«Un paesaggio modellato dall’antico mare preistorico, fatto di argille, crinali, vallate e terrazze panoramiche, ma anche di storia, produzioni agricole, tradizioni e luoghi di cultura» così Leonardo da Vinci, nel celebre Codice Hammer descrive i calanchi romagnoli, che danno forma al paesaggio unico della Romagna del Faentino e del Brisighellese.
Per il quinto anno, il museo Carlo Zauli di Faenza torna a celebrare il territorio con il Festival dei Calanchi e delle Argille Azzurre: dieci giorni di attività pensate per vivere le aree tra Brisighella, Riolo Terme, Faenza e Imola, in programma dall’11 al 20 settembre. L’evento si articolerà attraverso linguaggi differenti: dai trekking esperienziali, camminate sensoriali e percorsi notturni per esplorare il terriorio fino ai laboratori di ceramica e di disegno che invitano a invece di entrare in relazione con la materia. In programma anche spettacoli teatrali e performance, musica e letture, oltre che a una dimensione partecipativa e conviviale che vedrà cantine aziende agricole e agriturismi diventare luoghi di incontro tra attività culturali, degustazioni e momenti di condivisione.
Tra le iniziative, anche diversi progetti artistici e partecipativi che affronteranno il tema della memoria dell’alluvione e della possibilità di trasformare un’esperienza collettiva in una nuova forma di racconto. Tra questi, il percorso Sedimenti coinvolge gli artisti Giorgia Severi ed Emidio Galassi nel laboratorio ceramico Terra Emersa, un’esperienza partecipativa tra argilla e materiali di riciclo.
Anche la musica entra in dialogo con il paesaggio attraverso la collaborazione con la rassegna Recondita Armonia Festival – Note in Natura, che porterà concerti in alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’area dei calanchi e del Parco della Vena del Gesso Romagnola.
Il Festival proseguirà poi anche oltre il calendario di settembre con due appuntamenti che ne sviluppano
ulteriormente la ricerca. Domenica 11 ottobre, alle Manifatture Sottosasso, Primitivo Interiore
proporrà una giornata dedicata alla ceramica primitiva contemporanea, con la creazione collettiva di
un’opera in ceramica dalla modellazione alla cottura finale, accompagnata da un incontro di
mindfulness e da un trekking tra i calanchi.
Il 18 ottobre, invece, il laboratorio Sedimenti restituirà al pubblico l’esperienza del percorso artistico
attraverso l’inaugurazione dell’opera collettiva nata durante il laboratorio Terra Emersa con Emidio
Galassi e la performance finale del laboratorio Il Guado, a cura di Menoventi.



