domenica
26 Aprile 2026

Simulazione di incidente al polo chimico: sarà finta una fuga di sostanza tossica

La prova si svolgerà nella mattinata di giovedì. Il Comune invita la popolazione a non allarmarsi. Il traffico diretto alle aziende sarà dirottato

Polochimico
Polo Chimico da fotoaeree.com

Il comando dei Vigili del fuoco, congiuntamente alla Prefettura, al Comune di Ravenna e a tutti gli organi deputati alla gestione del sistema di protezione civile, ha previsto e organizzato per giovedì 23 novembre, presso il Polo chimico di Ravenna, una simulazione di emergenza, che avrà come finalità quella di analizzare e ottimizzare tutte le azioni di gestione legate alla possibilità del verificarsi di una reale emergenza. L’amministrazione invita la popolazione ad interpretare senza allarmismi tali operazioni simulate e si ringrazia per la collaborazione.

In via prudenziale, la situazione simulata sarà fortemente amplificata rispetto alle condizioni di rischio, in particolare per quanto riguarda l’area coinvolta, che comprenderà le aziende frontiste di via Baiona, porzione del polo chimico e una parte della zona artigianale Bassette.

La prova, annunciata dal suono delle sirene, si svolgerà nella mattinata e riguarderà la simulazione di dispersione di una sostanza tossica. Saranno coinvolti diversi operatori e mezzi dei Vigili del fuoco di Ravenna, Forlì, Ferrara e Bologna, sanitari e quelli delle forze dell’ordine che regoleranno il traffico e informeranno sulle modalità di comportamento da adottare.

Parte del traffico in ingresso alle aziende del polo chimico verrà dirottato nelle prime ore della mattinata in un luogo deputato alla sosta momentanea dei mezzi, per poi consentirne l’ingresso non appena terminata la simulazione.

A scuola di “disegno brutto” per ritrovare uno spazio per se stessi

Parla l’illustratore Bonaccorsi che tiene un corso che è diventato un piccolo fenomeno di culto. A Ravenna, dopo le lezioni al Mag in Darsena ora si replica al Museo delle Marionette

 Bonaccorso

Chi ha detto che bisogna per forza disegnare bene? Insegnare il “disegno brutto” è un’idea dell’illustratore Alessandro Bonaccorsi. Toscano di nascita, ravennate di adozione da cinque anni, ha realizzato illustrazioni per libri, giornali come Il Sole 24Ore, La Stampa, Internazionale e manifesti per vari clienti, tra cui “Save the Children”. Il suo corso è diventato un piccolo fenomeno di culto, da marzo a oggi ha girato per 30 città, con oltre 400 studenti. A Ravenna dopo le lezioni al Mag, la galleria d’arte in Darsena di Città, tenute nelle due prime settimane di novembre con notevole successo, i prossimi incontri in città si svolgeranno a breve alla Casa delle Marionette (Per info e prenoatzioni: www.lacasadellemarionette.com o 3926664211).
Ma cos’è il “disegno brutto”? Perché mai una persona dovrebbe imparare a fare disegni brutti anziché belli?
«Il corso di disegno brutto nasce dall’osservazione che la maggior parte delle persone non disegna e non usa il disegno per necessità di ricerca interiore, di supporto al pensiero. Non lo fa perché è stata, in qualche modo, ostacolata dal giudizio. Da bambini tutti disegniamo, poi, a un certo punto, qualcuno ci dice che disegniamo male, allora smettiamo. Il disegno è considerata una forma d’arte, quindi è molto soggetta al giudizio degli altri, che spesso ci inibiscono. La possibilità di fare disegni “brutti”, significa poter entrare in una dimensione dove non c’è giudizio, in cui essere liberi di esprimersi».
A un adulto cosa può servire riscoprire il disegno?
«Ho visto molte persone da quando ho iniziato a tenere corsi e vedo che col disegno trovano nuove vie da percorrere. Il disegno è uno spazio per sé stessi. Può essere utile per il lavoro, ma anche solo per rilassarsi e stare bene».
Disegno BonaccorsoChi viene ai tuoi corsi?
«Il corso è giocato sulla voglia di mettersi in gioco, quindi può venire chiunque. È un pubblico molto eterogeneo, però sono quasi tutte donne. Dai 25 ai 60 anni. Sono consulenti aziendali, formatori, ma anche molte persone che fanno lavori noiosi e cercano una via di fuga. Vengono pochi artisti e pochi insegnanti».
Come mai sono soprattutto donne?
«Bella domanda. Credo che le donne siano più aperte al lato ludico, siano più disposte a mettersi in gioco, mentre i maschi sono più bloccati. Mi ha chiesto di fare questo corso una grossa azienda meccanica di Reggio Emilia. Ha obbligato i suoi ingegneri a seguirlo come master interno. Erano venti maschi e cinque donne. Erano molto scettici e facevano fatica a mettersi in gioco, non è stato facile farli sciogliere un po’».
È un corso anche un po’ filosofico, come è scandito il percorso?
«È filosofico nel senso che metto in dubbio molte certezze delle persone. Abbiamo molti condizionamenti nella nostra vita, cose che crediamo di sapere: il corso serve anche per smontare questi pregiudizi e scoprire le proprie potenzialità».
“Brutto” in toscana poi ha un significato particolare…
«Dove sono nato il termine “brutto” non è un’offesa. Le nonne chiamano i nipoti “oh brutto, vieni” che è un modo affettuoso e scherzoso di dire che, comunque tu sia, sei ben accetto».
Come è la vita di un illustratore a Ravenna?
(Ride) «Un po’ dura. I clienti che ho sono quasi tutti fuori. Da quindici anni mi sposto spesso, di città in città, quindi faccio fatica a mettere radici. A Ravenna vedo che i disegni che faccio piacciono e vengono riconosciuti, ma manca una committenza. Mi pare che ci siano poche persone che si occupano di illustrazione, rispetto ad altre città in cui ho vissuto».
Ci sono illustratori, o artisti in generale, che ti hanno particolarmente influenzato in questa ricerca sul brutto?
«Non c’è un vero e proprio punto di svolta, tutto forse nasce dalle mie letture adolescenziali dei libri di Peter Kolosimo e poi Le leggi della semplicità di John Maeda, e il libro del Tao e la passione giovanile per Magritte e su tutto la voglia di capirne di più sul processo creativo».

La Bunge cala il poker di vittorie al De André spazzando via in tre set la BCC

Volley Superlega / Trascinata dall’mvp Diamantini e da Orduna, la squadra di Soli si aggiudica le prime due frazioni senza affanni e la terza in rimonta, spezzando tra l’altro anche il tabù Castellana Grotte, contro cui negli anni passati aveva sempre perso

Ravenna-Castellana Grotte 3-0
(25-19, 25-19, 25-23)
BUNGE RAVENNA: Orduna 6, Marechal 10, Diamantini 9, Buchegger 14, Poglajen 15, Vitelli 2, Goi (L); Raffaelli. Ne: Georgiev, Pistolesi, Mazzone, Marchini, Gutierrez. All.: Soli.
BCC CASTELLANA GROTTE: Hebda 7, Ferreira Costa 4, Paris 2, Moreira 7, De Togni 6, Tzioumakas 7, Cavaccini (L); Canuto, Garnica. Ne: Cazzaniga, Pace (L), Zauli, Rossatti, Ferraro. All.: Lorizio.
ARBITRI: Goitre di Torino e Tanasi di Siracusa.
NOTE – Ravenna: bs 16, bv 8, errori 12, muri 5; Castellana Grotte: bs 11, bv 2, errori 7, muri 5. Spettatori: 1980 (incasso 7165 euro). Durata set: 26’, 25’, 30’ (tot. 81’). Mvp: Diamantini.

BUNGE RAVENNA BCC CASTELLANA GROTTE
L’mvp Enrico Diamantini, centrale della Bunge

Quarta vittoria di fila al Pala De André per la Bunge, che sconfigge in tre set la BCC e va a punti per la settima volta in altrettante partite, raggiungendo al terzo posto in classifica Civitanova (match sponsor CRAI). Trascinata dall’mvp Diamantini e in regia dal sempre lucido Orduna, la squadra di Soli si aggiudica le prime due frazioni senza affanni e la terza in rimonta, spezzando tra l’altro anche il tabù Castellana Grotte, contro cui negli anni passati aveva sempre perso. Non c’è però tempo per tirare il fiato, in quanto mercoledì prossimo i ravennati saranno di scena in terra marchigiana per affrontare i campioni d’Italia della Cucine Lube.

Sestetti iniziali La formazione iniziale schierata dal tecnico Soli registra un cambiamento rispetto alle gare precedenti, con Vitelli al centro al posto di Georgiev. Per il resto il sestetto è composto dal palleggiatore Orduna in diagonale con Buchegger, dalle bande Marechal e Poglajen, dall’altro centrale Diamantini e da Goi in seconda linea. In panchina c’è Gutierrez, rientrato in Italia dopo le qualificazioni mondiali con la nazionale cubana. Dall’altra parte della rete la BCC Castellana Grotte di coach Lorizio scende in campo con Paris in regia, l’opposto greco Tzioumakas, gli schiacciatori Hebda e Moreira, i centrali De Togni e Ferreira Costa e il libero Cavaccini. A disposizione ci sono l’ex Garnica e il ravennate Zauli.

BUNGE RAVENNA BCC CASTELLANA GROTTE
Un muro a tre ravennate nel match vinto contro il Castellana Grotte

Nel primo parziale la Bunge prende il largo in maniera progressiva, allontanandosi prima con Buchegger e Orduna (13-8) e poi con Poglajen a muro: 17-11. Castellana Grotte dimezza il gap con Moreira (21-18), ma ancora il regista argentino al servizio e Diamantini portano in vantaggio i ravennati (25-19). Nella seconda frazione sono le bande di casa a scavare il primo solco (12-9), incrementato in modo ulteriore da Poglajen, che realizza l’ace del 18-13. Un errore di Marechal avvicina gli ospiti (18-15), ma il francese si riscatta con due punti di fila (22-17) e poi il “doppio” in palleggio di Hebda consegna il set alla formazione di Soli (25-19). Nel terzo periodo Buchegger porta a +3 i ravennati (10-7), ripresi sul 12-12 a causa dell’errore di Poglajen e sorpassati per l’ace di Ferreira Costa e la schiacciata lunga di Buchegger (18-21). Poglajen al servizio però ribalta tutto con due ace e al terzo match point è Buchegger a mettere la parola fine all’incontro (25-23).

Le dichiarazioni del dopo-gara
Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Nonostante un ritmo non altissimo, spezzato dai numerosi errori al servizio, non era facile imporre il nostro gioco. Siamo stati però bravi a stare sempre lì, a condurre con autorità i primi due set e a reagire nel terzo, quando le cose si stavano mettendo male. Per fortuna ci ha pensato Poglajen a realizzare una bella serie in battuta, togliendoci da una situazione complicata. Sono contento di aver fatto bottino pieno e anche di aver risparmiato un po’ di energie in vista del futuro».
Giuseppe Lorizio (allenatore BCC Castellana Grotte): «Sapevamo che questa era una partita difficile e così si è rivelata. Soprattutto in ricezione abbiamo faticato, in particolare nei primi due set, con i nostri avversari che hanno spinto con grande forza, realizzando i break nei momenti decisivi del match. A mio avviso però abbiamo imboccato la strada giusta dal punto di vista del gioco e dobbiamo provare a crescere e migliorare. L’importante sarà stare tranquilli, perché sappiamo che questo campionato è davvero durissimo».

Il programma (ottava giornata di andata): Bunge Ravenna-BCC Castellana Grotte 3-0; domenica 19 novembre, ore 18, Azimut Modena-Revivre Milano, Wixo LPR Piacenza-Kioene Padova, Gi Group Monza-Cucine Lube Civitanova, Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia-Sir Safety Conad Perugia, Biosì Indexa Sora-Calzedonia Verona; giovedì 23 novembre, ore 20.30, Diatec Trentino-Taiwan Excellence Latina.

Classifica: Perugia 21 punti; Modena 18; Civitanova e Ravenna 17; Piacenza 13°; Padova 10; Verona* 9; Vibo Valentia, Milano e Latina 8; Trentino 7; Monza 6; Castellana Grotte 4; Sora 1 (*una gara in meno, °una gara in più).

Processo Cagnoni, chi c’era in casa dei coniugi il giorno dopo la morte di Giulia?

Quinta udienza / Nel giorno in cui la vittima Giulia Ballestri avrebbe compiuto 41 anni, in aula mostrati un centinaio di video per ricostruire gli spostamenti della donna e del marito Matteo Cagnoni accusato di averla uccisa. Emerge che l’uomo usava un telefono intestato a Desio, parroco in cella per pedofilia. E il giorno dopo l’omicidio dalla residenza della coppia a Ravenna partono due telefonate verso l’abitazione dei genitori dell’imputato a Firenze ma nessuno risponde

La quarta udienza (10 novembre) | La terza udienza (3 novembre) | La seconda udienza (26 ottobre) | La prima udienza (10 ottobre)

Ravenna 10/10/2017. FEMMINICIDIO GIULIA BALLESTRI. Iniziato Il Processo Che Vede Imputato Matteo Cagnoni Accusato Dell’ Omicidio Della Moflie Giuglia Ballestri.
A sinistra Matteo Cagnoni, al suo fianco il collegio difensivo

Quasi un centinaio di filmati, spezzoni senza audio della durata di qualche secondo estrapolati dalle riprese di varie telecamere di videosorveglianza, pubbliche e private: proiettati uno dopo l’altro sul maxi schermo nell’aula di corte d’assise di Ravenna definiscono luoghi e orari sulla mappa degli spostamenti dei protagonisti dei fatti in quel 16 settembre di un anno fa. Al mattino si hanno le ultime tracce di Giulia Ballestri viva: poco più di 60 ore dopo il suo corpo verrà ritrovato nudo e privo di vita nello scantinato di una villa disabitata in via Padre Genocchi di proprietà della famiglia del marito, il 53enne dermatologo Matteo Cagnoni ora alla sbarra con l’accusa di omicidio. La quinta udienza del processo va in scena oggi, 17 novembre, giorno in cui la donna avrebbe compiuto 41 anni, come ricorda l’avvocato Giovanni Scudellari che assiste i parenti. La visione dei filmati fa parte della deposizione di Stefano Bandini, sostituto commissario di polizia: la squadra mobile di cui fa parte ha condotto le indagini dal primo pomeriggio del 18 settembre quando il fratello Guido  e l’amante Stefano Bezzi si presentano in questura a denunciare la scomparsa di Giulia.

Finora le testimonianze del fratello, dell’amica Elisabetta Amicizia e dell’amante raccolte nelle ultime due settimane – a cui si è aggiunta quella di un amico d’infanzia nelle prime battute odierne – sono servite a ricostruire il clima tra i coniugi e l’evoluzione della loro relazione, da quel corteggiamento di un uomo maturo e colto che una dozzina di anni fa aveva affascinato una giovane Giulia fino alla crisi diventata per lei irreparabile nel 2014 passando dal matrimonio organizzato in fretta per una gravidanza (poi persa). Con il quinto teste chiamato dalla pubblica accusa (pm Cristina D’Aniello) ci si accosta ai primi dettagli dell’indagine attraverso le attività di polizia giudiziaria.

I LUOGHI
L’esame del testimone condotto dal pubblico ministero per oltre sei ore – il contro esame della difesa venerdì 24 – ha accompagnato la corte (presidente Corrado Schiaretti, a latere Andrea Galanti) attraverso cinque luoghi tra Ravenna e Firenze: la scuola in centro frequentata dai tre figli della coppia, la pasticceria in cui vanno a fare colazione, la villa a ridosso dei giardini pubblici in cui vanno a visionare dei quadri (almeno secondo la versione fornita dall’imputato e da quando a conoscenza di altri testimoni sulla base delle informazioni avute da Giulia), lo studio medico dell’imputato, la villa dei genitori di Cagnoni a Firenze dove il dermatologo arriva nel pomeriggio del 16 settembre con i figli e dove verrà fermato dalla polizia all’alba del 19 settembre al rientro dopo una fuga dalla finestra cinque ore prima all’arrivo della pattuglia.

Ravenna 10/10/2017. FEMMINICIDIO GIULIA BALLESTRI. Iniziato Il Processo Che Vede Imputato Matteo Cagnoni Accusato Dell’ Omicidio Della Moflie Giuglia Ballestri.
Il sostituto procuratore Cristina D’Aniello

GLI ORARI
Per sommi capi questi gli spostamenti. Alle 7.55 i coniugi accompagnano a scuola i figli ed escono alle 8.12, accadeva spesso andassero insieme. Alle 8.23 entrano al bar Le Plaisir di via Newton dove fanno colazione (Giulia prende un caffè e tracce di caffeina risultano nel suo stomaco dall’autopsia) ed escono alle 9.07. Alle 9.15 una telecamera in strada del Comune inquadra una vettura, ritenuta compatibile con la Mercedes Classe C station wagon dell’imputato, che parcheggia in via Genocchi: si vedono scendere due persone (del resto Cagnoni non ha mai negato di essere andato nella casa con la moglie per vedere i quadri). L’auto resta ferma lì un’ora e 49 minuti: alle 11.06 riparte e qui l’inquadratura è parzialmente coperta da un veicolo di passaggio ma pare si intraveda solo una sagoma che monta al volante (Cagnoni sostiene di essersene andato da solo lasciando Giulia nella casa). Alle 12.32 il medico entra nel suo studio in via Cattaneo dove resta per due minuti e 40 secondi, il tempo di afferrare qualcosa dal cassetto della scrivania nell’ambulatorio e andarsene. Alle 12.57 prende i figli a scuola da solo (a loro dirà che la mamma ha un appuntamento a pranzo con un’amica ma quest’ultima smentisce) e alle 16.06 parcheggia la Mercedes nel vialetto della casa sui colli fiorentini. Da quel momento in poi, per i due giorni che vengono, le otto telecamere che proteggono il parco della villa riprendono un via vai continuo dell’imputato tra le auto (la sua e quella dei genitori) e gli angoli del giardino, spostando oggetti scaricati dall’auto, infilandone altri dentro a sacchetti o doppi sacchetti, lasciando cose dietro una siepe, a volte calzando guanti e a volte senza. In particolare l’accusa ritiene che tra gli oggetti siano riconoscibili due cuscini verdi mancanti dalla villa dell’omicidio (sequestrati in effetti nella cantinetta di Firenze con macchie di sangue di Giulia, tracce del quale anche sul maniglione del pianale della ruota di scorta della Mercedes) e la borsa bianca che Giulia ha sulla spalla al bar, mai trovata. Così come mai sono stati trovati gli indumenti che Giulia e Matteo indossano fino a quando escono dal bar: l’imputato infatti quando entra nel suo studio è vestito in maniera completamente diversa.

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Una foto di gruppo scattata nel 2011: si vedono Matteo Cagnoni, don Giovanni Desio, Giulia Ballestri

IL TELEFONO DI DON DESIO
Come già aveva accennato nella scorsa udienza quando aveva iniziato la sua deposizione, Bandini ricorda che nella “casa degli spiriti”, il copyright della definizione è dello stesso Cagnoni che lì andava anche a fare sedute spiritiche per evocare i figli di Mussolini (almeno così sapeva Bezzi dal racconto della donna), la polizia riuscì a entrare nella serata del 18 settembre solo dopo che la Colas ebbe portato le chiavi e solo dopo che la guardia giurata ebbe digitato il codice a quattro cifre per disinserire l’antifurto che risultava regolarmente in funzione. Dal 1998 è in vigore il contratto di vigilanza per il controllo dell’abitazione. Dalla scheda cliente delle Colas emerge anche la procedura prevista in caso di attivazione dell’allarme. La centrale operativa ha una lista di recapiti telefonici da contattare per avvisarli: prima il telefono fisso di via Padre Genocchi, poi il cellulare in uso a Giulia Ballestri, poi un numero in uso a Matteo Cagnoni ma intestato a don Giovanni Desio, parroco di Casalborsetti arrestato nel 2014 e ora in carcere dove sta scontando la condanna per atti sessuali con minorenni (il numero però non risulta più attivo da luglio 2015), poi due utenze a nome di Mario Cagnoni (padre di Matteo) e infine la custode. A quanto risulta dallo storico delle Colas solo il 9 novembre del 2014 capitò un tentativo di effrazione: a tarda notte il vigilante di pattuglia trovò un albanese sul balconcino del primo piano a 5,5 metri da terra dove era giunto con una scala: la Colas tolse la scala e i carabinieri completarono l’arresto.

APPUNTAMENTI CANCELLATI
Con il poliziotto c’è tempo anche per affrontare le indagini fatte sui tabulati telefonici dei numeri in uso alla vittima, all’imputato, all’amante e ai familiari. “Ciao Giorgia, per favore annulla tutti gli appuntamenti di domani, è successa una tragedia”. È il messaggio mandato via Whatsapp da Matteo Cagnoni alla segretaria del suo studio medico a Ravenna 43 minuti dopo la mezzanotte tra il 18 e il 19 settembre del 2016: il medico si trova a Firenze a casa dei genitori, da meno di un quarto d’ora la polizia ha trovato il cadavere della moglie ma solo tre minuti prima dell’una la centrale operativa della vigilanza privata si mette in contatto telefonico con l’abitazione sui colli del capoluogo toscano. Dai tabulati – va ricordato che i due telefoni in uso a Cagnoni e quello della Ballestri non sono mai stati trovati – emerge anche una telefonata tra l’accusato e il suo attuale difensore di fiducia (avvocato Giovanni Trombini) alle 10.20 del sabato mattina.

CHI C’E’ NELLA CASA DEI CONIUGI IL 17 SETTEMBRE?
Il pomeriggio del 17 settembre i tabulati telefonici dicono che dal numero fisso della casa di via Giordano Bruno, la residenza della famiglia Cagnoni-Ballestri con i tre figli, partono due telefonate verso il numero fisso della villa dei genitori dell’imputato: una alle 13.43 e l’altra alle 15.59 ma entrambe non hanno risposta. In quel momento Giulia risulta già morta e i vigili del fuoco entreranno nella casa solo il giorno dopo sfondando la porta del terrazzo. Le telecamere della casa di Firenze dicono che Matteo Cagnoni se ne va in auto alle 10.42 e torna alle 18.52 indossando una maglietta di colore diverso rispetto a quella del mattino. Eventuali dettagli sui suoi spostamenti potrebbero arrivare quando la difesa interrogherà il poliziotto fra una settimana.

L’ARMA DEL DELITTO
In aula entra anche l’arma del delitto. Un ramo di pino domestico, lunghezza 55 cm e diametro 6 cm. Viene trovato nella villa di via Genocchi sporco di sangue con capelli della vittima sopra. Lo stesso tipo di legno, secondo i sopralluoghi dei carabinieri forestali, viene trovato nel garage dell’abitazione di via Giordano Bruno e nel giardino della casa al mare della coppia. In via Bruno anche una tanica di acqua demineralizzata della stessa marca e lotto di una tanica nella villa del delitto.

Deve essere espulso dall’Italia: fugge a piedi, inseguito per strada dai vigili

Stava per essere sottoposto agli ultimi controlli medici all’ospedale di Ravenna

OSPEDALE VIA NIGRISOLI
L’area dove è avvenuto l’inseguimento

I vigili lo hanno rintracciato nei pressi della stazione di Ravenna senza alcun documento. Portato al comando, grazie ai rilievi foto-dattiloscopici è emerso che si trattava di un 36enne tunisino irregolare, già colpito da un ordine di lasciare il territorio nazionale. Al fine di dare concreta attuazione al provvedimento di allontanamento, l’uomo è stato portato in ospedale per gli accertamenti medici obbligatori presso il reparto Malattie Infettive. Qui, però, ha tentato la fuga, strattonando violentemente uno degli agenti che lo aveva accompagnato. Ne è seguito un inseguimento a piedi tra le vie Nigrisoli e Carso, dove, dopo aver tentato un’ultima resistenza, il 36enne è stato bloccato dai vigili e arrestato.

La procura ha poi emesso il nulla osta per il proseguimento delle procedure amministrative riguardanti l’allontanamento dal territorio nazionale con tanto di accompagnamento, a cura della Polizia di Stato, presso il Cie di Brindisi.

Un manuale sui bambini per la Guardia medica dopo la petizione delle mamme romagnole

Ora il servizio di Continuità assistenziale sarà più preparato, grazie a 50 ore di formazione a cui sono stati o saranno sottoposti i 200 medici coinvolti

Comitato Mamme e AuslSulla spinta di migliaia di firme raccolte e i due anni di battaglia delle mamme romagnole, l’Ausl ha deciso di realizzare un percorso di formazione all’interno del servizio di Continuità assistenziale (noto più semplicemente come guardia medica) in modo che i medici abbiano una capacità ancor maggiore di presa in carico dei bambini ammalati. I risultati sono stati presentati giovedì sera all’Hotel Cube di Ravenna.

Non si tratta – è stato ribadito – di un nuovo servizio di “guardia medica pediatrica”, ma di un percorso di approfondimento dell’esistente Continuità assistenziale. Percorso che le mamme hanno valutato positivamente. «Lo abbiamo fatto insieme questo percorso – ha detto Laura Fanelli in rappresentanza delle mamme – è stato molto importante e anche molto interessante. L’Azienda ha dimostrato di capire le nostre esigenze, e anche noi abbiamo potuto renderci conto della complessità del mondo sanitario. Il nostro giudizio rispetto alla soluzione trovata è positivo: è stata fatta una bella cosa, e non rappresenta un punto di arrivo ma di ripartenza, poiché intendiamo continuare questo dialogo con l’Azienda per migliorare sempre i servizi erogati».

Il dottor Giorgio Guerra, direttore sanitario dell’Ausl Romagna, ha a sua volta evidenziato che «l’opera di miglioramento dei servizi attraverso il confronto con la cittadinanza è un punto importante previsto nel nostro Atto Aziendale. La formazione dei colleghi di Continuità assistenziale che abbiamo attivato continuerà, nell’ottica di dare una risposta puntuale alle famiglie e anche di prevenire accessi inutili in ospedale».

Come illustrato dal dottor Pierdomenico Lonzi (responsabile Formazione e Medicina convenzionata dell’Ausl) i servizi di presa in carico pediatrica in orario notturno e festivo erano molto differenziati tra territori, prima dell’Ausl Romagna. «Non dimenticando mai che un medico di Continuità assistenziale è già in grado e preparato per prendersi cura dei pazienti di ogni fascia d’età, bambini compresi – si legge in una nota dell’Ausl – la scelta aziendale è stata quella di formare ulteriormente, gradualmente, tutti e 200 i medici di Continuità Assistenziale della Romagna (150 con contratti a tempo indeterminato e una cinquantina con contratti a tempo determinato). Sono dunque stati attivati due corsi, nell’aprile 2016 e nel settembre successivo, con i quali sono stati formati circa la metà dei medici. E nei prossimi mesi sono già stati programmati corsi per proseguire con la formazione, che è da considerarsi permanente, e completare così il quadro». Si tratta di 14 ore teoriche e di altre 36 ore pratiche, effettuate all’interno di reparti di Pediatria. Tale formazione ha anche portato a redigere, da parte del dottor Daniele Morini e dei suoi colleghi di Continuità Assistenziale, un “Quaderno”: vero e proprio manuale che sarà consegnato a tutti i professionisti di Continuità assistenziale e ai nuovi assunti e incaricati.

Come funziona il servizio
Come noto in orario notturno (dalle ore 20 alle ore 8 di tutti i giorni) e in orario prefestivo e festivo (dalle ore 20 del venerdì alle ore del lunedì) è attivo il servizio di Continuità Assistenziale che si attiva telefonicamente. I medici – ha ribadito con molta chiarezza il dottor Morini – effettuano una presa in carico che può consistere: nel rilascio di consigli telefonici al paziente; in una visita, da effettuarsi presso gli appositi ambulatori di Continuità Assistenziale situati sul territorio o, quando ne sussistono i reali presupposti clinici, a domicilio; nell’invio del paziente (se trasportabile) al Pronto Soccorso o nell’attivazione del 118.

Per i pazienti pediatrici tale servizio non cambia, ma – come evidenziato nel corso della serata anche con alcuni video di telefonate simulate realizzati grazie all’ausilio del dottor Morini e delle mamme del Comitato – il medico, formato, è particolarmente attento nell’intervista telefonica alla mamma, nella raccolta dei sintomi e nel follow up telefonico attraverso telefonate di controllo nelle ore successive.

Questo il percorso attivato che, ha evidenziato il dottor Federico Marchetti (Dipartimento materno infantile e Referente scientifico della formazione pediatrica alla Continuità assistenziale) «è all’avanguardia ed è tutt’altro facile da trovare in altre parti d’Italia» e che «è stato contraddistinto da grande collaborazione tra i medici di Continuità assistenziale i Distretti e noi ospedalieri. E anche perché può dare una risposta importante alle famiglie, in modo che serenamente sappiano se proseguire con le terapie che stanno intraprendendo o piuttosto rivolgersi alla struttura più adatta in quel momento per il loro bambino».

A San Zaccaria il Ravenna Woman tenta lo sgambetto alle tricolori della Fiorentina

Calcio femminile A / Domani, sabato 18 novembre (ore 14.30), le ragazze del tandem Balacich-Rizzo sfidano le campionesse d’Italia. Squalificata Carrozzi, probabile forfait per Campesi

Ravenna Woman A Brescia 2
Un’azione di gioco dell’ultimo match disputato dal Ravenna Woman

Impegno probante per il Ravenna Woman che al “Massimo Soprani” di San Zaccaria domani, sabato 18 novembre (fischio d’inizio alle re 14.30, arbitro Scialla di Vicenza), sfida le campionesse d’Italia della Fiorentina. Partita difficile e impegnativa per le ragazze biancorosse che sono reduci da una prestazione buona a metà contro un’altra corazzata come il Brescia, ma che affronteranno le toscane senza due elementi importanti del centrocampo come Erika Campesi e Anita Carrozzi. La prima, uscita a causa di uno scontro di gioco piuttosto duro rimediato sul campo del Brescia, dovrà restare a riposo e difficilmente sarà della partita. Assente sicura anche la seconda, espulsa in terra lombarda per doppia ammonizione.

Con un centrocampo da inventare e senza nemmeno Mirko Balacich (squalificato anche lui per una giornata dal Giudice Sportivo), il Ravenna è chiamato ad una prestazione d’orgoglio e a cercare di strappare un risultato positivo in una giornata nella quale non c’è proprio nulla da perdere. Sul fronte opposto una Fiorentina col tricolore sulla maglia, ma che in questo inizio di campionato ha risentito senz’altro della maggior concorrenza nella lotta al vertice. Le viola occupano il quinto posto in classifica con 8 punti, appena tre in più delle biancorosse e arrivano da un 1-1 casalingo contro il Tavagnacco. Sfruttare una situazione non certo consuetudinaria in casa di una Fiorentina abituata alle posizioni di vertice potrebbe essere l’arma vincente.

In TV La partita Ravenna Woman-Fiorentina Women’s sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube del Ravenna ed anche dal sito web della Fiorentina.

Il programma (6ª giornata): Atalanta Mozzanica-Bari, Juventus-Sassuolo, Ravenna-Fiorentina, Res Roma-Agsm Verona, Tavagnacco-Empoli, Chievo-Brescia.

Classifica: Brescia e Juventus 15 punti; Tavagnacco e Chievo 10; Fiorentina 8; Atalanta Mozzanica e Res Roma 6; Verona e Ravenna 5; Empoli 4; Bari 1; Sassuolo 0.

Buon test amichevole a Pesaro per la Conad. Domenica ferma per il turno di riposo

Volley A2 femminile / Il tecnico Angelini ha ruotato tutte le giocatrici a sua disposizione nell’allenamento congiunto in casa della My Cicero Volley. «Abbiamo fatto un po’ di esperimenti per avere qualche arma in più nelle prossime partite»

Time Out Olimpia
Il tecnico Simone Angelini e la sue giocatrici durante un time out

Per mantenere alta la concentrazione e continuare a lavorare sui meccanismi e sull’affiatamento del collettivo in vista dei prossimi impegni di campionato ieri, giovedì 16 novembre, la Conad ha disputato a Pesaro un prezioso test in allenamento congiunto con la My Cicero Volley, squadra che milita nel torneo di A1. «Dopo aver fatto mercoledì e giovedì sessioni intensive di pesi – sottolinea l’allenatore dell’Olimpia Teodora, Simone Angelini – siamo partiti per Pesaro con le idee chiarissime. Il punteggio non ci interessava, in quanto sapevamo che i nostri avversari hanno un altro passo, altre altezze, altra velocità di palla. Tuttavia nelle partenze dei primi due set siamo stati bravi, poi loro hanno fatto valere la loro forza muro e in battuta e, con qualche elemento di ottimo livello, ci hanno messo in crisi. Noi abbiamo approfittato per fare un po’ di esperimenti per avere qualche arma in più già provata da mettere in campo quando ci troveremo in difficoltà».

Nel corso del test durato cinque set, di cui due vinti dalle ravennati (25-15, 25-17, 12-25, 25-13, 13-15 i punteggi delle frazioni) il tecnico ha ruotato l’intero organico a sua disposizione. «Ho fatto giocare tutte le ragazze, tranne Drapelli e Ceroni che sono rimaste a casa in quanto impegnate con l’Under 18. Nel primo set siamo stati testa a testa fino al 16-14 per le pesaresi, che poi hanno preso un break clamoroso con la Van Hecke in battuta che ha fatto 4/5 ace. Siamo arrivati a metà del secondo sul 16-13, poi il finale del parziale è stata la fotocopia del primo. La terza frazione è finita 25-12 per noi, a dimostrazione che tutti i set non sono stati equilibrati perché entrambe le squadre guardavano in particolare al proprio campo più che oltre la rete».

Dopo questo allenamento congiunto, nel weekend c’è l’opportunità per Bacchi e compagne di ricaricare un po’ le batterie in vista dei prossimi impegni, il primo dei quali in programma domenica 26 novembre al PalaCosta contro l’Olbia. «Ora abbiamo un turno di riposo – conclude Angelini – domenica farò riposare le ragazze, anche perché i carichi d’allenamento di questa settimana sono stati importanti, e da lunedì inizierà la classica settimana di sedute di lavoro in preparazione della partita contro la formazione sarda».

Sito internet È online il nuovo sito dell’Olimpia Teodora Ravenna (www.olimpiateodora.it), rinnovato e reso più ricco e accessibile nei contenuti. Oltre all’accesso diretto ai social (Facebook e Instagram) e alle news, alla visualizzazione della classifica e del prossimo turno di campionato (con relativo countdown), nella home page del nuovo sito ampia visibilità è garantita agli sponsor (Main, Title, Top e Premium) e ai partner di Olimpia Teodora.
Il sito si compone di sette menu (“la società”, “la squadra”, “campionato A2”, “under 18”, “contatti”, “Gallery” e “notizie”) cliccando sui quali si accede ai vari sottomenu. Alcune parti del sito ancora “under construction” e a breve verranno completate. Il sito di Olimpia Teodora è stato ideato e realizzato da Ravenna Computer di Alfredo Del Monte.

Le imprenditrici dell’area adriatico-ionica si confrontano su innovazione e turismo

DonnecamcommAlla Camera di commercio di Ravenna è in corso oggi (venerdì 17 novembre) la seconda giornata del X Congresso delle Imprese femminili dell’Adriatico e dello Ionio.

Dopo l’apertura istituzionale del Congresso nella giornata di ieri, alla presenza di autorità locali e internazionali, dedicata al ruolo delle Camere di commercio nell’accompagnamento delle Pmi, in particolare femminili, nell’ambito dell’attuazione del piano Impresa 4.0, oggi le oltre 120 delegate provenienti da tutti i paesi della Regione Adriatica e Ionica si confrontano sui trend in atto in tema di innovazione digitale e turismo, guidate da esperti di settore. I due tavoli tematici ospitano contributi di interesse, valorizzando best practices di imprenditrici locali ed estere che possono scambiarsi esperienze ed idee progettuali. Digital communication e servizi alle imprese, web strategies, turismo esperienziale e sostenibile sono gli argomenti affrontati dagli esperti e dai testimonial presenti.

L’evento, oltre a fornire contenuti di grande rilievo, è stato anche l’occasione di conoscenza e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della città, dei prodotti tipici locali e di aziende del territorio.

«Un appuntamento che cresce anno dopo anno, non solo in termini di partecipazione, ma anche di contenuti e risultati – evidenzia Natalino Gigante, presidente dell’ente camerale ravennate – e che è divenuto punto di riferimento per un confronto sia istituzionale che imprenditoriale nell’ambito di questa area geografica».

Annata agraria 2017, tra «emergenza acqua» e cambiamenti climatici

Ecco gli andamenti raccolti dalla Cia di Ravenna

Cia Annata Agricola
La sala durante la presentazione dell’Annata Agraria

Gli andamenti e le tendenze previsionali raccolte nell’Annata agraria 2017 della Cia di Ravenna sono stati presentati giovedì 16 novembre, alle 15.30, all’Hotel Cube.

In provincia di Ravenna (qui nel dettaglio l’andamento dell’Annata Agraria 2017 in sintesi) si registra la forte influenza dell’andamento climatico che in questo 2017 ha influito nel bene e nel male sui vari comparti agricoli creando situazioni diversficate anche all’interno degli stessi. Nel frutticolo è stata ricordata la pesante situazione della frutta estiva per le drupacee (albicocche, pesche, nettarine e sunsine) a fronte di una certa positività registrata da ciliegie, mele e pere estive. Per la frutta autunno-invernale si stanno riscontrando cali  produttivi ma non così drammatici come a livello nazionale nelle zone particolarmente vocate come per le mele (Trentino Alto Adige) o per l’actinidia (Lazio), europeo e internazionale.

L’olivicoltura provinciale registra un andamento molto positivo per quantità e qualità di olive da olio.

In linea con gli andamenti nazionali il vitivinicolo: calo di volume d’uva raccolta di circa il 23% e una produzione media in vino inferiore di circa il 20% sul 2016, ma situazione decisamente migliore rispetto ad altre zone italiane, e non solo. Il 2017 è stata un’annata difficile per tutte le varietà. In particolare per il territorio provinciale e romagnolo è doveroso mettere in evidenza una caratteristica distintiva degli autoctoni: Trebbiano e Sangiovese, ad esempio, hanno dato migliori soddisfazioni rispetto ai non autoctoni e hanno risentito meno rispetto ad altri (come ad esempio allo Chardonnay) delle avversità.

Nel comparto cerealicolo l’annata per i cereali a paglia si è rivelata tendenzialmente favorevole per rese, qualità e aspetto sanitario. Per sorgo e mais l’andamento climatico è stato alquanto penalizzante sulla produzione (-40%) e anche sulla qualità in certi casi. Tra le colture industriali prese in considerazione nell’Annata Agraria ci sono produzioni in calo anche del 50%.

Abbastanza positivo l’andamento per le colture oleoproteaginose, in particolare per la soia che registra un aumento di superficie coltivata in provincia di Ravenna di oltre il 51%, il girasole del 23%. Per le colture da seme l’andamento climatico dell’annata ha avuto un effetto positivo per il contenimento/controllo delle malattie fungine e sulla qualità del seme. I dati provvisori della raccolta 2017 si presentano al di sopra delle previsioni per molte specie; le brassiche hanno registrato rese quasi doppie rispetto al previsto, così pure i cavoli ibridi che hanno avuto performances migliori rispetto a quelli già eccellenti del 2016 (fra le colture da seme esaminate: barbabietola, ortive, medica, cereali, oleaginose).

Per le colture orticole è stata un’annata segnata dall’andamento stagionale in generale sfavorevole con risultati produttivi inferiori alle medie, sia dal punto di vista qualitativo sia da quello quantitativo, con un trend positivo delle superfici e quello negativo dei prezzi. Le aziende agricole hanno dovuto impegnarsi molto per mantenere alto il livello produttivo, intensificando gli interventi irrigui a fronte del caldo torrido ed assenza di precipitazioni, aumentando quindi di molto i costi colturali.

La zootecnia, che l’anno scorso ha vissuto una situazione drammatica insieme al cerealicolo, registra nel suo insieme un’inversione di tendenza in senso positivo per produzione (tendenziale aumento di allevamenti e/o capi) e prezzi e qualche timida variazione si intravede anche nei consumi di carne tendenzialmente in ripresa.

Pesantemente danneggiata la produzione di miele: -80% circa di perdita rispetto alla norma produttiva. L’apicoltura registra un aumentato interesse con numero di apicoltori e di alveari in crescita anche in provincia (a giugno 2017 si contavano circa 350 apicoltori e circa 10 mila alveari).

Durante la giornata è stato approfondito anche il tema dedicato alla risorsa acqua con la tavola rotonda “L’agricoltura ha sete di futuro: emergenza acqua e cambiamenti climatici”.  Danilo Misirocchi, presidente Cia Ravenna afferma: «L’acqua va utilizzata con responsabilità e vanno risolti tutti i problemi per evitare gli sprechi, a tutti i livelli. L’agricoltura ha fatto passi da gigante ed è comunque un utilizzatore d’acqua sostenibile. La maggioranza dell’acqua utilizzata a fini irrigui è di origine superficiale e per la gran parte, attraverso l’irrigazione, viene restituita e ritorna disponibile per nuovi utilizzi. I grandi sistemi irrigui alimentati dal fiume Po, a partire dalla risicoltura del pavese e del vercellese fino all’ortofrutta dell’Emilia Romagna, fanno tutti riferimento ad acque superficiali. I prelievi da falde sono in costante calo e ormai presenti solo in alcune aree del Paese non servite da invasi di idonee dimensioni. Il tema è anche questo: per contrastare la siccità servono altri invasi, sono riserve d’acqua di superficie preziosi. Rappresentano un beneficio e una garanzia per tutti: per la comunità e l’uso domestico; per il sistema produttivo e non solo di quello legato all’agricoltura; per l’ambiente. Non tenere l’acqua quando c’è è un crimine».

Ferdinando di Annibale Ruccello, un “classico” del teatro contemporaneo

Ferdinando RuccelloAl via la Stagione dei Teatri di Ravenna con una memorabile commedia dell’autore e regista napoletano. Sabato 18 sul palcoscenico del Rasi.

Ferdinando, del compianto Annibale Ruccello, che debuttò nel 1986 per la regia dello stesso autore, è ormai un classico della drammaturgia contemporanea. Nell’agosto del 1870 in una villa vesuviana vivono in esilio volontario due donne: la baronessa Donna Clotilde, “ammalata” di disprezzo per il re sabaudo e per l’Italia piccolo-borghese nata dalla recente unificazione, e Donna Gesualda, sua cugina povera e zitella, che la accudisce e la sorveglia, che intreccia una relazione clandestina con l’unico uomo che frequenta la casa: Don Catellino, curato dotto e vizioso. L’improvviso arrivo di Ferdinando, lontano nipote della baronessa del quale si ignorava l’esistenza, porterà scompiglio nella casa, facendo emergere passioni sopite, vizi e rancori. Questo nuovo allestimento, per la regia di Nadia Baldi, vede in scena Gea Martire, Chiara Baffi, Fulvio Cauteruccio e Francesco Roccasecca.
Al Teatro Rasi di Ravenna sabato 18 novembre. Inizio spettacolo ore 21

Abbonamenti fino a sabato 25 novembre. Biglietteria Teatro Alighieri tel. 0544 249244 – Ravenna Teatro tel. 0544 36239.

Info: ravennateatro.com

Deposito di Gnl, a Marina un incontro pubblico con sindaco, azienda, Porto e Regione

I cittadini verranno aggiornati sullo stato dell’arte delle procedure di autorizzazione

GnlMercoledì 29 novembre, alle 18.30 nella sala auditorium Giuseppe Di Stefano dell’ufficio decentrato di Marina di Ravenna (piazzale Marinai d’Italia 19) è in programma il secondo incontro pubblico sugli sviluppi del progetto di realizzazione di un deposito costiero di Gnl (gas naturale liquefatto) proposto dalla società Pir (Petrolifera italo rumena), con la partecipazione del consiglio territoriale del Mare.

Interverranno: il sindaco Michele de Pascale, il vicedirettore generale della Pir Alessandro Gentile, il presidente dell’Autorità di sistema portuale Daniele Rossi, tecnici della Regione Emilia Romagna, di Arpae, del Comitato tecnico regionale e della Capitaneria di porto.

Mantenendo l’impegno preso in luglio, in occasione del primo incontro pubblico di presentazione del progetto, verrà fatto il punto della situazione dopo che il Comitato tecnico regionale (composto tra gli altri da Vigili del fuoco e Arpae Emilia Romagna) ha completato le proprie valutazioni in merito alla sicurezza delle attività previste.

I partecipanti verranno inoltre aggiornati sullo stato dell’arte delle procedure di Autorizzazione ministeriale e di Valutazione d’impatto ambientale regionale. Il permesso di costruire che dovrà essere rilasciato dal Comune nell’ambito della procedura di Via regionale richiede come pre requisito fondamentale l’ottenimento del nulla osta di fattibilità da parte del Comitato tecnico regionale.

Gli aggiornamenti della documentazione di progetto sono visionabili sul sito del Comune a questo link

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