venerdì
01 Maggio 2026

Prendeva denti d’oro tra le ceneri delle cremazioni e li vendeva: becchino arrestato

Decine di casi sospetti dal 2014 a oggi: il nome dell’operatore compare nei registri di alcuni compro oro della città

Cimitero Faenza
Il cimitero di Faenza

Dopo la cremazione dei cadaveri raccoglieva eventuali pezzi d’oro tra le ceneri (quasi sempre denti ma anche anelli) e li rivendeva ai compro oro. È l’accusa mossa dalla procura di Ravenna contro un 50enne becchino dipendente di Azimut in servizio al forno crematorio di Faenza: l’uomo è stato arrestato ieri, 5 marzo, e dovrà rispondere di peculato in quanto incarito di pubblico servizio e sottrazione di parti di cadavere. Sono stati denunciati e sequestrati anche i due negozi compro oro che hanno acquistato il materiale portato dal necroforo. La normativa prevede che dopo la cremazione dei defunti le ceneri vengano posizionate nelle urne cinerarie mentre i resti debbano essere considerati rifiuti speciali da smaltire secondo una precisa disposizione.

Secondo gli inquirenti la condotta illecita andrebbe avanti almeno dal 2014 e sarebbero decine i casi sospetti: nei registri dei banchi oro della città manfreda il nome dell’uomo compare con frequenza. Di solito si presentava con pezzi da circa 10-15 grammi ognuno – in genere parzialmente anneriti dopo essere stati sottoposti ai 1.200 gradi della temperatura per la cremazione – che fruttavano qualche centinaia di euro ogni volta o in alcuni casi anche solo qualche decina.

L’indagine coordinata dal sostituto procuratore Angela Scorza è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Faenza a partire da una segnalazione. Il primo riscontro è arrivato proprio dai negozi compro oro che mostravano le frequenti transazioni. È cominciato quindi un periodo di osservazioni e pedinamenti, sul lavoro e fuori. Nella giornata di ieri l’indagine è arrivata alla svolta: è scattata la perquisizione e il ritrovamento di una decina di denti nel suo armadietto nello spogliatorio al lavoro ha fatto scattare l’arresto in flagranza. L’ispezione dei militari si è  spostata poi nell’abitazione dell’uomo, che vive alla periferia di Faenza con la moglie, dove è stata trovata una vasta quantità di oggetti cimiteriali di varia natura: «Sarà necessario un minuzioso lavoro di verifica, per questo l’intera abitazione è sotto sequestro», ha spiegato il capitano Cristiano Marella, comandante della compagnia manfreda.

Come detto, il 50enne lavorava per Azimut, società a controllo pubblico (il 60 percento è di Ravenna Holding) che si occupa di servizi cimiteriali ma anche di gestione del verde e parcheggi. Il procuratore capo Alessandro Mancini ha sottolineato che verranno compiuti «accertamenti capillari» sui dirigenti responsabili dell’arrestato per accertare se «sono stati fatti tutti i controlli necessari visto che parliamo di un comportamento che andava avanti da anni».

Il quadro completo degli eletti a Camera e Senato nei collegi di Ravenna

Proporzionale: Errani a parte, nessun ravennate inserito nei listini la spunta. C’è speranza per la grillina Francesca Savelli nel caso in cui Giulia Sarti non riuscisse a chiarire la questione dei rimborsi e decidesse di dimettersi

montecitorio cameraIl ministero dell’Interno ha ufficializzato i nomi degli eletti nei listini del proporzionale dando il quadro definitivo dei nomi che nei prossimi giorni si dirigeranno a Roma. La pattuglia degli eletti  si aggiunge a quella dei deputati  che andranno a Roma in forza alla loro elezione all’uninominale e che erano già stati ufficializzati lunedì 5 marzo: per il Pd il senatore Stefano Collina e il deputato Alberto Pagani. Eletto nel collegio che comprende il Faentino e buona parte della provincia di Forlì anche il deputato Dem Marco Di Maio. Nonostante la sconfitta a Bologna, sarà  una presenza di peso al Senato l‘ex governatore Vasco Errani, che grazie al seggio preso da Leu al proporzionale corona una lunga carriera politica con l’arrivo a Roma. Per LeU non sono stati invece rieletti Giovanni Paglia e Andrea Maestri.

Proporzionale:  gli eletti alla Camera

Nel collegio romagnolo in cui è inserita Ravenna ha visto lo storico sorpasso della coalizione di centrodestra sul centrosinistra. Sono stati eletti Galeazzo Bignami, consigliere regionale bolognese, per Forza Italia e Jacopo Morrone, forlivese e segretario della Lega Nord Romagna. Non ce l’hanno fatto le ravennati Donatella Donati – consigliere comunale lughese candidata per FI – e Samantha Gardin, capogruppo della Lega in Comune a Ravenna. Entrambe erano al secondo posto nel listino.

Per il centrosinistra due eletti nel Pd:  Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali, che era stato sconfitto nell’uninominale nella sua Ferrara ma viene salvato dall’essere capolista nel proporzionale. Eletta, sempre nelle fila del Pd, anche Giuditta Pini, deputata del Pd e originaria di Carpi.

Il Movimento 5 Stelle elegge la riminese Giulia Sarti e Carlo Ugo de Girolamo, professore all’Università di Forlì. C’è in questo caso un risvolto interessante: su Sarti pende ancora la spada di Damocle del procedimento interno aperto dal Movimento su di lei riguardo al caso dei rimborsi. Lei ha promesso che, nel caso la situazione non sia chiarita, si dimetterà non appena eletta. Dal 17 febbraio la riminese, che era già entrata in Parlamento nel 2013, non fa dichiarazioni pubbliche. Nel caso dovesse dimettersi entrerà in Parlamento Francesca Savelli, attivista faentina e terza nel listino.

Proporzionale: gli eletti al Senato

Di Vasco Errani abbiamo detto. Al plurinominale in Senato, che oltre alla Romagna, comprende anche Ferrara e Bologna, la Lega Nord elegge Lucia Borgonzoni e Maurizio Campari (la russiana Maria Marabini era terza in lista). Per Forza Italia entra Anna Maria Bernini, volto noto del partito a livello regionale e  per il Pd l’ex sindaco di Imola Daniele Manca e Teresa Bellanova (brindisina che ha perso all’uninominale nella sua Regione). Per il Movimento 5 Stelle eletti Michela Montevecchi, già senatrice bolognese, e il riminese Marco Croatti.

Le aziende offrono 50 posti di lavoro, Ecipar (Cna) organizza i corsi di formazione

La società che si occupa di consulenza e assistenza alle imprese cerca partecipanti a percorsi pianificati partendo dalle reali richieste di risorse

Worker Repairing Solar Power PanelCorsi professionali organizzati sulla base di quanti posti di lavoro offrono le aziende per determinate figure e quindi occupazione sicura. È il progetto avviato da Ecipar, la società di emanazione della Cna di Ravenna, che ha come obiettivi la costruzione di percorsi di formazione, assistenza e consulenza alle imprese e cerca le professionalità che mancano alle aziende clienti, attraverso corsi mirati e con i nuovi servizi dedicati al lavoro appena partiti.

Il quadro delle opportunità disponibili è descritto da Flavio Bergonzoni, responsabile di Ecipar: «Attraverso i nostri corsi professionalizzanti, in questo momento abbiamo fino a 50 posti di lavoro messi a disposizione dei disoccupati dalle aziende partner. I corsi sono finanziati dalla Regione e si basano sulla disponibilità delle imprese ad assumere».

Partiranno a breve due corsi che non richiedono particolari titoli di studio per entrare in selezione, ma il possesso delle competenze richieste dalle imprese, evidenziabile dal curriculum e dai test e colloqui previsti in ingresso: uno a Faenza, per operatore meccanico dell’industria 4.0, l’altro a Ravenna, per la formazione di operatori per le cure estetiche. I posti di lavoro disponibili sono 24.

Un’opportunità di alto livello è rivolta ai diplomati e riguarda il corso Its di Istruzione Tecnica Superiore, alla cui realizzazione Ecipar collabora, che a Ravenna forma il tecnico superiore per la gestione e la verifica degli impianti energetici. «Il corso Its da questa edizione consente a chi supererà gli esami di accedere in soli due anni alle professioni dell’impiantistica maturando i requisiti di legge. Si sono liberati alcuni posti – spiega Bergonzoni – perché gli allievi del corso Its sono molto richiesti dalle imprese e alcuni hanno già trovato lavoro. Così abbiamo riaperto eccezionalmente le iscrizioni: sarebbe un peccato perdere questa opportunità». Le aziende partner della Fondazione Its Tec-Territorio Energia Costruire nel territorio ravennate sono oltre 100 e ogni anno il corso Its porta al lavoro nelle aziende fino a 25 studenti diplomati al quinto livello europeo. I profili dei candidati ai corsi sono di inoccupati o disoccupati, che intendano costruirsi una professionalità di sicuro interesse per le imprese oppure che debbano riqualificarsi o riconvertirsi professionalmente.

Per i candidati che risultano già pronti all’inserimento in impresa – senza bi­sogno di corsi – Ecipar ha lanciato il Servizio per il lavoro. Sono decine le imprese che cercano nuovi collaboratori, si offre l’opportunità di ricevere un supporto competente per trovare i profili adatti alle mansioni richieste. Per chi cerca lavoro o vuole cambiarlo, il servizio al lavoro è un’ottima opportunità di farsi conoscere dalle imprese del territorio che cercano professionalità già pronte e trovare nuove possibilità lavorative grazie all’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, oppure sono previsti anche altri servizi come l’orientamento al lavoro, la ricerca attiva, l’accompagnamento all’avvio di impresa.

Giovanni Paglia di Leu non ce l’ha fatta: non tornerà in Parlamento

Il deludente risultato di lista non ne ha permesso l’elezione, nonostante una candidatura che sembrava “blindata”

PagliaNon ce l’ha fatta Giovanni Paglia, candidato nelle liste di Leu al proporzionale alla Camera. Il quarantenne ravennate, che usciva dal suo primo mandato da parlamentare dopo l’elezione nel 2013 tra le file di Sel, si è distinto in questi cinque anni per il lavoro fatto all’opposizione dei governi a guida Pd ed è stato tra coloro che hanno dato vita al progetto di Sinistra Italiana (di cui è tesoriere) che ha poi aderito al progetto Leu guidato da Pietro Grasso e insieme agli ex Pd in vista di queste elezioni. Come noto il nuovo simbolo della sinistra ha ottenuto un risultato ampiamente al di sotto delle aspettative sia a livello nazionale, sia a livello regionale. E così, nonostante Paglia fosse candidato in più collegi in quella che doveva sembrare una posizione sicura anche in caso di un risultato deludente, il ravennate bancario non ce l’ha fatta. Il complesso conto dei resti ha fatto scattare l’elezione di Pierluigi Bersani, candidato a Bologna. Leu è riuscito comunque  a portare un ravennate in Senato, l’ex Pd Vasco Errani, che è invece stato eletto.

Sempre in casa Leu un altro ravennate non è riuscito nell’impresa di tornare in Parlamento, Andrea Maestri che era candidato al Senato in Umbria in una posizione già dall’inizio più incerta. Maestri già ieri in un post su Facebook ha ringraziato tutti quelli che hanno condiviso con lui la campagna elettorale, parlando del risultato di Leu alle urne come «obiettivamente disastroso in tutta Italia». E auspicando per il futuro una sterzata di «radicalità e freschezza che finora sono mancate» al progetto.

«Che fallimento il concorso sugli stradelli. E servirebbero giudici di chiara fama»

Le critiche al Comune di Ravenna dell’architetto Rambelli (Nuovostudio) e degli ordini professionali sulla riqualificazione delle aree retrodunali e sul nuovo palazzetto

Emilio Rambelli
Emilio Rambelli

Emilio Rambelli, architetto ravennate di Nuovostudio, è stato inconsapevole protagonista dei due principali progetti messi in campo dalla nuova amministrazione di Ravenna in questi anni e di cui abbiamo parlato sul numero di fine febbraio del nostro giornale.

A inizio 2017 è lui infatti a coordinare un gruppo di giovani architetti (tra cui Giovanni Mecozzi dello stesso Nuovostudio, Angeli e Brucoli, Burroni e Dapporto, Paolo Lazzarini e Cavejastudio) che, incaricati da alcuni imprenditori balneari, ha redatto una bozza di progetto preliminare dei nuovi stradelli retrodunali dei lidi ravennati, immaginati pedonali e con passerelle in legno, tra Marina di Ravenna e Punta Marina.
Pochi mesi dopo il Comune ha bandito il concorso internazionale appena assegnato in via provvisoria (a questo link i dettagli del progetto vincitore), a cui Nuovostudio però non partecipa, così come nessuno degli architetti coinvolti. Chiediamo a Rambelli il motivo.
«Si trattava di un concorso infattibile per noi, troppo gravoso, con una mole di lavoro spropositata, in particolare per giovani architetti come quelli coinvolti inizialmente nel progetto. D’altronde le sole 4 proposte complessive arrivate al Comune (vedi in fondo all’intervista, ndr), a fronte di concorsi internazionali per progetti del genere nel resto d’Italia con 100 o 200 partecipanti, la dicono lunga sul fallimento del bando. In questi casi secondo me sarebbe stato necessario prevedere una prima fase aperta a tutti in cui presentare un’idea: tre, quattro tavole in tutto, per poi selezionare le più interessanti e sviluppare il progetto vero e proprio. Per gli stradelli di Ravenna invece si è chiesta un’ipotesi progettuale per un’area molto vasta, nove lidi, e indefinita, senza aver consultato preventivamente le altre istituzioni coinvolte o i bagnini. Ma la critica che mi sento di fare in primis è quella relativa alla composizione della giuria: non si può fare un concorso di livello internazionale e poi lasciare la decisione finale ai soli dipendenti del Comune, senza entrare nel merito della loro professionalità. In questi casi servono giurati di chiara fama ed esterni. Ma tutto questo in sostanza è spiegato bene dalle osservazioni al bando che gli ordini professionali di architetti e ingegneri hanno fatto qualche mese fa (vedi sempre qui sotto in fondo all’intervista di Rambelli, ndr)».

Nuovostudio è anche l’autore di un progetto preliminare per un nuovo palazzetto all’interno dell’area del Pala De André. «Fummo interpellati insieme all’architetto Giardini (di Spaziodue, ndr) su sollecitazione di un privato (il concessionario dello stesso De André, ndr), ma credo che per un’opera di queste dimensioni sia doveroso fare un concorso di architettura, allo stesso modo giudicato da una giuria all’altezza. Non voglio assolutamente mettere in discussione le competenze tecniche degli uffici comunali (sarà infatti il Comune, come noto, a progettare il nuovo palazzetto, ndr), ma qui stiamo parlando di opere di architettura che lasceranno un segno nella città e mi dispiace che a procedere in questa direzione, disconoscendo il valore artistico di un edificio, riducendolo al solo fatto tecnico, sia l’ente pubblico che invece dovrebbe dare l’esempio. Mi piacerebbe che si desse possibilità in particolare ai giovani di poter lavorare. Ce ne sono tanti bravissimi sul territorio che sarebbe bello mettere alla prova. Il Comune potrebbe poi seguire in ogni caso le fasi attuative occupandosi della fase esecutiva e della direzione lavori».

Quattro i progetti presentati per i nuovi stradelli: lavori nel 2019

RAVENNA 20/07/2010. CONFERENZA DI PRESENTAZIONE PROGETTI STRADELLI
Uno dei progetti per gli stradelli retrodunali vincitori del concorso di idee bandito dal Comune nel 2010, finiti nel dimenticatoio

Sono quattro i progetti presentati al concorso internazionale di progettazione per “la riqualificazione delle fasce retrodunali gli stabilimenti balneari e dei relativi stradelli di accesso”. Uno di questi non ha superato la soglia di sbarramento e quindi gli altri tre si sono suddivisi i 100mila euro circa di premio previsto. Dietro al vincitore provvisiorio (in attesa di ufficializzazione) di cui parliamo a questo link, si spartiscono equamente circa 30mila euro il progetto “Paesaggi connessi” dell’architetto Fran­cesco Ceccarelli (Forlì-Cesena), secondo, e “Innesti di paesaggio” della bolognese Stigea, al terzo posto.
Una volta ufficializzata la graduatoria, si passerà alla stesura del progetto esecutivo e successivamente del bando di gara per assegnare i lavori che secondo le previsioni dell’Amministrazione potrebbero partire dopo l’estate del 2019.
Nel 2010 il Comune bandì sullo stesso tema un concorso di idee (non di progettazione) a cui parteciparono 6 progettisti: i primi due si spartirono circa 40mila euro di premio. Ma i progetti non furono mai portati avanti per mancanza di fondi (quelli regionali previsti inizialmente sono stati poi destinati ad altri comparti).

Gli ordini degli ingegneri e degli architetti contestano il Comune per stradelli e palazzetto

Burri
Il Grande Ferro di Burri al Pala De André

Gli ordini degli ingegneri e degli architetti della provincia di Ravenna contestano le «procedure di progettazione» scelte dal Comune di Ravenna per i due principali progetti annunciati dall’Amministrazione per questa legislatura: la riqualificazione delle aree retrostanti gli stabilimenti balneari e il nuovo palazzetto dello sport. E lo fanno in una lettera inviata al sindaco Michele De Pascale a fine ottobre, i cui principi (ci dicono al telefono dall’ordine degli ingegneri) restano tuttora validi.
In particolare gli ordini contestavano il concorso internazionale di progettazione bandito per le aree retrodunali, arrivando a chiederne la sospensione. Diverse le critiche, riferite in particolare alla complessità e alla vasità dell’area di intervento, con tanto di previsioni azzeccate. Gli ordini infatti auspicavano procedure «agili e snelle» con «pochi elaborati da presentare» in modo da favorire un’ampia partecipazione di progettisti e garantire così «la massima qualità progettuale». In realtà il bando del Comune prevedeva invece un’ipotesi progettuale più complessa rispetto a un normale concorso di idee e secondo gli ordini anche per questo motivo sono stati solo quattro i progetti presentati. Ancora più netta la diversità di vedute sul nuovo palazzetto, che il Comune ha deciso di progettare internamente, senza quindi ricorrere ad alcun concorso rivolto a professionisti. Una scelta contestata al tempo perfino dall’ex assessore del Comune, l’architetto Guido Guerrieri (che sostiene tra l’altro questa maggioranza con la lista Insieme per Cambiare), che su Facebook commentò la decisione con un post eloquente: «Oggi a Ravenna l’architettura è morta»…

Buche sull’Adriatica, ci risiamo: due corsie chiuse sul ponte sulla Faentina

In entambe le direzioni si viaggia solo nella corsia di sorpasso: voragini pericolose per la circolazione sul lato destro

Buche Stradali 620x330Il maltempo non dà tregua al territorio ravennate e l’asfalto delle strade continua a mostrare tutta la sua inadeguatezza: sul ponte della statale Adriatica che scavalca la Faentina a Fornace Zarattini si viaggia solo in corsia di sorpasso in entrambe le direzioni. Le corsie di marcia a destra infatti sono state chiuse al transito per via di buche troppo ampie e quindi pericolose per i veicoli. Al momento non sono noti i tempi di eventuali interventi da parte di Anas. Nelle scorse settimane, come noto, era stata presa la stessa decisione per altri tratti della statale 16 nel territorio comunale di Ravenna.

Barattoni (Pd): «Sconfitta inaspettata nelle proporzioni. Ora serve una riflessione»

Il segretario provinciale del Partito Democratico non si nasconde dietro ai parlamentari eletti a Ravenna: «La nostra proposta politica non è stata sufficientemente chiara ed è stata bocciata»

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Alessandro Barattoni, segretario provinciale del Pd a Ravenna

Alessandro Barattoni risponde al telefono dopo una giornata concitata di riflessione all’interno del partito. Il segretario provinciale del Pd si trova a governare una delle fasi più delicate del partito. Unica consolazione: pur perdendo migliaia di voti il Pd a Ravenna ha retto meglio che altrove in Romagna ed è riuscito comunque ad eleggere i tre candidati all’uninominale. «Saranno parlamentari di opposizione e non più di maggioranza – dice Barattoni – ma si tratta comunque di una rappresentanza importante».

Il segretario sa che non basta. Perché un tempo Ravenna era collegio sicuro per la sinistra, ora Alberto Pagani, Marco Di Maio e Stefano Collina sono riusciti ad entrare in Senato per pochi voti. «A livello nazionale aspettavo che avessimo almeno quattro o cinque punti percentuali in più. Anche in provincia speravo che il partito facesse meglio», ammette Barattoni. Il segretario minimizza anche, visti i risultati, la scissione di Liberi e Uguali, che dalle nostre parti veleggia attorno al 4,5 percento anche se nelle sua fila milita l’ex governatore Vasco Errani. «Anche il loro dato è più basso di quanto mi attendessi».

Cosa si fa ora? Sulle probabili dimissioni di Matteo Renzi Barattoni non si pronuncia, preferendo spostare il tema su un altro punto: «Ci sono stati una serie di risultati elettorali deludenti che devono farci riflettere. Dobbiamo ripensare e arrivare ad proposta politica che sia chiara ed efficace. Dobbiamo stare attenti a non dire che gli elettori non ci hanno capiti, sono le nostre idee che non sono state sufficientemente chiare».

Sul territorio la tendenza ha rimarcato l’andamento nazionale: «Si è votato il simbolo. Quello del Movimento 5 Stelle oggi è fortissimo, tanto che a Ravenna ha avuto un ottimo risultato nonostante non ci sia in pratica un gruppo dirigente né candidati locali». In ogni caso un po’ di analisi territoriale il Pd ravennate la farà, anche sulla scorta dei risultati che lo vedono soccombere fuori città, dove un tempo raccoglieva molti voti. Si partirà già nei prossimi giorni – dice Barattoni -, quando sarà riunita la direzione provinciale e «in quella sede decideremo come ripartire». Il tono è di quelli che sembrano presagire la necessità di un lungo percorso.

Ferrovie, lavori sulla linea Faenza-Firenze: per due mesi i treni andranno più lenti

Rfi deve rinnovare la massicciata in una galleria in territorio toscano. Aumentano i tempi di percorrenza tra 5 e 20 minuti

TrenoLavori di manutenzione straordinaria alla linea ferroviaria Faenza-Firenze: l’intervento renderà necessaria, dal 6 marzo al 6 maggio, una riduzione di velocità nel tratto interessato (circa 300 metri fra le stazioni di Ronta e Crespino sul Lamone in territorio fiorentino) che comporterà allungamenti dei tempi di viaggio fra 5 e 15 minuti. Unica eccezione il Regionale 6820 Ravenna-Firenze che allungherà i tempi di 20 minuti.

L’intervento di Rete Ferroviaria Italiana servirà per rinnovare la massicciata all’interno della Galleria Appennino. Per ridurre le interferenze con la circolazione dei treni, il cantiere sarà operativo nelle ore notturne. Gli interventi, funzionali a mantenere gli standard di regolarità della linea, interesseranno nei prossimi mesi anche un tratto di binario all’interno della Galleria Tomba. Gli effetti sul traffico ferroviario, inferiori a quelli dei lavori che cominceranno il 6 marzo, saranno comunicati.

Domani ancora pioggia. Coldiretti: «Il maltempo è costato 100 milioni alle aziende»

Sono «svanite le produzioni di ortaggi invernali» e anche i frutteti sono stati colpiti duro dal gelo. Da domani rialzo delle temperature ma si teme per il rischio frane

PioggiaIl maltempo non abbandonerà la Romagna nemmeno domani, martedì 6 marzo. La protezione civile ha infatti diramato una nuova allerta meteo per rischio frane e criticità idrauliche. Si segnala però un aumento della temperatura che dovrebbe portare all’uscita dall’ondata di maltempo che interessa Ravenna e la Romagna ormai da due settimane, prima con pioggia, poi con neve e ghiaccio e ora nuovamente con pioggia. Tanto che secondo la Coldiretti regionale in tutto il territorio dell’Emilia-Romagna ci sono stati danni che «potrebbero raggiungere i cento milioni di euro» divisi tra duemila aziende colpite.

Svanite le produzione di ortaggi invernali ma anche il raccolto dei frutteti, in particolare peschi e albicocchi che, con le temperature superiori alla media del mese di gennaio, erano in risveglio vegetativo e in molti casi già fioriti.  A causa delle temperature scese sotto gli 8 gradi in pianura, è a rischio la produzione anche per il frumento e per le aziende che hanno già seminato le barbabietole da zucchero. Secondo Coldiretti regionale, i danni per i raccolti agricoli potrebbero raggiungere anche i 100 milioni di euro.

Ora si teme anche lo scioglimento della neve che, con l’aggiunta di pioggia è  «un aumento del rischio di alluvioni e un incremento della situazione franosa della nostra regione. Secondo elaborazioni Coldiretti su dati del Servizio Geologico regionale, in Emilia Romagna ci sono più di 38 mila frane attive per una superficie di quasi 70 mila ettari e più di 32 mila frane quiescenti, che coprono 181 mila ettari. In pratica l’11,3 per cento del territorio regionale è soggetto a frane, percentuale che aumenta decisamente se si considera che la provincia di Ferrara e tutto il territorio a nord della via Emilia sono esenti da movimenti franosi».

 

In auto con 6 kg di droga, i cani fiutano carico da 150mila euro: 58enne arrestato

L’uomo fermato al casello di Ravenna: hashish e cocaina nascosti in vari vani della carrozzeria

droga finanza
La droga sequestrata dalla Guardia di finanza

Un uomo di 58 anni originario di Brescia, al volante di un’auto di grossa cilindrata, è stato fermato dalla guardia di finanza in autostrada nei pressi del casello di Ravenna e trovato con sei chili di droga a bordo, tra cocaina e hashish. Sul mercato il carico avrebbe fruttato 150mila euro. Il lombardo è stato arrestato.

I cani antidroga Bac e Lucky, in ausilio alla tenenza di Cervia che ha svolto l’operazione,  hanno puntato con insistenza il bagagliaio dell’autovettura: l’ispezione delle intercapedini ha permesso di rinvenire circa due chilogrammi di hashish suddiviso in venti panetti. Una perquisizione più approfondita in caserma ha permesso di recuperare, all’interno di altri interstizi della carrozzeria, altre trenta tavolette di hashish per tre kg totali e un involucro sottovuoto contenente 700 grammi di cocaina pura.

L’ex Governatore Vasco Errani entra in Senato nonostante il flop di Liberi e Uguali

A salvarlo il listino proporzionale. Non ce l’ha fatta invece Andrea Maestri, candidato in Umbria

Vasco Errani

Nonostante il fallimento del progetto a cui ha aderito – Liberi e Uguali di Pietro Grasso, fermatosi al 3,4 percento di voti a livello nazionale a fronte di sondaggi che lo davano anche attorno al doppio – l’ex Presidente della Regione, il ravennate Vasco Errani, entra in Parlamento. Lo fa non tramite il collegio uninominale (Errani era candidato a Bologna dove ha ottenuto l’8,7 percento delle preferenze perdendo di gran lunga la sfida con Pier Ferdinando Casini del Pd, eletto con il 32 percento, e anche con i candidati di centrodestra e 5 Stelle) bensì tramite il listino proporzionale.

Farà compagnia in Senato allo stesso Grasso, a Francesco Laforgia e a Giuseppe De Cristofaro mentre alla Camera sono entrati con Leu, tra gli altri, nomi noti come Fassina, Bersani, Speranza, Fratoianni, Epifani e Laura Boldrini. Tra i nomi di spicco che non ce l’hanno fatta, invece Filippo Civati e Massimo D’Alema.

Per quanto riguarda gli altri due ravennati candidati in Leu, non ce l’ha fatta Andrea Maestri (ex Possibile), candidato in Umbria (dove Leu è arrivato solo al 3 percento), mentre sono in corso conteggi per capire se ce la farà a tornare in Parlamento Giovanni Paglia di Sinistra Italiana

Si suicida in carcere dove era in attesa della convalida dell’arresto: morto 51enne

Era entrato in cella da due giorni. L’uomo si è ucciso legandosi alla grata del bagno e lo ha trovato senza vita un agente della polpen

Carcere Casa Circondariale RavennaUn uomo di 51 anni, italiano, si è suicidato nel carcere di Ravenna dove era detenuto da due giorni, ancora in attesa della convalida dell’arresto avvenuto il 3 marzo. Il corpo è stato rinvenuto stamani, 5 marzo, da un agente della polizia penitenziaria durante un giro di controllo.

La notizia è stata diffusa dall’Uilpa. Secondo quanto scrive Pasquale Giacomo, coordinatore provinciale del sindacato, il 51enne si è impiccato «legandosi alla grata del bagno della cella dove era ristretto, proprio stamattina era prevista l’udienza di convalida dell’arresto».

Il rappresentante sindacale sottoline che «il mondo carcere ultimamente sta attraversando il periodo più buio degli ultimi anni anche per quanto riguarda le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria per il numero considerevole di suicidi ed eventi critici in aumento negli ultimi anni. A questo punto mi sembra imprescindibile che il prossimo ministro della Giustizia faccia invertire la rotta all’attuale dirigenza del Dap».

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