giovedì
22 Gennaio 2026
lavoratori

Sciopero Cgil, raggiunto anche il 100 percento di adesione nelle aziende: «Contro una manovra di bilancio ingiusta»

A Ravenna un corteo dal Pala De André alla darsena di città

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La Cgil di Ravenna in una nota inviata alla stampa si dice soddisfatta per la riuscita della mobilitazione che si è svolta sull’intero territorio nazionale. «A livello provinciale si è registrata un’ampia partecipazione sia allo sciopero nei luoghi di lavoro sia al corteo che a Ravenna dal Pala de Andrè è giunto in Darsena, dove hanno preso la parola sindacalisti, pensionati e lavoratori e lavoratrici».

A metà percorso è intervenuta la segretaria generale della Cgil di Ravenna, Manuela Trancossi, mentre le conclusioni dal palco sono state affidate a Gianna Fracassi, segretaria generale nazionale della Flc Cgil.

La partecipazione allo sciopero è stata ottima in diverse importanti realtà del territorio: si è raggiunto il 100% delle adesioni in Gattelli, Imola Legno, Conserve Italia. Alte percentuali sono, inoltre, state registrate in Chef Express, Heidelberg, De Angelis, Marini, Iemca, Barbetti, Vulcaflex.

«Siamo felici per il grande risultato ottenuto e per il forte sostegno ricevuto dalle persone in questa giornata – commenta la segretaria generale della Cgil di Ravenna, Manuela Trancossi –. Siamo scesi in piazza perché questa legge di Bilancio non prevede nulla, per l’ennesima volta, per lavoratrici, lavoratori, famiglie, pensionati e pensionate. Oggi più che mai, è emersa la preoccupazione nostra e dei cittadini per il destino della sanità pubblica, della scuola e del welfare del nostro paese. Non vediamo politiche industriali per l’Italia e l’unica voce in cui si investe veramente è quella degli armamenti. Noi diciamo no a un’economia di guerra, chiediamo misure di sostegno alle persone e a chi ogni giorno fa fatica ad andare avanti affrontando una miriade di problemi a cui questo governo non dà risposte. Oggi il nostro territorio ha dato una forte risposta contro una manovra di bilancio ingiusta, che non affronta i problemi reali dei lavoratori, giovani e pensionati: bassi salari, precarietà, servizi pubblici senza risorse, sanità, pensioni e diritto al lavoro dignitoso».

 

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