«Non esiste Emilia-Romagna senza manifattura», «Una sanità di alto livello deve essere accessibile a tutti», «Vogliamo gestire la crisi di sicurezza con prevenzione e repressione». Sono solo alcune delle dichiarazioni del presidente della Regione, Michele de Pascale, uscite dall’intervista con Valerio Baroncini, vicedirettore del quotidiano Il Resto del Carlino, sul palco della Festa dell’Unità di Ravenna ieri sera, 5 settembre.
L’ex sindaco di Ravenna, dal 2016 al 2024, torna nella città che ha amministrato e raccoglie fiumi di applausi in una lunga serata che ha preso in esame alcuni dei grandi problemi che affliggono la regione, l’Italia e l’Europa e questioni politiche che il Partito Democratico e in generale il centrosinistra sono chiamati a dirimere.
Si inizia parlando di Giorgia Meloni, dell’operato nei suoi quattro anni sui vari fronti. De Pascale non lascia nulla all’interpretazione: «La premier ha deluso su sicurezza e immigrazione, non ha messo in pratica quel che aveva promesso: gli immigrati senza permesso di soggiorno aumentano, sono 350mila». Sull’economia: «Non ha agito su sanità e caro energia, i nostri sanitari scappano per stipendi bassi e le aziende chiudono per costi insostenibili». In sintesi: «Non ha pensato a fare il primo ministro, non si è mai svestita dei panni di leader di partito. La scusa del “non abbiamo avuto tempo” è sempre stata valida, per governi di destra e sinistra, oggi non possono più nascondersici dietro, credo che al prossimo turno elettorale saremo chiamati noi a governare il Paese».
Il 41enne presidente regionale ammette però che il centrosinistra deve prendere atto della capacità di restare uniti che Fratelli d’Italia e il centrodestra hanno saputo dimostrare, qualcosa che ancora ai ranghi di Schlein e Conte manca. Rimanendo in tema si parla di primarie: De Pascale si dice contrario, crede che il leader del partito più votato della coalizione debba essere scelto per la nomina di candidato premier. Ma data la situazione attuale e le posizioni dei vari capi di partito della potenziale nuova maggioranza, conclude che: «Prima abbiamo le primarie e meglio è per la coalizione».
Baroncini solleva quindi le questioni sanità ed eutanasia, le proposte del Pd e i passi avanti della Regione. «Lo abbiamo detto chiaramente, qualora fossimo chiamati a governare aumenteremmo di 20 miliardi la spesa pubblica per la sanità, per cercare di recuperare il Sud e alleviare le pressioni a Nord. Siamo un’eccellenza e vogliamo rimanerlo, occorre intervenire su stipendi e strutture, è chiaro però che questo rimane inconciliabile con un aumento di 40 miliardi alle spese militari per esempio, il famoso 5 percento del Pil imposto dalla Nato. Possiamo promettere questo aumento, ma non altri quindici identici, dobbiamo muoverci per priorità». Ammette che anche con il centrosinistra al governo ci sarà inflazione, ma il welfare rimane un elemento chiave del programma.
Sull’eutanasia invece: «Noi, il Veneto e la Sardegna abbiamo cercato di portare avanti un modello che penso debba diventare nazionale, facilitare l’accesso al suicidio assistito ai pazienti che lo richiedono, esiste già una legge, vogliamo migliorarla e ampliarla».
Parlando invece di industria si citano i tagli e le chiusure di Electrolux e Ducati, De Pascale difende ferocemente il savoir faire italiano ed emiliano-romagnolo, spiega come incontri con i proprietari di entrambe le aziende sono in programma e l’obiettivo è mantenere la produzione sul territorio per creare lavoro e sviluppo.
La Regione poi sta lavorando per migliorare le strutture aeroportuali maggiori, Bologna, Forlì, Rimini e Parma, sia per trarne vantaggio a livello economico-produttivo, si vuole per esempio creare linee intercontinentali da Bologna, sia per agevolare l’arrivo dei turisti sulla riviera, che rimane sprovvista di servizi simili adeguati alla domanda.
Da poco firmato inoltre il “Patto per il lavoro e per il clima”, dove si tenta di proporre sul territorio una nuova strategia industriale che interessi l’intero tessuto produttivo, che il presidente dice mancare non solo all’Italia, ma all’Europa intera.
Si discute poi del caso Vannacci, De Pascale lo derubrica a un fenomeno banale e già visto in Europa, spiegando come la destra sia irrimediabilmente spaccata dalla vicenda e come la sinistra debba saper giocare su questa situazione.
Alla domanda sui centri storici che si svuotano risponde: «Grande idea quella del sindaco Alessandro Barattoni, portare gli uffici anagrafe in centro. Noi ci impegniamo con aiuti a negozi e spazi pubblici, ma anche i cittadini, che comprano ormai online devono fare la loro parte per tenere viva la città».
In politica estera è avanti tutta contro Trump e Putin: «L’Italia deve ritrovare una capacità di autonomia, senza stare ai comandi di nessuno, non possiamo più comprare il gas russo. Berlinguer, Moro, Andreotti, Craxi, era gente che sapeva dialogare e fare diplomazia, Meloni ha scardinato la reputazione dell’Italia nelle relazioni internazionali, di paciere e mediatore».
Nell’ora e mezza abbondante di incontro non si è parlato di giovani, università, clima, scuole, misure concrete contro il caro-vita. Ci saranno altre occasioni per farlo.
A destra Michele de Pascale, intervistato da Valerio Baroncini de Il Resto del Carlino



