domenica
17 Maggio 2026

L’ex ministro Cingolani a Ravenna: «Stupidamente l’Italia non estrae il suo gas»

Consegnato il premio Guidarello ad honorem al professor Roberto Cingolani: «Il futuro non potrà essere nel gas e bisognerà ragionare di nucleare di quarta generazione»

«Stupidamente l’Italia non utilizza il gas delle sue sorgenti ma lo importa da altri mercati, comunque il futuro non potrà essere nel gas e bisognerà ragionare di nucleare di quarta generazione». Sono parole pronunciate a Ravenna, tra i più importanti centri italiani nell’estrazione di metano offshore, dall’ex ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Il professore è stato ospite della sede locale di Confindustria Romagna per il ritiro del premio Guidarello ad honorem 2022 che non aveva potuto ricevere nel novembre scorso alla cerimonia ufficiale al teatro Alighieri per problemi di salute.

Cingolani è stato intervistato dal giornalista Stefano Folli, membro della giuria del premio, in un momento di confronto aperto agli associati di Confindustria. A margine dell’incontro ha rilasciato alcune battute all’ufficio stampa dell’associazione di categoria. «L’Europa e l’Italia non hanno perseguito politiche di autonomia energetica. Ora siamo meno dipendenti dalla Russia, ma ci siamo spostati su altri mercati: fortunatamente ora siamo più diversificati e quindi meno ricattabili».

Questa la motivazione dell’attribuzione del premio da parte di Confindustria Romagna: “Al professor Roberto Cingolani, tecnico prestato alla politica, per aver guidato il ministero della Transizione ecologica in un periodo di difficoltà senza precedenti, contribuendo a cambiare l’energy mix e a impostare una strategia energetica di lungo periodo frutto della collaborazione di più dicasteri e in linea con il Pnrr”.

Il ristorante Camst riapre dopo l’alluvione, serve circa 350 pasti al giorno

Il self-service Tavolamica a Fornace Zarattini occupa 90 persone insieme al centro cottura, in totale vengono preparati circa 5mila pasti quotidiani

Taglio Del NastroIl ristorante self-service Tavolamica di Fornace Zarattini a Ravenna ha riaperto oggi, 13 ottobre, completamente restaurato dopo la chiusura dello scorso maggio per i danni dell’alluvione che avevano colpito anche la sede del gruppo Camst e il Centro Cottura adiacenti. In media ogni giorno vengono prodotti 4.500-5.000 pasti dal Centro Cottura e 350 dal ristorante Tavolamica. Insieme, le due strutture impiegano circa 90 addetti, a cui se ne aggiungono altri 20 nella sede amministrativa.

Nonostante la chiusura della struttura per i danni degli allagamenti, l’attività della Tavolamica non si è mai davvero fermata, grazie alla disponibilità di soci e dipendenti di Camst che hanno svolto un grande lavoro per tornare velocemente alla normalità. L’azienda di ristorazione, attiva da oltre 75 anni, infatti, è riuscita a mantenere operativa l’attività di produzione pasti e a garantire tutti i servizi di ristorazione collettiva e commerciale presenti sul territorio romagnolo.

È stata attuata una raccolta fondi interna da parte dei dipendenti verso i lavoratori delle zone alluvionate. Anche grazie a questo importante sostegno economico, i primi a riaprire, appena tre settimane dopo l’evento, sono stati gli uffici Camst group della sede di Ravenna e il centro cottura, mentre i lavori di restyling del ristorante self-service Tavolamica sono stati completati alla fine del mese di settembre.

Grazie a diecimila euro donati da Camst e a risorse aggiuntive garantite da Legacoop, che sono entrate a fare parte del fondo di solidarietà attivato da Legacoop Romagna, sarà possibile erogare un ulteriore contributo a 14 soci e dipendenti di Camst, colpiti dall’alluvione dello scorso mese di maggio.

Al taglio del nastro per la riapertura erano presenti Michele de Pascale, sindaco del Comune di Ravenna, Paolo Lucchi, presidente Legacoop Romagna e Francesco Malaguti, presidente di Camst.

Aprono al traffico le nuove rampe esterne dello svincolo tra Adriatica e via Savini

Dal 16 ottobre 2023, in ritardo di tre mesi rispetto agli annunci iniziali, sulla carreggiata sud della tangenziale di Ravenna si potrà uscire verso via Savini e da via Savini entrare verso Rimini. Prosegue il cantiere per allargare l’Adriatica

Presentazione Standard Di PowerPointDa lunedì 16 ottobre aprono al traffico le nuove rampe esterne dello svincolo della statale 16 Adriatica, nel tratto noto come tangenziale di Ravenna, con via Savini sulla carreggiata sud verso Rimini. Restano chiuse al transito le rampe interne per consentire il proseguimento dei lavori di allargamento dell’Adriatica (a questo link tutti i dettagli del progetto) e quindi per chi viaggia in direzione sud rimane il restringimento di carreggiata nel tratto tra il km 148,790 e il km 150,240 (in buona sostanza all’altezza dello stesso svincolo di via Savini, ma nessuna modifica sulla carreggiata verso nord).

Dal 16 ottobre quindi chi viaggia verso sud potrà imboccare l’uscita verso la rotonda del centro iperbarico e da quella stessa rotonda ci si potrà immettere sull’Adriatica verso Rimini. La riapertura delle rampe esterne arriva con tre mesi di ritardo rispetto agli annunci al momento dell’apertura del cantiere (marzo 2023): era prevista per la metà di luglio ma è stata posticipata due volte, la prima volta fino a metà settembre e poi fino al 15 ottobre, per effetto dell’alluvione (l’area di cantiere non è stata però allagata).

8Nella nuova fase di lavori si proseguirà con la ricostruzione delle nuove rampe interne dello svincolo di via Savini, la realizzazione della complanare sud che collegherà la nuova sede allargata della tangenziale con i rami di svincolo. Le opere verranno completate con la posa della segnaletica, delle nuove barriere di sicurezza e degli impianti.

Il piano elaborato da Anas però prevedeva che da ottobre 2023 si sarebbero avute di nuovo due corsie disponibili verso sud per spostare i lavori sulla carreggiata in direzione nord che solo a quel punto verrà interessata da un restringimento analogo fino a luglio 2024.

L’intervento – che riguarda il primo stralcio funzionale di 1,45 km, per un importo dei lavori di circa 15 milioni di euro – rientra nel più ampio progetto di riqualificazione della strada stale 16 “Tangenziale di Ravenna” che prevede l’allargamento della sezione stradale ed installazione dello spartitraffico centrale di tipo Ndba (National Dynamic Barrier Anas).

Esselunga assume 100 persone in vista dell’apertura del primo supermercato a Ravenna

Entro il 22 ottobre le iscrizioni al “Job Day”. L’inaugurazione in via Antica Milizia è prevista nella seconda metà del 2024

Esselunga
Il cantiere di via Antica Milizia per la realizzazione del primo supermercato Esselunga di Ravenna

Si sono aperte lunedì e termineranno domenica 22 ottobre le iscrizioni al virtual Job day Esselunga: per partecipare all’evento, che prenderà il via dal 25 ottobre, basta accedere al career site www.esselungajob.it, nella sezione Eventi, registrarsi e inviare la propria candidatura.

Il Job Day Ravenna è organizzato con l’obiettivo di ricercare candidati domiciliati in provincia in vista dell’apertura del primo supermercato Esselunga della città, in via Antica Milizia, prevista per la seconda metà del 2024: grazie al Virtual Job Day Ravenna l’azienda conta di inserire 100 persone.

Le figure ricercate – dopo un iniziale periodo di formazione all’interno di punti vendita Esselunga già esistenti – saranno inserite nel nuovo negozio di Ravenna al momento della sua apertura.

Tra tutti coloro che si iscriveranno, i candidati più in linea con i requisiti riceveranno una mail e un sms con le indicazioni necessarie per proseguire l’iter selettivo, attraverso video presentazioni e video colloqui effettuati con i recruiter del Talent Acquisition Center di Esselunga.

Musica per Faenza: ha riaperto la scuola Sarti dopo gli allagamenti

Grazie a Save the Children e alla donazione di Bmw, in attesa della ristrutturazione con i fondi ministeriali

Scuola Musica Sarti

Sono riprese le attività didattiche della scuola comunale di musica Giuseppe Sarti di Faenza, nel complesso degli ex Salesiani, a quasi cinque mesi dall’alluvione di maggio che aveva allagato e danneggiato i locali (e gli strumenti musicali) del piano terra.

Ora le lezioni sono state concentrate nelle aule al primo piano, grazie soprattutto alla donazione di Bmw Italia di 500mila euro a sostegno del progetto “Ritorno Com’E.R.o” di Save the Children. I fondi sono stati utilizzati soprattutto per l’acquisto di arredi e strumenti musicali, gran parte dei quali andati distrutti. La ristrutturazione vera e propria (quella del pianoterra, ancora inagibile) sarà realizzata potendo contare sugli 800mila euro che arriveranno dal Ministero della Cultura, grazie alle donazioni degli organizzatori del concertone di Campovolo a sostegno della Romagna alluvionata.

La scuola ospita quest’anno 450 allievi e 40 insegnanti.

Il progetto di Save The Children, invece, prevedeva tre linee di intervento principali: l’aiuto per i centri estivi nel territorio dell’Unione faentina con 15 realtà che hanno beneficiato di finanziamenti ad hoc per garantire settimane gratuite alle famiglie con bambini (300 ragazzi coinvolti), un intervento per i minori con bisogni educativi speciali o disabilità, i più vulnera- bili in un contesto di emergenza, e la riabilitazione della didattica e ripristino, appunto, delle attività della Scuola di Musica Sarti.

Al Socjale un concerto in “Mutamento”, tra batteria, letture e performance

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Domani, sabato 14 ottobre (ore 21) al Teatro Socjale di Piangipane andrà in scena lo spettacolo “Passare Attraverso” di Mutamento, il progetto solista del batterista ravennate Andrea Allodoli ispirato da musica elettronica e dark.

Ad accompagnare live Allodoli (anche ai sintetizzatori), il produttore ravennate dello Studio 73  Riccardo Pasini (sintetizzatori) e Giovanni Grandi (sintetizzatori modulari).

Il concerto sarà accompagnato da video creati dal regista Gerardo Lamattina e Massimiliano Marianni, dalle letture di Camilla Berardi su testo di Silvia Rossetti (Spazio A) e dalla performance di Elisa Guerrini (Beat Ballet Asd).

“Polis” cerca spettatori attivi: potranno scegliere due spettacoli per il festival

Torna il progetto dei Visionari: iscrizioni, gratuite, entro il 15 novembre

ErosAntEros POLIS 2023 Foto Dario Bonazza 2Dopo il successo delle scorse edizioni, che hanno visto la partecipazione di quasi un centinaio di spettatori e spettatrici, torna a Ravenna il progetto partecipativo dei Visionari. ErosAntEros apre anche quest’anno una chiamata pubblica per permettere a tutte le persone appassionate o incuriosite dal teatro di scegliere ben due spettacoli da inserire nel programma della prossima edizione di Polis Teatro Festival.

La chiamata pubblica ha l’obiettivo di creare un gruppo di spettatrici e spettatori attivi, i Visionari, che si impegnano a prendere visione delle creazioni che le varie compagnie che operano professionalmente nel teatro contemporaneo e nell’arte performativa invieranno in risposta al bando della rete nazionale L’Italia dei Visionari, che, promossa da Kilowatt Festival di Sansepolcro, coinvolge numerosi partner su tutto il territorio nazionale, tra cui ErosAntEros.

Per entrare nel gruppo Visionari di Ravenna non sono necessarie particolari competenze, ma curiosità e passione nei confronti del teatro e delle arti performative, nonché la disponibilità a riunirsi tra novembre 2023 e marzo 2024 per cinque incontri collettivi. Al termine di questo percorso verranno scelti due spettacoli di teatro da inserire all’interno del cartellone della prossima edizione di Polis Teatro Festival, che si terrà, come ogni anno, nel mese di maggio.

È possibile iscriversi compilando il form al link: https://forms.gle/vL7xHXk59YScGvd29. Entro il 15 novembre. La partecipazione è gratuita, previa adesione all’associazione Erosanteros Aps.

Il primo incontro, che avrà la forma di “Aperitivo Visionario”, avrà luogo il 15 novembre dalle ore 20 a CittAttiva (via G. Carducci, 14 – Ravenna). Quelli successivi si svolgeranno con cadenza mensile e i dettagli verranno resi noti durante il primo incontro.

Alla scoperta del dialetto con i burattini: Fagiolino, Sandrone e Sganapino al museo

Tre domeniche a ingresso gratuito alla Casa delle Marionette

Fagiolino

Dal 15 ottobre al 17 dicembre, il museo La Casa delle Marionette di Ravenna ospiterà il ciclo di eventi “Tci furb com Fasulen – Alla scoperta del dialetto con i burattini della tradizione”.

Il progetto è stato selezionato dalla commissione scientifica del bando Dia 2023, progetti in materia di salvaguardia e valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna ai sensi della legge regionale 16/2014.

Negli spettacoli di burattini della tradizione emiliano-romagnola è racchiuso un prezioso patrimonio culturale e lessicale costituito da un vocabolario che amalgama il dialetto con espressioni tipiche dell’arte burattinesca. Tra i protagonisti della commedia burattinesca, spiccano le figure di Fagiolino, Sganapino e Sandrone. Ad ognuno di questi eroi verrà dedicato un appuntamento specifico.

Il 15 ottobre inaugurerà la rassegna Fagiolino Fan Fan, monello bolognese “ricco d’appetito e povero di portafoglio”, protagonista del teatrino della Famiglia Monticelli, grazie al lavoro artistico del cavalier Otello Monticelli che nei primi anni cinquanta si trasferì dal parmense a Ravenna.

Il secondo appuntamento (domenica 3 dicembre) sarà dedicato a Sandrone Spavirone contadino del passato, rozzo e simpatico, portavoce del popolo più umile e maltrattato, portato in scena da Patrizio Dall’argine (Teatro Medico Ipnotico).

L’ultimo appuntamento si terrà domenica 17 dicembre e vedrà ospite il bolognese Sganapino, pavido e ingenuo, rappresentato da Miro Strinati.

Tutti e tre gli appuntamenti si terranno al museo La Casa delle Marionette (Vicolo Padenna 4 a – Ravenna) alle ore 11.

Gli eventi sono gratuiti ma è necessaria la prenotazione, dati i posti limitati, al 392 6664211 (dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì) o via mail a compagnia@teatrodeldrago.it

Il lughese che ha “inventato” il vintage: «Ho venduto una giacca anche a Lady Gaga»

La storia di A.n.g.e.l.o., tra i negozi di abiti riciclati più grandi in Europa, con un giro d’affari da 30-35mila capi all’anno. «Ricordo le ostilità iniziali: le mamme si lamentavano quando i loro figli venivano nel mio locale a comprare»

«Tutti noi andiamo ai mercatini con la speranza di fare un affare, di trovare un pezzo solo nostro che costi poco e che allo stesso tempo ci permetta di salvaguardare l’ambiente ed essere soddisfatti della nostra azione». Il lughese Angelo Caroli è il fondatore di A.n.g.e.l.o. Vintage Palace, uno dei negozi di abbigliamento vintage più conosciuti in Italia e non solo, con sede a Lugo, dove nel weekend torna il festival Vintage (ne parliamo qui).[pro_ad_display_adzone id=”303623″]

Caroli, lei è stato un precursore del vintage. Ci racconta un po’ come tutto è cominciato?
«Ho iniziato ad appassionarmi agli abiti usati nel 1978, quando non ero ancora maggiorenne e questa mia curiosità ha portato all’apertura di uno spazio vendita a Lugo dove lavoravo nel pomeriggio, dopo la scuola. Andavo a comprare i prodotti a Prato, che ai tempi era un importante centro di riciclo di abiti e lana, e selezionavo articoli che sarebbero stati buttati o stracciati: cercavo soprattutto jeans e capi americani che stavano iniziando ad andare di moda anche da noi e che pensavo fossero adatti ai miei coetanei. Ho portato una visione nuova per il periodo: selezionavo il prodotto, lo facevo lavare e sterilizzare e lo mettevo in vendita pronto per essere indossato. Da subito ho anche iniziato a fare modifiche sui capi per renderli più attuali e contemporanei».

E come è nato, poi, A.n.g.e.l.o Vintage Palace?
«L’ho costruito nel 1992 e oggi è uno dei più grandi negozi vintage in Europa. Con il tempo ho iniziato a comprare anche all’estero e dai primi anni Ottanta ho creato la mia collezione, che è formata da capi che non vendo ma che metto a disposizione di lavoratori del settore, stilisti, curatori di mostre e scuole. Sono abiti per esposizioni che presto o noleggio per uso stilistico e che colleziono da ogni parte del mondo: adesso questo archivio conta 120mila capi. Sono sempre stato molto attento al cambiamento delle esigenze e adesso vendo anche online in tutto il mondo. Oltre a Lugo, ho un negozio a Faenza, più economico e abbordabile, molti pop up a Milano e Roma con la Rinascente e adesso stiamo per aprire anche a Monza».

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Angelo Caroli

Perché puntare fin da subito sul vintage? In quel periodo non era ancora di moda…
«All’inizio avevo molte ostilità, le mamme dei miei coetanei si lamentavano del fatto che i figli venissero a comprare abiti usati da me, ma nonostante tutto sono sempre stato convinto di quello che andavo a cercare: l’attenzione all’ambiente e il fatto di recuperare abiti, dare loro una seconda vita e creare entusiasmo nelle persone che li compravano è sempre stato importante per me. Si tratta di un sistema molto democratico: permette di pagare il prezzo giusto e trovare un pezzo unico che non ti aspetti, bisogna solo avere la fortuna di trovare il prodotto giusto nel momento giusto».

Com’è cambiata la sua clientela nel tempo?
«All’inizio il target di riferimento erano i miei amici e coetanei, dopo una decina d’anni, invece, ho iniziato ad avere anche prodotti interessanti per le persone più adulte. Così ho iniziato a differenziare sulla base del target; in genere i giovani sono più attenti all’estetica, mentre gli adulti alla qualità. Penso che il prodotto vintage non sia destinato alla massa, ma solo a coloro che si appassionano, indipendentemente dall’età. Di solito compro quello che può richiedere il mercato, ma cerco anche di anticiparlo e di acquistare prodotti ancora prima che inizino ad andare di moda».

Ha lavorato anche con personaggi famosi?
«Lavoro tantissimo per il cinema, inoltre per molto tempo ho vestito Luciano Ligabue e ho fornito abiti a Laura Pausini per le copertine dei dischi e per alcune tournée. Qualche anno fa ho venduto online una giacca di Versace e il giorno dopo ho scoperto che l’aveva comprata Lady Gaga utilizzando un altro nome».

Oggi dove si rifornisce? E quanti vestiti rivende in un anno?
«Compro in tutta Italia, da guardaroba di abiti firmati o da archivi di persone che hanno lavorato nel campo della moda. Ci rechiamo direttamente a casa delle persone che riteniamo possano avere guardaroba interessanti e li compriamo. Per quanto riguarda le vendite, parliamo di almeno 30-35mila capi all’anno fra tutte le varie tipologie: adesso vendiamo tanto al chilo e anche attraverso il format “Mani nel sacco”, che organizziamo una volta al mese a Faenza e due volte all’anno a Lugo in occasione del festival del vintage. È molto divertente, i partecipanti comprano una shopper creata con materiale riciclato (ne abbiamo da 15, 25 e 35 euro a seconda della grandezza) e hanno dieci minuti di tempo per riempirla senza romperla. Al termine tutto quello che sono riusciti a mettere dentro diventa di loro proprietà al prezzo iniziale pagato per la shopper».

Ha subito danni a  causa dell’alluvione che a maggio ha colpito la Romagna?
«Per fortuna in archivio non abbiamo avuto grossi danni, il negozio, invece, è sviluppato su tre piani e solo le cose che si trovavano al piano terra si sono rovinate. Il danno più grave è stato nei magazzini, dove avevamo tante scatole con prodotti pronti da spedire che si sono bagnate. Tante cose fortunatamente siamo riusciti a salvarle: i danni ci sono stati, ma i vestiti più preziosi non si sono rovinati».

È già stata tolta la bandiera di Israele dal municipio. Sindaco contro le polemiche

La giunta aveva deciso di esporla per un solo giorno. «In segno di solidarietà al popolo israeliano»

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Non c’è più la bandiera di Israele che era stata affissa a Palazzo Merlato. La decisione di esporre la bandiera da una delle finestre del municipio di Ravenna aveva provocato polemiche in città, dalla Casa delle Donne in primis e poi da tutti i partiti della sinistra radicale, ma aveva creato malumori anche all’interno della maggioranza di centrosinistra.

Ora è il centrodestra – in primis Veronica Verlicchi della Pigna – ad attaccare il Comune per il presunto dietrofront.

Abbiamo chiesto un chiarimento al sindaco Michele de Pascale, che ci ha rivelato come la giunta avesse deciso di esporla per un solo giorno. «In occasione della seduta di Consiglio Comunale di martedi 10 ottobre – dice De Pascale – la giunta comunale di Ravenna aveva deciso di esporre sulla facciata di Palazzo Merlato la bandiera israeliana, in aggiunta a quella già presente della Pace, in segno di solidarietà al popolo israeliano, vittima di un gravissimo attentato terrorista da parte di Hamas. Il gesto simbolico, in analogia a quanto già successo purtroppo in passato in occasione di attentati terroristici o aggressioni militari, sono convinto che interpreti, al di là della legittima complessità e articolazione di opinioni sulla politica internazionale, il sentimento profondo della stragrande maggioranza dei ravennati. Il solo pensiero che, mentre si consumano attentati terroristici e vittime civili, si cerchino pretesti per polemizzare rispetto alle modalità di tale gesto simbolico, mi lascia veramente sgomento».

A chiedere per primo un gesto di solidarietà era stato Alberto Ancarani di Forza Italia: «Ma proiettare la bandiera a Palazzo Rasponi era più complicato e costoso – conclude il sindaco -, abbiamo preferito esporla per un giorno in municipio».

Alla scoperta di gioielli nascosti in provincia con le giornate Fai d’autunno

Visite a Ravenna, Cervia, Faenza, Cotignola

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Chiesa conventuale di San Francesco

Sabato 14 e domenica 15 ottobre tornano, per la dodicesima edizione, le Giornate Fai d’Autunno, l’atteso evento di piazza che il Fondo per l’Ambiente Italiano dedica ogni anno al patrimonio culturale e paesaggistico.

La delegazione Fai di Ravenna propone diverse aperture, che spaziano dall’arte antica a quella contemporanea. L’Accademia di Belle Arti, in via delle Industrie 76, è collocata nello storico edificio che ospitò la scuola d’arte Albe Steiner, in un’area il cui sviluppo urbanistico si lega strettamente allo sviluppo industriale di Ravenna nel secondo dopoguerra; il percorso si snoda attraversando aule di mosaico, pittura, scultura e decorazione con materiale di recupero, laboratori di oreficeria e incisione, con uno storico tornio per litografie, la galleria dei gessi, i corridoi con le principali opere d’arte esposte fra cui la biblioteca e l’archivio. Visite: sabato 14:30 18; domenica 10-13 e 14.30- 18; alle 17.30 visita guidata con la direttrice.

Il Gruppo Fai Ponte tra Culture propone invece le visite al Seminario Arcivescovile Santi Angeli Custodi, in piazza Duomo. Particolare attenzione sarà dedicata alla illustrazione della Pala di Santa Caterina di Francesco Zaganelli. Visite: domenica 10-13 e 15-18.

Il Gruppo Fai di Cervia apre alle visite la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, in via Di Vittorio: costruita tra il 1704 e il 1741, la chiesa si affaccia sul canale delle Saline. È la chiesa francescana dei Minori Osservanti, costruita con l’annesso convento utilizzando in parte le pietre recuperate dalla demolizione del Convento dei Carmelitani della Madonna del Pino. Visite in programma domenica 10-12 e 15-17.30.

Grazie al Gruppo Fai di Faenza sarà possibile visitare il Palazzo Conti, in via Mazzini 47. Progettato da Giuseppe Pistocchi nel 1786 si presenta con una facciata sobria di stile neorinascimentale. La galleria del palazzo, purtroppo danneggiata dai bombardamenti dell’ultima guerra, presenta un intervento decorativo datato 1787 che segna il passaggio di Felice Giani ad un’attività autonoma. Visite domenica 10-13 e 15-18.

Infine, il Gruppo Fai di Lugo propone visite alla Chiesa Conventuale di San Francesco a Cotignola: spogliata durante la soppressione napoleonica, la chiesa subì gravi danni durante il secondo conflitto mondiale, ma fu riparata e riaperta nel 1955; vero gioiello scampato alla distruzione bellica e unico edificio d’epoca sforzesca rimasto intatto è la Cappella di Santa Maria degli Angeli o Cappella Sforzesca. Visite domenica 10.30-13.30 e 14.30-17.30.

Continua la tendenza al rialzo nei prezzi delle case per vacanza

Milano Marittima ancora al top. A crescere di più però è Lido di Dante

Fimaa

Anche per il 2023 la località top della riviera ravennate è Milano Marittima, regina dei prezzi di compravendita di appartamenti e case per vacanza.

Milano Marittima è al primo posto con un prezzo massimo di top nuovo di 7.300 euro, al secondo posto Cervia (4.500 euro) e al terzo Pinarella (3.950 euro). Seguono nell’ordine al quarto posto Marina di Ravenna (3.500), al quinto Lido di Savio (3.400 euro), al sesto Punta Marina Terme (3.150 euro), al settimo Marina Romea (3.100 euro), all’ottavo Casalborsetti (2.700 euro), al nono Lido di Classe (2.600 euro), al decimo posto Porto Corsini (2.500 euro), all’undicesimo a pari merito Lido di Dante e Lido Adriano (2.400 euro).

I dati sulle compravendite nelle località turistiche della riviera ravennate sono stati presentati dal sindacato provinciale Fimaa Ravenna e da Confcommercio, in collaborazione con la società di studi economici Nomisma.

«Tiene il mercato immobiliare negli affitti e compravendite – commenta Nazario Fantini, presidente Fimaa Cervia -. In generale si tratta di un segnale che rassicura perché il mattone continua a rappresentare un investimento nel medio-lungo termine. La costa romagnola ha fatto i conti con le disdette di affitti per le vacanze a seguito dell’alluvione ma non nel comparto delle compravendite».

I prezzi risultano ovunque in crescita, con il record che si è registrato a Lido di Dante, con un aumento quasi del 10 percento in media per gli appartamenti top nuovi. Sopra l’8 percento anche Lido Adriano e Marina di Ravenna.

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