mercoledì
16 Settembre 2026
Polizia

Indagine sui certificati anti-Cpr: perquisizioni su oltre venti medici in varie parti d’Italia

L'operazione tocca nove città del centro-nord. Ad eccezione di un solo caso, si tratta di professonisti finora non indagati

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Nuovi sviluppi nell’indagine della procura di Ravenna sulle presunte certificazioni false rilasciate da medici per impedire il trattenimento di cittadini extracomunitari nei centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).

Dopo l’attività di un anno fa concentrata sul reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna, che lo scorso marzo ha portato a provvedimenti cautelari per otto medici (dieci mesi di sospensione dalla professione per tre medici e dieci mesi di interdizione dal rilascio dei certificati), ora l’inchiesta si allarga ad altre parti d’Italia.

La polizia di Stato sta svolgendo dalle prime ore di questa mattina, 16 settembre, una serie di perquisizioni nei confronti di oltre una ventina di professionisti sanitari in varie città: Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese. Ad eccezione di un solo caso, si tratta di medici finora non iscritti nel registro degli indagati.

L’operazione è condotta dal Servizio centrale operativo (Sco) e dalla squadra mobile della questura di Ravenna. I decreti di perquisizione riguardano i domicili e i supporti informatici dei medici.

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