«Il comparto Istruzione è afflitto da criticità strutturali insostenibili, prima fra tutte il progressivo aumento del carico di lavoro burocratico e amministrativo che sottrae tempo prezioso alla didattica, a cui si aggiungono la totale solitudine istituzionale e legale in cui si trovano i docenti durante le uscite didattiche e le retribuzioni significativamente inferiori alla media dei Paesi europei»: a seguito dell’assemblea unitaria del personale docente e Ata dell’Istituto Baccarini di Russi, i sindacati ribadiscono con forza la legittimità della protesta dei lavoratori, sostenendo lo sciopero bianco.
Dall’inizio dell’anno scolastico, infatti,i docenti della scuola secondaria di primo grado hanno deciso di limitare le proprie prestazioni all’esclusivo adempimento degli obblighi contrattuali previsti dal Ccn, rifiutando tutte le attività extracurricolari non fondamentali al corretto funzionamento della macchina scolastica, come uscite didattiche e gite, laboratori, attività didattico-ricreative e corsi di recupero pomeridiani. «Questa protesta legittima, definita “sciopero bianco”, non intacca in alcun modo il benessere degli alunni – commentano da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Snals Confsal -, i docenti hanno infatti garantito il mantenimento di tutte le attività necessarie a valorizzare la didattica, restando i primi garanti del diritto allo studio e dimostrando un altissimo senso di responsabilità. Spesso, il funzionamento organizzativo delle scuole e l’ampliamento dell’offerta formativa si reggono esclusivamente sulla disponibilità volontaria del personale, remunerata con compensi irrisori attraverso il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa, in un meccanismo che sfrutta la vocazione dei docenti senza il dovuto riconoscimento da parte dell’apparato ministeriale».
Sempre secondo quanto riportato dalle associazioni sindacali, i docenti della scuola primaria intervenuti in assemblea, pur non adottando la modalità dello sciopero bianco, avrebbero dichiarato la loro totale e assoluta solidarietà ai colleghi della secondaria, condividendo integralmente le motivazioni e lo spirito della vertenza. Al termine dell’assemblea, i docenti hanno prodotto un documento formale e dettagliato, approvato come ordine del giorno. Tra le istanze riportate nel documento, la richiesta ai sindacati di portare la rivendicazione all’attenzione dei tavoli di negoziazione regionali e nazionali; monitorare le esperienze di “sciopero bianco” (parziali o integrali) già in atto in molte altre realtà scolastiche, garantire la piena copertura sindacale della presente protesta; promuovere una conoscenza diffusa di questa iniziativa a livello territoriale, per rivendicare con forza un rinnovo contrattuale dignitoso, lo stanziamento di risorse stipendiali adeguate e una significativa semplificazione burocratica.
«Questa dinamica inaccettabile non è un episodio isolato, ma il sintomo inequivocabile di un malessere profondo che attraversa l’intero sistema nazionale di istruzione, ormai giunto a un punto di rottura – concludono i sindacati -. Le scelte politiche continuano a ignorare la centralità della Scuola Pubblica della Costituzione, piegando l’istruzione a una logica aziendalistica, performativa e burocratica che svilisce la professionalità del personale docente e Ata. Ribadiamo con determinazione che la tenuta della scuola autonoma non può più scaricarsi sulle spalle, sui sacrifici e sul “lavoro sommerso” dei lavoratori. Il rilancio del sistema educativo esige investimenti strutturali immediati e massicci, a partire dal prossimo rinnovo del CCNL, un radicale snellimento delle incombenze amministrative e il pieno riconoscimento, materiale e sociale, del lavoro scolastico».


