Le città di Lugo e Faenza ora hanno una mappa dei rifugi climatici. Sono venti luoghi pubblici a libero accesso (14 a Lugo e 6 a Faenza), sia al chiuso che all’aperto, dove trovare ombra o aria condizionata, acqua potabile, panchine e servizi igienici per sfuggire alle ondate di calore quando non si possa farlo negli spazi di proprietà privati.
La mappatura è il risultato di una iniziativa di perlustrazione svolta nei mesi scorsi da studenti e cittadini (36 i partecipanti a Lugo). L’obiettivo era molto semplice: percorrere le strade cittadine e individuare e mappare (da qui il termine «mapathon») tutti quei luoghi capaci di dare sollievo durante le ondate di calore.
Si tratta della prima delle azioni previste dal progetto “Fresco”, che punta a rafforzare la conoscenza del territorio e la consapevolezza sui cambiamenti climatici coinvolgendo direttamente cittadini, scuole e istituzioni. Il progetto è realizzato dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna ed è finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica in attuazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.
Nella mattinata del 12 maggio una classe del liceo cittadino ha percorso il centro storico toccando il Pavaglione, la Rocca, la biblioteca Trisi, il museo Baracca, il parco del Tondo e la Casa della carità, mappando in totale 13 rifugi climatici e annotando per ciascuno la presenza di ombra, sedute, acqua potabile, servizi igienici, accessibilità e fruibilità nelle ore più calde della giornata. Nella sessione pomeridiana, un gruppo di cittadini ha integrato i dati raccolti effettuando la ricognizione al parco del Loto, al parco delle Lavandaie e all’area del centro commerciale Globo.
Ogni gruppo ha compilato schede di rilievo, raccolto immagini e georeferenziato i dati, contribuendo a costruire una banca dati condivisa sui rifugi climatici del territorio. Un lavoro che sarà utile non solo ai cittadini, per individuare più facilmente luoghi di refrigerio nei periodi di caldo intenso o durante eventi climatici avversi, ma anche alle amministrazioni locali, che potranno contare su nuove informazioni per pianificare interventi di adattamento e migliorare la qualità degli spazi pubblici, come la creazione di nuove zone ombreggiate o l’installazione di fontanelle.
La raccolta e la validazione dei dati proseguiranno nei prossimi mesi e, grazie al supporto scientifico del Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, potranno coinvolgere anche altri territori della Bassa Romagna. Il progetto Fresco continuerà fino a settembre 2027 con nuove attività, percorsi di formazione e momenti di coinvolgimento della comunità.
Le mappe e il report del mapathon sono disponibili sul sito dell’Unione della Bassa Romagna. È inoltre disponibile una pagina Instagram.



