venerdì
01 Maggio 2026

La Regione Emilia-Romagna approva la prima legge per lo sviluppo della musica

In programma incentivi, formazione, nuovi profili professionali e una Music Commission per attrarre e sostenere le produzioni

Musica Live Basso 01Nuovi incentivi a progetti di rete, in particolare per far crescere i locali della musica dal vivo e dare opportunità ai giovani e alla loro creatività, nuove imprese, formazione ad hoc per il settore musicale, con profili professionali finora non previsti e incentivi in particolare alle associazioni di scuole di musica, di bande e cori con basi associative ampie e diffuse. E l’istituzione della Music Commission, per attrarre e sostenere produzioni musicali nel territorio emiliano-romagnolo.

Sono le principali novità della legge “Norme in materia di sviluppo del settore musicale”, prima in Italia nel suo genere, approvata all’unanimità dall’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che punta «a rafforzare il sistema musicale regionale e dare un’impronta trasversale e innovativa al comparto». A sostegno della norma è già stato stanziato 1 milione di euro, 500 mila euro per il 2018 e altrettanti per il 2019, col proposito di aumentare già nei prossimi bilanci le risorse destinate all’applicazione del provvedimento e alla realizzazione dei progetti.

Per quanto riguarda il settore musicale, l’Emilia-Romagna, secondo i dati Siae, si colloca al secondo posto fra le regioni italiane per numero di concerti, con 4.106 spettacoli, e al quarto posto per numero di spettatori (1.046.412) e spesa del pubblico (un incasso di oltre 25 milioni di euro). La regione si distingue inoltre per la presenza di numerosi operatori, circa 5.000, tra artisti e professionisti, e 496 imprese censite nel 2016 (Rapporto “Io sono cultura” 2017 – Fondazione Symbola), oltre il 30% delle quali con sede in provincia di Bologna, tra associazioni, fondazioni, società e cooperative, che si occupano di educazione, formazione, produzione, diffusione, promozione e ricerca, in ogni genere o tendenza, dalla musica antica all’elettronica.

La legge crea nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali, propone nuove qualifiche e figure professionali per un mondo in continua evoluzione come quello della musica e promuove una rete dialogante fra più soggetti qualificati (pubblici e privati) per favorire l’alfabetizzazione musicale attraverso l’offerta formativa, integrando quella di scuole e accademie. Intende inoltre sviluppare la creatività giovanile, offrendo nuove risorse a favore della ricerca e dell’innovazione, per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e per la loro internazionalizzazione. Promuove infine l’esecuzione della musica contemporanea originale dal vivo. Le azioni e le strategie verranno definite con un programma triennale proposto dalla Giunta e varato dall’Assemblea legislativa.

Percorso partecipato per una legge condivisa
Oltre a ricondurre ad un unico testo normativo il complesso delle misure sul settore, la nuova legge integra le diverse programmazioni settoriali, potenziando gli interventi esistenti e introducendo nuovi strumenti solo dove necessario, per far crescere la filiera della produzione musicale.

Il testo giunge a compimento dopo un percorso partecipato con le realtà musicali regionali, avviato all’inizio di giugno e conclusosi a settembre, che ha visto la realizzazione di 7 iniziative: due giornate pubbliche e cinque incontri con associazioni di categoria, locali e festival di musica dal vivo, etichette discografiche, assessori alla Cultura e Politiche giovanili dei Comuni della regione (superiori ai 15.000 abitanti), locali, rassegne e festival jazz, soul e blues, coinvolgendo oltre 200 persone. Per favorire il dialogo e la partecipazione sulla legge è stato aperto anche un forum sul portale regionale, che ha portato anche a una decina di osservazioni e di proposte.

Nuovi incentivi alle associazioni scuole di musica, bande e cori ‘ampie e diffuse’
Un primo intervento per lo sviluppo del settore musicale riguarda gli incentivi sul sistema formativo ed educativo. Il sostegno da tempo assicurato ai corsi di alfabetizzazione organizzati dalle scuole di musica, dalle bande e dai cori grazie alla Legge regionale 13/99 (Norme in materia di spettacolo) con questo provvedimento viene opportunamente definito come intervento prioritario di qualificazione del sistema educativo e formativo e di promozione della cultura musicale. Beneficiari in particolare sono le associazioni di scuole di musica, di bande e cori con basi associative ampie e diffuse.

Nuove figure professionali
Il rigger (tecnico delle lavorazioni in quota), il tecnico organizzazione eventi, il musicista strumentista, il performer (tecnico delle arti scientifiche). Sono le nuove figure professionali che vanno a integrare le qualifiche del sistema regionale e contribuiscono a sviluppare a valorizzare le competenze professionali per il mercato del lavoro. «La Regione ha avviato da tempo questo percorso con gli operatori pubblici e privati e continuerà a farlo, per rispondere in modo puntuale ad un comparto sempre in evoluzione, con corsi professionali sempre più mirati alle esigenze delle imprese».

Sostegno alla musica contemporanea: contributi soprattutto ai giovani autori
La legge sostiene la produzione e la fruizione della musica contemporanea e originale dal vivo, in particolare italiana, anche di matrice popolare, sia con contributi a percorsi di tutoraggio, supporto produttivo e promozionale dei nuovi autori, sia incentivando l’esecuzione della musica originale dal vivo. I contributi andranno in particolare a progetti a valenza regionale di ricerca, promozione dei nuovi autori e della creatività (in particolare giovanile); e per la valorizzazione anche ai fini turistici di circuiti locali e reti di festival ed infine per la circuitazione degli artisti e dei complessi musicali della regione nei locali e nei festival dal vivo (anche all’estero).

Nasce la Music Commission: attrarre nuove produzioni in Emilia-Romagna
Viene istituita la “Music Commission”, con l’obiettivo di sviluppare una comunicazione integrata e coordinata di tutte le opportunità e le offerte educative, formative, professionali, imprenditoriali, di circuitazione e di sostegno agli autori e in generale per le iniziative realizzate in attuazione della legge. Inoltre, ha l’intento di attrarre e supportare le produzioni musicali e di video musicali sul territorio regionale.

Oltre un milione di euro inviati all’estero aggirando la normativa antiriciclaggio

Indagine della finanza su un’agenzia di Money Transfer di Ravenna. Sanzionate 220 persone

Foto 1I finanzieri del comando provinciale di Ravenna hanno concluso un’articolata attività di polizia economico-finanziaria che ha consentito di individuare un’agenzia di Money Transfer del centro di Ravenna che faceva da collettore per centinaia di soggetti che trasferivano fondi verso Paesi esteri aggirando la normativa antiriciclaggio.

Le attività investigative hanno preso avvio lo scorso anno, a seguito dell’approfondimento di un’operazione finanziaria sospetta segnalata da un istituto bancario, in relazione all’anomala operatività di un conto corrente intestato ad un’agenzia di “Money Transfer” del centro cittadino. I finanzieri, insospettiti dalle rilevanti somme di denaro transitate sul conto e dalle numerosissime operazioni registrate, hanno acquisito l’intero data-base dell’agenzia ed analizzato oltre 100 mila transazioni operate dal Money Transfer negli ultimi cinque anni, rilevando una serie di criticità nello svolgimento dell’attività finanziaria.

In sintesi, per inviare denaro con il servizio “Money Transfer”, basta recarsi presso un’agenzia con un documento di identità, comunicare i dati anagrafici ed il Paese di destinazione della somma e versare l’importo da trasferire comprensivo delle commissioni. In pochi minuti l’operatore di sportello è in grado di fornire il codice di conferma e una ricevuta che attesta l’immediata disponibilità della somma nel Paese di destinazione, in contanti e nella valuta scelta dal mittente al momento dell’invio. Per tali transazioni la normativa antiriciclaggio impone che il tetto massimo del denaro trasferibile non superi la soglia di 1.000 euro (art. 49 D.Lgs. 231/2007) e vieta di effettuare operazioni frazionate, cioè più operazioni legate tra loro e di importo singolo inferiore ai 1.000 euro ma che superino complessivamente tale soglia.

Dagli accertamenti sviluppati dalla Guardia di Finanza è emerso che il Money Transfer ravennate veniva sistematicamente utilizzato da centinaia di soggetti, soprattutto stranieri, per inviare denaro all’estero, e in alcuni casi anche per riceverlo, proprio in violazione del divieto di operazioni frazionate. In altre parole, è stata rilevata la consolidata prassi del Money Transfer di operare le rimesse di denaro attraverso la cosiddetta tecnica dello “smurfing”, una prassi illecita che mira ad eludere le norme antiriciclaggio, evitando qualsiasi verifica più approfondita sull’identità dell’autore della transazione finanziaria. Lo “smurfing”, infatti, consiste nell’effettuare trasferimenti regolari e ripetuti in relazione a somme di denaro legate tra di loro che, singolarmente considerate, risultano al di sotto della soglia fissata per la completa identificazione del soggetto richiedente, ma che in realtà si pongono al di sopra di essa. Nella maggior parte dei casi l’artificio consisteva nell’inviare somme di denaro sotto soglia attraverso quattro diversi intermediari finanziari di cui il Money Transfer era sub-agente, così da far risultare singole operazioni di trasferimento utilizzando canali diversi. In altri casi, invece, la persona che trasferiva denaro effettuava nell’arco della stessa giornata diverse operazioni tutte sotto soglia, sebbene dirette al medesimo destinatario, aggirando così la normativa.

In conclusione, l’operazione “Latinos Money” ha consentito di accertare 246 violazioni alle norme antiriciclaggio (trasferimento di denaro contante oltre la soglia consentita) e di sanzionare 220 soggetti, alcuni dei quali autori di più violazioni, che hanno complessivamente trasferito all’estero, attraverso l’agenzia di Money Transfer ispezionata, oltre  1 milione e cento mila euro in violazione della normativa antiriciclaggio.

Ai singoli autori delle transazioni illecite sono state contestate sanzioni che vanno da un minimo dell’1 a un massimo del 40 percento dell’importo trasferito, con applicazione della sanzione minima di 3.000 euro, introdotta dal 4 luglio 2017 per effetto del recepimento nell’ordinamento nazionale della “IV Direttiva Antiriciclaggio”. La medesima sanzione è stata applicata anche all’agenzia di Money Transfer nonché, ricorrendone i presupposti, ai 4 intermediari finanziari di cui essa è sub-agente.

È in corso di ulteriore approfondimento la posizione, anche sul piano reddituale e fiscale, dei soggetti che hanno effettuato le operazioni finanziarie più rilevanti, tra cui 24 italiani che hanno inviato contante soprattutto in Romania ed in Brasile.

A Ravenna il treno di Legambiente, tra rinnovabili e sharing economy condominiale

La campagna nazionale fa tappa al binario 2 della stazione dal 15 al 17 marzo

17“Energia pulita, reti elettriche “intelligenti”, efficienza e mobilità sostenibile per un Paese proiettato verso un futuro 100% rinnovabile che si prepara alla fine dell’era fossile”. È quello che sta disegnando da sud a nord della Penisola il viaggio del Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, giunta alla 30esima edizione.

Dal 15 al 17 marzo sarà a Ravenna, per chiedere all’Europa obiettivi più stringenti e sfidanti nel Pacchetto Energia e Clima 2030, ancora in fase di discussione, e all’Italia – si legge nella nota di Legambiente – “di svolgere un ruolo da leader sul clima, con politiche più ambiziose, per dare maggiore concretezza e solidità al cambiamento già in atto per traghettare il nostro Paese verso la totale decarbonizzazione del proprio sistema energetico”.

A bordo del Treno Verde “la mostra didattica e interattiva permetterà di toccare con mano le sfide che abbiamo di fronte da qui al 2030, per segnare la fine dell’era delle fonti fossili e per dare una risposta efficace alla drammaticità dei mutamenti climatici”. Sarà aperta dalle ore 8.30 alle 14 per le classi scolastiche prenotate e dalle 16 alle 19 di venerdì e sabato per tutti i cittadini.

Anche a Ravenna, al centro della giornata inaugurale, ci saranno le esperienze virtuose locali, protagoniste della transizione energetica verso un modello democratico e sostenibile, che Legambiente premierà come “I RinnovABILI”: amministrazioni comunali, aziende, cittadini, associazioni, start up che hanno scommesso su nuovi modelli energetici attraverso rinnovabili, efficienza, nuove forme di mobilità sostenibile e che fanno a meno di petrolio, gas e carbone. L’appuntamento è giovedì 15 marzo alle 11,30 presso il binario 2 tronco della stazione di Ravenna. A seguire, a bordo della IV carrozza, sarà organizzata una degustazione di cibi prodotti con energia 100% rinnovabile autoprodotta, provenienti dal territorio emiliano romagnolo.

Con l’arrivo del Treno Verde, Legambiente presenterà inoltre l’edizione regionale di Comuni Rinnovabili, realizzato grazie al contributo di Enel Green Power, il rapporto che da 12 anni fotografa lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei territori italiani. L’appuntamento è il pomeriggio sempre del 15 marzo, a partire dalle ore 14, presso la sala P. Paolo D’Attorre (via Ponte Marino, 2) nell’ambito del convegno “Attuare la transizione energetica: politiche, strumenti e buone pratiche”.

La novità che quest’anno sta accompagnando il convoglio di Legambiente è Civico 5.0, un monitoraggio scientifico incentrato sui temi dell’efficientamento energetico in edilizia e della sharing economy condominiale. In occasione della tappa del Treno Verde saranno mostrati i risultati della analisi termografiche e i dati sui consumi elettrici raccolti dai tecnici di Legambiente che sono entrati nei condomini e nelle case delle famiglie di Ravenna. Il monitoraggio scientifico servirà a dimostrare, con un’analisi a campione delle abitazioni, come e quanto sia possibile intervenire portando vantaggi immediati in termini ambientali, economici e di qualità di vita.
Grazie ad AzzeroCO2, Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane quest’anno compenseranno le emissioni di CO2 del tragitto del Treno Verde piantumando alberi in aree e parchi italiani.

Le uova di Pasqua dello Ior, per i progetti di prevenzione tra i ragazzi

Al via le vendite dell’Istituto Oncologico Romagnolo che ogni anno sensibilizza circa 13mila adolescenti

Ior Pasqua“Un uovo non vale l’altro”: è questo lo slogan scelto dall’Istituto Oncologico Romagnolo in occasione della Pasqua. La Onlus, grazie all’attività svolta dai suoi volontari, invaderà come sempre le piazze della Romagna con le sue uova solidali: dolci di finissimo cioccolato al latte o fondente, disponibili nella versione large da mezzo chilo, dietro offerta di 12 euro, e small, da 350 grammi, a 10 euro. In entrambe le versioni non mancherà ovviamente la sorpresa, pensata per i più piccini.

Il ricavato verrà utilizzato a sostegno dei progetti di prevenzione che la Onlus porta avanti nelle scuole di tutta la Romagna: progetti volti alla sensibilizzazione dei ragazzi nei confronti di temi delicati quali fumo, alcol, droga e alimentazione, e delle loro ripercussioni sulla probabilità di sviluppare neoplasie.

«Ogni anno sono circa 13.000 gli adolescenti sensibilizzati sui banchi dai nostri professionisti – spiega il direttore generale, Fabrizio Miserocchi – qualcosa come 150.000 da quando abbiamo iniziato la nostra attività, nel 1979. Riuscire ad anticipare comportamenti sbagliati è più facile che andare ad intervenire là dove le abitudini si sono già consolidate, senza considerare l’importanza di saper riconoscere e scardinare atteggiamenti potenzialmente a rischio, facilmente degenerabili. Investire sul benessere di giovani e adolescenti significa plasmare adulti protagonisti e responsabili della propria salute e delle proprie scelte: persone consapevoli dell’importanza di stili di vita sani e di comportamenti di rifiuto verso le forme di dipendenza».

Oltre che presso le sedi di via Salara 36/38, di seguito luoghi e date dove trovare gli stand sul territorio: dal 16 al 24 marzo in vicolo degli Ariani 4/A, a Ravenna; sabato 17 marzo a Cervia (Coop viale Roma, Conad via Caduti della Libertà, Garden Mondoverde via Romea Nord 180, Eurospar Savio via Romea Nord), Pinarella (Conad via Platone) e Savio (Conad via Saviazzo).

Picchiata e umiliata per anni anche di fronte al figlio piccolo: arrestato il marito

L’uomo l’aveva presa a schiaffi anche per il rumore che faceva mentre lavava i piatti. All’arrivo dei carabinieri aveva ancora segni sul volto e sul collo

Violenza SessualeL’ha picchiata di fronte al figlio di 4 anni e all’arrivo dei carabinieri la moglie, una 25enne, aveva ancora ben visibili sul volto e sul collo i segni dei maltrattamenti del marito. Si tratta di un 36enne albanese arrestato dai carabinieri a Faenza sabato sera.

La ragazza è venuta in Italia pochi anni fa, abbandonando l’università, per raggiungere l’uomo di cui si era innamorata, già residente a Faenza. Ma il loro rapporto sin dai primi tempi – stando alle dichiarazioni fornite ai militari – ha preso una brutta piega. L’uomo, infatti, la obbligava a seguire determinati comportamenti stabiliti da lui (oltre a indossare solo abiti castigatissimi) e ogni occasione era buona per rimproverarla, denigrarla e umiliarla senza un motivo apparente, come la volta in cui l’uomo l’aveva presa a schiaffi perchè infastidito dal troppo rumore mentre lei lavava i piatti, oppure quando l’aveva rimproverata energicamente dopo averla vista con un paio di occhiali da sole da lui ritenuti troppo “alla moda”.

Con la nascita del figlio le cose non sono cambiate anzi – continua il racconto della ragazza – a condizionare la convivenza familiare erano subentrati anche i contrasti fra lei e i genitori di lui e le continua minacce dell’uomo di lasciarla senza denaro e di allontanarla dal tetto coniugale qualora non avesse accettato il suo “stile di vita”.  Nella lista dei maltrattamenti denunciati dalla donna, non sono mai venute a mancare le botte e le violenze fisiche da parte del marito, soprattutto quando alzava il gomito. Dopo anni di sopportazione, la 25enne si era fatta coraggio e aveva chiesto aiuto a un centro antiviolenza, confidando a un’operatrice che una volta il marito, oltre alle botte ed alle minacce di morte, l’aveva costretta, contro la sua volontà, a subire un rapporto sessuale. Avviato il percorso di protezione, la donna aveva poi deciso di fare un passo indietro ed era tornata a casa, fiduciosa di poter recuperare il rapporto con il compagno, spinta anche dal timore di non poter garantire, per se stessa e per il figlio, un adeguato sostegno economico.

L’episodio di sabato sera è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: la donna, schiaffeggiata e presa per il collo dal marito, dopo l’ennesimo litigio per futili motivi, è riuscita a chiedere aiuto al 112. I due coniugi si erano scambiati reciprocamente alcuni schiaffi, ma ad avere la peggio è stata la 25enne che, successivamente trasportata in ospedale, è stata refertata con 15 giorni di prognosi. A quel punto, verbalizzato il lungo racconto della vittima e acquisiti i dovuti riscontri, l’uomo è stato arrestato per “maltrattamenti in famiglia e lesioni personali”. Il provvedimento è stato avallato dal pubblico ministero che ha disposto di portarlo in carcere a Ravenna. Nel pomeriggio di ieri (mercoledì 14 marzo), avvenuta la convalida davanti al Gip, il 36enne è stato scarcerato, ma gli è stata imposta la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento a meno di 200 metri dalla persona offesa, che nel frattempo si è affidata al sostegno del centro antiviolenza Sos Donna di Faenza.

Il dossier sulle mafie sotto casa, dai beni confiscati ai sorvegliati speciali

La presentazione a Cervia per la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime

Mafiesottocasa
La mappa interattiva sul sito Mafiesottocasa

Lunedì 19 marzo alle 18.15 ai Magazzini del Sale di Cervia appuntamento con l’iniziativa “Il cane non ha abbaiato”, organizzata in occasione del 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie con l’obiettivo di “comprendere come si muove la criminalità organizzata sul territorio e contrastarla”.

Nell’incontro (a cui parteciperà anche il sindaco Luca Coffari) sarà presentato il 5° Dossier del portale “Mafie Sotto Casa” curato da Gaetano Alessi e Rebecca Righi dell’associazione “La Banda” e “Il gruppo dello Zuccherificio”. Il sito (mafiesottocasa.com), ha tracciato una mappa dell’Emilia Romagna costellata d’indicatori-spia che invitano a tenere alta la guardia. Diversi gli elementi mappati: beni confiscati, roghi, sorvegliati speciali, minacce, comuni sciolti, aziende, indagini, soggiorni, processi, arresti e omicidi.

“Amare Dio e fare soldi”: l’ex presidente dello Ior a Ravenna

Ettore Gotti Tedeschi al Centro Dantesco sul tema “La crisi finanziaria deriva dalla decadenza morale della società?”

Ettore Gotti Tedeschi«La crisi finanziaria deriva dalla decadenza morale della società?». È il tema che sarà svolto, domani, venerdì 16 marzo alle ore 18, da Ettore Gotti Tedeschi, durante l’incontro pubblico che si terrà presso la sala “Severino Ragazzini” del Centro Dantesco di Ravenna.

L’economista, che dal 2009 al 2012 ha ricoperto l’incarico di presidente dell’Istituto per le Opere di Religione (Ior), interverrà infatti al primo dei due convegni organizzati dall’associazione culturale San Michele Arcangelo in onore del cardinale Carlo Caffarra, l’Arcivescovo emerito di Bologna scomparso il 6 settembre scorso.

Durante la  conferenza, il banchiere, che dal 1996 al 2006 è stato docente di Strategia finanziaria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, poi di Etica economica all’Università di Torino presenterà anche il suo libro Amare Dio e fare soldi. Massime di economia divina (Edizioni Fede & Cultura).

L’incontro sarà moderato dal giornalista e scrittore ravennate Paolo Gambi, che ha intervistato Ettore Gotti Tedeschi.

Il sindaco agli architetti: «Il nuovo palasport dovrà essere soprattutto funzionale»

De Pascale replice alle accuse di professionisti e ordini sui temi della progettazione. E annuncia a Marina il raddoppio del parcheggio scambiatore

De Pascale Fagnani
Il sindaco De Pascale con l’assessore Fagnani alla presentazione del progetto del palazzetto

Rivendica tutto, il sindaco Michele de Pascale, e replica alle accuse di professionisti e ordini professionali all’insegna del pragmatismo. «Non volevamo un altro libro dei sogni, non volevamo una serie di proposte magari anche suggestive ma poi di fatto irrealizzabili».

Il tema è quello del concorso internazionale per la riqualificazione delle aree retrodunali dei lidi ravennati, per cui sono stati presentati solo quattro progetti, di cui uno non ammesso. «Noi siamo soddisfatti – continua il sindaco – perché non eravamo di fronte a un semplice concorso di idee, ma a un concorso di progettazione che sapevamo essere molto impegnativo. Anche per questo abbiamo messo a disposizione circa 100mila euro di premio, per coprire almeno le spese “vive” dei concorrenti. E siamo soddisfatti dei risultati: ora abbiamo dei progetti che dovranno passare al vaglio degli altri enti coinvolti, che poi verranno condivisi con i bagnini e le località, lido per lido». Progetti che prevedono «una fortissima riduzione» delle auto negli stradelli retrodunali e quindi anche alcune azioni compensative, come il raddoppio – annuncia De Pascale – del parcheggio scambiatore di via Trieste, a Marina di Ravenna. Il tutto con la speranza di partire con i primi lavori dopo l’estate del 2019, grazie anche ai fondi che la Regione ha messo a disposizione per interventi di questo tipo (il Comune ha comunque già previsto un investimento complessivo di 10 milioni di euro). E il tutto – sottolinea De Pascale, ricordando come il bando preveda che i promotori debbano anche realizzare le fasi successive del progetto – «senza stressare ulteriormente l’ufficio progettazione del Comune di Ravenna».

L’altra questione sul tavolo, infatti, è proprio questa: un ricorso, per molti eccessivo, ai tecnici comunali per progetti che le amministrazioni pubbliche solitamente affidano a professionisti esterni. Un esempio è il polo scolastico di Lido Adriano, il cui progetto è stato rivisto (decisamente al ribasso, dal punto di vista economico) dagli uffici comunali rispetto a quello del gruppo dell’architetto Giampiero Cuppini di Bologna che aveva vinto il bando nel 2004.

L’altro, lampante, è quello del nuovo palazzetto dello sport di Ravenna, un progetto da circa 15 milioni di euro che in molti si sono stupiti di veder affidato ai tecnici comunali. «La realtà è che abbiamo un Ufficio Progettazione capace, che ha studiato fin dal primo giorno la casistica e lo storico dei palazzetti in Italia e non solo, quello che ha funzionato e non funzionato. E un progetto di questo genere qualifica ulteriormente il nostro parco dipendenti. Va detto poi che il Pala De André è frutto di un progetto lasciato incompleto e questo significa che il nuovo palazzetto non segnerà un nuovo intervento ma sarà una sorta di completamento. Certo, l’estetica è importante e sarà anche “bello” ma l’importante è che risolva i problemi di funzionalità del Pala De André, che abbia consumi energetici virtuosi e bassissimi costi di manutenzione, che sia insomma prima di tutto funzionale».

Bunge choc nella semifinale di Challenge Cup: a Ravenna passano i turchi in tre set

Volley / Nell’andata della semifinale vittoria del Maliye Piyango Sk, che mette una seria ipoteca sul passaggio del turno. La partita di ritorno è in programma mercoledì 21 marzo in Turchia. La squadra di Soli è obbligata a vincere 3-0 o 3-1, per poi spuntarla al golden set

Ravenna-Ankara 0-3
(21-25, 19-25, 23-25)
BUNGE RAVENNA: Marechal 2, Diamantini 1, Buchegger 19, Poglajen 17, Georgiev 1, Orduna 1, Goi (L); Vitelli 3, Raffaelli 1, Gutierrez, Marchini. Ne: Mazzone (L), Pistolesi. All.: Soli.
MALIYE PIYANGO SK ANKARA: Kayhan 7, Venno 23, Yucel 6, Gunes 5, Gjorgiev 1, Stankovic 9, Tokgoz (L); Eksi, Bidak. Ne: Siltala, Ivgen (L), F. Uslu, Karakaya, Dur. All.: S. Uslu.
ARBITRI: Nikolic (Bih) e Seifried (Slo).
NOTE – Ravenna: bs 10, bv 5, errori 24, muri 1; Ankara: bs 10, bv 5, errori 19, muri 9. Spettatori: 1915, quota abbonati compresa (incasso 5830 euro). Durata set: 26’, 26’, 30’ (tot. 82’).

Buchegger Contro Ankara Rid
L’opposto austriaco Paul Buchegger in azione contro i turchi

Al Pala De André passano i turchi del Maliye Piyango, che si aggiudicano il primo round delle semifinali di Challenge Cup superando la Bunge in tre set. Tra una settimana, mercoledì 21 marzo, ci sarà però l’occasione del riscatto per i ravennati, nel ritorno da disputare ad Ankara, con l’obiettivo di ribaltare la situazione. Sarà però obbligatorio vincere 3-0 o 3-1, per poi spuntarla in modo ulteriore nel golden set. Nell’altra semifinale i greci dell’Olimpiakos Pireo hanno sbancato 3-0 il campo dei russi del Gazprom Surgut.

Sestetti iniziali Il coach Fabio Soli schiera Orduna al palleggio, Buchegger opposto, Marechal e Poglajen schiacciatori, Georgiev e Diamantini centrali e Goi in seconda linea. Dall’altra parte del campo il tecnico Serdar Uslu disegna il suo Maliye Piyango con il sestetto formato dal palleggiatore macedone Gjorgiev, l’opposto estone Venno, gli schiacciatori Yucel e Stankovic (serbo), i centrali Gunes e Kayhan e il libero Tokgoz.

Primo set Il Maliye Piyango tenta un primo strappo con il muro di Stankovic (5-7), ma la Bunge risponde con Buchegger (9-8), che poi si ripete per il +2: 12-10. Venno riporta il match in equilibrio a quota 13 e spinge la squadra in corsia di sorpasso, con il supporto di Kayhan a muro: 16-18 e time out Soli. Un’invasione causa il 18-21, il coach di casa ferma ancora il match, poi qualche errore di troppo aumenta il divario a favore degli ospiti: 18-23. L’opposto estone mette a terra la palla del 20-24, Poglajen annulla il primo set ball, ma sul secondo Yucel beffa il muro ravennate: 21-25.

Secondo set A spezzare l’equilibrio iniziale ci pensa un ace di Venno (7-9), ma prima un errore di Yucel (9-9) e poi una schiacciata di Buchegger invertono la tendenza: 11-10. Soli getta in campo Raffaelli e Vitelli al posto di Marechal e Georgiev, il diagonale di Stankovic è fuori misura (13-11), il serbo però si riscatta a muro, imitato da Kayhan: 13-14. Venno colpisce di nuovo dalla linea di battuta, per il 16-19 dei turchi, e il tecnico giallorosso utilizza la pausa, ma gli ospiti non sbagliano nulla e si aggiudicano anche la seconda frazione alla prima occasione: 19-25.

Terzo set La Bunge scatta sul 5-1 con Buchegger e mantiene il vantaggio con gli ace di Poglajen (7-3) e dello stesso opposto austriaco, che colpisce anche dalla seconda linea: 11-6. Il “solito” Venno avvicina i turchi (12-10), che riducono in modo ulteriore le distanze con il servizio vincente di Yucel: 14-13 e time out dei padroni di casa. Gunes a muro raggiunge il pareggio (14-14) e si prosegue con le squadre di pari passo fino a quando il Maliye Piyango non allunga sul 18-20. Venno piazza altre due battute vincenti per il 19-23, a cui risponde dalla linea dei nove metri Orduna: 21-23. Si va sul 21-24, sul primo match ball Venno spara fuori, sul secondo Poglajen realizza un ace, ma sul terzo Buchegger spedisce fuori: 23-25.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Purtroppo non abbiamo giocato con la stessa convinzione dei nostri avversari, che sono scesi in campo con grande grinta e voglia di vincere. Non mi spiego come mai sia stata possibile una simile prestazione dopo la bella prova di Perugia. Abbiamo commesso troppi errori, regalando un sacco di punti ai turchi, che invece ci hanno dato una lezione su come vanno affrontate simili partite. Adesso con grande umiltà dobbiamo metterci a preparare il ritorno, dal punto di vista tattico e tecnico, ma anche di mentalità. C’è ancora una partita, noi ci dobbiamo credere, perché abbiamo le qualità per puntare a vincere al golden set ad Ankara».

Ricercato per scontare 5 anni di condanne, trovato a spasso su una Mercedes

Operazione della Stradale che ha portato alla cattura di un 36enne: il primo contatto con gli agenti in un autosalone

IMG 1100Da mesi pendeva sulla sua testa un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Brindisi per un cumulo di sentenze definitive per vari reati con una condanna complessiva di cinque anni da scontare e la polizia stradale di Ravenna l’ha fermato ieri, 14 marzo, in via Romea Vecchia alle porte della città a bordo di una Mercedes.

L’arresto di un 36enne è arrivato in occasione di un controllo stradale che solo all’apparenza era di routine: la squadra di polizia giudiziaria infatti era sulle tracce dell’uomo da alcuni giorni e quando è stato intercettato è stato predisposto il posto di blocco per il controllo.

L’indagine (pm Stefano Stargiotti) era cominciata quando gli agenti della polstrada guidati dal comandante Caterina Luperto hanno trovato il ricercato in un autosalone in cui stavano svolgendo alcuni controlli. Non era ben chiara la sua posizione ma dalla banca dati è emerso l’ordine di carcerazione non ancora notificato perché, come riscontrato da appostamenti, a quella che era indicata come residenza in periferia di Ravenna in realtà non viveva nessuno.

Gli operatori della Stradale hanno avviato un’attività di monitoraggio, anche attraverso le pattuglie sul territorio e una pattuglia del distaccamento di Faenza ha intercettato il 36enne.

Buche nelle strade, il Comune corre ai ripari: ecco il piano degli interventi

La rete stradale è in condizioni disastrose, anche a causa dell’ondata di maltempo di fine inverno, e il Comune di Ravenna avvia un piano di interventi straordinari sulla viabilità

Manutenzione StradeSono in corso e proseguiranno per i prossimi mesi interventi per riparare le buche e, in alcune situazioni, di riasfaltatura a tratti sulle seguenti strade: via della Chimica, via Naviglio, via Pertini, via Faentina, viale Baracca, viale Farini, via Carducci, via Destra Canale Molinetto, via Sinistra Canale Molinetto, viale Manzoni, Rotonda Olanda, Rotonda Portogallo, viale dei Navigatori, Rotonda del Villeggiante, via Bassette, via delle Industrie, viale Europa, via Galilei, viale Alberti, via Circ. al Molino, via Rivalta, via Tagliamento, via T. Gulli, via Teodorico, via Trogir, via Edison, via S. Mama. Questi lavori fanno parte del canone di servizio di global service con Sistema3 e non prevedono costi aggiuntivi da parte dell’amministrazione.

È terminato l’intervento di somma urgenza riguardante la riasfaltatura della rotonda degli Ormeggiatori, nel tratto compreso fra via Baiona e via Canale Magni lato nord. Inoltre, verranno eseguiti interventi sulla via Romea Nord davanti ad Hera. L’impegno economico complessivo è di 200mila euro.

Sono stati affidati interventi per 700mila euro, che dovranno essere eseguiti nel 2018, sempre per la messa in sicurezza della viabilità: manutenzione straordinaria di tratti di strada e marciapiedi nelle vie dei Poggi, Foglia, Lanciani e nella pista ciclabile di via Stradone; nuovo marciapiede tra via Mezzoli e via Don Missiroli a Piangipane; manutenzione straordinaria nelle via Pile e Delta a Sant’Antonio; a Roncalceci nelle vie dell’Orso, Nuova e Lametta; a San Pietro in Vincoli nel tratto di strada di via Scolo Formella tra via Rustica fino alla via Formella Inferiore; intervento sulla via Formella Superiore nella parte da via Cella (Carraie) fino alla via Formella Inferiore; manutenzione straordinaria a Mezzano in via Canale Guiccioli, nel tratto compreso tra via Argini e via Zuccherificio; interventi urgenti per la manutenzione straordinaria della sommità dell’arginale in via Argine Destra Fiume Ronco, compreso dalla via Gambellara a Ghibullo fino alla chiesa; manutenzione straordinaria di via Socrate Bernardini a Marina di Ravenna; manutenzione straordinaria nell’area territoriale n. 2 “Ravenna Sud” riguardante il tratto di strada di via Argine Destro Ronco, compreso dalla via Cella fino alla via Argine Destro Canale Molino.

Sono inoltre in corso di aggiudicazione alcuni interventi che potranno essere avviati nel secondo semestre del 2018. Riguarderanno in particolare la viabilità in ambito portuale per un importo di 500mila euro. Messa in sicurezza e bonifica da radici su strade e marciapiedi con un impegno di spesa di 1 milione e 50mila euro. Riqualificazione di via delle Americhe a Punta Marina per 1 milione e 200mila euro.

Infine, nel mese di aprile fino ad ottobre, saranno eseguiti interventi di manutenzione ordinaria su tratti di marciapiede in asfalto nelle seguenti strade: via Martiri Fantini e via Morini a Castiglione; via del Cogollo e via del Pescatore a Punta Marina; via Zen e via Callegati a Marina di Ravenna; via dei Ciliegi a Ponte Nuovo; via Pondi a Madonna dell’Albero; via F.lli Mazzotti e via Destra Canale Molino a San Bartolo; via Casadei, via I. Missiroli, via Aldini, via 22 Ottobre 1945 a  S. Zaccaria; via D. Babini a Piangipane, via Cavo Dorzo a S. Antonio; via Tempioni a S. Alberto; via delle Viole a Casalborsetti; via delle Palme a  Marina Romea; a Ravenna in via dei Poggi, via Timavo, via Lanciani, via Chiavica Romea, via Gianbattista Bezzi, via Garigliano, via Taro, via Serchio, via Basento, via Simeto, via Mercatelli, via Sintria, via Parenzo, via Ortigara, via Vanvitelli, via Fiume Montone Abbandonato, piazza Baracca, via Parri, via San Pier Damiano, via degli Spreti, via Orioli, via San Gaetanino; via Don Pellicciari a Camerlona; via della Libertà  a S. Pietro in Campiano; via Riolo e via Castrocaro a  Lido di Savio.

Hotel grattacielo da 50 metri nell’area ex Xenos, il gruppo Nettuno ci crede ancora

Rossi parla di trattative in corso per trovare un gestore: «Abbiamo fatto un mutuo per comprare il lotto, per noi quell’area è come un tassametro: non possiamo permetterci di archiviare il progetto»

P1120472
L’area da duemila mq all’incrocio tra via 4 novembre e viale delle Nazioni a Marina di Ravenna dove un tempo sorgeva la discoteca Xenos e ora è in stato di abbandono

Non è stato archiviato il progetto per un albergo a Marina di Ravenna nell’area dell’ex discoteca Xenos (all’incrocio tra viale delle Nazioni e viale IV Novembre). Lo conferma Giuseppe Rossi, dirigente del gruppo Nettuno che acquistò l’area (2.040 mq) dalla Provincia nel 2007 (qui la storia del lotto): «Stiamo cercando un imprenditore interessato alla gestione. Qualche trattativa è in corso, non siamo ad un punto morto, però non è facile».

Rossi conferma anche che al momento l’intenzione resta quella di edificare un hotel, non ci sono progetti alternativi: «Vogliamo costruire un albergo di 90 camere. C’erano state anche delle polemiche ma noi le riteniamo infondate». Nello specifico le polemiche di molti residenti riguardano l’impatto visivo dell’hotel, progettato dall’architetto Carlo Maria Sadich, che consisterebbe in una torre (54 m) di undici piani (qui avevamo raccontato i dettagli della rete di società alle spalle di questo investimento). «Non può essere diverso da così – dice Rossi – perché altrimenti dovremmo fare una pensione. Economicamente non starebbe in piedi».

Al di là delle questioni estetiche, che erano già state discusse tre anni fa, oggi per il gruppo Nettuno il problema è soprattutto economico: «Per rilevare l’area abbiamo fatto un investimento importante e abbiamo un mutuo sul quale paghiamo degli interessi. Per noi quell’area è come un tassametro. Non possiamo permetterci di archiviare il progetto. Certo, se l’amministrazione non ci avesse messo nove anni per darci il permesso di costruire forse l’albergo ci sarebbe già e trovare una persona interessata sarebbe stato più semplice».

L’imprenditore abita a Marina, così gli chiediamo un commento sul paese: «Per me, che ci vivo da solo con il mio cane, va benissimo. Come cittadino mi trovo bene. Ciò non toglie che oggi ci siano molti problemi, le attività chiudono, c’è sempre meno attrattiva. Un albergo di sicuro aiuterebbe anche se è chiaro che da solo non risolverebbe tutti i problemi».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi