La recente decisione di Hera di sospendere, a partire dal mese di luglio, la distribuzione gratuita dei sacchetti per la raccolta dell’organico presso le stazioni ecologiche ha ricevuto ampie critiche provenienti dalla Destra ravennate. In primis, la scelta è stata definita «sconcertante» dal segretario di Forza Italia Nicola Tritto, e successivamente come «un ennesimo passo indietro nella qualità del servizio rifiuti» dalla capogruppo della Lista Civica La Pigna, Veronica Verlicchi.
Ques’ultima ha predisposto un’interrogazione al sindaco e alla giunta per fare piena chiarezza sulla scelta assunta da Hera e sul ruolo svolto da Atersir e dall’amministrazione comunale. «Il punto politico è molto semplice – afferma Verlicchi –: non si può pretendere dai cittadini un impegno sempre maggiore nella raccolta differenziata e, contemporaneamente, ridurre le dotazioni e i servizi messi a loro disposizione. Se l’obiettivo è aumentare quantità e qualità della differenziata, occorre favorire i comportamenti virtuosi attraverso servizi puntuali, efficienti e di qualità, non attraverso nuovi costi e ulteriori disagi».
Dal 1° gennaio 2025 Ravenna è passata alla Tariffa Corrispettiva Puntuale, sistema presentato come uno strumento per premiare la corretta separazione dei rifiuti e ridurre l’indifferenziato. «Ai cittadini vengono richiesti attenzione, rispetto dei calendari, corretto utilizzo delle dotazioni e contenimento dei conferimenti – prosegue Verlicchi -. In cambio i ravennati hanno il diritto di ricevere un servizio all’altezza della tariffa pagata. Togliere i sacchetti gratuiti per l’organico può sembrare una misura marginale, ma in realtà è il segnale di una logica ormai consolidata: i costi restano in capo agli utenti, mentre i servizi vengono progressivamente ridotti».
La Pigna chiede innanzitutto di conoscere quale sia lo specifico atto adottato da Atersir, se il Comune fosse stato preventivamente informato della decisione, quali valutazioni siano state effettuate prima di interrompere la distribuzione e il costo della fornitura: «Vogliamo sapere – sottolinea la capogruppo – se i sacchetti fossero già compresi nel Piano economico-finanziario e nella tariffa pagata dai cittadini. Se Hera elimina una dotazione precedentemente inclusa nel servizio, deve essere chiarito dove finisca il relativo risparmio e se questo comporterà una riduzione degli importi addebitati agli utenti. Non è accettabile pagare la stessa cifra ricevendo meno».
Sulla stessa linea è Nicola Tritto di Forza Italia, che tratta alcuni punti critici della gestione Hera sul territorio: «La decisione (di non consegnare più gratuitamente i sacchetti ndr) arriva dopo i recenti aumenti della tassa sulla raccolta dei rifiuti indifferenziati. I cittadini pagano di più per avere meno servizi. Inoltre troppo spesso gli standard previsti dal contratto di servizio non vengono rispettati. Infine, le aree costiere e le frazioni del forese non godono di un adeguato livello di pulizia. I cassonetti non vengono lavati regolarmente e, per vedere in azione le spazzatrici stradali, i residenti sono spesso costretti a fare segnalazioni continue».
Il segretario punta il dito anche contro l’amministrazione comunale: «Di fronte a bilanci societari che registrano ogni anno utili milionari per Hera, ci chiediamo: perché questi profitti non si traducono mai in vantaggi e servizi concreti per la comunità? La priorità deve essere il cittadino, non il profitto. I servizi essenziali non possono essere costantemente tagliati o monetizzati. Cosa sta facendo il Comune di Ravenna? Di fronte a questo ennesimo schiaffo ai contribuenti, l’amministrazione comunale sta dimostrando un immobilismo e un silenzio assordante che non sono più tollerabili. I cittadini di Ravenna meritano attenzione, servizi efficienti e, soprattutto, rispetto».