Il Ravenna Festival torna a indagare la musica corale, messa in relazione con i luoghi storici della città: stavolta a raccogliere l’invito è uno degli ensemble vocali più iconici del mondo, quello degli statunitensi Chanticleer. Non solo un gruppo vocale, ma una vera “orchestra di voci” che si esibirà martedì 16 giugno alla Rocca Brancaleone (21.30), aprendo il tour europeo in esclusiva italiana con il programma Without a Song. I biglietti (a posto unico numerato) sono disponibili sul sito del Ravenna Festival a 25 euro (5 euro per gli under 18)
Dodici voci maschili, senza alcun sostegno strumentale, che interpretano in maniera originale un repertorio che va dalle polifonie medievali e rinascimentali fino ad autori contemporanei e jazz, senza disdegnare sortite gospel. La purezza delle linee, la morbidezza del suono, l’intarsio del contrappunto sono solo alcune delle caratteristiche più riconoscibili del gruppo, una delle grandi testimonianze viventi di quello che può fare la voce umana quando si mette in gioco come una grande architettura sonora. L’appuntamento è reso possibile dal sostegno di Deco Industrie. Sul palco sei controtenori (Tavian Cox, Luke Elmer, Cortez Mitchell, Bradley Sharpe, Logan Shields e Adam Brett Ward); tre tenori (Vineel Garisa Mahal, Matthew Mazzola e Andrew Van Allsburg) e tre baritoni-bassi (Andy Berry, Jared Graveley, Matthew Knickman), sotto la direzione di Tim Keeler. Il nome del gruppo si richiama al gallo astuto e “dal canto limpido” dei trecenteschi Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer. Dalla loro fondazione, avvenuta nel 1978 a San Francisco, i Chanticleer si sono rinnovati inserendo gradualmente nuove voci, senza tradire lo spirito e il suono delle origini.
Il gruppo vocale Chanticleer è conosciuto in tutto il mondo per il suo vasto repertorio, unito a un virtuosismo vocale d’eccezione: dagli arrangiamenti delle melodie della cantante indiana Shobha Raju, alla musica corale di Toby Twining, compositore texano contemporaneo molto attento alla vocalità, radicato nella tradizione country e gospel. Fino al Padre nostro del compositore afroamericano minimalista Julius Eastman, o quello di William Billings, vissuto nella seconda metà del Settecento, con una biografia avventurosa, e considerato il primo compositore di musica corale sacra del Nord America. Chanticleer presta inoltre particolare attenzione al repertorio vocale Seicentesco dei compositori della Nuova Spagna, come Juan Gutiérrez de Padilla, originario di Malaga ma, dai primi anni ’20 del Seicento, attivo a Puebla in Messico e autore di musica sacra in latino e di villancicos sacri.



