La crisi climatica non è più un fenomeno da affrontare in termini emergenziali, ma una trasformazione strutturale che richiede interventi immediati e politiche di lungo periodo. È il messaggio lanciato dalla deputata del Partito Democratico, Ouidad Bakkali, dopo le violente grandinate e i nubifragi che hanno colpito la Romagna, causando ulteriori danni alle produzioni agricole.
Secondo Bakkali, gli eventi meteorologici estremi che si sono abbattuti sul territorio arrivano al termine di settimane caratterizzate da temperature eccezionalmente elevate e si inseriscono in un quadro ormai consolidato di alluvioni, siccità, ondate di calore e precipitazioni intense che stanno mettendo a dura prova il comparto agricolo romagnolo.
La deputata ha espresso vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori del settore, ai soci produttori e alle cooperative colpite, citando in particolare Agrisfera, Terremerse, Terre Cevico, Apofruit Italia, dalla Cab di Fusignano e dalla Massari, insieme alle tante aziende agricole del territorio.
Particolare preoccupazione viene espressa per il paradosso segnalato da Legacoop Romagna, secondo cui le produzioni già compromesse dalle alte temperature potrebbero subire una riduzione del valore riconosciuto ai fini del risarcimento dopo essere state ulteriormente distrutte dalla grandine. Una situazione che, osserva la consigliera, finirebbe per penalizzare ulteriormente gli agricoltori.
Per l’esponente del Pd è quindi necessario superare definitivamente la logica dell’emergenza. «Quando siccità, caldo estremo, alluvioni, nubifragi e grandinate si susseguono con questa frequenza, non siamo più davanti all’eccezione: siamo davanti a una trasformazione strutturale delle condizioni nelle quali si produce agricoltura», sottolinea.
La consigliera evidenzia inoltre come le imprese e le cooperative romagnole stiano già affrontando importanti investimenti e cambiamenti organizzativi per adattarsi alle nuove condizioni climatiche, dovendo però fare i conti anche con l’aumento dei costi dell’energia, dei carburanti e con le ricadute delle tensioni geopolitiche sui mercati. «Non possiamo chiedere loro di affrontare da sole trasformazioni e crisi multiple di questa portata», afferma.
Da qui la richiesta di una strategia nazionale ed europea che metta l’adattamento climatico al centro delle politiche agricole. Al Governo, in particolare, chiede il riconoscimento dell’eccezionalità degli eventi che hanno colpito la Romagna, ristori rapidi e adeguati per le aziende danneggiate e una riforma del sistema assicurativo e degli indennizzi, giudicato non più adeguato alla frequenza degli eventi estremi. «La lotta alla crisi climatica e la difesa dell’agricoltura sono la stessa battaglia», conclude la politica.



