martedì
28 Aprile 2026

Due etti di marijuana ritrovati a Ravenna in un cespuglio del Parco Baronio

E in stazione il cane antidroga incastra un pusher appena sceso dal treno…

Foto Cane Antidroga FinanzaQuasi due etti di marijuana, in una confezione di cellophane, sono stati trovati dalla finanza nascosti in un cespuglio del parco Baronio. Si tratta del parco nei pressi del comando provinciale dei carabinieri, con tanto di laghetto centrale, ancora in via di realizzazione ma già utilizzato da molti ravennati in particolare per correre o fare attività fisica.

I finanzieri nei giorni scorsi hanno anche denunciato un pusher nigeriano appena sceso dal treno, comunque in regola con le norme sul diritto di soggiorno, sorpreso in stazione con 90 grammi di marijuana grazie al fiuto del cane antidroga “Bac”, un labrador di sei anni.

Tampona e scappa: ritrovato dai vigili poco dopo, ubriaco alle 3 del pomeriggio

La Municipale ha multato anche un altro automobilista risultato positivo all’etilometro dopo aver urtato cinque veicoli in sosta

Ha tamponato un’auto e poi è scappato. Ma poco dopo il pirata della strada è stato rintracciato dai vigili urbani. Si tratta di un 44enne ravennate, con un tasso alcolemico di oltre quattro volte superiore il limite consentito, denunciato quindi dalla Municipale per guida in stato di ebbrezza, oltre che per fuga e omissione di soccorso (l’incidente ha infatti anche provocato feriti, seppur non gravi). L’incidente si è verificato attorno alle 15 del primo giorno del 2018 in viale Europa, a Ravenna, all’intersezione con la rotonda Germania.

18 01 02 PmIntervento simile, sempre da parte della Municipale di Ravenna, poche ore dopo la mezzanotte, in via San Gaetanino dove un ravennate di 50 anni, evidentemente di ritorno dai festeggiamenti di Capodanno, verso le 3 è uscito di strada urtando ben cinque veicoli in sosta. In questo caso, però, nessun tentativo di fuga: all’arrivo dei vigili l’uomo è stato sottoposto al test dell’etilometro a cui è risultato positivo con valori di circa tre volte oltre il consentito. È quindi scattata la relativa denuncia per guida in stato di ebbrezza.

Monduzzi, tra Darsena e Pop Up: «Il Moro in un museo nella testata del Candiano»

Parla l’imprenditore che ha lanciato l’esperimento di rigenerazione urbana in grado di cambiare la faccia del canale di Ravenna

Darsena Pop UpUno degli interventi che ha cambiato il modo di vivere la passeggiata lungo il canale, a Ravenna, è Darsena Pop Up, l’esperimento di rigenerazione urbana lanciato da Paolo Monduzzi e dalla sua associazione imprenditoriale, Naviga in Darsena.

La seconda parte del progetto Darsena Pop Up nascerà al posto del bitumificio della Cmc

Paolo Monduzzi
Paolo Monduzzi

Partito nel 2016 sfruttando un’area logistica accanto all’Almagià, Darsena Pop Up conta oggi diverse attività sportive e culturali. Negli ultimi mesi è sorta ad esempio una piccola biblioteca in un salottino ricavato tra i container, unità modulare di cui è costituito il Pop Up. L’ultima novità è però la copertura della terrazza, divenuto un punto panoramico piuttosto conosciuto a Ravenna: a inizio dicembre è stata coperta per essere fruibile anche nei mesi invernali.

«Siamo partiti in solitaria ma abbiamo riscontrato presto interesse da parte dell’amministrazione comunale che ci ha sostenuto in questa sfida – spiega oggi Monduzzi – e il riscontro da parte di imprenditori e cittadini ci soddisfa». Da sempre, la sfida di Naviga in Darsena è quella di far riscoprire l’acqua ai cittadini di Ravenna: «La nostra è una città tradizionalmente rivolta alla terra ma che ha nel porto la sua principale fonte di ricchezza e nella Darsena un nuovo luogo culturale tutto da riscoprire».

Fondatore della Seamond e grande esperto di traffici con il Medio Oriente, in particolare con il Libano, Monduzzi oggi si dedica soprattutto a Darsena Pop Up, dopo aver lasciato nelle mani del figlio Emanuele le redini della società di spedizione che ha portato un colosso come Evergreen nel porto di Ravenna. La valorizzazione dalla Darsena da sempre sta a cuore all’imprenditore che in passato ha criticato alcune decisioni prese che hanno un po’ rovinato il paesaggio di archeologia industriale della zona. È il caso ad esempio delle due gru di banchina smontate: «Si potevano riqualificare, avevamo anche fatto delle proposte che però non sono state prese in considerazione». La storicità della Darsena è del resto uno degli elementi su cui ha puntato da subito l’imprenditore: nel 2014 è stato lui a lanciare l’idea del recupero di alcune foto storiche che, in formato gigante, sono state poi piazzate nella testata di banchina.

Due le proposte per il futuro. Una riguarda il Moro di Venezia che si trova attualmente in Autorità portuale: «Ci stiamo confrontando con l’ente per capire il futuro dell’imbarcazione». Monduzzi vorrebbe portarla in testata di Darsena, anche perché sembra tramontata l’ipotesi di vederlo di nuovo in acqua: «Sarebbe bello che fosse protagonista di un museo ad hoc, magari di fronte a questa proposta potrebbe esserci un interesse delle famiglie Gardini e Ferruzzi».

La seconda idea riguarda il monumento al Marinaio, scultura di Giannantonio Bucci che attualmente si trova nei pressi del cimitero. Un tema che torna fuori ciclicamente e che, in particolare il Pri, sembra avere a cuore. Monduzzi è d’accordo sul recupero ma propone che la statua sia piazzata nella testata di Darsena: «Si tratta del luogo più adatto – dice –, non mi convince la proposta di portarla a Porto Corsini, al terminal crociere. Per due motivi: il primo è che i croceristi sbarcano e vengono subito portati in luoghi turistici, quindi il monumento non sarebbe valorizzato granché. In secondo luogo c’è stata tempo fa una riunione tecnica sul tema in cui era emerso che in quella zona, esposta al vento dal mare, la scultura si sarebbe rovinata in poco tempo. Il suo luogo ideale è in Darsena, magari con lo sguardo rivolto al mare».

Come e perché anche Ravenna diventò fascista: un libro da consigliare a tutti

Il volume di Alessandro Luparini che racconta – in modo laico – un pezzo di storia della città

Ravenna FascistaNon poteva esserci forse momento più propizio per mandare in libreria, da parte dell’editore cesenate Il Ponte Vecchio, questo Ravenna Fascista 1921-1925 la conquista del potere di Alessandro Luparini, storico nonché direttore della Fondazione Casa di Oriani e della Biblioteca di storia contemporanea di Ravenna.

Già autore di un’apprezzabilissima Storia di Ravenna, firmata a quattro mani in quel caso con Paola Novara, ora torna con un libro che racconta come Ravenna sia capitolata al fascismo mentre in città si dibatte sull’opportunità di revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini e di vietare l’utilizzo di spazi pubblici comunali ai movimenti neofascisti, mentre movimenti di estrema destra sembrano occupare sempre più spazio politico un po’ in tutta Europa, Italia compresa.

Il libro racconta un processo, quello della conquista del potere da parte del fascismo in questo territorio, che fu più complicato che altrove dato il radicamento di un tessuto fatto di sindacato e cooperative, dove a occupare lo spazio di contrapposizione ai movimenti socialisti c’erano già i Repubblicani. Non a caso, fu proprio su di loro che i fascisti agirono con la forza (occuparono la casa del Popolo di via Paolo Costa) e la trattativa (la liberarono senza aver spostato nulla, mentre avevano messo a ferro e fuoco la Camera del lavoro), repubblicani che in parte sottovalutarono il rischio “fascismo” in qui primi anni. Episodi singoli narrati dalle cronache dei (timidi) giornali del tempo e dalla prosopopea dei protagonisti del fascio, tra cui spiccano però anche pagine di grande lucidità. È così quella del capo riconosciuto del fascismo locale Giuseppe Frignani che, nello spiegare il ritardo e la fatica con cui il movimento di Mussolini riuscì a insediarsi in città, fa un ritratto che forse oggi varrebbe la pena far leggere a tanti, a destra e a sinistra. Anche perché, come sempre, Luparini scrive da vero laico, con il distacco e il rigore dello studioso e insieme la semplicità del divulgatore, lontano da tentazioni retoriche. In fondo, almeno in questo pezzo di storia, bastano i fatti a dividere buoni e cattivi, torti e ragioni.

Una sessantina le pagine di testo, altrettante quelle con il corredo fotografico di Ulderico David, documenti d’epoca che mostrano con la forza delle immagini ciò che fu la città in quegli anni. Un libro da regalare e consigliare a tutti in vista di una stagione dove sarà bene ricordare cosa è stato davvero il fascismo.

 

Anna Fiorani è la prima bambina nata in provincia di Ravenna nel 2018

La piccola, di 3,5 chili, è venuta al mondo quattro minuti dopo la mezzanotte

Prima Nata 2018È nato quattro minuti dopo la mezzanotte il primo classe 2018 della provincia di Ravenna. Si tratta in realtà di una bambina, Anna Fiorani, 3,5 chili, qui sopra nella foto insieme a mamma Federica e papà Claudio.

Benvenuto 2018: in migliaia nelle piazze per festeggiare il Capodanno

Capodanno 2018 Piazza RavennaEventi con musica e animazioni, fuochi pirotecnici, brindisi all’aperto in centro a Ravenna, Cervia, Faenza hanno celebrato l’arrivo del nuovo anno

Come ormai tradizione migliaia di cittadini (e turisti) hanno festeggiato il passaggio fra il vecchio e nuovo anno nelle piazze di Ravenna e delle altre città della provincia, condividendo all’aperto musiche e balli, spettacoli pirotecnici e brindisi.
In piazza del Popolo a Ravenna lo scoccare della mezzanotte è stato scandito dallo spettacolo di videomapping “Ravenna in Luce”, proiettato sulla facciata del palazzetto veneziano del Comune, mentre altre proiezioni eranno allestite (e proseguiranno fino all’epifania) in piazza Kennedy, al Battistero degli Ariani e a San Giovanni Evangelista.
Grandiosi e mirabolanti i fuochi proposti a Cervia sulla darsena di fronte ai Magazzini del Sale, che hanno attirato una notevole folla di curiosi stipata lungo il canale.
Festa in piazza del Popolo, sotto la torre dell’orologio anche a Faenza, tutta all’insegna della musica con il sindaco Malpezzi e il patron del Mei, Giordano Sangiorgi.
Non è mancata anche quest’anno la fiaccolata garibaldina guidata dai principali esponenti ravennati del Pri, con 300 persone che si sono raccolte per illuminare con le loro torce il Capanno di Garibaldi nella Baiona e rievocare l’Unità d’Italia e i 70 anni della Costituzione Repubblicana.

Per l’occasione dei festeggiamenti non è stato segnalato alcun disagio o incidente di rilievo.

 

Ecco una gallery fotografica dei principali eventi

Tra continuità e nuovi progetti, il primo anno completo di De Pascale sindaco

La nuova amministrazione ha portato alcune novità sul piano della progettazione. Molto si è mosso sul fronte della cultura

DepascaleA Ravenna il 2017 è stato il primo anno completo della nuova Amministrazione a guida Michele de Pascale, insediatasi a metà 2016, che tanto aveva promesso in campagna elettorale e che, per la verità, tanto ha continuato a promettere anche dopo. Come è andata? Quali gli atti memorabili di questi dodici mesi in cui nessuno poteva più nacondersi dietro il fatto che, in fondo, era appena arrivato?

Servizi sociali&immigrazione

Tra gli atti formalmente più rilevanti (forma che potrebbe anche rivelarsi sostanza nei mesi a venire) c’è sicuramente l’internalizzazione dei servizi sociali affidati prima all’Asp, avvenuta dal primo gennaio 2017 come promesso in campagna elettorale. Sempre nel corso del 2017 e sempre nell’ambito di competenze dell’assessora Valentina Morigi, il Comune ha iniziato il percorso di subentro alla prefettura nella gestione dei cosiddetti Cas, i centro di accoglienza per i migranti e richiedenti asilo.

Teatri&Monumenti

Teatro Bonci CesenaSe c’è un comparto in cui molto, amministrativamente parlando, è accaduto, è quello della cultura. Anche se di fatto, per il momento gli effetti non sono proprio visibili e si sono sprecate le citazioni da Tomasi di Lampedusa e Shakespeare. Il “molto rumore” per cui è stato scomodato il Bardo è la revisione delle convenzioni culturali e la messa a bando del teatro Rasi con modalità però tali da assicurare soprattutto la continuità. Al momento in cui andiamo in stampa si attende l’esito e le “graduatorie”, ma intanto sono stati blindati i finanziamenti a Ravenna Manifestazioni (di cui è stato cambiato lo statuto per rafforzare il ruolo del Comune e facilitare l’affidamente diretto) e la gestione della stagone di prosa e del Rasi al teatro delle Albe. Novità sono invece arrivate a Ravennantica dove il professore Giuseppe Sassatelli ha sostituito Elsa Signorino (divenuta assessore alla cultura) alla presidenza e la fondazione ha firmato un importante accordo per gestire bookshop e biglietterie anche dei beni dello Stato. L’accordo, per cui sono stati assunte anche le otte persone che lavoravano per il soggetto che gestiva prima il servizio, è entrato in vigore però solo a novembre, per vedere se e come torneranno i conti bisogna attendere ancora.

Dirigenti&Nomine

E se c’è un altro capitolo in cui si è scomodato il Gattopardo è la nomina di otto nuovi dirigenti, con tanto di commissioni ad hoc invece della nomina diretta. Peccato che su otto, sei siano state riconferme e le uniche due novità riguardino due settori in cui i dirigenti proprio non c’erano più: Maurizio Tarantino alla Biblioteca Classense (dopo il pensionamento di Claudia Giuliani ma al nuovo arrivato è stata data anche la cultura, prima accorpata al turismo che invece è rimasta l’unica delega di Maria Grazia Marini, tra i riconfermati) e Andrea Giacomini alla polizia municipale per assumere l’incarico dopo che Stefano Rossi aveva chiesto e ottenuto il trasferimento in Friuli nei mesi precedenti. Se si considera che già nella giunta erano state numerose le riconferme e che l’ex vicesindaco Mingozzi, come ampiamente previsto da tutti, ha ricevuto un incarico in Sapir, il rinnovamento ai vertici promesso dal sindaco de Pascale è stato, per usare un eufemismo, al di sotto delle aspettative.

Scuole&famiglia

All’insegna della continuità anche la delibera che tuttora prevede un contributo comunale alle scuole materne cattoliche della Fism con una sola differenza: i voti contrari negli anni si sono ridotti, e questo nonostante nel frattempo si stia registrando una decrescita della natalità che ha portato, oltre alla chiusura di alcune sezioni comunali, il sindaco a parlare di “rischio estinzione”. Per questo è stato (per ora solo annunciato) un tavolo sulle politiche per le famiglie salutato favorevolmente soprattutto dalla Curia. Al momento pare soprattutto sventato il rischio estinzione per le Fism.

Recuperi&annunci

Tra gli eventi che hanno più occupato il dibattito nei primi mesi di mandato c’è stata sicuramente la pedonalizzata Piazza Kennedy, inaugurata un po’ in sordina senza tagli del nastro in febbraio dopo lo spostamento dei bagni chimici previsti dal progetto precedente che proprio non erano piaciuti. Da allora la piazza ha ospitato eventi enogastronomici, mercatini, un festival di musica a settembre e a Natale la pista del ghiaccio. Se ancora una destinazione definitiva per Palazzo Rasponi è da trovare, la Classense ad aprile ha invece recuperato, dopo un lungo restauro, la magnifica aula del refettorio con il dipinto di Luca Longhi.

E mentre è stato firmato dal Governo il finanziamento di 13 milioni per alcuni interventi in Darsena di città, la giunta ha pubblicato un bando da 10 milioni per rifare tutti gli stradelli retrodunali e ha appprovato il progetto preliminare per un nuovo palazzetto dello sport da 6mila posti nell’area accanto al Pala de André per 15 milioni. Non solo, il sindaco ha dichiarato l’intenzione di tenere l’ex palazzetto dell’anagrafe (precedentemente messo in vendita senza esito) per ospitare parte di Accademia di Belle Arti e Istituto musicale Verdi, di destinare la Dogana in testata Darsena ad altre funzioni trasferendo in una nuova sede la municipale, l’intenzione entro il 2021 di dare un nuovo volto a piazza Caduti ampliando la Classense. Insomma, una montagna di progetti (e soldi) per il futuro.

Intanto, ciò che si può toccare con mano sono numerosi interventi di manutenzione stradale e nelle scuole e in alcuni impanti sportivi. Che dopo anni di immobilità quasi totale danno un effetto dinamico non trascurabile. Novità anche nei parcheggi dove piazza Baracca è stata recintato e si stanno studiando soluzioni nuove per il borgo San Rocco dove intanto piazza Magnani è stata messa completamente a pagamento. Sulle strade intanto si attende l’arrivo di diversi autovelox che avranno anche il compito di rimpinguare le casse comunali. La sensazione, sommando nuovi a vecchi impegni presi dal Primo cittadino, è che ce ne possa essere presto bisogno…
Federica Angelini

 

Il 2017 in provincia

Per raccontare il 2017 di Faenza partiamo dal verde e, in particolare, dal parco Bucci. La sua riqualificazione è stata uno degli interventi più attesi nel 2017 nella città manfreda che in consiglio comunale ha chiuso l’anno con una rovente polemica politica legata al conferimento di alcune funzioni amministrative all’Unione della Romagna faentina. Delle “mini province” a misura del Pd secondo l’opposizione, mentre per la maggioranza si tratta invece di un’ottimizzazione tra i Comuni del territorio. Altra questione che ha suscitato qualche attrito è la riqualificazione dell’Arena Borghesi: in questo caso sono stati gli ambientalisti a protestare per l’abbattimento degli alberi previsti dal progetto di Conad che si è aggiudicata il bando pubblico dell’Ausl per l’acquisto dell’area di 1.500 mq in centro in cui sorge lo storico cinema all’aperto. Rimarrà inalterato lo spazio dedicato a proiezione e platea (348 posti a sedere) che poi verrà ceduto gratuitamente al Comune ma sarà ridotto lo spazio circostante (300 mq saranno utilizzati per l’espansione dell’adiacente punto vendita Conad).

Spostandoci nella Bassa, in estate è stata ultimata la riqualificazione del Pavaglione ed è proseguito il progetto del sindaco Davide Ranalli che vuole fare della cultura il fiore all’occhiello del suo mandato. In questo senso va visto il rilancio deciso sul festival della musica barocca Purtimiro, dopo il buon debutto del 2016. Nella Bassa Romagna

Il Pavaglione (3)
Il Pavaglione

, che fu colpita marginalmente dal terremoto in Emilia, sono andati avanti i progetti di adeguamento delle scuole del territorio.

Cervia è stata forse la città più attiva della provincia: a ottobre ha fatto scalpore lo “scippo” della Mille Miglia a Ravenna, che poi si è risolto con il reinserimento del passaggio delle auto d’epoca dal capoluogo. La Città del sale ha visto un 2017 in cui sono fioriti i progetti di riqualificazione: assegnato il bando per la riqualificazione dei magazzini del sale mentre l’ex discoteca Fontana Officine Del SaleWoodpecker non è stato ancora trovato un imprenditore interessato. Nel frattempo a maggio hanno aperto le Officine del Sale nell’ex Cral. Tra le novità l’introduzione anche a Cervia della tassa di soggiorno che è entrata in vigore ad ottobre e che produrrà quindi i suoi pieni effetti in estate, anche se le vacanze natalizie sono un buon test per capire quanto possa produrre questa imposta. Il 2017 è stato anche l’anno in cui si è messo in dubbio il modello Milano Marittima, ritenuto dagli imprenditori ormai superato. Lontani i tempi in cui vip e discoteche trainavano tutto il resto, sono in molti a chiedere una riflessione all’amministrazione su questo tema.

Un’altra spaccata in una piadineria, fermati poco dopo due minorenni dai carabinieri

I ragazzini erano in sella ad una bicicletta e uno di loro aveva la refurtiva nello zaino. Si ipotizza siano collegati alla scia di colpi dell’ultimo mese

CarabinieriQuesta volta ci sono due fermi. Nella notte, attorno alle 4, è avvenuta un’altra spaccata in una piadineria in via Falconieri, vicino alla piscina, ma i carabinieri hanno fermato due giovani. Nello zaino avevano ancora la refurtiva: salumi e generi alimentari, arraffati prima di fuggire.

Una pattuglia dei carabinieri era nei pressi del colpo e ha intercettato i giovani che si ritiene siano collegati alla scia di colpi che nell’ultimo mese ha portato ad una ventina il numero totale di spaccate e furti. Sono in corso le indagini che potrebbero portare anche a nuovi fermi.

Dall’addio di Errani al Pd di Renzi al boom del Popolo della famiglia a Riolo Terme

Nell’unica tornata amministrativa dell’anno c’è stata la sorpresa De Carli. Il 2017 ha sancito l’addio dell’ex governatore al partito. Roventi le polemiche sul fascismo

Mirko De Carli
Mirko De Carli

Le uniche elezioni in provincia di Ravenna del 2017 sono state quelle di Riolo Terme, in primavera, dove è stato riconfermato il sindaco Alfonso Nicolardi con il 59 percento dei voti, mentre il giovane sfidante della lista civica Riolo Viva, Andrea Ricci Maccarini, si è fermato al 26,4 percento, anche perché era presente un terzo incomodo che ha incassato il 14,4 percento: il ravennate Mirko De Carli, dirigente nazionale della lista del Popolo della Famiglia, il movimento guidato da Adinolfi. E in effetti il radicamento e il lavoro del Pdf va annoverato tra le novità politiche dell’anno: a Ravenna conta anche tre esponenti entrati nel consigli territoriali tra le file di Forza Italia e ora gruppi autonomi.

Già, i consigli territoriali del Comune di Ravenna per cui si è votato a marzo con il sistema che offre all’elettore la sola possibilità di votare il candidato e stabilisce i posti per lista sulla base delle amministrative precedenti su quel territorio, meccansimo questo che ha portato la parità in più di un consiglio tra maggioranza e opposizione e addirittura due situazioni in cui la maggioranza è in minoranza. Insomma, non fosse bastata l’affluenza che non arriva al 5 percento (4,9%), sono emersi con la massima evidenza i limiti di un sistema che, hanno promesso un po’ tutti, verrà rivisto e riformato.

Intanto, chi è stato costretto a una revisione è il Pd provinciale. Qui infatti la segretaria uscente Eleonora Proni (in carica da appena un anno in sosistuzione del predecessore Michele de Pascale nel frattempo diventato sindaco di Ravenna) ha deciso di non ricandidarsi al congresso dell’autunno 2017 e il suo posto è stato preso da Alessandro Barattoni, da pochi mesi eletto segretario comunale del capoluogo (che ha poi invece eletto al suo posto Mario Frati), candidatura unitaria e consenso bolscevico, si sarebbe detto un tempo. Almeno prima della scissione del partito che a Ravenna è stata quanto mai dolorosa.

Vasco Errani

Qui infatti, nel primo circolo del Pd, a febbraio, ha annunciato l’intenzione di unirsi al nuovo movimento di Bersani, lasciando il partito che aveva contribuito a fondare. A settembre, poi, l’ex presidente della Regione Vasco Errani ha lasciato anche l’incarico di commissario straordinario alla ricostruzione dopo il terremoto del Centro Italia per scendere in campo, si direbbe (la sua candidatura è data dai più praticamente certa nelle file di Liberi e Uguali in cui è entrata Mdp). I riflettori nazionali infatti sono tornati a Ravenna (dopo febbraio) proprio per assistere alla sua prima uscita pubblica all’Almagià, a ottobre, in un tentativo, peraltro fallito in diretta, di accordo con Giuliano Pisapia. E se l’ex sindaco di Milano si è ora ritirato dall’agone e non è chiaro cosa faranno i suoi supporter locali (tra cui la lista Sinistra per Ravenna, in maggioranza con il Pd a Palazzo Merlato), il progetto politico alternativo al Pd, oltre a Errani, ha raccolto intanto altre adesioni importanti sul territorio come quella dell’ex segretario comunale di Ravenna e assessore Gianandrea Baroncini e l’ex consigliere regionale Miro Fiammenghi.

Come noto, in Liberi e Uguali è entrata anche Possibile (che a Ravenna ha uno dei suoi parlamentari di spicco, Andrea Maestri) e Sinistra Italiana dove milita un altro parlamentare ravennate, Giovanni Paglia, che è tesoriere del suo partito, nato da una scissione di Sel sempre nel corso del 2017. Sono rimasti invece nelle file democratiche i parlamentari Stefano Collina, renzianissimo, e Alberto Pagani che al congresso del suo partito in primavera ha appoggiato la minoranza guidata da Orlando. Un po’, si potrebbe dire, come Gianluca Pini, deputato della Lega Nord residente a Fusignano, che al congresso nazionale del Carroccio è schierato con lo sfidante di Matteo Salvini, Gianni Fava, e che sostiene una posizione dentro il Carroccio piuttosto critica verso la linea prevalente rivendicando lo spirito originario di un movimento nato per rappresentare le istanze del nord. Scelte di coerenza non trascurabili per i due deputati romagnoli, seppur di sponde opposte.

E opposte sono state anche le reazioni a uno degli altri temi più squisitamente politici che hanno attraversato il 2017 ravennate: la decisione di revocare la cittadinanza a Benito Mussolini, annunciata da sindaco e Pd con un dietrofront sulle posizioni del 2014, quando lo stesso partito aveva votato contro una proposta di Alvaro Ancisi che andava in quella direzione (seppur per ragioni più procedurali che politiche). Tra i primi a dire no grazie ci sono infatti stati i Repubblicani di Ravenna, a loro volta scossi da furenti divisioni interne.

Foto Gambi BabiniIl congresso provinciale ha infatti incoronato Stefano Ravaglia segretario sostenuto dal vicesindaco Eugenio Fusignani, ma una minoranza che include Luisa Babini e Paolo Gambi (entrambi poi eletti nella segreteria nazionale del Pri). In particolare quella stessa minoranza si è scagliata contro la nomina dell’ex sindaco Giannantonio Mingozzi alla presidenza Tcr, nomina che lo ha portato alle dimissioni da consigliere comunale.

La stessa scelta, quelle delle dimissioni volontarie, di due candidati sindaci: Maurizio Bucci (La Pigna) e Raffaella Sutter (Ravenna in Comune). Se per la seconda si trattava di un gesto annunciato, l’addio di Bucci a Palazzo Merlato dopo anni di battaglie dai banchi delle opposizioni ha stupito più di un osservatore. Anche perché la sensazione è che quelle dimissioni siano state il preludio a una linea politica anche più aggressiva della forza di opposizione ora guidata da Veronica Verlicchi e Roberto Ticchi, che sono anche ai vertici regionali di Energie per l’Italia, il movimento di Stefano Parisi anche questo concentrato, come tutti, sul marzo 2018. E già basta in effetti pensare alle imminenti elezioni per immaginare che il prossimo anno si possa profilare politicamente un po’ più interessante di quello appena concluso. Forse. (fe. an.)

Promozioni, successi e medaglie: la top 7 del 2017 dello sport ravennate

L’anno che si chiude sarà ricordato a lungo come uno dei migliori per il movimento sportivo della città: soprattutto gli sport di squadra hanno fatto sognare i tifosi

Ecco, uno dopo l’altro, i “magnifici sette” dello sport ravennate nel 2017. Un anno esaltante, molto positivo soprattutto a livello di squadra, con le promozioni dell’Olimpia Teodora e del Ravenna Fc, i playoff raggiunti dall’OraSì e il ritorno in Europa del volley bizantino. A questo si aggiungono le imprese individuali degli azzurri Bruno Rosetti, Sara Panetoni e Sofia Collinelli e altri applausi non meno importanti ad altre realtà della provincia.

1. OLIMPIA TEODORA RAVENNA (Volley femminile)
OT 1 (2)Il 4 ottobre 2017 passerà alla storia dello sport ravennate per la nascita della “nuova” Olimpia Teodora. A compiere questo grande passo sono stati i dirigenti dei due club – Olimpia e Teodora – che hanno dato vita a un sodalizio la cui squadra, sponsorizzata Conad, sta partecipando con buoni risultati al difficile campionato di A2. Si tratta di un’unione che è il frutto di un lungo e difficile dialogo condotto prima e dopo le promozioni delle due squadre, capaci entrambe di compiere il grande salto attraverso i playoff di B1 a tredici anni di distanza dall’ultimo torneo in Serie A di una formazione bizantina.

2. RAVENNA FC (Calcio)

La Gioia Di Capitanio E Broso B98A1334

Il 30 aprile 2017 è il giorno in cui il Ravenna FC torna in Serie C dopo sei anni di attesa. Il capitolo finale va in scena al “Bucci” di Russi, con i giallorossi che pareggiano 3-3 il derby con la Ribelle, guadagnando quel punto che basta per raggiungere la promozione con un turno di anticipo. La squadra di Antonioli, il tecnico grande protagonista di questa impresa, in seguito partecipa anche alla fase scudetto, fermandosi solo in finale, battuta 2-1 dal Monza. Adesso la C si sta rivelando molto dura, ma Lelj e compagni sembrano aver trovato la strada giusta e al termine del girone d’andata hanno un buon vantaggio sulla zona retrocessione.

 

3. ROSETTI (Canottaggio)

Rosetti In Barca

È un bronzo che vale come un oro, quello conquistato da Bruno Rosetti ai campionati mondiali di canottaggio disputati in autunno negli Stati Uniti. Il suo otto azzurro si è piazzato infatti al terzo posto in una finale caratterizzata dall’altissimo livello tecnico e dal grande equilibrio. A far brillare ancora di più la medaglia è la storia del ragazzone della Canottieri Ravenna: ritiratosi nel 2009 a soli 21 anni, Rosetti all’inizio del 2017 ha deciso di rimettersi in corsa, partendo dalle gare regionali per arrivare a quelle nazionali e, infine, internazionali. Con un sogno olimpico: «La strada per Tokyo 2020 non è così lunga…».

4. PANETONI (Volley femminile)

Panetoni2
La giovane ravennate classe 2000 sul gradino più alto del podio assieme alle compagne (foto Fivb)

La ravennate Sara Panetoni ad agosto è salita sul tetto del mondo con la maglia della nazionale Under 18. In Argentina le azzurrine di Mencarelli hanno infatti battuto nella finale dei mondiali la Repubblica Dominicana, centrando una vittoria netta e meritata al termine di un torneo perfetto. Dopo la promozione con la Cmc Olimpia, la bagnacavallese classe 2000 ha disputato tutta la rassegna iridata da titolare con la maglia da libero, fornendo all’Italia il suo consueto apporto in termini di concretezza e generosità. In questa stagione fa parte della rosa Conad, in A2, dividendo i compiti di seconda linea con l’esperta Paris.

 

5. ORASì RAVENNA (Basket)

Jerai Grant Orasi
Il giallorosso Jerai Grant

Mai il basket giallorosso ha toccato quote così alte nella sua storia come nel 2017, riuscendo ad arrivare addirittura nelle semifinali dei playoff di Serie A2. Alla fine l’ha spuntata la nobile corazzata Virtus Bologna, ma la truppa di Martino ha meritato l’ovazione finale dei suoi sostenitori per i tanti successi di un’annata indimenticabile. Giunta quarta nella regular season, l’OraSì è stata capace di superare negli ottavi la Virtus Roma e nei quarti Verona, in virtù di una serie di prestazioni da applausi. Anche la rinnovata formazione di questa stagione si sta facendo onore e il sogno di un’intera città potrebbe non essere ancora terminato.

6. BUNGE RAVENNA (Volley maschile)

Muro Bunge A Modena Rid

Il 25 aprile 2017 è il giorno del ritorno in Europa di una formazione ravennate. A centrare questo obiettivo è la Bunge, che dopo aver mancato di un soffio l’accesso nei playoff di Superlega riesce ad aggiudicarsi quelli che mettono in palio la partecipazione alla Challenge Cup. Dopo due anni, così, il volley bizantino riporta una competizione continentale in Romagna, con la formazione di Soli che però giocherà le sue gare al Pala De André, teatro delle grandi imprese del Messaggero. Pur avendo cambiato il suo volto in modo radicale, la Bunge si sta ben comportando anche nell’attuale campionato, occupando a fine anno una brillante quinta posizione.

 

7. SOFIA COLLINELLI (Ciclismo)

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La ravennate Sofia Collinelli sta partecipando all’Eyof in Ungheria

Il 2017 è stato un anno magico anche per Sofia Collinelli, con la giovanissima figlia d’arte (papà Andrea è stato oro olimpico ad Atlanta 1996) capace di vincere ben quattro titoli tricolori nella categoria Allievi, tre su pista, la sua specialità, e uno su strada a squadre. A rendere ancora più esaltante la stagione della ravennate classe 2001 si aggiungono il successo individuale su strada a Loria, nel Veneto, e soprattutto la partecipazione al Festival olimpico della gioventù europea (Eyof), disputato in estate in Ungheria, dove ha raggiunto un undicesimo posto nella prova a cronometro che fa ben sperare per il futuro.

APPLAUSI ANCHE:
– alla squadra femminile del Tennis Club Faenza, che da matricola ha sfiorato lo scudetto di Serie A1;
– al San Zaccaria, poi Ravenna Woman, capace di salvarsi nei playout della Serie A di calcio femminile;
– al Ravenna Rugby, promosso in Serie C1 al termine di una stagione esaltante;
– alla Rekico Faenza, protagonista di un ottimo torneo di Serie B di basket culminato con la partecipazione ai playoff;
– all’Orva Lugo, promossa nella Serie B di basket dopo la vittoria nella finale playoff contro l’Ozzano;
– alla Scuola Basket Faenza, che riporta la città manfreda in un campionato nazionale di basket (la A2 femminile) dopo quattro anni;
– al Cervia Volley, che torna in Serie B2 di volley femminile vincendo il suo girone regionale di C.

Protagonisti

Ha chiuso la carriera agonistica nell’unico modo che sa fare, vincendo, Marcello Miani. L’atleta cresciuto nella Canottieri Ravenna e poi consacrato nei Carabinieri a inizio giugno è salito sul gradino più alto del podio del campionato italiano (a sinistra nella foto), categoria doppio Senior, nell’ultima gara disputata. Il 33enne di San Pietro in Vincoli ha messo così la ciliegina sulla torta di un’avventura eccezionale, con tre Olimpiadi disputate (quarto nel doppio pesi leggeri nel 2008), cinque ori mondiali (più altri cinque podi), due titoli europei, quattro vittorie in Coppa del Mondo e 17 primi posti nei campionati italiani (più 15 podi). Standing ovation!

Il 2017 è stato l’anno di due tecnici ravennati alla guida del Genoa, in Serie A di calcio. Si tratta di Andrea Mandorlini, che ha preso il testimone da Juric il 20 febbraio, per poi riconsegnarglielo il 10 aprile, chiudendo una mini-serie di sei partite poco positiva. Qualche mese dopo, però, per l’esattezza il 6 novembre, l’allenatore croato ha poi ceduto la sua panchina a un altro bizantino, Davide Ballardini, che ha buone chance di mangiare almeno il cosiddetto panettone. Per lui si tratta della terza esperienza alla guida della squadra rossoblù, dopo quelle nelle stagioni 2010-11 e 2012-13.

I«Mi sento estremamente frustrata, ma sono in pace con la mia coscienza: non ho mai assunto nessuna sostanza proibita». Con un post sui social datato 7 agosto, la tennista Sara Errani ha commentato così la squalifica di due mesi per aver violato la legge antidoping della Wada. L’atleta di Massa Lombarda ha spiegato che il “letrozolo”, di cui è stata trovata positiva, «è una sostanza presente in un medicinale che mia madre assume dal 2012, e che è presente a casa nostra: l’unica ipotesi è una contaminazione del cibo». Una tesi, questa – più nel dettaglio si è parlato di un piatto di tortellini in brodo – considerata veritiera dai giudici del Tribunale indipendente dell’Itf che hanno decretato solo un paio di mesi di squalifica. Una volta terminato lo stop, “Sarita” ha dimostrato di che pasta è fatta, chiudendo la stagione con una bella serie di risultati e rientrando tra le prime 150 del mondo (al suo apice è stata anche numero 5).

La Conad cade contro Brescia e vede sfumare sul traguardo l’obiettivo Coppa Italia

Volley A2 femminile / Le ravennati si inchinano in quattro set alla Savallese Millenium e vengono superate in classifica dal Collegno, chiudendo il girone di andata al nono posto

Ravenna-Brescia 1-3
(16-25, 22-25, 25-23, 21-25)
CONAD OLIMPIA TEODORA RAVENNA: Torcolacci 7, Scacchetti 2, Bacchi 16, Menghi 6, Kajalina 17, D’Odorico 1, Paris (L); Aluigi 7. Ne: Neriotti, Panetoni, Drapelli, Vallicelli. All.: Angelini.
SAVALLESE MILLENIUM BRESCIA: Biava 20, Guidi 7, Prandi, Dailey 17, Veglia 9, Decortes 19, Parlangeli (L); Canton, Norgini. Ne: Bortolot, Angelini, Vilponen. All.: Mazzola.
ARBITRI: Toni di Terni e Selmi di Modena.
NOTE – Ravenna: bs 8, bv 4, errori 18, muri 9; Brescia: bs 11, bv 4, errori 17, muri 10. Durata set: 22’, 27’, 28’, 26’ (tot. 103’).

OT 1
Il gruppo della Conad Olimpia Teodora

Non basta la reazione di orgoglio nel terzo set a un’incerottata Conad, che al PalaCosta deve cedere il passo per 1-3 a un’ottima Savallese Millenium Brescia, spinta dal trio formato da Biava, Dailey e Decortes. Per la squadra di Angelini, che non poteva contare su una Scacchetti al meglio della forma, sfuma così in vista del traguardo l’obiettivo della qualificazione in Coppa Italia, in quanto Collegno, vittoriosa per 3-1 su Marsala, scalza la squadra ravennate dall’ottavo posto. Le biancorosse chiudono così il girone di andata in una comunque positiva nona posizione e guardano con ottimismo al resto della stagione regolare.

Al fischio d’inizio Angelini conferma il suo starting six con Bacchi, D’Odorico, Scacchetti, Torcolacci, Menghi, Kajalina e Paris libero. Per le ospiti è invece assente Villani e il tecnico Mazzola sceglie Dailey, Biava, Prandi, Guidi, Veglia e Decortes, con Parlangeli libero. La Conad parte nel primo set con grande concentrazione e si porta avanti sul 6-1 grazie al muro di Kajalina e anche a un po’ di fortuna con Bacchi che trova l’ace con l’aiuto del nastro. Altri due muri di Menghi e Bacchi firmano l’allungo sul 13-6, ma Brescia reagisce rimanendo a contatto sul 13-9. Le padrone di casa vanno in difficoltà in ricezione mentre la Millenium alza la voce a muro e, dal 15-11, trova addirittura il sorpasso sul 15-17. Il cambio palla non è sufficiente a cambiare l’inerzia della partita e il turno al servizio di Veglia porta 7 punti consecutivi alle ospiti che chiudono il set per 16-25 cavalcando un incredibile parziale di 3-19.

Anche il secondo periodo si apre bene per l’Olimpia Teodora, che con tanta voglia di riscatto si porta subito sul 3-0. Brescia trova la parità a quota 5, ma le ravennati allungano di nuovo, prima sull’8-5, poi sull’11-7. L’ace di Biava riporta a contatto le ospiti sull’11-10, ma Bacchi riesce a scuotere le sue riportandole avanti sul 14-11. In una partita in cui sono molti gli scambi combattuti e i muri, la Millenium riesce a cambiare marcia nella parte centrale del set e, dopo essersi portata sul 16 pari, sorpassa sul 17-19. La Conad non molla e impatta il set a quota 21, ma nel finale a spuntarla è Brescia che vince il parziale per 22-25.

Le ospiti si portano subito in vantaggio per 3-6 nella terza frazione, ma Ravenna non molla e trova prima il 6-6 poi il sorpasso sul 7-6 grazie all’ace di Torcolacci. La Millenium riesce però subito nel controsorpasso e con un gran 0-5 di parziale scappa sul 7-11, mentre la Conad continua a faticare in ricezione. Le padrone di casa trovano ancora la forza di ricucire il match grazie a un 4-0 di parziale aperto da due punti consecutivi di Aluigi, e l’ace di Kajalina impatta il match sul 18-18. L’opposto estone si accende e firma anche il sorpasso sul 22-21, poi il gran muro di Torcolacci regala un doppio set point all’Olimpia Teodora sul 24-22. L’1-2 si concretizza al secondo tentativo ancora grazie a Kajalina che non sbaglia e chiude il parziale sul 25-23, allungando il match al quarto set.

Il quarto parziale si apre con la Conad avanti 2-0, ma Brescia trova subito il sorpasso sul 2-4 e l’equilibrio regna inizialmente sovrano. Le ragazze di Angelini si portano 9-7, ma subiscono un altro brutto break che permette alle ospiti di rovesciare la situazione sul 9-10. La Millenium prova la fuga sull’11-14, ma Aluigi tiene in partita le padrone di casa firmando il 16-17. Al nuovo allungo lombardo sul 18-21 risponde il muro di Bacchi per il 21-22, ma è l’ultimo sussulto dell’Olimpia Teodora che cede per 21-25 set e partita.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Simone Angelini
(allenatore Conad Ravenna): «Non siamo riusciti a conquistare il punto che ci sarebbe servito per andare in Coppa Italia e la delusione è grandissima. Devo dire però che le ragazze hanno comunque dato tutto quello che potevano, se si esclude la seconda parte del primo set in cui abbiamo incassato senza reagire un bruttissimo parziale, che ci deve far riflettere sugli aspetti mentali del gioco più che su quelli tecnici. Nel prosieguo del match abbiamo avuto il merito di rimettere in piedi la partita nel terzo set andando sull’1-2, ma nel quarto abbiamo ancora una volta fatto un giro a vuoto attorno ai venti punti senza poi riuscire a ritornare sotto. Voglio spendere una parola per la Scacchetti che, seppur infortunata dal match con San Giovanni Marignano, ha stretto i denti in praticasu un piede solo. Penso che sarà lo spirito di squadra a fare la differenza nel girone di ritorno e questa voglia di non mollare mai ci potrà dare una svolta. È solo attraverso il gruppo che possiamo uscire da questo momento negativo, anche se le due sconfitte consecutive sono comunque arrivate contro squadre che ci erano davanti in classifica».

Risultati (17ª giornata): Barricalla Collegno-Sigel Marsala 3-1, ore 17, Club Italia Crai-Sorelle Ramonda Ipa Montecchio 3-0, Golden Tulip Volalto Caserta-Battistelli San Gi ovanni in Marignano 0-3, LPM Bam Mondovì-Zambelli Orvieto 3-0, Volley Soverato-Fenera Chieri 1-3, Golem Olbia-Ubi Banca San Bernardo Cuneo 0-3, Conad Olimpia Teodora Ravenna-Savallese Millenium Brescia 1-3, Bartoccini Gioiellerie Perugia-P2P Givova Baronissi 0-3. Riposa: Delta Informatica Trentino.

Classifica: Cuneo 38 punti; Mondovì 37; Chieri 36; San Giovanni Marignano 35; Trento 34; Brescia 33; Soverato 32; Collegno 26; Ravenna 25; Orvieto e Club Italia 21; Baronissi 19; Montecchio 16; Perugia 13; Olbia 9; Marsala 7; Caserta 6.

Capodanno in piazza del Popolo tra dj set e la rassegna Ravenna in Luce

Ravenna si congederà dal 2017 e saluterà l’arrivo del 2018 con tante iniziative, in piazza e non solo

Piazza
Il Capodanno 2016-2017 in piazza del Popolo a Ravenna

Come ormai da tradizione, l’arrivo del nuovo anno si festeggerà in piazza del Popolo con una grande festa animata dalla musica di Radio Studio Delta, con i dj Yuri Maru e Mario Romario Voice e il vj set di Matteo Bevilacqua di Neo Visual Project (dalle 22 del 31 dicembre all’1 dell’1 gennaio); a mezzanotte il saluto augurale dell’assessore al Turismo Giacomo Costantini.

Quest’anno, la serata del 31 dicembre sarà impreziosita dalle installazioni della rassegna Ravenna in Luce, che vedranno protagonisti il Battistero degli Ariani dalle 17.30 alle 22 (l’inizio delle proiezioni al Battistero è stato anticipato dalle 18.30 alle 17.30 fino alla fine della rassegna, 7 gennaio); il Palazzetto Veneziano in piazza del Popolo dalle 18 alle 22; Palazzo Rasponi Murat in piazza Kennedy dalle 19 alle 22; e la basilica di San Giovanni Evangelista dalle 18 all’1 (MiRaggi, il videomapping sulla chiesta di San Giovanni Evangelista, inaugura oggi, venerdì 29 dicembre, alle 19).

Tantissimi i locali del centro storico che saranno aperti per aperitivi, cene, veglioni e intrattenimento. La festa, infine, si sposterà alle Artificerie Almagià, dove fino alle prime luci della mattina si potrà brindare al 2018 ballando a ritmo di musica. Ingresso gratuito a partire da mezzanotte e mezza. Line up con Dj Pery ed Herva. Vj set di Apparati Effimeri

Nel periodo delle Feste la città offre inoltre moltissime opportunità culturali con percorsi di guida alla scoperta del centro storico e dei suoi monumenti.

In piazza Kennedy, nella pista di ghiaccio.  In pista arriveranno la Dj Paola Peroni e il Vocalist Francesco Tortelli che trascineranno il pubblico di piazza Kennedy in un Capodanno tutto da ballare. E dopo la mezzanotte si pattina in due al prezzo di un solo biglietto.

Si ricorda che, come di consueto, sono state firmate le ordinanze che prevedono, dalle 20 del 31 dicembre alle 7 dell’1 gennaio, nell’ambito del centro storico il divieto di vendere per asporto qualsiasi bevanda in contenitori di vetro e in lattina; nelle piazze del Popolo, XX Settembre e Kennedy il divieto di far esplodere botti, petardi, mortaretti e artifici pirotecnici di vario genere (tale divieto si estende a coloro che dispongono di aree private, finestre, balconi, luci e vedute prospicienti le due piazze); e, in tutto il territorio comunale, la possibilità per tutti i titolari di pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di effettuare la diffusione di musica fino alle 3 del 1° gennaio all’interno del locale e fino alle 2 all’esterno.

A Faenza  torna il Brindisi di Mezzanotte a Capodanno a Faenza in Piazza del Popolo sotto la Torre dell’Orologio a cura della Casa della Musica con la band delle Onde Radio e dedicato ad Arte Tamburini con il Saluto del Sindaco Giovanni Malpezzi e del Vice Sindaco Massimo Isola con spumante e panettone per tutti .

Dalle ore 22.30 alle ore 0.30 si esibiranno i giovani artisti emergenti provenienti dal Pavone d’Oro e da Faenza Rock dele “Onde Radio” per tenere vivo in musica il centro storico, insieme ai bar, ristoranti e locali aperti, anche nella serata di Capodanno.

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