mercoledì
06 Maggio 2026

Confcooperative contro l’aumento dell’Iva: «Si rischia una frenata del Pil»

L’intervento del faentino Roberto Savini, eletto presidente nazionale del settore Consumo e Utenza

Roberto Savini2«L’aumento dell’Iva è uno spettro che incombe sulla ripresa. Si rischia una frenata del Pil dello 0,2%. Sarebbero le fasce più fragili del Paese a pagare il conto più pesante con oltre 4,5 milioni gli italiani che vivono in condizioni di assoluta povertà». Lo dice Roberto Savini, nuovo presidente di Confcooperative Consumo e Utenza, ruolo questo che va ad affiancare a quello di presidente regionale della Federazione assunto da pochi mesi.

Faentino e vicepresidente della cooperativa Cofra di Faenza, Savini è stato eletto all’unanimità dall’assemblea nazionale tenutasi a Fico Eataly World di Bologna, e subentra al trentino Pierluigi Angeli che ha ricoperto più incarichi nei suoi trent’anni di dirigenza tra Confcooperative e Federcasse.

L’assemblea di Confcooperative Consumo e Utenza è stata l’occasione per analizzare l’andamento dei consumi che evidenzia un’Italia con una forte polarizzazione socio-economica. Da un lato la spesa ricca e “leggera” da oltre 10 miliardi l’anno in benessere. Dall’altra, l’Italia stretta dalle necessità, con almeno 6 famiglie su 10 che puntano alla spesa low cost.

«La distribuzione cooperativa – precisa Savini – ha funzionato da cuscinetto nella crisi, strutturando un sistema di vendita profondamente diverso dal passato. Le vendite 3×2 sono state sostituite dalle promozioni a 0,99 centesimi e da quelle sottocosto. Un sistema molto meno remunerativo, ma che dà risposte ai consumatori».

Nel 2017 le famiglie hanno aumentato la spesa per consumi (+2,5%) in misura superiore rispetto all’incremento del reddito disponibile (+1,7%), fattori che hanno determinato una contrazione del risparmio delle famiglie che scende al 7,8% (-0,7% rispetto al 2016). La spesa principale, quella della casa, impegna oltre un terzo del budget (36,1% pari a 902 euro), di cui 590 euro vanno per l’affitto e il resto (312 euro) per pagare le utenze: acqua, luce e gas. La spesa maggiore, subito dopo la casa, è quella alimentare con 447 euro. Cala la sanità a 105 euro (erano 114 nel 2014). «Sono dati che rappresentano un paese in difficoltà contiamo sulla sensibilità sociale del governo per dare fiato alla crescita».

Confcooperative Consumo e Utenza associa circa 600 cooperative, un tessuto imprenditoriale longevo. Due cooperative su dieci hanno oltre 50 anni. Sono cooperative di consumo, di dettaglianti, di utenza elettrica e di servizi. I soci sono 370.000. Gli occupati oltre 8.000. Il fatturato aggregato sfiora i 4 miliardi.

La Banda dell’Aeronautica suona in piazza a Lugo per ricordare Francesco Baracca

Lunedì 18 giugno alle 21 per le iniziative per il centenario della morte dell’aviatore

Banda Aeronautica

Lunedì 18 giugno alle 21 in piazza Baracca, a Lugo, si svolgerà il concerto della Banda musicale dell’Aeronautica Militare, diretto dal maestro Patrizio Esposito. Durante l’evento, che fa parte del calendario delle iniziative per il centenario della morte di Francesco Baracca, si potranno ascoltare diverse melodie dei più celebri compositori italiani e stranieri. Ad aprire la serata sarà la “Festive Ouverture op.96” di Dmitri Sciostakovic, mentre si proseguirà con “Paris Sketches” di Martin Ellerby e “I Pini di Roma” di Ottorino Respighi. A seguire verranno eseguiti l’Ouverture del “Guglielmo Tell” di Gioachino Rossini e “Benny Goodman memories”.

La Banda musicale dell’Aeronautica Militare, venne costituita con decreto ministeriale l’1 luglio 1937 e fu tenuta a battesimo dal maestro Pietro Mascagni, alla cui presenza venne effettuato il primo concerto. La Banda è costituita da professionisti diplomati nei conservatori italiani. Tutto il personale che ne fa parte accede alla Banda per concorso pubblico ed è in servizio permanente effettivo.
Dal 1937 ad oggi, la Banda ha svolto tournée in tutto il mondo, suonando nei più importanti teatri.
Dal 1992 la Banda è diretta dal maestro Patrizio Esposito.

Per consentire il concerto, dalle 17 a mezzanotte sarà istituito il divieto di sosta e di transito in via Relencini, via della Libertà, piazza Trisi e Ztl, divieto di sosta in largo Tricolore (prima fila lato pescherie), divieto di transito in corso Matteotti dalla via Pisacane, con obbligo di svolta a destra per via Pisacane.

Per ulteriori informazioni contattare il museo “Francesco Baracca” al numero 0545 38561.

Polizia, allarme Sap: «Solo otto agenti a Cervia per il commissariato estivo»

Il sindacato ricorda che nel 2004 erano 24 e nel 20015 erano 13: «Per il 2018 numero inadeguato per le esigenze della località». Il sindaco: «Spero non sia vero». Confcommercio e Confesercenti si associano alla preoccupazione

Per l’apertura del commissariato stagionale di polizia a Pinarella di Cervia dal 20 luglio al 20 agosto il dipartimento di pubblica sicurezza degli Interni ha previsto l’utilizzo di otto agenti ricorrendo all’impiego del personale della provincia e il sindacato Sap lancia l’allarme: «Il contingente pare assolutamente inadeguato per soddisfare pienamente le esigenze di quell’ufficio e garantire un efficace controllo del territorio in un periodo in cui ai 23mila residenti cervesi, in certi giorni delle estati passate, si è aggiunta la presenza di oltre 400mila turisti». Gli otto agenti destinati per quest’anno rappresentano una drastica riduzione rispetto al passato: 24 nel 2004, 13 nel 2015 e 16 nel 2017, per dare un ordine di grandezza.

La segreteria provinciale del Sap sottolinea inoltre che lo spostamento di agenti da altri compiti sul territorio «aggraverà le condizioni di lavoro all’interno degli uffici della provincia di Ravenna ove la perdurante carenza di uomini, che riguarda tutti i settori, sta già creando notevoli difficoltà. Auspicando che il posto stagionale di Pinarella sia destinatario di un adeguato incremento di personale per consentire lo svolgimento di un’efficace ed efficiente attività di polizia e la massima fruibilità dei diritti previsti, invitiamo l’amministrazione ad intervenire nelle sedi più opportune affinché tale risultato possa essere conseguito il più presto possibile».

«Solo otto agenti? Spero che questa notizia non sia vera – commenta il sindaco cervese Luca Coffari –. La seconda località turistica della Regione non può non avere un adeguato numero di agenti della polizia di Stato, visto anche lo sforzo economico della nostra città per l’assunzione degli agenti della polizia municipale ed il progetto spiagge sicure, più volte lodato a livello nazionale. Il Ministero deve intervenire al più presto, siamo già in ritardo».

Confesercenti si accoda al clima di preoccupazione: «È estremamente importante avere forze dell’ordine nel controllo del territorio, anche perché, già nei primi fine settimana dell’estate, nella località di Milano Marittima, vi sono state alcune rappresentazioni poco edificanti, con alcuni “giovinastri” un po’ brilli a spasso per il territorio. Nei prossimi giorni abbiamo già in agenda una serie di incontri per rappresentare l’oggettiva e concreta necessità del territorio di avere più risorse».

Pieno appoggio di Confcommercio all’allarme lanciato dal Sap: «Non vorremmo che il grande impegno del prefetto in materia di sicurezza e di tutte le forze dell’ordine venga minato da logiche di risparmio decise dall’alto senza considerare invece che oggi una delle priorità assolute, richiesta a gran voce da cittadini e imprenditori, è efficacia della protezione».

Mengacci a Marina per girare una puntata della sua trasmissione di ricette

Ricette All'Italiana, Posati A Davide Mengacci E Flora Canto
Mengacci con Flora Canto

La produzione televisiva di Rete 4 del programma “Ricette all’italiana” condotto da Flora Canto e Davide Mengacci ha scelto Marina di Ravenna come set di una puntata della trasmissione.

La puntata, con il supporto del servizio Turismo del Comune, sarà girata domani, sabato 16 giugno, dalle 9.30 alle 13 nella piazza del porto turistico di Marinara. Il pubblico potrà assistere alle riprese.

Quattro cuoche e cuochi romagnoli presenteranno le loro ricette della tradizione, unendo i sapori di “terra” e di “mare”. La realizzazione della puntata è stata resa possibile grazie alla collaborazione dell’Autorità Portuale, della Capitaneria di Porto, di Campagna Amica, della Proloco di Marina di Ravenna, del Porto Turistico di Marinara e della Società Gestione Campeggi, oltre al supporto del servizio Turismo, che ha definito insieme alla produzione anche gli scorci più belli del territorio da inserire nella puntata.

“Ricette all’italiana” è un viaggio alla scoperta e alla valorizzazione delle tradizioni italiane nelle piazze più belle d’Italia con Flora Canto e Davide Mengacci: propone sfide con alcuni cuochi provetti nella realizzazione di piatti tipici delle rispettive località, mini-documentari di approfondimento che raccontano il made in Italy e video-ricette.

È in onda dal lunedì al sabato alle 10.40 su Rete4.

Il Basket Ravenna riparte dal nuovo coach Mazzon e da altri tre anni con Unigrà

Basket A2 / Novità in casa giallorossa, a partire dal prolungamento della sponsorizzazione con l’azienda di Conselice e dall’ingaggio del tecnico per la prossima stagione: «Ho trovato un ambiente fenomenale e grande voglia di crescere e lavorare tutti assieme»

RAVENNA 15/06/2018. ORA SI’ BASKET RAVENNA. Presentato Andrea Mazzon.
Da sinistra il direttore generale Trovato, il presidente Vianello, il coach Mazzon e l’ad di Unigrà Martini

La nuova e modernissima sede di Unigrà, a Conselice, ha ospitato la conferenza stampa denominata “Il primo incontro con Basket Ravenna” dalla quale sono arrivate importanti novità sul futuro della pallacanestro bizantina, a partire dal prolungamento della sponsorizzazione di Unigrà per tre anni e dall’ingaggio di coach Andrea Mazzon. Ad aprire gli interventi è stato il padrone di casa Gian Maria Martini, amministratore delegato di Unigrà: «Siamo felici di proseguire la nostra collaborazione con il Basket Ravenna, approfitto per ringraziare il direttore generale e l’allenatore uscenti e per dare il benvenuto invece a chi è appena arrivato, persone di grande spessore ed esperienza».

La parola è passata poi al presidente del Basket Piero Manetti, Roberto Vianello: «Ringrazio Unigrà per l’ospitalità in questa sede bellissima e soprattutto perché se la nostra squadra continua a questi livelli è soprattutto per merito della famiglia Martini. Voglio salutare Mauro Montini, persona di grande onestà e correttezza, e Antimo Martino, che va ad allenare una grande squadra. Abbiamo trovato per sostituirli due personaggi eccellenti come Julio Trovato, che per cominciare ha subito risolto il problema dell’uscita di Martino, e Andrea Mazzon, che ha il merito di essere veneziano come me e in qualità di coach ha una storia che si commenta da sola. Siamo stati molto fortunati a trovare due persone così per sostituire chi è andato via».

L’intervento di Julio Trovato, nuovo direttore generale: «Ho sentito Andrea per diversi anni senza aver mai lavorato con lui. Il giorno della mia presentazione ho avuto la notizia che il vecchio coach aveva avuto un’offerta da altro club e ho subito lavorato in proiezione futura. Ho scritto subito un messaggio ad Andrea chiedendogli se avesse firmato e siamo riusciti a bloccarlo, raggiungendo in poche ore l’accordo. Perché Mazzon? Perché uno dei primi obiettivi della società è organizzarsi per avere poi risultati sportivi continui nel tempo, Mazzon ha lavorato tanto all’estero anche in Eurolega e per un club NBA, ci porterà oltre al contributo tecnico anche uno organizzativo. Per questo il presidente ha deciso di uniformare l’accordo con Mazzon a quello con lo sponsor, quindi un triennale all’insegna della progettualità societaria».

Chiamato in causa, è poi intervenuto Andrea Mazzon: «Siamo in un ambiente che dà idea di innovazione, di ricerca e di futuro, già far parte di una cosa del genere mi dà orgoglio. Ravenna ha un’immagine molto positiva nel basket italiano, ho trovato un ambiente fenomenale e grande voglia di crescere e lavorare tutti assieme. Penso che faremo un grande lavoro e che costruiremo qualcosa di importante, io e Julio vogliamo trovare ragazzi con grandi motivazioni che rappresentino il futuro, a questo proposito lavorerò anche a stretto contatto con il settore giovanile. Ringrazio della fiducia la società, lo sponsor ed ovviamente Julio. Ho firmato un contratti lungo, contrariamente alle mie abitudini, perché ho trovato un’organizzazione molto rara».

Il nuovo museo archeologico si chiamerà Classis Ravenna, apertura l’1 dicembre

Struttura attesa da anni nell’ex zuccherificio di Classe. «Opererà in sinergia con gli altri musei del territorio». Costerà quasi mezzo milione di euro all’anno, prevista una ricaduta sul territorio di 1,8 milioni

Museo Di ClasseIl nuovo museo nell’ex zuccherificio di Classe si chiamerà Classis Ravenna, il logo richiamerà la vela dei celebri mosaici di Sant’Apollinare Nuovo e verrà inaugurato il prossimo 1 dicembre. «Un museo che non c’era, a Ravenna, e che non c’è in quasi nessuna città italiana», sottolinea per rispondere a chi parla di un museo inutile, Giuseppe Sassatelli, presidente di Ravennantica, la fondazione che aveva come mission proprio la realizzazione di un nuovo “museo della città e del territorio” nell’ex zuccherificio di Classe. «Il più compiuto esempio di recupero di un edificio di archeologia industriale della nostra città – sottolinea l’assessora alla Cultura Elsa Signorino –, in un luogo che, lo voglio ricordare, prima dei lavori era preda del degrado e destava allarme sociale, proprio vicino a un monumento patrimonio Unesco (la basilica di Sant’Apollinare in Classe, ndr)».

CLASSIS RAVENNA LogoÈ ancora Sassatelli, poi, a presentare in municipio il museo «vivente», come lo ha definito anche l’architetto Andrea Mandara che ne ha curato l’allestimento. «Racconterà la storia della città coinvolgendo in prima persona i visitatori e mettendosi non certo in contrapposizione con gli altri musei, ma piuttosto in sinergia, con una serie di rimandi e di inviti ad approfondire la storia altrove. Una sorta di portale, quindi, di volano per la rete museale. Il valore storico dei reperti presenti – continua Sassatelli replicando ancora alle accuse dellla lista civica La Pigna che nei giorni scorsi aveva puntato il dito contro il loro presunto scarso valore – è ben diverso rispetto a quello assicurativo e mostrare la lista dei reperti come un listino prezzi è poco serio e denota poco approfondimento culturale. Da archeologo contesto questo modo di trattare i reperti: una pignatta dove mangiavano gli antichi, per fare un esempio, può avere lo stesso valore storico di un mosaico. Ed è una bugia anche dichiarare che per allestire il museo di Classe ne sono stati “spogliati” altri: c’è stato un rapporto di collaborazione con tutti gli enti coinvolti per cercare di valorizzare reperti in un unico percorso coerente, come tessere sparse che ora possono finalmente formare un nuovo mosaico. Su 800 pezzi esposti oltre la metà arriva da scavi recenti sul territorio e solo 70, per fare un esempio concreto, provengono dal Museo Nazionale, di cui peraltro solo 20 erano esposti, gli altri erano conservati in magazzino».

«Si tratta infine di un museo – continua il presidente della fondazione – che orgogliosamente si pone sulla scia dei più innovativi d’Europa, non essendo solo una “scatola” da visitare, ma anche un luogo attivo, dove studiano e lavorano i ragazzi e i ricercatori dell’università, un luogo vivo».

Come già annunciato più volte nei mesi scorsi, gli spettatori rivivranno la storia del territorio seguendo una linea del tempo che dalla preistoria porta fino all’Alto Medioevo con un uso mirato dei reperti intesi come perno della narrazione e un ampio ricorso a ricostruzioni grafiche e tridimensionali, filmati o plastici. Il museo – è stato poi rivelato in sede di presentazione alla stampa – seguirà anche alcuni approfondimenti tematici: “Ravenna e il mare”, “Pregare a Ravena”, “Abitare a Ravenna”, “San Severo: dalla villa al monastero”, per chiudersi con una sezione dedicata alla “Fabbrica”, ossia allo zuccherificio che lo ospita.

In dicembre verrà inaugurata (con ormai anni di ritardo) l’area espositiva di 2.600 metri quadrati (sui 4.250 disponibili, a cui si devono aggiungere i mille già occupati da laboratori e magazzini) ma anche il parco esterno, un’area verde di 15mila metri quadrati aperta alla città anche quando sarà chiuso il museo. Il tutto per un investimento – come ormai noto – di oltre 22 milioni di euro, di cui quasi 7 provenienti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e i restanti da enti pubblici, tra Comune (circa 3 milioni), Stato (oltre 8 milioni), Europa (oltre 3 milioni di euro) e Regione (circa 700mila euro). «Sì, i musei costano – è il commento sarcastico dell’assessora Signorino, apparsa piuttosto infastidita dalle polemiche di questi mesi – e così anche quello di Classe, ma non si tratta di costi diversi da quelli per altri interventi simili. Ed ebbene sì: i musei non fanno utili. Ma consentono una crescita culturale dell’intero territorio, crescita che ha poi ricadute importanti anche sul piano economico». Il riferimento è allo studio sulla sostenibilità economica realizzato su richiesta di Ravennantica («e non gliel’ha mica ordinato il dottore, alla fondazione, è la prima volta che succede e non abbiamo studi simili per altre istituzioni della città», è ancora il commento dell’assessora) a cura di Cles, di cui avevamo poche settimane fa pubblicato i dati principali della versione realizzata nel 2013. Ora sono stati diffusi i dati aggiornati, che naturalmente non si discostano troppo da quelli vecchi: sono calati di qualche migliaia di unità i visitatori previsti a regime (60mila) mentre è confermato un costo di gestione annuale, nel primo quinquennio, di quasi mezzo milione di euro, per un saldo annuale negativo, a fronte dei ricavi da biglietteria e bookshop, di 264mila euro. La ricaduta annuale sul territorio per entrate turistiche aggiuntive è stimata invece in 1.844.00 euro.

«Con l’apertura del museo – è la chiosa del sindaco Michele de Pascale, che spingerà anche per un utilizzo più massiccio dei treni come collegamento tra la città e il parco archeologico – Classe diventa una seconda destinazione – oltre la città d’arte, a cui se ne aggiungerà una specifica su Dante, a cui stiamo lavorando per le celebrazioni del settimo centenario della morte – che ci permetterà di allungare la permanenza turistica sul nostro territorio».

Nella sella della bici nascondeva 48 dosi di cocaina: 40enne arrestato dalla polizia

I movimenti dell’uomo hanno insospettito un agente fuori servizio che ha cominciato un pedinamento in atteso dei colleghi

DroghinoAll’interno della sella della bici era stato realizzato un vano, dentro c’erano 48 involucri termolsadati che contenevano complessivamente 34 grammi di cocaina. La polizia ha arrestato un 40enne tunisino residente a Ravenna. L’arresto è arrivato nel pomeriggio di ieri, 14 giugno, a Classe grazie al fiuto di un agente fuori servizio.

Il poliziotto infatti, stando a quanto si apprende dalla questura, si sarebbe insospettito per gli anomali spostamenti dell’uomo in bici e ha iniziato a pedinarlo in attesa dell’arrivo delle volanti. Gli agenti hanno perquisito il 40enne senza trovargli nulla addosso. A quel punto è stato un accurato controllo della mountain bike a svelare il nascondiglio.

Il tunisino, al quale è stata sequestrata anche la somma di 130 euro ritenuta provento dell’attività illecita, è stato dichiarato in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Al processo per direttissima di oggi il giudice ha disposto nei confronti dell’uomo l’obbligo di dimora nella provincia di Ravenna e il divieto di uscire dalla propria residenza dalle 19 alle 7.

Il sindaco e l’immigrazione: «Pensiamo a una “civil card” per i bambini nati qui»

De Pascale: «Da un paese di emigrati come il nostro mi aspetto più strumenti culturali per capire il fenomeno».

Sindaco In PiazzaTema cruciale dell’ultima campagna elettorale, sventolato un giorno sì e l’altro pure dal nuovo ministro dell’Interno Matteo Salvini della Lega Nord quasi fosse l’unica emergenza nazionale, l’immigrazione continua a restare al centro dello scenario politico.

Pubblichiamo on line l’intervista al sindaco De Pascale già pubblicata sul numero del 7 giugno del nostro settimanale cartaceo – alla vigilia del Festival delle Culture, nel corso del quale ha come ormai noto preso posizione sul caso Aquarius – e all’indomani del suo post su Facebook in cui scriveva «che passeremo alla storia per esserci voltati dall’altra parte, per aver assistito ignavi a bambini, donne e uomini affogati nel nostro mare».

Sindaco, perché una presa di posizione così forte proprio in questi giorni?
«Perché penso sia un tema rilevante e che ci sia una parte molto rumorosa che sta diffondendo disvalori: c’è bisogno di una provocazione culturale perché stiamo invertendo le vittime con i carnefici. Vogliamo far passare per colpevole chi scappa dalle guerre o dalla fame. Da pronipote di un italiano annegato sulla Duca d’Abruzzo nella traversata dell’Atlantico, mi aspetto da noi italiani strumenti culturali diversi da tutti gli altri, visto che noi siamo emigrati nel mondo».
E però tra le prime dichiarazioni del neo ministro Salvini c’è stato l’apprezzamento per il suo predecessore, Marco Minniti, che appartiene al suo partito…
«Pur apprezzando parte del complesso lavoro svolto dal Ministro Minniti e anche il suo piglio, sicuramente necessario, non ho mai nascosto che non mi è piaciuto il fatto che troppo spesso il tema della sicurezza sia stato associato, in un modo o nell’altro, a quello dell’immigrazione. Una scelta politica che peraltro elettoralmente non paga».
Non ha pagato il Pd, non è forse altrettanto vero per altre forze.
«In realtà le uniche due forze che avevano una posizione netta e precisa sul tema, ossia Lega e Fratelli d’Italia, in tutto hanno preso il 22 percento. Le altre forze, direi tutte, sono state meno chiare. Io credo che invece bisogna avere il coraggio di fare una battaglia in questo senso e tentare di cambiare i termini del dibattito, anche se si ha la sensazione di essere una minoranza. A Ravenna vivono, a seconda di come li vogliamo considerare, tra i 15 e i 20mila cittadini stranieri, i richiedenti protezione internazionale sono appena 400, bastano questi numeri a capire che c’è tanta gente che fa della bassa demagogia…»
Ma Ravenna è una città accogliente?
«In questi due anni da sindaco ho assistito a una pantomima della Lega Nord a Marina Romea e null’altro. Mi sento di dire che Ravenna vive nel suo tempo, non è egoista e non è incapace di accogliere. Ma questi valori vanno coltivati giorno dopo giorno, non sono iscritti in nessun Dna, ci vuole la pazienza di spiegare, smontare pregiudizi e parlare alle coscienze. Purtroppo oggi tra i grandi leader mondiali che parlano di integrazione e convivenza ci viene in mente Papa Francesco e forse nessun altro. E credo che chi riveste un ruolo pubblico e politico debba fare il possibile in questo campo».
Il nuovo regolamento di polizia municipale così come è stato anticipato, con misure come il Daspo per i mendicanti, non rischia però di penalizzare proprio chi è ai margini e, tante volte, straniero?
«Il nuovo regolamento di polizia municipale, di cui purtroppo si è parlato molto ancora prima che venisse presentata una bozza ufficiale, sarà coerente con l’approccio che ci siamo dati in questi due anni di lavoro. Noi siamo convinti che ci sia lo spazio per un pensiero nuovo antirazzista, umanitario, solidale e allo stesso tempo intransigente verso qualsiasi forma di illegalità o mancato rispetto delle regole. Anche in una città si può provare a dare un contributo a un tema globale, in due anni Ravenna ha preso in gestione l’accoglienza dei profughi e riportato in Comune i Servizi Sociali e al contempo ha sconfitto l’abusivismo in spiaggia e riportato legalità agli Speyer. Ha aumentato l’organico degli Assistenti Sociali e della Polizia Municipale».
Dall’opposizione arrivano sollecitazioni a fare distinzioni per esempio nell’allocazione delle risorse di contrasto alla povertà privilegiando chi risiede da più tempo nel territorio. Misure che vadano in questo senso potranno rientrare nelle scelte del Comune?
«Mai. Un conto è la questione delle case popolari, dove la residenza deve essere un requisito per poter programmare scelte e investimenti e si deve disincentivare il rischio di trasferimenti ad hoc dai comuni limitrofi. Un conto è la vita quotidiana: come potrei andare in una scuola a spiegare che Mario può, per esempio, giocare a calcio grazie ai contributi del Comune mentre i suoi amici Abdul, Fatima o Giovanni, non possono farlo perché abitano qui da troppo poco tempo? Inoltre, recenti sentenze che si rifanno all’articolo 3 della Costituzione stanno bocciando provvedimenti discriminatori di questo genere. Per ora il risultato è Art.3 1 – Salvini 0».
Per quanto riguarda la gestione dei richiedenti asilo, siamo a un anno da quando il Comune ha preso la gestione diretta dei Centri di accoglienza. Come vanno i numeri? Ci fa un primo bilancio di questa esperienza?
«I numeri sono in calo anche qui, ma stanno calando quelli che ancora erano rimasti direttamente in capo alla Prefettura, che attualmente sono 119. Il Comune continua ad avere a disposizione 350 posti in diverse piccole strutture dislocate sul territorio oltre ai posti dello Sprar (in totale attualmente ci sono 401 persone accolte di cui oltre 80 nello Sprar, ndr). Quest’ultima è l’esperienza da privilegiare per la completezza dell’offerta ai richiedenti asilo e la nostra intenzione è proprio quella di poter aumentare i posti di questo progetto. Intanto cerchiamo comunque di sviluppare per tutti progetti di educazione al lavoro e di volontariato, forme di collaborazioni, corsi di inserimento perché sappiamo che ci sono interi settori dove l’offerta è superiore alla domanda. Da qui le collaborazioni ad esempio con gli enti di formazione professionale. Poi ci sono progetti come quello che riguarda le pulizie delle pinete che credo rappresentino anche per questi ragazzi un’occasione per esprimere la loro gratitudine a chi li ha accolti, garantendo un loro diritto».
Li “educhiamo” come se ci aspettassimo che poi resteranno qui. Mentre sappiamo che quasi la metà rischia di non ottenere il permesso…
«Il problema a monte è che la normativa è sbagliata. Perché sono stati bloccati i flussi per lavoro e l’unico modo per arrivare oggi in Italia è attraverso la richiesta di protezione internazionale. Ma vorrei ricordare che anche gli italiani emigrati non scappavano quasi mai dalla guerra, ma dalla fame. Con queste norme si produce clandestinità, i rimpatri sono difficili e costosi e chi resta diventa “clandestino” e costretto al lavoro nero».
A proposito di leggi, lei si era detto favorevole allo ius soli, che alla fine non è stata votata e che ormai non sarà di certo messa in calendario. A Ravenna, nel mandato precedente, si era votato un odg della maggioranza per dare la cittadinanza onoraria ai bambini figli di stranieri nati a Ravenna. Pensa di dar seguito a quell’impegno?
«Per la verità stiamo pensando a una formula diversa già adottata in altri Comuni, che è quella della cosiddetta “civil card”, un attestato di appartenenza alla nostra comunità. La cittadinanza onoraria comporterebbe nel tempo delle difficoltà nel tenere monitorati questi cittadini una volta adulti per verificare la loro onorabilità. Questo nuovo strumento ci pare quindi più adeguato. E non c’è bisogno di dire che naturalmente tutti i bimbi che nascono qui avranno il kit (un libro e agevolazioni in diversi esercizi commerciali, ndr) per i nuovi nati, per esempio. Il punto è dar loro un segnale per far capire che fanno parte di questa comunità, che questa comunità è anche la loro. Un modo per rispondere a quella bambina che, in una classe, mi chiese se la “Repubblica” di tutti di cui stavo parlando fosse cosa anche sua, nata qui da genitori stranieri».
Nel programma elettorale parlava di una cerimonia in Comune per chi acquisisce la cittadinanza italiana, si farà?
«Sono più di mille all’anno e stiamo studiando come rendere questo momento più umano e meno burocratico senza però generare ulteriori ritardi a una procedura che già oggi presenta tempi vergognosi. Non solo donare una copia della Costituzione e una bandiera italiana ed europea, ma credo sia un dovere soprattutto far percepire a chi diventa italiano che questo è un momento importante per tutta la comunità».

Ravenna torna su Rai 1, nel programma di approfondimento religioso

In un servizio su Dante che andrà in onda nel corso della trasmissione “A sua immagine”

Lorena BianchettiLa prossima puntata della trasmissione di Rai 1 “A sua immagine”, in onda domani, sabato 16 giugno alle 16.30 (replica domenica 17 alle 6.30) conterrà un servizio su Ravenna e in particolare su Dante.

Si tratta del programma di approfondimento religioso della Rai, condotto da Lorena Bianchetti.

C’è un’Inter che vince lo scudetto a Ravenna: sconfitta la Juve dei cori razzisti

Sono iniziate con la vittoria dei nerazzurri nell’Under 15 le finali nazionali di calcio giovanile in programma al Benelli

Inter Scudetto Under 15

L’Inter Under 15 si è laureata campione d’Italia al Benelli di Ravenna, battendo in finale 5-0 i pari età della Juventus, balzati nei giorni scorsi agli onori della cronaca nazionale per i cori razzisti contro i napoletani partiti negli spogliatoi durante i festeggiamentei per una vittoria.

Si trattava della prima finale in programma in questi giorni allo stadio di Ravenna nell’ambito della Final Four 2017/2028 dei campionati nazionali giovanili di calcio.  Oggi (15 giugno) alle 18 è in programma la finale dell’Under 15 di serie C; il 20 giugno alle 20.30 la finale dell’Under 17 serie A e B e il 22 giugno alle 20.30 l’under 16, sempre di serie A e B.

La foto della premiazione dell’Inter è stata postata su Facebook dall’assessore allo Sport del Comune di Ravenna, Roberto Fagnani, che nei giorni scorsi aveva dichiarato: «Siamo orgogliosi di ospitare in Romagna e a Ravenna questo importantissimo evento, perché vedremo giocare sui nostri campi le migliori promesse del calcio giovanile, che non solo stanno facendo un importante investimento sul loro futuro agonistico, ma devono vivere questa esperienza anche come una preziosa occasione di sviluppo di una autentica cultura sportiva, fatta di fair play e di apprendimento dell’importanza del rispetto delle regole in campo e fuori dal campo».

Il concerto “americano” dell’Orchestra Cherubini al Pala De André

Biglietti omaggio per i lettori di Ravennaedintorni.it

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Dennis Russell Davies al Ravenna Festival del 2012 in una foto di Maurizio Montanari: il direttore americano sarà protagonista sabato sera al Pala De André e anche, al pianoforte, il giorno dopo alla Classense

Sabato 16 giugno alle 21 al Pala De André di Ravenna va in scena il concerto dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Dennis Russell Davies, con Emanuele Arciuli al pianoforte. Il direttore statunitense (protagonista anche il giorno dopo, domenica, alla 21.30 al chiostro della biblioteca Classense in un piano duo con Maki Namekawa con musiche di Jarrett Glass e Stravinskij) guiderà i giovani della Cherubini in un programma “americano”, parte del viaggio del Ravenna Festival 2018 nello sconfinato paesaggio musicale degli Stati Uniti. Sarà infatti eseguita The Age of Anxiety, ovvero la Sinfonia n. 2 composta da quell’eclettico gigante della musica del Novecento che è stato Leonard Bernstein, e la Sinfonia n. 11 di Philip Glass, prima nazionale della creazione con cui questo capofila del minimalismo ha festeggiato i propri 80 anni.

Biglietti da 15 a 85 euro. Info: www.ravennafestival.org

La serata è realizzata con il supporto di Reclam Edizioni e Comunicazione che – dopo aver esaurito i dieci tagliandi a disposizione dei lettori del nostro settimanale cartaceo – ora offre due biglietti a testa anche ai lettori di www.ravennaedintorni.it che per primi scriveranno una mail all’indirizzo redazione@ravennaedintorni.it indicando i loro riferimenti entro le 14 di oggi, venerdì 15 giugno.

Spettacoli, giochi e picnic “dalle sette alle nove” al Rasi, tra prato e teatro

Primi due appuntamenti della rassegna di Drammatico Vegetale

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Una scena da Thioro

Drammatico Vegetale/Ravenna Teatro propone la nuova edizione della rassegna “Dalle sette alle nove”, tra teatro, giochi e picnic sul prato del giardino del teatro Rasi di Ravenna, dalle 19 alle 21. Roberto David, artista e giocattolaio, propone ogni sera, un’opera a tema con lo spettacolo, tra l’orto e il giardino del teatro. Le serate si chiudono con il pic-nic portato da casa o prenotato allo 0544 242365 (il cestino è a cura di AltroBar del teatro, con ingredienti biologici e di commercio equo).

Si parte venerdì 15 e sabato 16 giugno con la stessa compagnia ravennate Drammatico Vegetale e lo spettacolo “Zoo di Pinocchio” (consigliato a bambini da 3 a 10 anni). In scena due improbabili demiurghi tra il grillo parlante che non parla, ma frinisce, il pulcino e la gallina, il colombo viaggiatore, il serpente e il gigantesco pescecane; un bestiario o uno zoo, che ci indica la giusta strada alla ricerca della figura di Pinocchio.

Lunedì 18, martedì 19 e mercoledì 20 giugno torna in scena la nuova produzione del Teatro delle Albe, Thioro, un cappuccetto rosso senegalese, per bambini dai 6 anni e adulti. Uno spettacolo nato in Senegal, nuova occasione d’incontro nel solco della feconda relazione del Teatro delle Albe con Diol Kadd e gli attori legati al compianto Mandiaye N’diaye. Mettendo in corto circuito la fiaba europea di Cappuccetto rosso con la tradizione africana, Thioro vede in scena e in dialogo Adama Gueye, Fallou Diop, attori e musicisti, e Simone Marzocchi, compositore e trombettista.

Biglietti in vendita a 5 euro il giorno stesso al Teatro Rasi (posti limitati, info e prenotazioni 0544 242365).

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