martedì
18 Agosto 2026
Cervia

Annegamenti in spiaggia, la coop dei bagnini chiede più collaborazione ai turisti

Il presidente Ceccaroni ringrazia chi sceglie le spiagge cervesi e lancia un appello al rispetto e alla responsabilità collettiva in mare

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L’estate 2026 sulle spiagge di Cervia è stata segnata da alcuni episodi tragici che hanno visto morire bagnanti in mare. La guardia costiera e i bagnini di salvataggio si sono trovati ad affrontare un lavoro intenso e ininterrotto. L’elevato numero di interventi quotidiani e i tragici episodi portano il presidente della Cooperativa Bagnini di Cervia, Fabio Ceccaroni, a rivolgere un messaggio ai turisti a nome del consiglio direttivo e di tutto lo staff della struttura.

È un messaggio di gratitudine, ma è soprattutto un appello al rispetto e alla responsabilità collettiva in mare. «Sulle spiagge cervesi il livello degli standard della sicurezza è da sempre il pilastro dell’accoglienza: una macchina organizzativa complessa che vede in prima linea decine di professionisti della salute e della prevenzione marittima. Prevenzione e collaborazione sono regole fondamentali per fare il bagno in sicurezza».

Oltre al lavoro dei soccorritori, la Cooperativa Bagnini ribadisce come la prima forma di tutela parta dal comportamento dei singoli utenti. «Piccole imprudenze o eccessiva confidenza con il mare, possono trasformarsi in situazioni di grave pericolo, specie in giornate contraddistinte da temperature particolarmente elevate. Tra i comportamenti fondamentali raccomandati si ricordano: evitare l’ingresso brusco in acqua quando si è molto accaldati (lo sbalzo termico tra la temperatura corporea e quella dell’acqua può provocare malori improvvisi e idrocuzioni); rispettare le tempistiche di digestione prima di tuffarsi o nuotare al largo; prestare la massima attenzione alle bandiere di segnalazione esposte dalle torrette di salvataggio (rossa per mare agitato o pericolo, bianca per balneazione sicura); tempestività nelle segnalazioni; evitare di allontanarsi, specie se da soli in acque più lontane dalla riva e più profonde».

Ceccaroni sottolinea che «spesso i marinai di salvataggio segnalano persone, non proprio giovanissime, che si cimentano da provetti nuotatori in solitarie bracciate verso le boe ed è così che rischio aumenta con l’aumentare della distanza dal marinaio di salvataggio o da altri bagnanti. Ascoltare i consigli, segnalare la discesa in acqua, informarsi su possibili correnti, facilita l’attività del personale addetto alla sicurezza. Invitiamo tutti i bagnanti a seguire con estrema attenzione e rispetto le indicazioni dei nostri marinai di salvataggio, la sicurezza è un bene comune che si costruisce insieme. Collaborare per evitare condotte imprudenti in acqua e sulla battigia è il modo migliore per proteggere la vita umana e assicurare a tutti una vacanza serena, piacevole e indimenticabile».

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