sabato
25 Aprile 2026

“Ifigenia, liberata”, sul palco dell’Alighieri il premio Ubu Tindaro Granata

Tindaro Granata
Tindaro Granata in “Ifigenia, liberata” (foto Masiar Pasquali)

La Stagione dei Teatri di Ravenna ospita – il 27 e 28 aprile 2018 – l’attore siciliano, già protagonista dell’acclamato Geppetto e Geppeto

Strana carriera, quella di Tindaro Granata. Siciliano, classe 1978, un diploma da geometra, un anno da meccanico artigliere imbarcato nel Mediterraneo, poi fa il commesso e il cameriere, ma sempre con una passione bruciante per il teatro. Questo amore per il teatro trova il lieto fine quando si presenta a un provino con Massimo Ranieri teatralizzando la canzone U pisci spada di Domenico Modugno. Poi, per non farsi mancare nulla, a 39 anni vince il Premio Ubu 2016 per la migliore novità italiana con lo spettacolo che è stato il caso dell’anno, Geppetto e Geppetto. Per la Stagione dei Teatri sarà protagonista di Ifigenia, liberata, diretto da Carmelo Rifici.
In scena al teatro Alighieri venerdì 27 e sabato 28 aprile

Abbonamenti fino a sabato 25 novembre. Inizio spettacolo ore 21, domenica ore 15.30. Biglietteria Teatro Alighieri tel. 0544 249244 – Ravenna Teatro tel. 0544 36239.
Info: ravennateatro.com

Il Faventia mostra il suo vero volto ed espugna il difficile campo di Fano

Calcio a 5 B / Trascinati dalla tripletta di Cavina, i faentini superano in trasferta i marchigiani al termine di un match equilibrato

Fano-Faventia 4-6
ALMA JUVENTUS FANO: Mazzanti, Pieri,  Giuliani, Copparoni, Patrignani, Cazzola, Falcioni, Abbruciati, Meloni, Pantoli, Perini, Di Quirico. All.: Mascarucci.
FAVENTIA: Conti, Barbieri S., Barbieri I., Tampieri, Lesce, Vignoli, Cavina, Abdelhak, Nuccio, Argnani, Tronconi. All.: Castellani.
RETI: 1’ pt, 10’ st e 17’ st Cavina, 3’ pt Cazzola, 4’ pt S. Barbieri, 6’ pt Pieri, 18’ pt Copparoni, 2’ st (aut.) Copparoni, 14’ st Giuliani, 19’ st I. Barbieri.
NOTE: amm. Abdelhak, Cavina, Giuliani.

Esultanza Faventia
Un’esultanza dei giocatori del Faventia

Prestazione determinata del Faventia che espugna con merito il difficile campo dell’Alma Juventus Fano, sconfiggendo i padroni di casa per 6-4. Fin dal primo minuto il Faventia prova ad attaccare dimostrando quella maturità che tanto era mancata ad Ancona. Non è un caso infatti che dopo pochi secondi di gioco il primo affondo di Cavina sblocchi la partita. Se in fase di costruzione e in fase offensiva il Faventia sembra pimpante non mancano tuttavia le occasioni per i padroni di casa, che rispondono colpo su colpo chiudendo addirittura in vantaggio la prima frazione per 3-2.

Anche dopo l’intervallo la partita resta equilibrata, il pareggio dei manfredi arriva grazie a un’incursione offensiva di Ilie Barbieri, il cui tiro viene deviato da Copparoni nella propria porta. Il Faventia passa di nuovo in vantaggio con Cavina ma non basta e Giuliani pochi minuti dopo scende palla al piede sull’out di destra e insacca alle spalle di Conti. I manfredi mai domi non si tirano indietro e chiudono la partita ancora con Cavina sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Poi sulla sirena il bel pallonetto di Ilie Barbieri fissa il risultato sul 6-4.

Risultati girone D (quinta giornata): Alma Juventus Fano-Faventia 4-6, Corinaldo-Futsal Cobà 2-4, Ated 2 Forlì-Eta Beta Fano 2-4, Tenax Castelfidardo-Cus Ancona 5-4, Torresavio Cesena-Gadtch Perugia 6-2. Riposa: Buldog Lucrezia.

Classifica: Castelfidardo 11 punti; Lucrezia* 10; Torresavio Cesena* e Faventia* 9; Cobà ed Eta Beta 8; Alma Fano 7; Gadtch, Corinaldo* e Cus Ancona* 3; Forlì 0 (* una gara in meno).

Moto costruita artigianalmente a Ravenna all’esposizione mondiale del settore

A costruire l’esemplare è stato Massimo Rinchiuso. L’appuntamento è a Milano dove dal 9 al 12 novembre si terrà la fiera del motociclismo

17 11 06 L'assessore Fagnani E Massimo Rinchiuso(1)Una moto costruita artigianalmente a Ravenna, dal ravennate Massimo Rinchiuso della Fuchs Workshop, verrà presentata ufficialmente all’ Eicma, l’esposizione mondiale del motociclismo, un appuntamento atteso e imperdibile per tutti gli appassionati della due ruote, che si terrà a Milano, nei padiglioni di Rho Fiera, dal 9 al 12 novembre. La motocicletta, realizzata come tributo a Marco Lucchinelli, campione mondiale di Motociclismo nel 1981 nella classe 500, è stata disegnata dal noto designer Oberdan Bezzi per Italian Dream Motorcycle di Sergio Giordano.

“E’ con gioia e soddisfazione – commenta l’assessore allo Sport Roberto Fagnani – che mi congratulo con tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa moto e, in particolare, con Massimo Rinchiuso che l’ha costruita, consentendo alla nostra città di partecipare ad un evento molto importante per il motociclismo, uno sport a cui Ravenna e la Romagna continuano a dare un prezioso contributo in termini di piloti e di mezzi, a testimonianza di una passione sempre viva e attuale”. La moto, che sarà esposta presso lo stand IDM, è stata realizzata partendo da una Suzuki Bandit 1200, attorno alla quale sono stati progettati e costruiti tutti i componenti necessari alla trasformazione, utilizzando numerose tecnologie, tra cui lavorazioni Cnc, laminazione compositi, battitura manuale di alluminio, nonché stampa 3D.

Non c’è due senza tre: Davide Ballardini torna a guidare un Genoa in crisi

Calcio A / Il tecnico prende il posto di Juric e allenerà per la terza volta la squadra rossoblù dopo le esperienze nelle stagioni 2010-11 e 2012-13

Davide Ballardini
Il tecnico ravennate Davide Ballardini torna al Genoa

Non c’è due senza tre e infatti per la terza volta Davide Ballardini si va a sedere sulla panchina del Genoa, sempre in corso di campionato. Il 53enne tecnico ravennate prende il posto del croato Juric, sotto la cui gestione la squadra rossoblù ha perso le ultime tre partite, l’ultima delle quali il sentitissimo derby con la Sampdoria, e dopo dieci giornate galleggia in piena zona retrocessione, al terzultimo posto con soli sei punti conquistati.

Ballardini torna in terra ligure dopo le positive esperienze nella stagione 2010-11, quando sostituì Gasperini, e in quella 2012-13, quando prese il testimone da Delneri: in entrambi i casi il Genoa era nella zona calda della classifica e in entrambi i casi l’allenatore ravennate riuscì nell’obiettivo di centrare la salvezza. Da domani, martedì 7 novembre, comincia il lavoro sul campo, alla guida di un organico di buon livello, costruito per disputare un tranquillo campionato. Coadiuvato dal solito staff tecnico, composto da Melandri, Regno e Rinaldi, Ballardini ritrova alcuni giocatori allenati in passato, tra cui Veloso, Bertolacci, Laxalt e Rigoni.

Il Salone dei mosaici sarà riaperto alla città dall’imprenditore Maurizio Bucci

I quattro pannelli musivi novecenteschi saranno nuovamente fruibili dai turisti. Il progetto vede la sala utilizzata per rinfreschi e concerti, con meeting aziendali

Casa del Mutilato piazza Kennedy sala dei mosaici
La Casa del Mutilato (foto dalla pagina Fb del Fellini)

L’imprenditore ravennate Maurizio Bucci riaprirà alla città il Salone dei mosaici della Casa del Mutilato in piazza Kennedy. L’investimento di Bucci mira a fare dell’edificio, costruito tra il 1938 e il 1942, uno snodo culturale per il turismo, valorizzando la sua importanza novecentesca. I quattro pannelli musivi rappresentano momenti importante della storia: il passaggio del Rubicone da parte di Giulio Cesare, la Prima guerra mondiale, la guerra di Spagna e la campagna d’Africa. Per quarant’anni dimenticati, furono riscoperti da Ivan Simonini nel 1994 e poi il salone fu riaperto per una prima volta al pubblico nel 2002.

Bucci, secondo quanto riportato dal Resto del Carlino di Ravenna  di domenica vorrebbe fare del salone un «punto di incontro culturale» con offerta di caffetteria e catering dove organizzare piccoli concerti e feste aziendali. Il progetto è piaciuto al sindaco Michele De Pascale: «Mi è piaciuto l’approccio che si integra con la valorizzazione del mosaico». Da parte sua l’imprenditore parla di un «investimento di lungo periodo» che regalerà alla città «un ambiente connesso con il ciclo del mosaico bizantino e moderno». L’imprenditore, sempre sulle colonne del quotidiano, spiega di aver anche cambiato idea su piazza Kennedy: «All’inizio ero perplesso, poi un po’ alla volta ha mostrato il suo potenziale».

Processo Cagnoni, l’assessora: «Comune parte civile come atto simbolico e culturale»

In corte d’assise alla sbarra il dermatologo accusato di aver ucciso la moglie Giulia che voleva separarsi. Bakkali: «Chiedere un risarcimento? Non so, ma se mai dovesse esserci sarebbe comunque utilizzato per altri progetti su questo tema»

Ravenna 10/10/2017. FEMMINICIDIO GIULIA BALLESTRI. Iniziato Il Processo Che Vede Imputato Matteo Cagnoni Accusato DellÕ Omicidio Della Moflie Giuglia Ballestri.
Iniziato il processo che vede imputato Matteo Cagnoni accusato dell’omicidio della moglie Giulia Ballestri

Per la prima volta il Comune di Ravenna si è costituto parte civile in un processo per un presunto femminicidio, quello di Giulia Ballestri per cui è accusato il marito Matteo Cagnoni. Un atto previsto da una modifica dello Statuto. Una posizione forte che non ha convinto tutti in città e di cui abbiamo chiesto conto all’assessora alle Pari opportunità, Ouidad Bakkali, proprio nei giorni in cui il processo si è aperto e a ridosso del mese di iniziative per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne.

Assessora, innanzitutto, esiste la possibilità che il Comune si costituisca parte civile anche nell’eventuale processo per  l’ultimo episodio di stupro?
«Non lo so, analizzeremo e valuteremo la vicenda e per ora ritengo siano prematuri i tmpi. La costituzione di parte civile è una possibilità, ma lo statuto parla anche di tutela delle vittime, quindi le forme possono essere diverse».

Ma che cosa spera di ottenere il Comune da questa costituzione di parte civile nel processo per l’uccisione di Ballestri?
«Si tratta di una presa di posizione che afferma l’identità di un’intera comunità che contro la violenza sulle donne investe e ha investito moltissimo. Questo è un passo avanti, che peraltro non nasce isolato, ma si inserisce in un percorso fatto dalle istituzioni di questo paese, che segue il trattato di Istanbul e la sua ratifica da parte dell’Italia ed è una scelta che molti altri Comuni stanno facendo».

Chiederete un risarcimento?
«Non lo so, ma non è certo questo il punto. E se mai dovesse esserci sarebbe comunque utilizzato per altri progetti su questo tema. Da vent’anni lavoriamo su questo fronte, non da ieri, entrare in tribunale ha soprattutto un valore di messaggio simbolico e ci permetterà di seguire e monitorare da vicino ciò che accade».

Ma il fatto che dopo vent’anni di progetti, lavoro di prevenzione e sensibilizzazione, il fatto che anche qui sul nostro territorio la violenza sulle donne resti un’emergenza, non significa un fallimento?
«No, come ho detto, ci motiva a fare di più, soprattutto ora che finalmente stanno arrivando, da Stato e Regione, anche più risorse per agire concretamente».

Nel costituirvi parte civile contro un imputato accusato di femminicidio, che è cittadino ravennate e che è comunque da ritenersi non colpevole fino a una sentenza definitiva, non c’è anche una sorta di condanna preventiva e una sorta di “invasione di campo” rispetto al lavoro del Tribunale? In fin dei conti, le leggi per tutelare le vittime esistono, non ci sono vuoti normativi…
«No, noi intendiamo seguire il processo e rispettiamo naturalmente il lavoro della magistratura. Ma c’è un processo con un imputato ed era questo il momento di agire non contro una persona, ma contro quella cultura che riteniamo sia alla base di ogni femminicidio  e che spesso si rivela anche nel linguaggio, anche nei tribunali, un linguaggio che schernisce la cultura di genere, che deride il tema del femminismo e dei diritti delle donne».

Il tema delle donne è uno di quelli su cui lavora il Comune, ce ne sono molti altri, penso al tema della tolleranza e dell’antirazzismo, la sicurezza sul lavoro, la sicurezza stradale. Potremmo in futuro vedere il Comune in tribunale anche per altri processi correlati a questi temi?
«Non lo escludo, lo statuto tiene aperta la porta su tante altre tipologie di situazione che volta per volta verranno valutate e per le quali si utilizzeranno gli strumenti a disposizione dell’Ente locale, compresa la costituzione parte civile. La modifica dello statuto operata nello scorso mandato ci ha permesso oggi, e aggiungo purtroppo, di avere un riferimento specifico sulla violenza alle donne, che per noi è un tema fondamentale e sul quale si è scelto di intervenire anche con questo strumento».

Non si rischia di fare una triste graduatoria della vittime? Quelle per cui la comunità si costituisce parte civile e quelle per cui invece non accade?
«No, non credo, non è questa la prospettiva in cui inquadrare questa scelta, ma quella di un percorso condiviso dalle nostre Istituzioni per affrontare quella che al momento riteniamo un tema di cruciale importanza e una priorità da affrontare».

Bunge, il momento magico continua: al Pala De André batte anche Padova e sogna

Volley Superlega / Sotto di una frazione, i ravennati reagiscono e ribaltano il punteggio vincendo i tre set successivi, conquistando così la quarta affermazione di fila e consolidando la terza posizione in classifica. Molto bene in particolare le bande Poglajen (mvp) e Marechal

Ravenna-Padova 3-1
(23-25, 25-13, 25-21, 25-19)
BUNGE RAVENNA: Diamantini 6, Orduna 1, Marechal 15, Georgiev 7, Buchegger 16, Poglajen 19, Goi (L); Raffaelli, Pistolesi. Ne: Mazzone, Vitelli, Marchini. All.: Soli.
KIOENE PADOVA: Polo 2, Nelli 12, Randazzo 15, Volpato 10, Travica 4, Cirovic 8, Balaso (L); Peslac, Gozzo, Sperandio, Koprivica. Ne: Scanferla, Premovic. All.: Baldovin.
ARBITRI: Frapiccini e Luciani, entrambi di Ancona.
NOTE – Ravenna: bs 22, bv 7, errori 5, muri 10; Padova: bs 15, bv 9, errori 19, muri 6. Spettatori: 2022 (incasso 9615 euro). Durata set: 27’, 24’, 29’, 25’ (tot. 105’). Mvp: Poglajen.

VOLLEY PALLAVOLO. BUNGE RAVENNA KIOENE PADOVA
L’alzatore e capitano della Bunge, Santiago Orduna

Continua il grande sogno della Bunge, che contro Padova centra la quarta vittoria di fila e consolida una bellissima terza posizione in classifica. Orduna e compagni infatti esaltano il Pala De André, battendo 3-1 in rimonta l’ostica Kioene, presentatasi a Ravenna spinta da brillanti risultati. Come contro la Revivre Milano i giocatori di Soli tirano fuori il loro grande carattere dopo aver perso la prima frazione, sfruttando al meglio l’ottima giornata delle bande Poglajen (premiato mvp e top scorer con 19 punti) e Marechal, ma anche la buona vena del muro (ben dieci, di cui tre di Buchegger) e l’ottima propensione a limitare gli errori (solo 5 contro i 19 degli avversari). Grazie a questi tre punti la Bunge si porta a sole due lunghezze di distanza dalla seconda della classe Modena e prova a guardare con ottimismo al prossimo, durissimo, impegno, che la vedrà in campo a Verona, vittorioso oggi a Trento.

VOLLEY PALLAVOLO. BUNGE RAVENNA KIOENE PADOVA
Una esultanza dei giocatori della Bunge

Sestetti iniziali La formazione iniziale schierata dal tecnico Soli è composta come nelle gare precedenti dal palleggiatore Orduna in diagonale con Buchegger, dalle bande Marechal e Poglajen, da Diamantini e Georgiev al centro e da Goi in seconda linea. Il coach Baldovin invece disegna la sua Kioene con Travica in regia, Nelli opposto, Cirovic e Randazzo in posto 4, l’ex Polo e Volpato al centro, Balaso libero.

Nel primo periodo Nelli spinge con due ace Padova sull’11-15, raggiunta però da Marechal sul 19-19. È ancora l’opposto ospite a colpire dai nove metri per il 20-22 della Kioene, che al secondo set ball passa in vantaggio grazie all’errore in battuta di Buchegger: 23-25. Nella seconda frazione si registra la reazione della Bunge, che con Marechal scatta sull’8-6 e poi realizza un parziale di 6-0 (due servizi vincenti del francese) che allontana Padova sul 16-9. A fare il resto sono un muro di Diamantini (20-11) e tre ace di Buchegger, con i ravennati che pareggiano il conto: 25-13.

VOLLEY PALLAVOLO. BUNGE RAVENNA KIOENE PADOVA
L’opposto austriaco Paul Buchegger

Il terzo set parte all’insegna dell’equilibrio, poi sono i padroni di casa ad accelerare approfittando di un’invasione di Volpato (14-11) e delle giocate di Poglajen e Orduna: 18-14. L’errore di Buchegger dimezza il vantaggio (19-17), ma la Bunge tiene a distanza Padova, che tira in rete con Randazzo (24-20), mentre Buchegger alla seconda occasione chiude la frazione: 25-21. Nel quarto parziale Poglajen e un ace di Diamantini lanciano la squadra di Soli sul 12-6, la Kioene reagisce dimezzando il gap (16-13), ma Buchegger e gli errori di Cirovic e Randazzo ristabiliscono le distanze: 21-15. Accumulato tale vantaggio Georgiev e Diamantini non fanno più avvicinare Padova, che si arrende con la battuta sbagliata da Nelli: 25-19.

Le dichiarazioni del dopo gara
Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Abbiamo un po’ ricalcato la prova con Milano, andando sotto nel primo set e recuperando nei successivi tre. Con le poche energie rimaste per un calendario molto intenso, siamo riusciti a svegliarci dalla seconda frazione in poi, riuscendo a esprimere al meglio la nostra pallavolo in un match che stava diventando nervoso, trovando le giuste alternative in attacco. Non avrei mai pensato di poter vincere quattro gare di fila, godiamoci il momento e in futuro, quando le cose andranno meno bene, prendiamo a esempio come stiamo giocando adesso, tirando fuori questo gioco e questo atteggiamento».

Risultati (sesta giornata): Diatec Trentino-Calzedonia Verona 1-3, Azimut Modena-Cucine Lube Civitanova 1-3, Wixo LPR Piacenza-Revivre Milano 3-1, Gi Group Monza-BCC Castellana Grotte 3-0, Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia-Taiwan Excellence Latina 3-2, Bunge Ravenna-Kioene Padova 3-1, Biosì Indexa Sora-Sir Safety Conad Perugia 1-3.

Classifica: Perugia 18 punti; Modena 15; Ravenna* 13; Civitanova* 12; Piacenza 9; Vibo Valentia e Latina 8; Verona*, Padova e Trentino 7; Monza 6; Milano 5; Castellana Grotte* 4; Sora 1 (*una gara in meno).

Prima trasferta amara per la Conad: contro il Baronissi si inchina in quattro set

Volley A2 femminile / Le ravennati lottano ma perdono sul campo delle campane e dopo quattro partite non fanno passi in avanti in classifica

Baronissi-Ravenna 3-1
(25-17, 23-25, 25-21, 26-24)
P2P GIVOVA BARONISSI: Ferrara, Avenia 5, Prestanti 4, Mendaro 23, Strobbe 14, Maggipinto (L), Moneta 7, Quarchioni 21. Ne: Baruffi, Kijakova , Pedone, Vujko, Gagliardi. All.: Castillo.
CONAD OLIMPIA TEODORA RAVENNA: Bacchi 15, Paris (L), Neriotti 7, D’Odorico 5, Aluigi 7, Scacchetti, Torcolacci, Menghi 16, Kajalina 12, Drapelli, Vallicelli 1. Ne: Ceroni, Panetoni. All.: Angelini.
ARBITRI: Stancati e Scarfò.
NOTE – Baronissi: bs 11, bv 3, errori 13, muri 11; Ravenna: bs 4, bv 5, errori 17, muri 7. Durata set: 24′, 26′, 26′, 29′ (tot. 105′).

Time Out Olimpia
Il tecnico Simone Angelini e la sue giocatrici durante un time out

Prima sconfitta in trasferta per la Conad, piegata in quattro set in terra campana dal Baronissi. Si tratta del secondo ko di fila, che blocca il cammino delle ravennati, che muoveva la classifica da quattro gare consecutive e che adesso scivola al sesto posto. Parte in sostanziale equilibrio il primo set, con le due squadre impegnate a studiarsi reciprocamente. Sul 5 pari l’Olimpia Teodora tenta un timido allungo, portandosi avanti di tre lunghezze (6-9). Protagonista di questa prima fase per Ravenna è la centrale Menghi. Le padrone di casa però non ci stanno a farsi distanziare e prima recuperano, poi effettuano il sorpasso (10-9). Nella parte centrale del set le biancorosse non perdono il contatto e si riportano in parità (13-13). Da qui in poi sono le campane a crederci di più e a distendersi, allungando via via il vantaggio (19-16). Il finale della prima frazione vede le ragazze di coach Angelini costrette a subire il gioco delle padrone di casa senza riuscire a riprendere il controllo della situazione (25-17).

Nel secondo periodo Bacchi e compagne scendono in campo concentrate e cercano di portarsi avanti sin da subito (2-4). Le padrone di casa non mollano e ristabiliscono la parità (8-8). Si ripete il copione del set precedente con Baronissi che cerca di gestire e Ravenna che insegue e colma temporaneamente il distacco (14-14). Sono le campane a dimostrarsi determinate e a portarsi avanti (19-16). Rispetto alla prima frazione, la seconda riserva però un finale molto più combattuto ed emozionante, con le ravennati che stringono i denti e, prima recuperano (22-22), poi superano le campane, chiudendo con due punti di vantaggio (23-25).

Le due formazioni tornano in campo nel terzo set più agguerrite che mai e sul taraflex rosa di Pellezzano si combatte aspramente per la conquista di ogni palla (5-5). Galvanizzate dalla vittoria ottenuta nel secondo set, le ragazze della Conad tentano un primo allungo (6-9), ma anche questa volta le campane recuperano e riportano il set in parità (10-10). Si procede punto a punto fino al 14 pari, poi le padrone di casa infilano un parziale di +4 che le porta sul 19-15. Finale di set di marca campana con Ravenna che non riesce a contenere lo strapotere delle padrone di casa (23-16). L’Olimpia Teodora tenta coraggiosamente un recupero in extremis (24-21) ma Baronissi amministra e conclude con freddezza (25-21).

Parte sotto di tre punti Ravenna nel quarto periodo. Lo sbandamento è solo momentaneo e, come nell’avvio delle precedenti frazioni, si torna a giocare punto a punto. Le due squadre non hanno cali di concentrazione e se una passa avanti, l’altra controbatte immediatamente (11-11). Nel quarto set l’equilibrio è assoluto (19-19) fino a quando Ravenna riesce a passare avanti di due lunghezze (19-21). Baronissi non molla e ritrova la parità (22-22). Ancora avanti Ravenna (22-24) con le padrone di casa che annullano due set ball (24-24) e con freddezza chiudono i conti ed evitano l’ulteriore tie break stagionale (26-24).

Le dichiarazioni del dopo-gara
Simone Angelini (tecnico Conad Ravenna): «Oggi abbiamo attaccato abbastanza male, non abbiamo messo giù la palla con regolarità, mentre i nostri avversari hanno difeso abbastanza bene. Hanno schierato in campo due giocatrici che di solito non giocano e, senza stravolgere la loro tattica, hanno fatto la loro partita, facendo le cose per bene. Noi siamo partiti contratti, non siamo stati troppo bravi in attacco e nei momenti decisivi non abbiamo rischiato in battuta. Prima di scendere in campo c’eravamo detti di provare a farli ricevere male, concedendoci anche qualche errore in servizio. Alla prova del campo però questa idea non ha avuto successo. Di positivo c’è che abbiamo forzato un po’ il gioco con i centrali e non è andata male. Alla fine però il rammarico è grande perché nel quarto set, quando eravamo avanti 24 a 22, potevamo portarli al quinto set e fare qualche punto al tie break. Tuttavia Baronissi è una squadra che è già andata quattro volte al tie break e questo significa che non molla mai. Noi alla fine non siamo riusciti a mettere giù la palla nel momento che contava mentre Baronissi ha fatto il suo gioco e ha ottenuto il risultato pieno».

Risultati (settima giornata): Delta Informatica Trentino-Club Italia Crai 3-1, Battistelli San Giovanni in Marignano-Ubi Banca San Bernardo Cuneo 0-3, Fenera Chieri-Savallese Millennium Brescia 2-3, Sorelle Ramonda Ipab Montecchio-Golden Tulip Volalto Caserta 3-0, Barricalla Collegno-Lpm Bam Mondovì 0-3, P2P Givova Baronissi-Conad Olimpia Teodora Ravenna 3-1, Bartoccini Gioiellerie Perugia-Golem Olbia 0-3, Sigel Marsala-Zambelli Orvieto 0-3. Riposa: Volley Soverato.

Classifica: Cuneo 19 punti; San Giovanni in Marignano 17; Soverato*, Trento e Mondovì 13; Ravenna, Chieri e Club Italia 12; Brescia 9; Montecchio*, Olbia e Baronissi 8; Orvieto* 7; Collegno* e Perugia* 6; Caserta* 4; Marsala* 1 (*una gara in meno).

Salute mentale: interrogazione al sindaco per valutare il servizio pubblico

Casi in aumento e l’associazione familiari chiede misure adeguate. Ancisi vuole affrontare il tema in commissione consiliare

DepressioneLa denuncia dell’associazione Porte Aperte era stata lanciata sulle nostre pagine qualche mese fa e oggi il consigliere di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi torno sull’argomento delle difficoltà di accesso a cure adeguate per gli adulti che soffrono di disagio mentale nel territorio con un’interrogazione al sindaco Michele de Pascale. “In questi ultimi anni – si legge nella nota inviata alla stampa che riprende proprio le parole del presidente di Porte Aperte in questa nostra intervista – le risorse umane, strumentali e finanziarie per la salute mentale non sono state adeguate alla crescita della presa in carico dei pazienti, in particolare a causa della notevole diffusione delle malattie depressive. Si temono altri tagli pesanti, particolarmente del personale medico. Dopo la partenza della dr.ssa Carozza, è scemata  l’attenzione alla riabilitazione psichiatrica. Le esperienze di valore che in proposito sono state compiute a Ravenna nel precedente decennio, oggi, nel contesto dell’ Ausl Romagna, sembrano non essere più di interesse. Pur riconoscendo il valore del servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Ravenna e del suo direttore, l’influenza decisiva è del Dipartimento di salute mentale dell’AUSL di Romagna, il cui direttore è ora di Forlì, allo stesso modo per cui sono quasi tutti di Rimini, Forlì o Cesena gli altri direttori dei dipartimenti e delle unità operative aziendali (come se Ravenna fosse la sorella povera della famiglia romagnola e non disponesse di specialisti più che validi per  ricoprire posizioni dirigenziali di vertice). In ogni caso, ritenendo che l’adeguatezza e la qualità del servizio di salute mentale a Ravenna debba interessare profondamente il consiglio comunale, e dunque, in fase preparatoria, la commissione Salute pubblica che presiedo, chiedo al sindaco, quale membro della Conferenza Sociale e Sanitaria, organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’Ausl Romagna, se intende richiedere alla Direzione generale dell’Ausl Romagna una sua propria relazione di base sul tema in oggetto, utile per avviare a tutto campo, nella commissione stessa, un confronto aperto, volto a produrre risultati proficui”.
I dati riportati da Valerio Cellini di Porte aperte parlano di circa 18 mila pazienti che soffrono in Romagna un disagio mentale, con patologie che vanno dalla psicosi alla depressione, di cui circa 6 mila residenti nella provincia di Ravenna e di medici che arrivano ad avere fino a 300 pazienti.

Liberty e simbolismo: al Mic una mostra dedicata a Calzi

CalziDal 5 novembre al 18 febbraio l’esposizione dedicata alla vasta produzione del celebre faentino

Frutto di una ricerca durata anni, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza inaugura il 5 novembre una mostra originale dal titolo “Tra Simbolismo e Liberty. Achille Calzi”, a cura di Ilaria Piazza: un lavoro antologico che intende riportare alla ribalta un artista prematuramente scomparso, ma che è stato una figura di rilievo per la produzione simbolista e liberty, non solo faentina.
Achille Calzi (1873 -1919) personalità poliedrica e ricettiva incarna la figura dell’artista a tutto tondo, portavoce delle nuove istanze della modernità, in partciolare è stato una figura importantissima non solo per la vita culturale di Faenza e della corrente Liberty italiana, ma anche nella produzione e innovazione della ceramica applicata all’architettura e alla manifattura non solo ceramica in Italia.
Attraverso gli studi a Firenze dove segue la Scuola d’Ornato e a Faenza alla Scuola d’Arte e Mestieri Achille Calzi apprende la lezione dell’art and craft. La sua produzione vastissima passa dalla pittura alla grafica, dalla ceramica al disegno, dalla decorazione per interni ed esterni all’ebanisteria e dalle piastrelle, alla caricatura e alla satira.
Il suo lavoro, in questo modo, è strettamente connesso con la vita e la storia della città di Faenza, dove  è un intellettuale di riferimento in città: diventa direttore della Pinacoteca e del Museo Civico e poi della Scuola di Disegno e Plastica, fonda una rivista di satira (“Bric à Brac”) e scrive insieme ad Antonio Messeri il saggio dedicato a Faenza nella storia e nell’arte.
La mostra resterà aperta fino al 18 febbraio.

Nonostante il ko di Grant l’OraSì lotta fino alla fine, ma al De André passa Trieste

Basket A2 / Senza l’americano, infortunato alla caviglia subito dopo pochi minuti, i giallorossi inseguono l’imbattuta capolista per tutta la gara e si avvicinano anche -5, per poi venire piegati nel finale

Ravenna-Trieste 79-87
(13-20, 33-38, 49-61)
ORASI’ RAVENNA: Giachetti 14, Montano 14, Rice 20, Esposito, Grant 4, Chiumenti 18, Sgorbati 1, Masciadri 5, Vitale, Raschi 3. Ne: Scaccabarozzi, Cinti. All.: Martino.
ALMA TRIESTE: Fernandez 8, Baldasso 15, Green 14, Da Ros 9, Cittadini 8, Janelidze 2, Loschi 8, Prandin 16, Cavaliero 2, Coronica 5. Ne: Milic, Schina. All.: Dalmasson.
ARBITRI: Evangelista, Longobucco e Valleriani.
NOTE – Ravenna: T2 24/46, T3 2/12, TL 25/33, rimbalzi 32; Trieste: T2 22/38, T3 9/22, TL16/22, rimbalzi 34. Spettatori 2800.

Giachetti Contro Trieset
Il play Jacopo Giachetti lotta con due avversari

L’infortunio ad una caviglia accusato dopo un solo minuto da Jerai Grant rende ancora più in salita la strada dell’OraSì, che ha anche Masciadri non al meglio e, pur lottando con il cuore, non riesce a fermare (79-87) l’imbattuta capolista Alma Trieste, sempre avanti nel punteggio e avvicinata a -5 in un paio di occasioni da Ravenna, con coraggio nonostante la sfortuna.

Il coach Martino sceglie Montano ed Esposito già dallo starting five, dall’altra parte ci sono subito Da Ros e Cittadini assieme a Baldasso. Avvio-lampo nel primo quarto degli ospiti (0-6), risponde Montano poi esce Grant dopo un colpo subìto sotto le plance da Cittadini, che sotto canestro è imprendibile e costringe Ravenna al time-out sul 2-10. Sul 6-14 si vede Masciadri che segna il canestro del minimo svantaggio (12-17) prima della tripla di Baldasso che fissa il primo quarto, giocato da Ravenna in pratica senza Grant, che rientra all’inizio del secondo parziale e va subito a canestro. Trieste va a +12 ma ha Cittadini e Janelidze con tre falli, di là Grant stringe i denti ma è claudicante. La tripla di Montano e Chiumenti riducono (22-29) e Rice segna il 29-35 quando anche Fernandez ha raggiunto il terzo fallo. Rice si esalta nel confronto con la fisicità di Green e firma ancora il meno 5, prima dell’intervallo l’ultimo tiro è dell’OraSì ma a Rice non riesce l’entrata.

Si riparte nella terza frazione con Grant che resta negli spogliatoi ma le brutte notizie per l’OraSì sono le due triple di Baldasso e l’antisportivo fischiato a Giachetti che lanciano l’Alma (35-50) . Ravenna lotta con il cuore e torna a meno 10 ma senza Grant e con Masciadri non al meglio la missione diventa quasi impossibile, anche per qualche decisione arbitrale quanto meno dubbia e penalizzante. Come il mancato antisportivo a Baldasso sul contropiede di Rice, autore del parziale di 6-0 all’inizio dell’ultimo quarto. La tripla di Loschi nell’ultimo quarto fa respirare l’Alma ma l’OraSì non è mai doma: canestro di Rice, liberi di Chiumenti e rubata di Montano per Giachetti: 63-69 e il De Andrè, a poche centinaia di spettatori dal tutto esaurito, si accende. Ma Prandin con 5 punti consecutivi consegna in pratica il successo all’Alma che può così proseguire il suo cammino solitario in vetta mentre l’OraSì, penalizzata dall’infortunio a Grant, merita infine tutti gli applausi del suo pubblico.

Condizioni Grant Grazie alla piena disponibilità della struttura medica ‘Ravenna 33’, è stato effettuato un esame strutturale sulla caviglia infortunata di Jerai Grant. L’esito è stato confortante in quanto non sono state riscontrate lesioni ai legamenti ma la presenza di un trauma dovuto allo scontro sotto canestro avvenuto al primo minuto della gara contro Trieste.  Le condizioni del centro dell’OraSi verranno rivalutate tra 48 ore per verificare le possibilità di recupero per la prossima gara.

Voleva acquistare online un robot per pulire la piscina: truffata

Il responsabile un 39enne con molti precedenti e ricercato in tutta Italia. Le raccomandazioni dell’arma per gli acquisti in rete

In passato era già stato arrestato per truffa on line, ma questo non gli ha impedito di ritornare in azione. Vittima una 45enne faentina che a fine giugno ha trovato l’annuncio di un robot per pulire la piscina al costo di 290 euro su un sito di annunci. La donna, attirata dal prezzo dell’articolo, ha scambiato alcune mail con l’inserzionista che l’ha assicurata: le avrebbe rilasciato un scontrino d’acquisto per la garanzia. A quel punto, il copione, raccontano i Carabinieri di FAenza che hanno indagato sul caso, è stato il solito: in uno scambio telefonico il venditore ha chiesto all’acquirente di ricaricare una carta prepagata come forma di pagamento. E ha anche inviato una mail di ringraziamento assicurato che l’oggetto acquistato sarebbe arrivato nel paio di due giorni tramite corriere.
Dopo alcuni giorni di vana attesa, la donna ha quindi cercato di ricontattare il venditore, che non ha però più risposto né al telefono né alle mail A quel punto, la 45enne si è rivolta alla stazione dei Carabinieri di Faenza Borgo Urbecco per la denuncia. I militari, dopo aver esaminato le coordinate bancarie e i tabulati telefonici, sono riusciti a risalire a un 39enne rumeno ricercato in tutta Italia e che ha precedenti specifici e addirittura era stato arrestato nel 2014 a Milano durante un’indagine che aveva sgomitato un’organizzazione internazionale dedita alle truffe on line.
I carabinieri rinnovano la raccomandazione, per evitare di cadere in questo genere di truffe, di acquistare solo su siti di e-commerce ufficiali o certificati. Inoltre, prima di versare somme di denaro è opportuno verfificare sempre l’affidabilità del venditore proponendo lo scambio a mano per appurarne la buone fede e verificare le caratteristiche di ciò che si acquista.

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