poco limpidi riguardanti la provenienza di quella sostanza erano stati già cristallizzati nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Andrea Galanti a giugno 2018 quando finirono in carcere i quattro compagni che trascorsero la notte con “Balla”, come era noto a tutti: il 29enne Leonardo Morara, il 23enne Simone Palombo e il 25enne Ayoub Kobabi oltre alla già citata “Bea”. Quest’ultima si era vantata in chat con “Balla” di avere quantità industriali di metadone. Una delle amiche della Marani, ascoltata dalla squadra mobile che ha condotto le indagini (pm Marilù Gattelli), disse che la 22enne aveva sempre una boccetta a disposizione nella borsa e fece riferimento a un canale di approvvigionamento direttamente dal Sert ma attraverso modalità poco chiare che avrebbero coinvolto una parente e uno strano status di anonimato per i registri dell’Ausl.

I rilievi nel parcheggio di via San Giorgio a Lugo: sullo sfondo la Polo di Ballardini, uno degli inquirenti preleva il flacone di metadone

In estrema sintesi la procura ha ricostruito uno scenario accusatorio in cui “Bea” era stata presa in carico dal Sert in forma anonima e senza un rigido controllo sul percorso di assunzione: la zia passava a ritirare i flaconi sui quali non compariva il nome della nipote. Questo sarebbe accaduto a partire da novembre del 2016 fino al giorno della tragedia. Secondo quanto riporta Il Resto del Carlino in quei sei mesi la ragazza avrebbe avuto a disposizione 9.650 mg che equivalgono a qualcosa tra 480 e 960 dosi giornaliere (ognuna in media è di 10-20 mg). Per l’accusa la psichiatra del Sert aveva garantita una corsia preferenziale per la giovane, come una sorta di lasciapassare in virtù di alcune parentele che la 22enne vanta tra il personale medico che risultano estranee ai fatti a differenza della zia direttamente coinvolta. In buona sostanza secondo l’accusa “Bea” spacciava metadone recuperato illecitamente dal Sert.

L’avviso di fine indagine solitamente precede l’intenzione della procura di richiedere il rinvio a giudizio. Ora gli indagati avranno possibilità di presentare memorie difensive o essere interrogati. La direzione aziendale dell’Ausl Romagna ha comunicato che assicurerà la massima collaborazione con la magistratura, ed inoltre rende noto che, in relazione a nuovi elementi emergenti dall’indagine, si attiverà nei modi e nelle forme previste dalle norme.

Malore al volante, 59enne soccorso dalla polizia poi denunciato per porto d’armi

La Volante ha chiamato il 118 e dopo aver rimosso l’auto è andata al pronto soccorso per verificare le condizioni di salute, li è venuta a sapere che il personale aveva trovato un coltello a serramanico

PoliziafariniPer prima cosa l’hanno soccorso facendo intervenire un’ambulanza e poi quando gli agenti di polizia hanno saputo che aveva un coltello a serramanico addosso non ha potuto fare altro che denunciarlo per porto abusivo di armi. È accaduto a un 59enne di origini sarde, ma residente a Ravenna, che nel pomeriggio di giovedì 27 febbraio ha accusato un malore mentre era al volante. Non sarà contento per la denuncia ma l’uomo sta bene.

Un equipaggio della Volanti in viale Europa a Ravenna ha notato un’autovettura ferma su un dosso, con il conducente riverso sul volante in evidente difficoltà. Allertati i soccorritori del 118, l’uomo è stato condotto al pronto soccorso. Dopo la rimozione dell’autovettura, che intralciava la circolazione degli altri veicoli, i poliziotti si sono recati in ospedale per sincerarsi delle condizioni di salute dell’automobilista. In tale circostanza hanno saputo che poco prima, durante le operazioni di ricovero, il personale sanitario aveva rinvenuto un coltello a serramanico. Agli agenti non è rimasto che sequestrare il coltello e denunciare a piede libero il 59enne.

Dopo due ko il Ravenna prova a rialzarsi nella ostica trasferta contro il Renate

Calcio C / Domani, domenica 3 marzo (ore 16.30), i giallorossi fanno visita ai brianzoli affamati di punti salvezza. L’ex Foschi: «Siamo determinati a riprendere la strada giusta»

Maleh Renate
Il centrocampista giallorosso Youssef Maleh sarà della partita

Reduce da due sconfitte consecutive, la seconda delle quali al “Benelli” contro il Teramo, il Ravenna domani, domenica 3 marzo (ore 16.30, arbitro Moriconi di Roma) prova a rimettersi in carreggiata nella ostica trasferta in terra lombarda, dove sfiderà il Renate. I brianzoli sono reduci da una sconfitta al “Rocco” contro la Triestina, ma vengono da un periodo di forma importante. L’avvicendamento alla guida della squadra che ha portato Aimo Diana in panchina ha portato ottimi frutti, con il sapore di dieci risultati utili consecutivi e uno sguardo alla classifica molto più ottimistico in ottica salvezza.

Quella che si preannunciava come la partita degli ex avrà un protagonista in meno, infatti Carmine De Sena, il colpo invernale di mercato dei neroazzurri, non sarà dell’incontro causa la rottura del crociato del ginocchio: per lui la stagione è praticamente terminata. La rosa del Renate vanta tuttavia elementi che non vanno sottovalutati, come Venitucci, Simonetti e Gomez, che garantiscono per la società di Meda un obiettivo più ambizioso della salvezza.

L’infermeria non sorride neanche al Ravenna FC, infatti Luciano Foschi dovrà rinunciare oltre a Bresciani per squalifica ad altri quattro giocatori: Ronchi ed Esposito che stanno recuperando dai rispettivi infortuni, inoltre, in settimana si sono fermati Pellizzari per un problema alla schiena e Martorelli che deve essere operato di appendicite. La speranza è di recuperare i due difensori per la prossima gara casalinga contro il Fano, per i due centrocampisti i tempi di recupero sono più lunghi.

«Conosco bene i nostri avversari di Renate – spiega il tecnico Luciano Foschi, ex della partita in virtù della sua esperienza da allenatore nella stagione 2016-17 – e so cosa sono in grado fare, quindi sono convinto che riusciranno a trovare la salvezza. Stanno dimostrando di essere in grado di giocare a calcio e fare risultati. Vanno presi con le molle perché potranno crearci tante difficoltà. Noi non vogliamo fermarci e siamo determinati a riprendere a fare le nostre prestazioni e i risultati. Abbiamo vissuto un periodo dove paghiamo un leggero calo fisico e le assenze, ma in settimana i ragazzi li ho visti concentrati e attenti, grazie a un lavoro svolto con intensità. Sono sereno perché torneremo presto a fare vedere quello che abbiamo dimostrato di essere in grado di fare fino a oggi».

Consar, al De André una “mission impossible” da compiere con la corazzata Perugia

Volley Superlega / A Ravenna domani, domenica 3 marzo (ore 18), arrivano i campioni d’Italia. Graziosi: «Gara difficilissima ma stimolante e sono convinto che torneremo a vedere una squadra da battaglia»

VOLLEY PALLAVOLO. Consar Ravenna Itas Trentino 1 3.
La carica dei giocatori della Consar

Domani, domenica 3 marzo, alle ore 18, al Pala de André (arbitri Florian di Torino e Pozzato di Bolzano) sbarcherà la Sir Safety Conad, ovvero la squadra che nell’ultimo anno ha portato a casa uno scudetto, due Coppe Italia e si è permessa il lusso di ingaggiare il più forte giocatore del mondo, Leon, per cominciare a vincere anche in Europa. La Consar di domenica scorsa contro Sora non avrebbe alcuna speranza di farla franca, ma una Consar capace di giocare la sua miglior pallavolo – e in questa Superlega l’ha fatto spesso – può pensare di tenere impegnata la corazzata perugina che a Ravenna punta al 14° successo consecutivo tra campionato e coppe e a consolidare il primato.

Per questa partita non sarà a disposiazione lo schiacciatore Daniele Lavia, bloccato da un forte attacco influenzale. «Ci attende una partita difficilissima – spiega il coach Gianluca Graziosi – ma anche molto stimolante da giocare. Sono convinto che torneremo a vedere la Consar da battaglia, quella che sa esprimere anche una buona pallavolo e che se la gioca con tutte. Domenica siamo incappati in una giornata no e in una stagione una partita così può capitare. E’ chiaro però che ci dispiace soprattutto perché è capitata in casa, davanti ai nostri tifosi, nella gara in cui volevamo festeggiare la salvezza che, voglio ribadirlo, è arrivata con un mese d’anticipo e su cui a inizio stagione nessuno avrebbe scommesso un euro».

La sfida a Perugia apre l’ultimo mese di regular season per la Consar che, dopo la matematica salvezza, ha ancora un piccolo margine per provare ad agganciare i playoff e ha pur sempre nel mirino il secondo miglior bottino di vittorie in una stagione da raggiungere (11 successi nel 2014/15). Quanto basta per restare sul pezzo fino alla fine. «Vogliamo e dobbiamo chiudere al meglio una stagione comunque positiva – sottolinea il tecnico – e se realisticamente i playoff sono un traguardo difficile da raggiungere mi piacerebbe molto mantenere il nono posto. Per tutta la stagione abbiamo navigato prima nelle posizioni dal quinto all’ottavo e poi siamo noni da diverso tempo. Farci superare da altre squadre nel finale ci seccherebbe molto. Poi certo c’è anche quel traguardo delle undici vittorie e noi punteremo a vincere più partite possibili in questo ultimo mese. Intanto però pensiamo a tenere testa a questo Perugia che non farà sconti perché punta a mantenere il primato in classifica. Dovremo fare una partita di grandissima sostanza e intensità per provare a portare a casa tutto quello che si può da questa sfida».

Biglietti Chiusa la prevendita, domani (domenica 3 marzo) i tagliandi rimasti verranno messi in vendita direttamente al botteghino del Pala De Andrè a partire dalle ore 15. I cancelli del Pala de Andrè  saranno aperti alle 16.30.

Sfuma il sogno in Coppa Italia della Rekico, sconfitta in semifinale da Cesena

 

Basket B / A Porto San Giorgio i faentini non replicano la prestazione del giorno prima contro Caserta e nel derby si inchinano alla maggior precisione dei Tigers

Tigers Cesena-Faenza 75-50
(15-13, 36-25, 55-40)
AMADORI TIGERS CESENA: Ferraro 5, Dagnello 8, Trapani 4, Rossi, Battisti 9, Papa 2, De Fabritiis 16, Raschi 8, Poggi, Sacchettini 11, Brkic 12. All.: Di Lorenzo.
FAENZA: Fumagalli 8, Costanzelli, Silimbani, Casagrande 7, Venucci 2, Zampa 10, Petrucci 12, Pambianco ne, Chiappelli 5, Sgobba 6, Petrini ne. All.: Friso.
ARBITRI: Santilli e Bartolini.
NOTE – Uscito per falli: Sacchettini.

Fumagalli
La guardia della Rekico Carlo Fumagalli

Si ferma in semifinale la marcia in Coppa Italia della Rekico. Il derby con Cesena disputato a Porto San Giorgio, nelle Marche, non sorride ai faentini, parsi molto meno determinati e attenti della squadra che aveva poche ore prima superato Caserta con una prestazione da applausi. Un passo falso che servirà da lezione a cominciare dalla prossima gara di campionato, perché il calendario prevede per domenica 10 marzo, alle 18, proprio la trasferta in casa dei Tigers e sarà l’occasione per una immediata rivincita. I Raggisolaris si aggiudicano però il derby del tifo: i tantissimi tifosi faentini sugli spalti hanno incitato la squadra dal primo all’ultimo minuto, mostrando anche in questa manifestazione di essere uno dei migliori pubblici d’Italia.

Il match è all’insegna dell’equilibrio per i primi 15’ con le difese che prevalgono sugli attacchi, anche se la Rekico non dimostra la solita fluidità offensiva, affidandosi quasi esclusivamente ai tiri da fuori. Minuto dopo minuto aumenta la convinzione e arrivano anche i canestri da dentro l’area pitturata, ma a far saltare il banco è De Fabritiis (votato MVP della gara) con sette punti consecutivi che propiziano il 36-22. I suoi canestri, la fisicità di Brkic e la velocità di Trapani permettono all’Amadori di prendere l’inerzia, ma Chiappelli non ci sta e a ridosso dell’intervallo sigla la tripla del 25-36.

La Rekico rientra in campo determinata e si porta sotto fino al 31-41 al 23’ poi all’improvviso perde lucidità e Cesena ne approfitta tirando con altissime percentuali e segnando da ogni posizione. Faenza invece sbaglia troppo in attacco e alla fine del terzo periodo si trova a inseguire 40-55. Una sterilità offensiva che continua per altri cinque minuti, il tempo necessario per l’Amadori per prendere il largo e guadagnare con merito la finale.

Pietra di Luserna, verde, luci e sedute in cemento: la nuova piazza Savonarola

Svelato il progetto definitivo per la riqualificazione dello spazio in centro oggi occupato da un parcheggio. Gli alberi saranno resi monumentali e in estate verrà vaporizzata acqua per rinfrescare

Rendering Savonarola Lugo 1
Un rendering della nuova piazza Savonarola a Lugo

Al posto del parcheggio ci sarà un sagrato pedonale in pietra di Luserna con un’area verde centrale, gli alberi saranno valorizzati per renderli monumentali poi giochi di luce e sedute monolitiche in cemento. È la sintesi della riqualificazione che cambierà il volto di piazza Savonarola a Lugo. La sala dell’archivio storico del Consorzio di bonifica di Lugo ha visto la presentazione oggi, 2 marzo, del progetto definitivo di recupero architettonico-urbano.

Entrando più nel dettaglio, per quanto riguarda la pavimentazione, nell’area in prossimità delle piante verrà sistemato un acciottolato posato a sabbia, recuperato dall’attuale pavimentazione presente nei lati nord e ovest della piazza. Nel resto del sagrato urbano si prevede di pavimentare la zona utilizzando la Pietra in lastre di Luserna, con l’eccezione dell’area nord e ovest, dove è stata scelta la Pietra di Luserna ma in formato a cubetti.

Rendering Savonarola Lugo 2
Un rendering della nuova piazza Savonarola a Lugo

Le sedute monolitiche in cemento saranno posizionate in modo da ottenere, per chi ne usufruirà, scenari e viste diversificate. Anche il progetto di illuminazione ha un importante valore scenografico. La volontà è infatti progettare la luce in pochi elementi ma posti in varie situazioni per creare contesti carichi di suggestione. Saranno inseriti alcuni porta bici con illuminazione incorporata, oltre a pali, alti circa 5 metri, posizionati a ridosso della chioma degli alberi. Inoltre, il tracciato perpendicolare alla chiesa, a terra, sarà illuminato dall’alto.

L’acqua sarà un elemento protagonista della piazza, attraverso l’irrigazione delle aree verdi, la nebulizzazione di acqua che raffredda l’aria durante il periodo estivo e la fontana per l’eventuale approvvigionamento di acqua da parte dei fruitore della piazza.

Vivere e lavorare in un podere per imparare il mestiere dei campi e ripartire

Su tre ettari in via Molinaccio inaugurata Casa Ortinsieme, il progetto della coop sociale Il Mulino con un investimento di 425mila euro per chi è in difficoltà abitativa e occupazionale: in tutto 14 posti tra diurni e residenziali

Attachment (2)Per le persone in condizione di difficoltà abitativa e lavorativa a Russi nasce un nuovo punto di riferimento dove potranno trovare un tetto e un luogo di formazione e inserimento lavorativo in campo agricolo. Questa mattina, 2 marzo, è stata inaugurata ufficialmente “Casa OrtInsieme”, la residenza di housing sociale promossa dalla cooperativa sociale Il Mulino per l’accoglienza, la formazione e l’inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio sociale. La nuova struttura metterà a disposizione sei posti in regime residenziale cui vanno aggiunti altri otto posti in regime diurno.

“Casa OrtInsieme” si trova al centro del podere OrtInsieme di via Molinaccio, terreno dove nel 2016 la cooperativa Il Mulino ha dato vita ad un progetto di agricoltura sociale. L’edificio, in comodato alla cooperativa dalla Confraternita del Santissimo Sacramento, è stato ricostruito completamente grazie a un investimento complessivo di 425mila euro (di cui 186mila provenienti dai fondi regionali Psr). Il progetto consiste nella produzione e vendita diretta a Km Zero di frutta e verdura coltivati nel podere di tre ettari.

Attachment (1)Già oggi diverse persone che hanno imparato il mestiere agricolo all’interno del podere hanno poi trovato occupazione in altre aziende agricole del territorio. Strutture aderenti al sistema cooperativo che, grazie alla rete sulla quale può contare la cooperativa Il Mulino, si sono rese disponibili a dare un’occasione lavorativa a chi si è formato con OrtInsieme. Inoltre, quasi subito, accanto all’attività di formazione e coltivazione si è inserita quella di vendita diretta e poi ancora quella di consegna a domicilio dei prodotti.

Piscina, pavimento scivoloso: via ai lavori alla vasca esterna, costo 170mila euro

L’intervento riguarda 1.700 mq, completamento previsto per maggio. Spesa a metà fra i gestori e il Comune

37207842 1778962572149977 325363022715420672 ODopo l’8 marzo partiranno i lavori di manutenzione straordinaria sulla pavimentazione della vasca esterna della piscina comunale di Faenza per risolvere i problemi legati alla scivolosità delle piastrelle e all’efficienza della rete fognaria esistente. L’intervento di riqualificazione complessiva si articolerà su un’ area di circa 1.700 mq per un costo complessivo inferiore a 170mila euro. I lavori dovrebbero concludersi entro il mese di maggio per garantire la piena fruizione dell’impianto ai cittadini. Lo rende noto il Comune di Faenza.

L’intervento si dividerà in più fasi: la demolizione della pavimentazione esterna in gres e del massetto sottostante, e la successiva costruzione del nuovo massetto e delle canaline di scolo con la posa in opera di nuova pavimentazione già sperimentata in altri impianti. Saranno inoltre installate nuove canalette con griglia pedonale in Pvc e verrà effettuato il relativo allaccio delle nuove canaline ai collegamenti dei vecchi pilozzi alla linea fognaria esistente, compreso l’adattamento delle tubazioni di scarico e il rifacimento dei pozzetti ammalorati.

L’intervento (soggetto a ribasso d’asta l’importo esclusivo dei lavori di poco meno di 140.000 euro) sarà finanziato al 50 percento dalla Nuova Cogi Sport che gestisce l’impianto, mentre per la parte restante interverrà l’amministrazione comunale con risorse proprie.

Per l’assessora ai Lavori pubblici del Comune di Faenza, Claudia Zivieri, «si tratta di un’opera di riqualificazione del patrimonio pubblico importante, pensata insieme al gestore in una visione sempre più integrata di collaborazione pubblico-privato, per ammodernare e rendere più sicuro un impianto sportivo ad alta frequentazione, sopratutto nei mesi estivi, periodo dell’anno in cui la piscina non viene vissuta solamente dagli atleti».

Le fa eco il presidente della Nuova Cogi sport, Roberto Carboni: «In questi anni abbiamo lavorato con grande entusiasmo per continuare a mantenere questo impianto pubblico in buone condizioni rendendolo pienamente fruibile alla comunità faentina. La piscina comunale è un bene della città da mantenere ad un alto livello qualitativo per i nostri concittadini, per questo ci faremo carico della metà della spesa complessiva. Ricordiamo che l’ultimo intervento di questo tipo fu sostenuto anni fa interamente dal Comune. Questo intervento di riqualificazione contribuirà indubbiamente a renderlo un luogo migliore per tutti i frequentatori».

Conad in trasferta a Caserta con l’intenzione di tenere accesa la speranza playoff

Volley A2 femminile / Domani, domenica 3 marzo, le ravennati sfidano in terra campana la Golden Tulip con l’obiettivo di strapparle l’ottavo posto. Caliendo: «Scendiamo in campo per dare il meglio di noi, senza fare calcoli»

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La grinta delle ragazze della Conad

Nella quarta giornata della Pool Promozione di Serie A2 femminile la Conad fa visita alla Golden Tulip VolAlto 2.0, con la partita che si disputerà domani, domenica 3 marzo, al PalaVignola di Caserta (inizio ore 17, arbitri Serena Salvati e Deborah Proietti). È ancora troppo presto per le ravennati per spegnere le speranze di conquistare due ulteriori posizioni in classifica, per cui Bacchi e compagne si sentono in piena lotta per un posto nei playoff. Oltretutto un successo a Caserta significherebbe portarsi a 13 punti e agguantare la squadra campana in ottava posizione.

A parte le infortunate che stanno facendo riabilitazione, e presto dovrebbe tornare a disposizione Chiara Aluigi, le biancorosse sono tutte a disposizione di Nello Caliendo che quasi di sicuro a Caserta schiererà in campo il sestetto base con cui ha iniziato le prime tre partite della Pool. «È inutile fare calcoli ora – presenta il match il tecnico – la classifica è sotto gli occhi di tutti e non dobbiamo farne un dramma. Cerchiamo piuttosto di dare continuità al nostro gioco e dare filo da torcere a tutti, come abbiamo fatto nelle prime tre partite della Pool Promozione. È una fase in cui si deve dare il massimo perché ci sono le dieci migliori squadre del campionato di A2, noi comprese, e andiamo a Caserta per affrontare una tra le migliori di queste. Troppe volte abbiamo dimostrato fuori casa di non riuscire a giocare al nostro livello. Giocare in trasferta è insidioso di per sé perché non si hanno i propri riferimenti e perché bisogna cercare di recuperare al meglio lo stress del viaggio».

Parlando delle avversarie campane, Caliendo aggiunge che «Caserta è una squadra di spessore, con bei nomi nel roster, ma soprattutto è una squadra che pratica una pallavolo moderna, con un gioco veloce. Dal canto nostro dovremo essere bravi a contenere questa tipologia di gioco che ci può infastidire. In genere contro squadre forti riusciamo a esaltarci e, quando riusciamo con la battuta a limare le soluzioni offensive delle avversarie, abbiamo dimostrato che spesso riusciamo con la difesa ad avere poi dei contrattacchi più fluidi. Speriamo perciò di riuscire a leggere bene le situazioni create dall’attacco avversario per poi fare il nostro gioco di difesa e contrattacco».

Le avversarie Il tecnico delle rosanero è Marco Bracci, uno dei “grandi” della pallavolo azzurra negli anni Novanta e primi Duemila (in nazionale ha vinto praticamente tutto), subentrato a metà ottobre a Luca Cristofani. Tantissime le stelle della squadra, dalla regista Ludovica Dalia, lo scorso anno a Cuneo, al libero Alessia Ghilardi (ex Pesaro), dalle laterali Giulia Melli ed Elisa Cella (ex Conegliano) alla centrale Laura Frigo, fino all’opposto Perez Gonzalez. Nel corso della sessione invernale la società campana è intervenuta di nuovo sul mercato assicurandosi l’opposto ceca Tereza Matuszkova, giocatrice con un importante passato nella massima serie, anche con la maglia del Neruda Bolzano.

Live match La partita non sarà visibile in diretta streaming ma trasmessa in differita su www.teleprima.it. Sulla pagina Facebook di Olimpia Teodora Volley verranno forniti gli aggiornamenti alla fine di ogni set. Per seguire l’andamento del match in diretta è inoltre possibile consultare il sito della Lega Pallavolo Femminile (www.legavolleyfemminile.it) o scaricare l’app “Livescore Lega Volley Femminile”.

Classifica: Bartoccini Gioiellerie Perugia 25 punti; LPM Bam Mondovì 19; Omag S.Giov. Marignano 19; Delta Informatica Trentino 19; Volley Soverato 18; Barricalla Cus Torino 17; Zambelli Orvieto 17; Golden Tulip Volalto 2.0 Caserta 13; Conad Olimpia Teodora Ravenna 10; Itas Città Fiera Martignacco 8.

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