martedì
30 Giugno 2026
Agricoltura

Ondata di caldo, Legacoop: «Disponibilità idrica fonte di preoccupazione»

30% in meno di pesche e albicocche più piccole. Attenzione alla sicurezza sul lavoro: «Per i soci coltivatori, lo stop pomeridiano ai lavori manuali aumenta i costi e complica la logistica»

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L’ondata di caldo che sta colpendo da due settimane l’Europa preoccupa Legacoop Romagna e le cooperative a essa associate. In particolare, lo stress idrico, l’utilizzo d’acqua in costante aumento e le colture che, nonostante l’irrigazione, rallentano o arrestano il proprio sviluppo sono i temi che allarmano maggiormente: «Si segnalano aumenti dei prelievi d’acqua fino al 40% con relativi aggravi dei costi di irrigazione – dichiara Legacoop -. Nelle aree della Romagna settentrionale si guarda con attenzione ai livelli del Po e alle disponibilità del sistema irriguo, mentre aumenta il timore che eventuali limitazioni possano arrivare proprio nel momento di massimo fabbisogno delle colture».

Per cercare di contrastare il fenomeno, le cooperative stanno sfruttando gli strumenti dell’agricoltura di precisione: centraline meteo, sensori di umidità del terreno, impianti automatizzati, irrigazione notturna e piattaforme digitali per permettere di distribuire solo l’acqua strettamente necessaria, evitando sprechi e ottimizzando i consumi. Secondo Legacoop Romagna è ancora presto per una stima puntuale dei danni, come evolveranno le colture in queste condizioni sarà valutabile solo nelle prossime settimane, ma il rischio di un calo delle rese è dato per scontato: «Le produzioni frutticole sono tra le più colpite – fanno sapere da Legacoop – : nelle pesche si registrano già riduzioni produttive stimate attorno al 30%, dovute soprattutto al mancato accrescimento dei frutti, con ripercussioni sia sui quantitativi raccolti sia sul loro valore commerciale. Si rischia che anche le albicocche siano di diametro leggermente inferiore alla media. Soffrono anche il pomodoro, il mais, la soia, il sorgo, la barbabietola da zucchero e numerose colture destinate sia al mercato sia alla produzione di energia rinnovabile».

Il caldo, non è un problema solo per le colture ma anche per la sicurezza dei lavoratori. «Negli stabilimenti dell’agroindustria il caldo si gestisce con pause e rotazioni. Per i soci coltivatori, lo stop pomeridiano ai lavori manuali aumenta i costi e complica la logistica. Ora la preoccupazione è per i temporali annunciati nei prossimi giorni, visto che spesso le ondate di calore anomale sono state seguite da eventi meteorologici disastrosi».

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