venerdì
11 Settembre 2026
lutto

Morte Emma Bonino, il cordoglio della Regione: «Una vita dedicata alla libertà, ai diritti delle donne e alla dignità delle persone»

Il saluto del Presidente De Pascale alla storica esponente radicale. A Ravenna nel 2020 per la campagna elettorale di +Europa

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Cordoglio anche a Ravenna per la morte di Emma Bonino. Storica esponente radicale, parlamentare italiana ed europea, commissaria Ue e più volte ministra della Repubblica, la leader di +Europa aveva 78 anni. L’ultima sua presenza a Ravenna risale al gennaio del 2020, quando fu protagonista di un incontro al Mercato Coperto (nella foto in alto) nell’ambito della campagna elettorale di +Europa per le Regionali.

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, nel 1948, Bonino ha attraversato oltre cinquant’anni di storia italiana ed europea. Entrata in contatto con il movimento radicale nel 1974 e iscrittasi al Partito radicale l’anno successivo, nel 1975 si autodenunciò per la pratica di aborti clandestini, nell’ambito della campagna per la legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza. Una battaglia che la vide in prima linea negli anni che portarono all’approvazione della legge 194 del 1978 e che avrebbe continuato a difendere nei decenni successivi, rivendicando la libertà e la responsabilità delle donne nelle proprie scelte.

«Con Emma Bonino scompare una delle grandi protagoniste della storia civile italiana ed europea – è il saluto del presidente della Regione, il cervese Michele de Pascale -. Una donna libera, coraggiosa e tenace, che per tutta la vita ha scelto di esporsi in prima persona per affermare diritti e libertà che oggi possono apparirci acquisiti, ma che sono il risultato di battaglie difficili e complesse, combattute spesso contro pregiudizi profondamente radicati nella società. Dall’autodeterminazione delle donne alla lotta contro la fame nel mondo, dalla difesa dei diritti umani all’abolizione della pena di morte, Emma ha sempre messo al centro la dignità della persona. L’eredità che oggi ci lascia va oltre schieramenti e appartenenze politiche: è parte della coscienza civile del nostro Paese e, proprio per questo, appartiene a tutte e tutti noi».

«Emma Bonino ci lascia soprattutto un insegnamento – prosegue de Pascale -: i diritti non sono mai conquiste scontate e la libertà richiede responsabilità, partecipazione e il coraggio di prendere posizione. Ha portato battaglie considerate scomode dentro le istituzioni, mettendosi sempre in gioco personalmente e assumendosi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte, e ha saputo trasformare questioni a lungo confinate nella sfera privata in grandi temi pubblici: l’emancipazione femminile, la tutela delle persone più vulnerabili, il rifiuto della pena di morte e di ogni trattamento contrario alla dignità umana. Lo ha fatto con una determinazione che non è mai venuta meno e con uno sguardo che dall’Italia si è sempre allargato all’Europa e al mondo».

«Non tutte le sue idee e le sue battaglie sono state condivise da tutti, e forse è proprio questo uno dei segni della sua grandezza: Emma Bonino non ha mai cercato la strada più facile o il consenso più comodo – conclude il presidente -. Ha costretto la politica e la società a confrontarsi con questioni che chiedevano risposte. E molte delle conquiste per cui si è battuta hanno contribuito a rendere il nostro Paese più consapevole e più capace di riconoscere la dignità e le scelte di ciascuno. Alla sua famiglia, alle persone che le sono state vicine e a quanti hanno condiviso con lei una vita di impegno vanno il cordoglio e la vicinanza di tutta l’Emilia-Romagna».

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