lunedì
07 Settembre 2026
Pieve Cesato

Controfestival Romagna Brigante: musica, memoria partigiana e dibattiti su geopolitica e ambiente

Dall'11 al 13 settembre al Circolo Arci di Pieve Cesato

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Dall’11 al 13 settembre il circolo Arci Brigante di Pieve Cesato, a Faenza, ospita il Controfestival Romagna Brigante. L’iniziativa nasce da una produzione del Circolo Arci Brigante in collaborazione con le BSA, Brigate di Solidarietà Attive. Tre giornate che intrecciano dibattiti politici e sociali, concerti, mostre d’arte, uno stand gastronomico e un percorso espositivo dedicato al comandante partigiano Sirio Corbari, nei giorni dell’ottantesimo anniversario della sua morte.

Il programma

Venerdì 11 settembre
Alle 18 l’apertura ufficiale del Controfestival, con i saluti del presidente nazionale delle BSA, Marco Fars, e del presidente nazionale Arci, Walter Massa, seguiti da un monologo sulla Palestina di Francesca Fornario.

Alle 19,30 si apre il dibattito “Volontariato e mutuo soccorso: dall’Abruzzo al mondo”, dedicato alla storia delle BSA, nate nel 2009 a L’Aquila dopo il terremoto, quando oltre 800 attivisti si mobilitarono per portare solidarietà alle popolazioni colpite. Da allora l’organizzazione e intervenuta in tutte le principali emergenze italiane, dal sisma dell’Emilia nel 2012 a quello di Amatrice nel 2016, fino alle alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna, allargando negli ultimi anni il proprio raggio d’azione anche fuori dai confini nazionali, con interventi a Lubiana nel 2023 e a Valencia nel 2024, dove e nata la prima sede permanente delle Brigate BSA all’estero.

Alle 21 la musica prende il centro della scena con gli spettacoli dello scrittore e musicista Marco Rovelli e del celebre gruppo rap Assalti Frontali. Dalla mezzanotte spazio all’After Tekno con Nadeer e Vander.

Sabato 12 settembre
Alle 11 il dibattito “Chi educa quando nessuno educa? Immaginari, violenza simbolica ed educazione affettiva e sessuale”, dal format “Leggere gli immaginari”, condotto da Babs Mazzotti, attivista transfemminista, tra studi di genere e filosofia politica.

Alle 18 l’incontro “Ambiente, lotte e cambiamento climatico”, con l’avvocato Andrea Maestri, la giornalista freelance Linda Maggiori, l’attivista storica del movimento “No Tav” Nicoletta Dosio e l’attivista e ambientalista Francesca Santarella.

Dalle 21 sul palco T-Rex Squad, Svetlanas e Nabat, a seguire il dj set di Evil e Orso Mendoza.

Domenica 13 settembre
Alle 11 prosegue il ciclo “Chi educa quando nessuno educa?” con l’appuntamento “Educare alle relazioni”, condotto ancora da Babs Mazzotti.
Alle 18 il dibattito “Geopolitica e resistenze” riunisce Alessandro Orsetti, padre di Lorenzo “Orso”, ucciso dall’Isis a Baghuz per la causa curda, la giornalista Silvia Casadei, esperta di Medio Oriente e in particolare del Libano, Adelmo Cervi, figlio di Verina Castagnetti e Aldo, terzogenito dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti, il giornalista e militante Alberto Fazolo, oltre a esponenti politici del Kurdistan, di Cuba e della Palestina.

Alle 20 i concerti conclusivi con Lympha, Cardboard Shap, Alessio Lega e Malasuerte Fi Sud, e a chiudere il dj set di Orso Mendoza.

Le mostre

Per tutta la durata del controfestival lo spazio “Arte in fieri” ospita una mostra collettiva che comprende una raccolta fotografica delle BSA, un percorso di stampe di artisti internazionali dedicato alla Palestina, i lavori di pittura contemporanea di Melco, le opere di Heriz Bhody Anam, la mostra di ceramica “La banda Corbari” di Michela Puce e l’esposizione “Rottami in arte” di RecycledMor. Nei tre giorni, street artist, writer, muralisti e Patrizia Diamante lavoreranno inoltre dal vivo sulla grande superficie del circolo, realizzando una grande opera collettiva.

Il Circolo Arci Brigante presenta anche “La beffa e la lotta: Sirio Corbari, una vita da antifascista per la libertà”, un percorso espositivo dedicato a una delle figure più note della Resistenza romagnola. Nato a Faenza il 10 gennaio 1923, operaio meccanico, Sirio Corbari, cui nome di battaglia fu “Silvio”, scelse la lotta clandestina dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Rifugiatosi sull’Appennino tra Forlì e Ravenna, fondò e guidò una formazione partigiana indipendente di circa cinquanta uomini, la banda Corbari, che lottò contro i presidi nazifascisti della zona. Il 17 agosto 1944, insieme alla compagna Iris Versari e ai partigiani Adriano Casadei e Arturo Spazzoli, fu circondato dai fascisti in seguito a una delazione. Versari, ferita e impossibilitata a fuggire, si tolse la vita per non cadere nelle mani del nemico. Corbari e Casadei furono catturati e impiccati il giorno seguente a Castrocaro, mentre Spazzoli fu ucciso lungo la strada per Forlì. I corpi dei quattro partigiani vennero esposti dai fascisti in piazza Saffi, a Forlì, come monito alla popolazione. A tutti e quattro fu conferita la Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria.

La mostra, realizzata a ottant’anni da quei fatti, nasce dalla collaborazione con Cristiano Corbari, nipote di Sirio, che negli anni ha raccolto e custodito documenti d’archivio, fotografie e testimonianze appartenuti al nonno. Il materiale ricostruisce il contesto storico della Resistenza antifascista in Romagna e le azioni della banda Corbari.

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