martedì
09 Giugno 2026
Rubrica L'opinione

Porto Corsini soffre le crociere, in 15 anni qualcosa si poteva fare

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Ormai è certo che il nuovo terminal crociere di Porto Corsini (opera da 50 milioni di euro) sarà operativo solo a partire dal 2027, sebbene gli enti pubblici e privati coinvolti lo scorso novembre avessero assicurato l’inaugurazione per aprile 2026. E qualche giorno fa la stessa direttrice della società che sta costruendo e gestirà ha spiegato la cantonata nella tempistica come un inciampo inevitabile in un cantiere pubblico. Che può anche essere vero. In fin dei conti se ad aprile 2027 sarà pronto, ci saranno voluti due anni e mezzo. In termini assoluti non è certo un’eternità se si considera che si sta parlando di un opera sul mare e siamo nella città che dopo 7 anni non sa quando finirà un palazzetto. Però se annunci aprile 2026 e poi diventa aprile 2027, è naturale che la stampa dica che le previsioni sono sballate.

Il lido sulla sponda nord del porto di Ravenna, però, è meta delle crociere dal 2011: da allora 1,6 milioni di passeggeri fino al 2025 (picco annuo i 330mila del 2023) e altri 390mila sono previsti quest’anno.

Si possono avere opinioni variegate sul tema crociere. Sono o non sono utili all’economia di un territorio? E nel conto dell’utilità o meno cosa conteggiamo? Quello che pare affermabile senza timori di smentita è che l’amministrazione locale di Ravenna (Barattoni è il terzo sindaco diverso dal 2011 dopo Matteucci e De Pascale) abbia trascurato il grido di allarme degli abitanti di Porto Corsini. Che saranno solo 1.500 (cioè un centesimo della popolazione comunale), ma periodicamente segnalano le dif coltà della convivenza con le crociere.

Quest’anno ci saranno 111 accosti di navi. Ognuna richiede decine di pullman che portano chi parte e vanno a prendere chi torna, ma anche camion e furgoni che portano derrate e rifornimenti. In 15 anni di crociere le strade e le dotazioni di Porto Corsini sono rimaste le stesse. Anzi, forse peggiorate. Ecco perché si può dire che l’amministrazione abbia trascurato la località. O nella migliore delle ipotesi non abbia difettato di story telling perché i portocorsinesi non raccontano una località così migliore rispetto al 2011.

L’ultimo in ordine di tempo a chiedere che si faccia qualcosa è Andrea Ravegnani, esponente di Lista per Ravenna: «Il successo economico del terminal viene pagato dai residenti con la salute e con una qualità della vita sempre più compromessa».

Dopo 15 anni forse qualcosa per mitigare l’impatto sulla località si poteva fare. Oppure qualcuno abbia l’onestà di dirlo nero su bianco in faccia ai residenti: Porto Corsini resta così e si piglia pullman e Tir e amen.

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