Due deputate del Partito Democratico, Ouidad Bakkali di Ravenna e Valentina Ghio di Sestri Levante, annunciano che presenteranno una mozione parlamentare per chiedere regole nazionali sulla trasparenza sulle movimentazioni di armi e materiale bellico nei porti italiani. «Crediamo sia necessario costruire regole valide per tutti gli scali italiani che consentano alle istituzioni, al Parlamento e ai cittadini di conoscere, attraverso dati aggregati ed ex post e nel pieno rispetto delle esigenze di sicurezza nazionale, ciò che viene effettivamente movimentato nei nostri porti». L’annuncio viene dalle due politiche attraverso una nota inviata alla stampa oggi, 10 settembre.
L’iniziativa delle due deputate, che il 3 settembre sono state tra le relatrici di un incontro sulla portualità alla Festa dell’Unità di Ravenna, si inserisce nel dibattito politico nato attorno a una vicenda ravennate: l’8 ottobre è prevista l’udienza del Consiglio di Stato che dovrà pronunciarsi sul ricorso dell’ufficio Dogane di Ravenna che si è opposto alla sentenza del tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna che stabiliva l’obbligo di rendere noti i dati sui traffici di armi in transito sulle banchine del Candiano. La vicenda, come ormai noto, nasce da un accesso civico generalizzato presentato dalla giornalista e attivista Linda Maggiori con la collaborazione dell’avvocato Andrea Maestri.
Nell’annuncio della mozione, Bakkali e Ghio ricordano che la legge 185 del 1990 prevede autorizzazioni, controlli e divieti sul commercio e sul transito dei materiali di armamento: «Il punto che vogliamo porre è semplice: se esistono regole e controlli, deve essere possibile verificarne l’applicazione attraverso un sistema adeguato di trasparenza e rendicontazione pubblica. Oggi queste informazioni sono frammentate tra diverse amministrazioni e spesso difficilmente accessibili. Vogliamo passare dal diritto di chiedere al dovere dello Stato di rendere disponibili, con modalità compatibili con la sicurezza, dati periodici e omogenei». La mossa delle parlamentari – che segue una lettera aperta già inviata dal presidente della Regione De Pascale e dal sindaco di Ravenna Barattoni – vuole portare il tema a una dimensione nazionale «per non lasciare sole le singole città portuali ad affrontare un tema che investe competenze e responsabilità dello Stato».
La mozione chiederà al Governo di aprire un confronto con Parlamento, amministrazioni competenti a partire dalle Dogane, Autorità di sistema portuale, Comuni, lavoratori, organizzazioni sindacali e società civile specializzata, per costruire un sistema nazionale di rendicontazione delle movimentazioni di materiali di armamento, porto per porto, capace di distinguere tra autorizzazioni e movimentazioni effettivamente realizzate.



