mercoledì
22 Luglio 2026
Regione

Una legge per tutelare le botteghe storiche e l’identità commerciale dei territori. La proposta di Ferrero (FdI)

Il progetto prevede l'istituzione di "Zone di salvaguardia", dove le nuove aperture privilegeranno filiere regionali, artigianato e produzioni tipiche

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«Le nostre città non possono continuare a subire un’omologazione commerciale che impoverisce il territorio, penalizza le botteghe storiche e compromette la vivibilità dei quartieri» così Alberto Ferrero, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e consigliere regionale presenta in Regione la proposta di legge “Norme per la tutela della vivibilità urbana e la valorizzazione dell’identità commerciale ed enogastronomica del territorio regionale”.

La mozione vuole attribuire ai comuni strumenti appositi per la programmazione commerciale, consentendo di intervenire nei casi di eccessiva concentrazione di determinate attività, di valorizzare le produzioni locali e l’enogastronomia regionale, di promuovere il recupero delle botteghe storiche e di introdurre criteri più rigorosi in materia di decoro urbano, arredi e insegne. Il progetto prevede inoltre l’istituzione di Zone di Salvaguardia dell’Identità Locale, dove le nuove aperture potranno essere regolamentate con maggiore efficacia, incentivando la presenza di attività legate alle filiere agroalimentari regionali, all’artigianato e alle produzioni tipiche.

«Vogliamo dare ai sindaci strumenti per preservare l’equilibrio commerciale dei quartieri, sostenere le attività che investono sul territorio e impedire che intere aree diventino prive di servizi essenziali o dominate da un’unica tipologia di esercizi – sottolinea Ferrero –. Non possiamo permettere che il mercato venga lasciato senza programmazione. Difendere l’identità dei nostri centri storici significa difendere anche la sicurezza, la qualità della vita e il valore economico della comunità». Vogliamo città più vive, più ordinate e più attrattive, dove il commercio torni ad essere un presidio sociale e non un fattore di degrado». 

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