Una bomba d’artiglieria della Seconda guerra mondiale rinvenuta durante un cantiere ferroviario e poi nuovamente sepolta. È al centro di un’inchiesta della Procura di Ravenna che vede tre persone indagate con l’accusa di attentato alla sicurezza dei trasporti e detenzione illegale dell’ordigno.
La vicenda, ricostruita oggi (16 settembre) dal Corriere Romagna, riguarda i lavori eseguiti da Rfi sulla linea ferroviaria tra Solarolo e Castel Bolognese, nell’ambito degli interventi successivi alle alluvioni del 2023 e del 2024.
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla sostituta procuratrice Angela Scorza, l’ordigno sarebbe stato individuato dagli operai impegnati nel cantiere nel 2024. Si trattava di un proiettile d’artiglieria calibro 155 millimetri ad alto esplosivo, del peso di circa 43 chili, risalente al secondo conflitto mondiale.
Il ritrovamento sarebbe avvenuto in corrispondenza del ponte ferroviario sul Rio, in vicolo Pilastrino Ovest. Invece di interrompere le attività e procedere alla segnalazione e alla successiva bonifica, l’ordigno sarebbe stato ricollocato nello scavo e ricoperto, dopo essere stato posizionato a oltre tre metri di profondità. La granata sarebbe quindi rimasta sotto terra per oltre un anno e mezzo, a poca distanza dalla linea ferroviaria.
Per questa vicenda risultano indagati il direttore dei lavori incaricato da RFI, un 35enne originario di Bentivoglio e residente a Rimini, il direttore tecnico della società appaltatrice, un 59enne residente a Portici, e il capo cantiere, 44enne di Afragola.
A far riemergere la storia è stata, circa un anno dopo il ritrovamento, una serie di segnalazioni anonime indirizzate ai residenti e ad altri soggetti. Telefonate, lettere ed email indicavano la presenza di una bomba sotto il ponte ferroviario e fornivano indicazioni sul punto in cui sarebbe stata nascosta. Gli investigatori avrebbero ricondotto quelle comunicazioni proprio al capo cantiere, che avrebbe così fatto emergere quanto accaduto.
Le indicazioni hanno portato agli scavi e, nell’autunno del 2025, al ritrovamento dell’ordigno nel punto segnalato. Tra l’8 e il 9 novembre sono intervenuti gli artificieri dell’Esercito, insieme a vigili del fuoco, carabinieri, polizia locale e personale ferroviario. Per consentire le operazioni di messa in sicurezza e rimozione è stata sospesa la circolazione dei treni sulla tratta Ravenna-Castel Bolognese.
La bomba è stata quindi recuperata e trasportata in sicurezza per la successiva neutralizzazione.
Nei giorni scorsi ai tre indagati sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Ora potranno prendere visione degli atti dell’inchiesta, presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati. Sarà quindi la Procura a valutare i successivi passaggi, compresa l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.



