martedì
16 Giugno 2026

Il ponte mobile riapre al transito il 9 giugno dopo un mese di manutenzione

A causa dell’alluvione non è stato possibile ridurre i tempi entro il weekend del 2 giugno

Il ponte mobile sul canale Candiano a Ravenna tornerà transitabile dal 9 giugno. La conferma viene dall’Autorità portuale, proprietaria dell’infrastruttura. Il collegamento fra le due sponde a est della città è interrotto dall’8 maggio per manutenzione straordinaria. Gli annunci della vigilia prevedevano di completare le opere entro l’8 giugno, con la speranza di farcela entro il ponte del 2 giugno, ma non è stato possibile a causa dell’alluvione. La ditta incaricata sta lavorando sette giorni su sette.

Riapre la storica discoteca Woodpecker di Milano Marittima

Dal 30 giugno, con musica house, dopo la riqualificazione della ditta Balsera

Woodpecker Discoteca Milano Marittima

Riapre il 30 giugno lo storico Woodpecker, l’iconico locale nato negli anni sessanta e da tempo in stato di abbandono nella pineta alle porte di Milano Marittima.

Sarà nuovamante una discoteca, aperta tutti i venerdì, con musica house, performance, spettacoli e giochi di luce a valorizzare la celebre cupola ideata dall’architetto Filippo Monti.

A riqualificare il locale, la ditta Balsera Costruzioni che si è aggiudicata il bando del Comune di Cervia. I lavori, tra pandemia e ritardi burocratici, si sono conclusi con un paio d’anni di ritardo rispetto alle previsioni iniziali.

Gira una email con un file chiamato Faenza che contiene un virus e blocca i computer

Il mittente risulta “Republica”, con una sola B, in modo da ingannare chi la riceve

Addetti ai lavori del mondo digitale segnalano l’esistenza di una email che sta arrivando in alcune caselle di posta elettronica con un file chiamato Faenza che contiene un virus e blocca i dati sui computer di chi apre il file. Il mittente risulta essere “Republica”, scritto così con una sola B, nel tentativo di ingannare qualcuno spacciandosi per la testata giornalistica e approfittare del periodo in cui Faenza è all’attenzione della cronaca nazionale per l’alluvione. All’interno c’è un file che appare con estensione “doc” ma in realtà innesca il contagio delle macchine. Si tratta del classico virus ransomware: si blocca il computer e viene chiesto un riscatto, da pagare in bitcoin, per liberare le informazioni. Il consiglio degli esperti è quello di non pagare. E ovviamente non aprire file di provenienza sospetta.

Anche la finalista di Pechino Express tra gli “angeli del fango” di Faenza

La modella e aspirante cantautrice Barbara Prezja: «Ho trovato un inferno. Ma anche tanta umanità». E sui progetti futuri: «Sogno Sanremo»

Strade allagate, fango e case sommerse. È questa ovviamente la situazione che la modella Barbara Prezja ha trovato ritornando nella sua Romagna da Milano, la città dove si è trasferita. Immagini che non sono poi così distanti dalla realtà che ha avuto modo di vedere in alcuni luoghi dell’Asia, partecipando al programma televisivo Pechino Express, reality show che è un viaggio in condizioni estreme (quest’anno tra India, Borneo Malese e Cambogia).

Nata nel 1991 a Durazzo, in Albania, ma cresciuta nel Ravennate, modella e aspirante cantautrice, al reality show di Sky Barbara è arrivata fino alla finale (chiusa poi al terzo posto) in coppia con la vincitrice di Miss Italia 2019, Carolina Stramare (ribattezzate Le Mediterranee).

Barbara, come hai reagito quando hai saputo quello che è successo qui in Romagna?
«Sono stata in allerta tutta la notte chiamando i miei genitori e la mattina seguente ho deciso subito di partire da Milano insieme a una mia amica. Mi sono fermata in autogrill a comprare qualsiasi cosa fosse necessaria, dall’acqua ai viveri di prima necessità fino agli stivali di gomma. Le strade erano chiuse e abbiamo viaggiato una giornata intera; quando sono arrivata ho visto l’inferno. La cosa bella è stata però l’umanità che ho sentito, non solo in Romagna ma anche qui a Milano: io per prima ho cercato di comunicare e chiedere aiuto attraverso Instagram, che è l’unico strumento che ho a disposizione. Ci tengo tantissimo ad aiutare e cercherò di tornare tutti i fine settimana per dare una mano».

Barabara Con L'ex Fidanzato DulcamaraHai avuto danni in prima persona a causa dell’alluvione?
«Sono arrivata a Ravenna quando avevo 2 anni, ma la parte più recente della mia vita, dai 22 ai 30, l’ho trascorsa a Pieve Cesato vicino a Faenza insieme al mio ex fidanzato Mattia (il cantautore Dulcamara, insieme nella foto, ndr), con cui ho condiviso la passione per la musica. La casa dove abitavamo è in campagna ed è stata sommersa dall’alluvione, insieme a tutti gli strumenti e ai pianoforti che c’erano. Io e Mattia l’avevamo ricostruita insieme cinque anni fa: si può dire che più che una casa si è smontato un museo d’arte. Per me è una perdita incredibile, in quel luogo sono cresciuta come artista e come persona. Proprio perché sono così legata a questo territorio sono andata proprio a Faenza a spalare il fango».

I tuoi familiari e conoscenti?
«I miei genitori abitano ancora a Ravenna, vicino al Pala De Andrè, e per fortuna in quella zona l’acqua non è arrivata, però conosco tante persone che hanno perso tutto. Ho degli amici che abitano a Sant’Agata sul Santerno e sono rimasti per due giorni sul tetto della loro casa con un bambino di 2 anni ad aspettare che andassero a salvarli. Una vicina li ha aiutati allungando loro da mangiare: pensavo che queste cose si potessero vedere solo nei film e invece purtroppo è la realtà. Conosco anche tante persone di Forlì che hanno la casa allagata».

Barbara Carolina PechinoParliamo ora di Pechino Express, cosa ti ha lasciato questa esperienza?
«Dopo il viaggio guardo e vivo la vita con altri occhi, ho cambiato pelle in positivo. Durante il programma passi da vari estremi, dalla bellezza che c’è intorno agli occhi della gente che incontri e vedi persone semplici che sono felici anche senza niente, al contrario di noi che siamo abituati alla superficialità e diamo molte cose per scontate. Questo viaggio sembra un libro di tremila pagine lette in pochissimo tempo. Se non una canzone, scriverò un libro su questa esperienza».

Il ricordo più bello del viaggio?
«La lettera di compleanno che mi ha scritto la mia compagna di viaggio Carolina, con la penna di questa famiglia indiana che ci ha ospitato per una notte e che la mattina mi ha fatto trovare anche una torta con tanto di regali. L’affetto così sincero che mi hanno dimostrato persone che non conoscevo è stato incredibile. Forse è stato il compleanno più bello della mia vita: in quel momento non mi mancava niente».

Com’è stato l’impatto con i ritmi del programma?
«Abbiamo registrato qualche mese fa e io da finalista sono rimasta fino alla fine, quindi più di un mese. Era tutto diverso ogni giorno, cambiavamo casa, occhi, lingua e tradizioni e questo mi ha arricchito tantissimo. Le persone spesso accoglievano noi viaggiatori nella loro casa a braccia aperte anche se non avevano niente. I primi giorni sono stati devastanti, si dormiva veramente poco, sempre per terra e con un caldo atroce. La mattina ti partiva un’energia che non sapevi di avere. Sono fiera di me soprattutto perché sono riuscita a viaggiare senza avere dietro le medicine. In passato ho sofferto di attacchi di panico, ma lì non avevo bisogno di niente, non avevo neanche il tempo di pensare all’ansia».

Il rapporto con gli altri concorrenti? Vi sentite ancora?
«Carolina la conoscevo già, spesso ci ritrovavamo in qualche cena insieme a Milano. È stata una compagna di viaggio incredibile, era molto forte fisicamente e se non ci fosse stata lei non avrei superato tante prove. Per quanto riguarda gli altri concorrenti, ho legato molto con la coppia degli Italoamericani (Joe Bastianich e Andrea Belfiore, ndr) e con Martina Colombari e il figlio Achille Costacurta. Durante il gioco ci sono stati tanti screzi, ma alla fine abbiamo avuto modo di chiarirci. A volte ci sentiamo, abbiamo un gruppo con tutti quanti. Alla fine è un gioco ed è normale che si creino delle incomprensioni».

Sei stata definita un po’ come la “cattiva” del programma, cosa ne pensi?
«Sono una persona molto trasparente e all’interno del programma ci voleva quel tipo di carattere, ci voleva una persona impulsiva che non riusciva a trattenersi. Ognuno aveva il suo ruolo e io sono risultata un po’ peperina, non c’era modo di farmi cambiare idea. Quello però è solo un gioco e non riguarda la vita reale, la gente a casa si basa su quel poco che vede, su delle clip tagliate che vengono create così anche un po’ volutamente».

Da dove nasce la passione per la musica?
«I miei genitori sono musicisti e il mio ex fidanzato è un cantautore. Suono chitarra e pianoforte e già alle medie vincevo le gare di canto, poi dal 2017 ho iniziato a partecipare ai primi eventi privati di musica. Adesso sto lavorando ai miei primi due pezzi che vorrei fare uscire a novembre, il mio sogno è arrivare a Sanremo».

Altri progetti per il futuro?
«Mi stanno arrivando delle proposte molto belle, anche nel campo della musica e del cinema, che non vedo l’ora di comunicare. Spero di poterci lavorare il più possibile e sicuramente posso dire che ci rivedremo presto».

Legambiente lascia il Patto per il clima della Regione: «Non c’è coerenza»

L’associazione ambientalista cita alcuni temi che hanno portato alla decisione dopo due anni e mezzo di esperienza: il rigassificatore di Ravenna, la scarsa attenzione alle rinnovabili, il consumo di suolo ammesso dalla legge urbanistica

Le campagne di Bagnacavallo dopo l'alluvioneLa sezione regionale di Legambiente in Emilia-Romagna ha deciso di uscire dal gruppo di organizzazioni firmatarie del cosiddetto “Patto per il lavoro e il clima” promosso dalla Regione Emilia-Romagna. «La scelta è maturata a seguito del confronto tra i livelli dell’associazione dopo un’esperienza durata due anni e mezzo – si legge in una nota di Legambiente – ed è legata soprattutto alla mancanza di coerenza tra gli obiettivi indicati nel Patto e le azioni realizzate dalla Regione».

Il Patto è stato sottoscritto dalla Regione insieme a enti locali, sindacati, imprese, scuole, atenei, associazioni ambientaliste, terzo settore e volontariato, professionisti, Camere di commercio e banche. L’obiettivo dichiarato è il rilancio e lo sviluppo dell’Emilia-Romagna fondati sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale con l’obiettivo della completa decarbonizzazione entro il 2050.

L’episodio più emblematico della mancanza di coerenza della Regione, secondo l’associazione ecologista, è stata l’accoglienza che è stata data al nuovo rigassificatore di Ravenna: «Un impianto che ben poco ha a che fare con la transizione energetica che invece imporrebbe l’abbandono dei combustibili fossili in tempi rapidi. Invece di cogliere l’opportunità della crisi russo-ucraina, la Regione ha scelto di appoggiare la strategia della diversificazione dei Paesi di approvvigionamento del gas, una strategia che, per i tempi che sono stati indicati nei provvedimenti autorizzativi dei nuovi impianti, vincolerà il Paese per decenni alle risorse fossili». La concessione per il rigassificatore al largo di Punta Marina è infatti di 25 anni.

Legambiente ritiene che sia mancato anche un chiaro indirizzo a supporto degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili: in particolare per quello che riguarda gli impianti eolici, dalla Regione e dai firmatari del Patto è mancata un’azione chiara e coerente finalizzata al miglior inserimento di tali impianti nei contesti territoriali dell’Emilia-Romagna.

Tema ulteriore rispetto al quale Legambiente ha manifestato preoccupazione nel tempo è il consumo di suolo. «Nonostante le finalità enunciate in fase di approvazione della legge urbanistica regionale 24/2017, tra il 2020 e il 2021 l’Emilia-Romagna è stata la terza Regione italiana per consumo di suolo, più 658 ettari cementificati in un solo anno, pari al 10,4% di tutto il consumo di suolo nazionale, come ricordato recentemente da Paolo Pileri. Ha costituito un segnale particolarmente negativo in questo senso l’approvazione di proroghe ai termini di attuazione delle previsioni urbanistiche previgenti alla nuova legge che, negli anni passati, hanno consentito di prolungare la validità dei vecchi Prg e Psc: questo ha portato alla prosecuzione di interventi urbanistici previsti da anni che, tra l’altro, non verranno nemmeno computati nell’ammontare del consumo di suolo consentito dalla nuova legge».

Anche gli eventi alluvionali nel mese di maggio in Romagna sono stati motivo di riflessione per Legambiente: «Come ha sottolineato il segretario dell’Autorità distrettuale di Bacino del Po, non occorre ripristinare la situazione preesistente, ma è necessario riprogettare e ampliare gli spazi a disposizione dei fiumi in modo da ridurre il rischio: questo significa rivedere le logiche che hanno guidato la pianificazione territoriale in passato, e quindi restituire spazio ai fiumi anche delocalizzando insediamenti oggi collocati in aree prossime ai corsi d’acqua. Non abbiamo apprezzato il riferimento sprezzante di amministratori pubblici alle organizzazioni ambientaliste additate come responsabili di ostacoli alla realizzazione di opere per la sicurezza del territorio».

La discoteca Pineta a Milano Marittima riapre, gestita da chi ha lavorato al Just Me

Dal 2 giugno il locale in viale Romagna torna in pista dopo tre mesi di chiusura per vicende giudiziarie. Il club era stato sequestrato su richiesta del curatore fallimentare del precedente gestore

65872669 10157414287122938 5101016628917698560 NRiaprono le porte della discoteca Pineta a Milano Marittima. Il party di inaugurazione della nuova gestione è in programma domani, 2 giugno 2023. Dopo tre mesi di chiusura forzata per vicende giudiziarie, il locale cult degli anni Novanta ora ha una nuova gestione in mano alla società Manta che vanta una ventennale esperienza al Just Cavalli di Milano, ora ribattezzato Just Me, e che negli ultimi anni ha sviluppato il suo brand anche tra Porto Cervo e la Versilia. Accanto a Manta c’è il team che ha curato il Mambo Beach e l’Oceano.

I fatti che hanno portato al nuovo corso

Il 3 aprile scorso il tribunale di Ravenna aveva stabilito lo sfratto esecutivo della discoteca dai locali in viale Romagna occupati fin dall’apertura sessant’anni fa. La decisione del giudice era arrivata per 140mila euro di affitti non pagati nel 2022 su un canone annuo di 350mila euro. Venne quindi interrotto il contratto di locazione tra Romagna srl, società proprietaria dell’immobile, e Hdp22, società milanese che a marzo 2022 aveva rilevato la gestione del club dalla società Andromeda di Cervia.

Ma dal 3 marzo la gestione del Pineta di fatto già non era più sotto il controllo di Hdp22 per effetto di un provvedimento di sequestro chiesto e ottenuto dal commercialista Claudio Colatorti, curatore di Andromeda che da dicembre 2022 è in liquidazione giudiziale con 1,5 milioni di euro di debiti. Colatorti è convinto che il passaggio del Pineta alla Hdp22 sia avvenuto senza la tutela delle garanzie per i creditori di Andromeda: troppo pochi 47mila euro (peraltro nemmeno versati entro la scadenza del 31 dicembre scorso anche se Hdp22 controbatte sostenendo di aver assunto anche parte di debiti come forma di compensazione) e poco chiara la presenza della stessa persona (il 42enne Marco Amadori di Arezzo) al vertice sia della società venditrice e sia della società acquirente.

Contestuale al sequestro era arrivato anche l’affidamento in custodia allo stesso Colatorti che, nel tentativo di massimizzare le disponibilità economiche di Andromeda per soddisfare più creditori possibili, aveva cercato un nuovo gestore. La ricerca aveva portato al gruppo Cavalli, risultato vincitore di un’asta con altre sei aziende. La vicenda aveva acceso entusiasmi a Milano Marittima, ma la sentenza di sfratto aveva fatto saltare gli accordi figli della gara decisa da Colatorti.

La società ha aperto le chiavi grazie a un accordo con i proprietari dei muri e a un accordo parallelo con Colatorti che è ancora custode giudiziario del marchio dopo il sequestro da Andromeda.

Ritorna la festa della cozza di Marina di Ravenna, con il sapore della solidarietà

Dal 23 al 25 giugno con la decima edizione, fra Molo Dalmazia e l’ex Mercato del Pesce

cozza selvaggia Marina di RavennaLa Festa della Cozza si celebra il 23, 24 e 25 giugno, nel periodo clou della raccolta dei mitili, che crescono spontaneamente in mare aperto, alla base delle piattaforme in Adriatico. Protagonista è la “Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna”, eccellenza del territorio, considerata tra le più pregiate in Italia. In programma un lungo weekend dedicato alla gastronomia di mare e all’ambiente, che si tiene per il decimo anno a Marina di Ravenna con iniziative collaterali in tutto il territorio ravennate.

La festa ha lo scopo di valorizzare a fini economici, turistici, gastronomici e ambientali questo prodotto identitario del nostro mare, con la collaborazione delle cooperative dei cozzari e dei ristoranti del territorio che inseriranno le Cozze Selvagge di Marina di Ravenna nei loro menù. Anche la grande distribuzione e diverse pescherie aderiscono al progetto, con l’impegno di promuoverle sui loro banchi del pescato.

La ripartenza e la solidarietà

La decima edizione della festa è nel segno della ripartenza dopo gli eventi drammatici che hanno colpito Ravenna e la Romagna nel mese di maggio. «Ripartire è fondamentale – sottolineano gli organizzatori – per sostenere le attività economiche del territorio e lo spirito di ricostruzione della nostra comunità».

Parte dell’incasso realizzato con la vendita dei piatti a base di cozze sarà devoluto a chi è stato colpito dall’alluvione, sul conto “un aiuto per Ravenna”: per ogni piatto acquistato da 10 e 14 euro, 1 euro sarà versato per la solidarietà. Verrà allestita una cassa unica per acquistare i coupon degustazione e poter poi scegliere tra i 5 stand gastronomici il piatto con le cozze che si preferisce: una formula semplice per contribuire alla causa comune.

Il centro della manifestazione nei tre giorni della festa è rappresentato dall’area del bacino pescherecci – fra Molo Dalmazia e l’ex Mercato del Pesce – a Marina di Ravenna dove si terranno incontri e show cooking e dove alcuni stand proporranno al pubblico le Cozze Selvagge. Gli stand saranno gestiti da: Circolo Aurora Osteria & Cultura; Food Truck Savut; Osteria L’Acciuga; Pescatori di Marina di Ravenna; Ristorante del Mercato Coperto Ravenna.

Il programma della festa

VENERDÌ 23 GIUGNO
Ore 18:00 – Molo Dalmazia – INAUGURAZIONE E APERTURA DELLA FESTA
Ore 18:30 – Atrio Mercato del Pesce – LE COZZE SELVAGGE: PER FARE IL SUGO QUANDO VIENE NATALEL’importanza di conservare le cozze per utilizzarle tutto l’anno. Un patrimonio per una nuova idea di sviluppo del territorio. All’incontro partecipano:
Giacomo Costantini, assessore al turismo del Comune di Ravenna; Aida Morelli, presidente Parco del Delta del Po; Max Poggi, chef del ristorante “Massimiliano Poggi Cucina”, presidente di CeftoChef Emilia-Romagna; Nicola Tontini, direttore della cooperativa Casa del Pescatore di Cattolica e Barbara Monti, presidente Slow Food Ravenna.

SABATO 24 GIUGNO
Ore 10.00 – Molo ENI – GITA IN MAREEscursione con imbarcazioni, in collaborazione con ENI. Visita guidata con avvicinamento a una piattaforma e dimostrazione di raccolta delle cozze con i pescatori  subacquei. Un programma pieno di emozioni, al sapore di cozze, dove si assisterà al rilascio in mare di 2 tartarughe in collaborazione con Cestha.
Ore 10.00 – ALLA SCOPERTA DELLA PIALASSA BAIONAPartenza con barca da valle con rientro alle ore 12,00 / 12,30. Ritrovo alle 9:30 presso il Bar Le Pleiadi di Viale Italia 126/C a Marina Romea. Un’esperienza unica all’interno del Parco del Delta del Po. Terminato il viaggio in Baiona ci si trasferisce a Marina di Ravenna nel cuore della Festa della Cozza per il pranzo.
Ore 17.00 – Atrio Mercato del Pesce – LA COZZA SELVAGGIA, ATTRATTIVA TURISTICAIncontro con Anna Giulia Randi, assessora attività produttive Comune di Ravenna; Giuseppe Prioli, biologo, presid. Consorzio Mitilicoltori dell’Emilia-Romagna; Simone D’Acunto, direttore Cestha; Patrizia Masetti, responsabile settore pesca di AGCI; Mirco Bagnari, responsabile settore pesca di Legacoop Romagna; Massimo Bellavista, responsabile regionale Legacoop Pesca; Mauro Zanarini, Slow Food Ravenna.
Ore 18:30 – Atrio Mercato del Pesce – ASSAGGIO DI COZZA SELVAGGIA  delle Cooperative La Romagnola e Nuovo Conisub di Marina di Ravenna insieme allo chef Vito D’Addiego, presidente dell’Associazione Cuochi d’Italia. Assaggio anche della Cozza Romagnola Bio di Cervia accompagnata dall’ostrica La Zariota, della Cooperativa La Fenice di Cervia.
Dalle 18 alle 19 – Mercato del Pesce / Cestha – HAPPY HOUR CON LE TARTARUGHE MARINE

DOMENICA 25 GIUGNO
Ore 8:30 – Punto di ritrovo Bar del Parco Teodorico a Ravenna – PEDALATA SLOW. L’Aurora Slow Bike organizza durante la festa, in collaborazione con FIAB Ravenna, una pedalata con qualsiasi tipo di bicicletta, con 4 tappe: Capanno di Garibaldi, Capanno in Pialassa Baiona, Capanno sull’argine nord del fiume Lamone e con il traghetto a Porto Corsini fino al Mercato del Pesce di Marina di Ravenna con un pranzo in cui protagonista è la Cozza Selvaggia. Ad ogni tappa una degustazione alla cieca e un prodotto da indovinare.
Ore 16.00 – Atrio Mercato del Pesce – LE SPECIE ALIENE: UNA RISORSA O UN PROBLEMA? Tramite la Rete di Slow Fish si vuole dare visibilità ad una start-up femminile di Rimini – Mariscadoras – che ha ideato un progetto particolare, Blueat – La Pescheria Sostenibile, puntando a una migliore gestione delle specie aliene in mare.
18:00 – Atrio Mercato del Pesce – LA CUCINA DEL PESCATORE DI COZZEUn pescatore sub della cooperativa di Marina di Ravenna e la cuoca Rovena Mehemeti dell’Osteria del Circolo Aurora di Ravenna, ci spiegano le cozze: come si raccolgono, come si aprono da crude e come si mangiano.

INFO: www.lacozzadiravenna.it

La manifestazione è promossa da Tuttifrutti Agenzia di Pubblicità e da Slow Food Condotta di Ravenna e vede il patrocinio e il contributo del Comune di Ravenna, il patrocinio della Provincia di Ravenna, della Regione Emilia-Romagna, della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna, del Parco del Delta del Po, di AMA Associazione Mediterranea Acquacoltori e del Consorzio Mitilicoltori dell’Emilia-Romagna. Alla manifestazione collaborano Confesercenti, Confcommercio, Legacoop Romagna e AGCI, le cooperative dei pescatori La Romagnola, Nuovo Conisub, e ancora Cestha, Ulisse e la Pro Loco di Marina di Ravenna.

Al via una nuova rassegna tra musica e archeologia al museo Classis

Dall’1 giugno, quindici appuntamenti per un viaggio storico accompagnato dalle orchestre Cherubini e Corelli

Museo Classis

Quest’anno Ravenna Festival approda anche al Museo Classis: tra il 1 giugno e il 28 luglio, alle 18.30, la rassegna “Qualunque melodia più dolce suona”, organizzata in collaborazione con RavennAntica, intreccia un racconto del mondo antico ai concerti dei gruppi da camera dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e dell’Orchestra Arcangelo Corelli. Mentre le letture dei miti d’amore e trasformazione delle Metamorfosi di Ovidio dialogheranno con i programmi musicali – Palestrina, Mozart, Brahms, Arvo Pärt, pagine d’opera, musica ebraica, musica per il cinema, classici del rock e la suite di Britten ispirata a episodi del capolavoro ovidiano… – studiosi e ricercatori di RavennAntica, dell’Università di Bologna e della Soprintendenza svilupperanno cinque temi che si rispecchiano nella “narrazione” del Museo Classis, dalle presenze etrusche alla Ravenna imperiale, senza trascurare il legame fra la città e il mare.

Grazie a 28 metri quadrati di videowall e alla tecnologia Soundscape, in grado di simulare la risposta acustica di un dato spazio, i quindici appuntamenti nel piccolo auditorium immergeranno gli spettatori in un’esperienza visiva e sonora di altri luoghi, dalle Basiliche di San Vitale e Sant’Apollinare al Teatro Alighieri. Il biglietto del concerto (5 Euro) è valido per l’ingresso al Museo in una data successiva, ­fino al 3 settembre compreso.

Il primo appuntamento, giovedì 1 giugno, si apre con l’intervento di Giuseppe Sassatelli sugli Etruschi a Ravenna e il Sestetto n. 1 op. 18 di Brahms è af­dato agli archi della Cherubini. Due gli eventi la settimana successiva: in entrambi i casi il tema delle introduzioni, aff­idate rispettivamente a Fabrizio Corbara e Paola Perpignani, è “Ravenna tra mare e terra”, mentre il Quartetto Böcklin della Cherubini si cimenta con il Quartetto n. 8 op. 110 di Šostakovic e Crisantemi di Puccini (mercoledì 7 giugno) e il Trio eccentrico di ­fiati de La Corelli propone il programma “Operisti da salotto”, un percorso da Mozart a Mascagni (venerdì 9 giugno).

Prove di ripartenza, l’Obi riapre nel parcheggio di via Faentina

L’area commerciale alle porte di Ravenna è in ginocchio: al Famila tutto buttato, in corso una ristrutturazione

Il primo segnale di ripartenza lo ha dato l’Obi, aprendo ieri, mercoledì 31 maggio, nel piazzale di fronte al negozio una sorta di temporary shop in una tensostruttura appositamente realizzata. E così, dopo diversi giorni di surreale deserto, il parcheggio a ridosso del cavalcavia della Faentina, alle porte di Ravenna, è tornato a riempirsi di clienti o semplici curiosi. In vendita i prodotti che sono stati salvati dall’alluvione e non solo, in attesa della riapertura del negozio vero e proprio, allagato come tutto il resto qui attorno, che pare non essere immediata.

Sbirciando attraverso le porte d’ingresso, durante i lavori di ripristino, non sembra essere imminente neppure la riapertura di Cisalfa, frequentatissimo negozio sportivo, così come ha subìto danni ingenti il Toys e resta desolatamente chiuso Mediaworld. E anche la riapertura del supermercato Famila di via Faentina non è prevista in tempi brevi. Al momento non c’è una data perché sono ancora in corso le operazioni di pulizie a ripristino af­fidate a una ditta specializzata in bonifi­che. Il negozio di circa 1.300 mq ha subito danni ingenti: la merce sugli scaffali e nel magazzino è stata buttata tutta. Anche quella rimasta sopra il livello dell’acqua presentava comunque segni di umidità che non la rendevano più vendibile. Lo stesso motivo per cui non è stato possibile donare il materiale in favore delle popolazioni colpite dalle alluvioni. In buona sostanza il negozio dovrà affrontare una sorta di ristrutturazione complessiva i cui tempi potranno essere chiari solo quando saranno state compiute le verifi­che strutturali sull’edi­ficio.

Al momento per i clienti del punto vendita con carta fedeltà è previsto uno sconto del 10 percento negli altri punti vendita della città. In parallelo il gruppo Arca Commerciale, di cui fa parte l’insegna Famila che solo a Ravenna ha subìto danni in Romagna, ha avviato una raccolta fondi: ­no all’11 giugno chi fa la spesa può donare una cifra a sua scelta quando paga il conto alla cassa e l’azienda verserà altrettanto. I fondi andranno a sostegno di iniziative locali ancora da defi­nire.

Ancora Casadei: un rigore del cervese porta l’Italia ai quarti del Mondiale Under 20

Contro l’Inghilterra a 3′ dalla fine il centrocampista cresciuto nel Cesena e capitano degli azzurrini segna il suo quinto gol nella competizione che lo tiene in vetta alla classifica dei marcatori. Il 3 giugno alle 23 italiane la partita contro la Colombia

Cesare Casadei contro l'Inghilterra al Mondiale U20 (foto da sito Figc.it)È sempre più l’Italia del cervese Cesare Casadei al Mondiale Under 20 in corso in Argentina. Il centrocampista cresciuto nel Cesena – oggi di proprietà del Chelsea che lo comprò un anno fa dall’Inter e in questa stagione l’ha ceduto in prestito al Reading nella serie B inglese – ha realizzato il gol del decisivo 2-1 (su rigore a 3′ dalla fine) nella sfida contro l’Inghilterra agli ottavi che si è giocata ieri, 31 maggio allo stadio “Diego Armando Maradona” di La Plata.

Gli azzurrini ora sono tra le prime otto della competizione: prossimo avversario, sabato 3 giugno alle 23 italiane a San Juan, la Colombia, che nel suo ottavo ha travolto 5-1 la Slovacchia. Casadei, capitano della Nazionale, ha realizzato la quinta rete nella manifestazione ed è il capocannoniere.

Va sottolineato che il cervese classe 2003 non è stato l’unico ravennate tra i giocatori italiani scesi in campo. C’erano infatti anche Matteo Prati (Spal) dal primo minuto e Samuel Giovane (Ascoli) dal 48′ del secondo tempo. Tutti e tre hanno militato nel vivaio cesenate senza aver mai indossato la maglia del Ravenna.

Il tabellino della partita
INGHILTERRA-ITALIA 1-2
MARCATORI: 8′ pt Baldanzi (IT), 24′ Devine (IN), 42′ st rig. Casadei (IT)
INGHILTERRA (3-4-2-1): Cox; Quansah (52′ st Delap), Edwards, Humpreys (54′ st Doyle); Norton-Cuffy (18′ st Oyegoke), Scott, Chukwuemeka, Vale (54′ st Edozie); Joseph (18′ st Gyabi), Devine; Scarlett. A disp.: Beadle, Sharman-Lowe, Simons, Samuels, Jebbison. All. Foster
ITALIA (4-3-1-2): Desplanches, Zanotti, Fontanarosa, Guarino, Turicchia; Prati, Faticanti, Casadei; Baldanzi (48′ st Giovane); Esposito (48′ st Fiumanò), Ambrosino (29′ st Montevago). A disp.: Zacchi, Sassi, Pisilli, Lipani, Degli Innocenti, Pafundi. All. Nunziata
ARBITRO: Abatti (Brasile)
ASSISTENTI: Alves, Camilo (Brasile) IV: Ospina (Colombia)
NOTE: ammoniti Fontanarosa (IT), Quansah (IN). Recupero: pt 4′, st 11′

Un primo contributo di 5mila euro per chi ha avuto danni alle abitazioni

Con un acconto di 3mila euro. I beneficiari dovranno presentare la domanda al proprio Comune

Ravenna - maggio 2023
Foto di Adriano Zanni

Dalla pulizia e rimozione di acqua, fango e detriti, agli interventi su elementi strutturali e impiantistici. Dall’arredamento agli elettrodomestici, ma anche – per la prima volta in una situazione di calamità – all’acquisto dell’abbigliamento, di stoviglie e utensili, ed eventuale materiale didattico per i figli.

Una procedura sperimentale, immediata, che consentirà di accelerare e alleggerire l’attività istruttoria per le misure di immediato sostegno ai nuclei familiari interessati dall’alluvione. Con un primo contributo, un acconto di 3.000 euro, per poi arrivare fino a 5.000 euro come saldo successivo. A questo, si aggiunge un ulteriore contributo forfetario di 750 euro a titolo di concorso alle spese connesse alla predisposizione della perizia asseverata, per definire nel dettaglio le entità dei danni: sono stati attivati già tutti gli ordini professionali per garantire le perizie nel più breve tempo possibile.

È la modalità innovativa scelta dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, dettagliata con un’apposita ordinanza siglata dal capo Dipartimento, Fabrizio Curcio, e pubblicata oggi; l’intesa è stata firmata da Stefano Bonaccini, presidente della Regione e commissario per l’emergenza. I contenuti dell’ordinanza erano stati anticipati due giorni fa ai sindaci dei Comuni colpiti (oltre 100) da Irene Priolo, vicepresidente della Regione con delega alla Protezione civile, insieme a Roberto Giarola, dirigente del coordinamento giuridico del Dipartimento nazionale.

I destinatari

La scelta è di concorrere alle prime spese necessarie al ripristino della funzionalità degli immobili ad uso abitativo. Pertanto, possono presentare domanda i nuclei familiari che avevano alla data dell’evento dimora principale, abituale e continuativa in un’unità abitativa risultata allagata, o direttamente interessata da movimenti franosi o smottamenti che l’hanno resa non utilizzabile.

Il contributo può essere riconosciuto per il ripristino dei danni anche alle parti comuni di un edificio residenziale in cui è presente, alla data dell’evento calamitoso, almeno un’abitazione principale, abituale e continuativa, qualora i danni non consentano la fruibilità dell’edificio.

Cosa fare per richiedere il contributo

I beneficiari del contributo presenteranno al Comune una domanda per ricevere l’acconto (3.000 euro) e una successiva rendicontazione per attestare le spesa dell’acconto accreditato e ricevere l’eventuale saldo (2000 euro).

Il Comune, alla ricezione della domanda dei cittadini, verifica i dati dichiarati e trasmette al presidente della Regione, commissario per l’emergenza, e al Dipartimento nazionale della Protezione civile i dati minimi (nome, cognome, telefono, mail e codice IBAN) per procedere ai pagamenti, che non graveranno per gli aspetti amministrativo-contabili sugli enti locali.

I tempi

Il commissario per l’emergenza acquisirà dai Comuni interessati l’esito delle istruttorie alle domande di acconto il 30 giugno 2023 e, in seguito, al quindicesimo e al trentesimo giorno di ciascun mese fino a 15 giorni dopo il termine ultimo per la presentazione della domanda di acconto, che è fissato al 30 agosto 2023.

Il commissario per l’emergenza acquisirà dai Comuni interessati l’esito delle istruttorie delle domande di saldo il 15 luglio 2023 e, in seguito, al quindicesimo e al trentesimo giorno di ciascun mese fino a 15 giorni dopo il termine ultimo per la presentazione delle domande di saldo, che è fissato al 31 ottobre 2023.

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