martedì
12 Maggio 2026

Non solo di sabbia, a Marina di Ravenna anche il presepe di ferro (a Marinara)

Inaugurazioni il 7 e l’8 dicembre. Tra gli scultori della sabbia artisti da Canada, Ucraina e Spagna

Presepe Ferro Compagnia
Il presepe della Compagnia portuale

Il presepe di ferro della Compagnia Portuale di Ravenna – negli anni scorsi galleggiante sul canale Candiano, in darsena di città – quest’anno si sposta a Marina di Ravenna. L’inaugurazione è in programma sabato 7 dicembre alle 18 in piazza a Marinara, dove è stato deciso che resterà posizionato.

Il giorno dopo, invece, domenica 8 dicembre alle 15.30, verrà inaugurata la dodicesima edizione del presepe di sabbia di Marina di Ravenna. L’anno scorso sono state 47mila le presenze registrate, più del doppio di quelle dei primi anni, con i visitatori da fuori città che rappresentano ormai quasi il 50 percento del totale, ci dicono gli organizzatori.

Gli artisti coinvolti provengono quest’anno da Canada, Ucraina e Spagna. Sarà visibile fino al 20 gennaio (dal 16 al 20 dicembre e dal 7 al 17 gennaio: 14- 18 dal lunedì al venerdì, 10-12.30 e 13.30-18 il sabato, domenica e festivi; dal 21 dicembre al 6 gennaio 10-12.30 e 13.30-18 tutti i giorni).

Ravenna, Patti Smith all’Alighieri “carica” le Sardine: «Continuate a lottare»

La storica cantante americana si è presentata con un pesce di stoffa sulla giacca. E ha ringraziato la città per Dante

Patti Smith
Patti Smith sul palco dell’Alighieri di Ravenna

Patti Smith ama le Sardine. Lo ha rivelato la stessa “sacerdotessa del rock” sul palco dell’Alighieri durante il concerto sold out di Ravenna, proprio alla vigilia della manifestazione in Darsena.

E la cantautrice americana ne ha approfittato per incitare appunto le cosiddette Sardine, invitandole a «continuare a lottare».

Sul palco del teatro ravennate la Smith si è presentata con una sardina di stoffa sulla giacca e ha chiesto alla platea se ce ne fossero, di Sardine, in platea, facendo scattare l’applauso.

E, come ha sottolineato in un post anche il sindaco Michele de Pascale, ha anche ringraziato Ravenna per continuare a “prendersi cura” di Dante…

In auto con attrezzi edili con il marchio dell’azienda appena derubata: denunciati

Fermati dalla polizia un 26enne e un 35enne, non hanno saputo spiegare che ci facevano in giro di notte ed è scattata la perquisizione

Polizia Notte11In due in auto di notte con degli attrezzi edili con i marchi di un’azienda che era appena stata derubata. Non poteva finire bene per un 26enne e un 35enne campani fermati dalla polizia l’altro ieri a Ravenna. Per entrambi è arrivata la denuncia in concorso per furto aggravato e possesso di chiavi alterate e grimaldelli.

I due erano su una Fiat 500 in via Fiume Montone Abbandonato. Dalle verifiche nella banca dati delle forze di polizia sono emerse, per entrambi, diversi precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio. Visto che non erano in grado di giustificare la loro presenza a Ravenna, cadendo più volte in contraddizione, i poliziotti hanno perquisito la loro autovettura. Una livella laser, completa di accessori, e altri utensili per lavori edili che recavano il marchio pubblicitario di una azienda di Bagnacavallo.

Attraverso i colleghi del commissariato di Lugo, i poliziotti riuscivano ad accertare che il veicolo era transitato circa un’ora prima nel comprensorio di Bagnacavallo e che una ditta del luogo aveva subito il furto di una livella laser e di altro materiale che era stato asportato da un furgone che si trovava parcheggiato in strada.

I due hanno ammesso di aver effettivamente sottratto l’attrezzatura che gli agenti avevano rinvenuto a bordo della loro auto. L’attrezzatura sequestrata è stata restituita al legittimo proprietario.

In darsena con le Sardine di Ravenna anche Mattia, tra i fondatori del movimento

In programma una diretta Facebook sulla pagina nazionale

Mattia Santori
Mattia Santori

In Darsena, con le Sardine di Ravenna, ci saranno anche alcuni dei fondatori del movimento, tra cui Mattia Santori, il volto più noto, spesso anche in televisione in questi giorni.

Lo annunciano gli amministratori del gruppo ravennate, ricordando l’appuntamento di domani a Ravenna, dalle 19 in darsena, in concomitanza con l’arrivo di Matteo Salvini in piazza Kennedy, per l’inaugurazione della sede della Lega di Ravenna. In Darsena, scrivono gli amministratori del gruppo, «perché oggetto negli ultimi anni di una meravigliosa riqualificazione urbana, una rinascita dal brutto al bello che anche le Sardine chiedono appassionatamente».

«Manifestiamo – si legge poi nel post della vigilia – per una politica che non incoraggi l’odio, che non sottoponga le persone a vile discriminazione sulla base della loro etnia, genere, orientamento sessuale e religione, che non si avvalga del sensazionalismo mediatico, che non sia corrotta, approssimativa e manipolatrice. Manifestiamo per una politica che sia giusta, inclusiva, ricca in contenuti, dove il dialogo sia stimolante e i toni sempre rispettosi, dove il politico non si senta privilegiato per i benefici derivanti dalla sua carica, ma sia responsabile ed umilmente grato per l’onore di rappresentanza conferitogli democraticamente dalla popolazione. Manifestiamo per una politica che investa senza riserve nella cultura, perché comprende che l’unica cosa che dà prospettiva ad una Nazione è l’educazione dei propri cittadini, e nel lavoro, perché dona dignità alle persone. Scendiamo in strada a chiedere tutto questo per non cadere nell’antiquato fallimento umano ed istituzionale del sovranismo populista».

La diretta Facebook verrà fatta attraverso la pagina nazionale 6000 sardine.

Dopo due anni di lavori, inaugura la biblioteca storica del Mic di Faenza

Tornano agibili i locali più antichi del museo, con 68mila volumi inventariati

Biblioteca StoricaSono terminati i lavori di restauro della biblioteca storica del Mic di Faenza, che verrà inaugurata ufficialmente il 6 dicembre alle 18.

Grazie alla ristrutturazione i locali più antichi sono tornati agibili dal pubblico, in sicurezza e adatti a una corretta conservazione del ricco patrimonio.

Dopo la distruzione del bombardamento del 13 maggio 1944, l’architetto Ennio Golfieri, sulle linee delle precedenti, ebbe l’incarico di progettare le nuove scaffalature che rappresentano il nucleo più storico della Biblioteca che rappresenta una unicità in tutto il mondo con un patrimonio librario eccezionale di circa 68mila volumi inventariati, tanto che il riconoscimento Unesco è stato conferito al Mic, usando le parole di Marialuisa Stringa, presidente della federazione italiana Club Unesco e responsabile per l’Italia del Programma “Monumenti e siti testimoni di pace” perché «Il Museo costituisce un punto di riferimento per la ceramica antica, moderna e contemporanea, nazionale e internazionale. Questo sia per la presenza delle preziose opere ceramiche in esso contenute sia per la eccezionale documentazione custodita nella sua biblioteca».

Strettamente connessa alla Biblioteca e, suo complemento naturale, vi è la Fototeca della maiolica italiana, organizzata secondo criteri rigorosamente scientifici con il corredo di dati e indicazioni bibliografiche che ha superato i 16mila numeri di inventario.

«La biblioteca è il cuore pulsante del MiC, depositaria del più vasto sapere al mondo sulla ceramica, un patrimonio di testi e volumi unico al pari delle collezioni del museo. – spiega il sindaco del comune di Faenza Giovanni Malpezzi – Il restauro dei locali storici non era perciò doverosa solo dal punto di vista strutturale ed estetico ma indispensabile per conservare e trasmettere i tratti identitari del patrimonio culturale della nostra città alle generazioni future».

I lavori, avviati dal Comune di Faenza nel settembre del 2017 sono stati resi possibili grazie al prezioso sostegno del Comune di Faenza, della Regione Emilia Romagna, della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, della Fondazione del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza, di Credit Agricole e di Giuseppe e Gabriella Ferrero e hanno riguardato in particolare la sostituzione del tetto e la messa a norma dell’impiantistica.

Dopo l’inuagurazione si terrà una visita guidata e un concerto di Ettore Marchi, liuto.

Confesercenti: «Per lo sviluppo economico servono migliori infrastrutture»

Riunione annuale congiunta tra Ravenna e Cesena con la presentazione della ricerca “La Romagna che vorrei”

IMG 2598Il punto centrale per lo sviluppo economico, commerciale e turistico, del territorio sta nel miglioramento e nel potenziamento delle infrastrutture. È la posizione espressa dagli imprenditori di Ravenna e Cesena associati a Confesercenti in occasione dell’assemblea annuale congiunta che si è tenuta alla fiera di Ceena il 2 dicembre.

Molto partecipato, il tradizionale appuntamento di fine anno ha visto i dirigenti dell’associazione impegnati in un confronto pubblico aperto con i due sindaci delle città di Ravenna e di Cesena, Michele De Pascale e Enzo Lattuca.

Si è parlato di strategie condivise per l’ottimizzazione delle risorse e di strumenti per affrontare la grande trasformazione che il mondo del commercio al dettaglio delle città sta vivendo. I dirigenti hanno ribadito l’importanza del ruolo della politica locale, chiamata a recepire le esigenze concrete delle imprese e ad agire, e il loro impegno a confrontarsi costantemente con l’amministrazione pubblica per lavorare nella stessa direzione e nell’interesse di tutti.

Nell’occasione è stata presentata la ricerca “La Romagna che vorrei”, condotta dal Centro Studi delle due Confesercenti territoriali su un campione di 150 imprese associate, lo spunto per un’animato dibattito su diversi temi e sulle priorità emerse grazie ai dati raccolti.

Apre il nuovo mercato coperto di Ravenna: ecco come sarà

Due ristoranti, sette nuovi chioschi, bar, gelateria, cocktail, libri. Investimento di 13 milioni di euro di Coop Alleanza 3.0 e Molino Spadoni

Il MercatoInaugura domattina (giovedì 5 dicembre) alle 10.30 il nuovo mercato coperto di Ravenna. Al taglio del nastro ci saranno il sindaco Michele de Pascale, il vicario generale dell’Arcidiocesi don Alberto Brunelli, il prefetto Enrico Caterino e i rappresentanti delle due aziende che hanno portato avanti l’investimento, Andrea Volta, vicepresidente di Coop Alleanza 3.0, e Leonardo Spadoni, amministratore delegato di Molino Spadoni.

Il grande edificio del 1922 di proprietà del Comune di Ravenna è stato svelato ieri ai media. Il progetto porta la firma di Paolo Lucchetta, responsabile del Master IUAV Retail Architecture and Design for Social and Commercial Purposes, e ha comportato investimenti per oltre 13 milioni di euro: 10,4 milioni di Coop Alleanza 3.0 per il restauro, l’adattamento funzionale e la realizzazione di un punto vendita Coop nella struttura, e 2,7 milioni di euro di Molino Spadoni. Quest’ultima  ha curato l’allestimento e seguirà la nuova gestione con due ristoranti, 7 nuovi chioschi (panetteria, pescheria, banco succhi ed estratti, salumi e formaggi, piadineria, macelleria e gastronomia, griglieria), bar, pralineria, gelateria, cocktail bar, spazio eventi e cultura, libreria e temporary shop.

Nel punto vendita Coop, in 230 metri quadrati i clienti troveranno un assortimento di prodotti per la piccola spesa quotidiana o per un acquisto “dell’ultimo momento” ma di qualità. “Nelle scansie – si legge nella cartella stampa – fatte di materiali e finiture armonizzate con il resto della struttura, spazio all’ortofrutta tutta biologica sfusa e confezionata, specialmente di stagione, a salumi e latticini del territorio e a marchio Coop, fino ai prodotti surgelati. L’offerta è completata da prodotti non alimentari di uso quotidiano, come gli accessori per la telefonia, pile, lampadine, complementi per la cucina, la casa e cancelleria”.

Nelle botteghe di Molino Spadoni “l’offerta si basa prodotti di qualità, realizzati secondo criteri di sostenibilità, di presidio e controllo della filiera e di autenticità e genuinità dei sapori, con una scelta molto ampia che attraversa il nostro paese e ne raccoglie le migliori eccellenze regionali”. Una proposta che varierà nel corso dell’anno, destinata alla spesa quotidiana o a quella più importante, all’asporto o al consumo all’interno del Mercato, dove sarà possibile trovare formaggi, salumi, carni, pasta fresca tirata a mano dalle sfogline e “azdore” romagnole, così come prodotti di gastronomia, tutti provenienti da produttori accomunati dalla stessa filosofia. “Oltre alla Mora Romagnola si troveranno numerose varietà di carni, provenienti da allevamenti naturali a terra, che condividono la filosofia di benessere animale che viene perseguita nella “Fattoria di Palazzo Zattaglia” del Gruppo. Questo sarà il filo conduttore di tutti i banchi quindi anche della pescheria, della panetteria, del banco estratti e succhi. All’interno del Mercato inoltre verrà servita birra cruda prodotta dal birrificio del Molino Spadoni appositamente per il Mercato Coperto, non pastorizzata e non filtrata, con ricette dedicate e che varieranno nel corso dell’anno”.

In quest’ottica, Molino Spadoni ha scelto di affidare la caffetteria ad un partner specializzato, di indiscussa competenza nel mondo di caffè e miscele: il Gruppo Pascucci seguirà il bar principale dell’atrio proprio all’ingresso di Piazza Andrea Costa, la zona cioccolateria e praline con marchio Rizzati e la gelateria artigianale. Al piano superiore, con affaccio sul piano terra e sulle ampie vetrate dello splendido edificio, un importante bar in stile Decò, destinato alla mixologia botanica e ai “classici”, per un aperitivo o un dopo cena, anche gustando in compagnia le “pizze alla pala”. Aperto dalla tarda mattinata fino ad oltre la mezzanotte, offre tavoli e sedute libere per tutta la giornata e affianca il palco destinato a spettacoli, concerti, presentazioni ed eventi. “Ci si potrà sedere liberamente – assicurano dal Molino Spadoni – anche solo per godersi uno degli speciali burger acquistati al piano inferiore oppure per un goloso cono di fritti, o per un calice di vino, una tisana, o un gelato”.

Sempre al primo piano, c’è anche un book corner, che con la collaborazione di Librerie.coop offrirà una scelta selezionata di titoli, presentazioni con gli autori e diverse opportunità regalo per il Natale. L’offerta culturale dello spazio sarà seguita con la collaborazione delle principali istituzioni cittadine, come Ravenna Festival, con proposte site specific, Fondazione Ravenna Antica e gli enti di promozione del turismo. I servizi generali della struttura sono affidati al Gruppo Igd.

Tutti i chioschi saranno aperti tutti i giorni, dalle 8 alle 24, e anche più tardi in serate speciali come il Capodanno; il bar aprirà invece alle 7; il supermercato Coop, fino al 6 gennaio sarà aperto dal lunedì alla domenica dalle 8 alle 21.

I Verdi: «Ventisei pietre d’inciampo a Lugo per ricordare gli ebrei deportati»

Ravaglia e Serantoni: «Di fronte all’antisemitismo strisciante un gesto concreto a ricordo di chi fu vittima del nazifascismo»

Attachment 2019 12 04T140227.841I Verdi lughesi chiedono che siano posizionate 26 pietre d’inciampo in centro a Lugo per ricordare i cittadini di religione ebraica deportati  nei lager nazisti e mai più tornati come testimonia la lapide all’entrata della Rocca . «La storica ed attiva presenza della comunità ebraica nella nostra città – scrivono gli esponenti del partito Angelo Ravaglia e Gabriele Serantoni –  è documentata ormai solo da una famiglia superstite, i Marach, dal cimitero ebraico e dal significativo toponimo Ghetto che identifica il rione dell’attuale corso Matteotti”.

Oggi, «di fronte al rinascere di manifestazioni di antisemitismo strisciante, come il caso Segre, a cui si aggiungono il recente episodio nella civilissima Faenza denunciato dallo lo scrittore Roberto Matatia e la vergognosa vicenda del respingimento delle pietre d’inciampo a Schio, sarebbe importante rimarcare nuovamente la mostruosità della Shoah. Pertanto a Lugo, unica città romagnola sede di un Ghetto, dovrebbero essere poste 26 pietre d’inciampo, simboli e memoria dei propri cittadini deportati, vittime del nazi-fascismo, possibilmente presso le loro abitazioni, se ancora identificabili, o presso l’ex sinagoga».

“Morto nel 1945, nato nel 1981”: la gaffe nel cartello stradale di via Badiali

Pur se segnalato da molti cittadini, specialmente via web, il cartello che segna la data di nascita e di morte del medico non è stato sostituito

BadialiUna banale inversione di numeri e Alfredo Badiali – medico e combattente – sembra essere uomo che viaggiava nel tempo. Nato l’ 8 febbraio 1891, Badiali .è morto l’ 11 novembre 1945, ad appena 54 anni. Nel luglio di quest’anno, la vecchia targa della strada intitolata alla sua memoria, situata nel quartiere San Biagio, tra via Vicoli e via Lercaro, in prossimità del discount Lidl, è stata però sostituita con una nuova, nella quale si legge, ferma restando la data della morte, che egli è “rinato” nel 1981. A segnalare il caso è Alvaro Ancisi LpRa.

«La portentosa resurrezione non è sfuggita ai residenti e ai numerosi cittadini che frequentano la zona. La foto della targa è velocemente circolata sui social web, alimentando espressioni entusiastiche per il “Ritorno al futuro” dell’illustre concittadino. La notizia, finita anche su un quotidiano, è perciò diventata di pubblico dominio”. Dopo cinque mesi dal caso però la targa però è rimasta tal quale, perciò Ancisi chiede al sindaco di sistemare la questione in un’interrogazione. Il Comune era stato molto più veloce nell’ottobre scorso quando in via Po comparse l’erroraccio da matita blu: un apostrofo.

Tasse, in provincia pesano fino al 61 per cento nel bilancio delle imprese

L’analisi della Cna sui tributi analizza le differenze tra Faenza, Ravenna, Lugo e Cervia. La Città del Sale è la più cara per le aziende

Attachment 2019 12 04T134029.456Una differenza di tassazione che varia da comune a comune, con complicanze per le imprese che da tempo chiedono un fisco trasparente e semplice, che non scoraggi l’iniziativa d’impresa. Il tema del confronto organizzato dalla Cna di Ravenna, è partito da questa richiesta e dalla necessità di un alleggerimento della pressione fiscale che pesa per il 59,1 per cento delle imprese. Non è mancata un’analisi dei Comuni ravennati. Per ognuno di loro è stato stimato il peso complessivo delle tasse e il “tax free day”, vale a dire il giorno in cui le aziende si “liberano” del peso fiscale e cominciano a lavorare per guadagnare.

Faenza , Ravenna, Lugo e Cervia: questi i territori presenti nell’analisi della Cna nazionale, presentata del responsabile Politiche Fiscali Claudio Carpentieri. Faenza è la città più virtuosa: al 14esimo  posto nazionale le tasse pesano per il 55,7 per cento e la “liberazione” è fissata al 21 luglio 2019. Segue Ravenna (58,6 per cento, tax free day al primo agosto, 55esima posizione). Al 59esimo posto troviamo Lugo (59,2 per cento, tax free day il 3 agosto) e, infine, Cervia dove il peso delle tasse arriva al 61,6 per cento e in cui i commercianti lavorano fino al 12 agosto per pagarla.  «È evidente – sottolinea la Cna – la differenza nella tassazione locale, non solo nei Comuni di quest’area: basti pensare che tra il primo e l’ultimo in classifica ci sono 62 giorni di distanza nel tax free day».

Tutto ciò «mette in evidenza l’esigenza di una tassazione più equa e di una semplificazione generale. Servono interventi di riduzione dell’Irpe, la riduzione e la completa deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali, una più omogenea attribuzione dei valori catastali, l’agevolazione dei passaggi generazionali delle imprese individuali e, infine un uso intelligente della fatturazione elettronica per sgravare le imprese degli oneri dei controlli»

È seguita la tavola rotonda con gli amministratori Locali, moderata da Massimo Mazzavillani, direttore della Cna di Ravenna che ha chiesto un commento ai dati dell’Indagine Cna. Per tutti e quattro i partecipanti al dibattito, la percezione della pressione fiscale è sempre negativa, nonostante l’impegno dei Comuni per mantenere bassa la parte di pertinenza locale. Occorre, però, essere trasparenti nei confronti di cittadini e imprese e dare riscontro di come vengono spese le risorse. Il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, ha affermato che nel 2020 non ci saranno incrementi nell’imposizione fiscale perché la disponibilità di risorse e le campagne di fundraising messe in campo sono sufficienti a sostenere il piano degli investimenti e a confermare la qualità dei servizi. Per il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, è importante proseguire con la politica di sobrietà iniziata da qualche anno, che ha permesso di ridurre il debito del Comune aumentando la qualità dei servizi offerti. Il sindaco di Lugo Davide Ranalli ha spiegato come l’impianto fiscale di un Comune non può essere incoerente con quello dei comuni vicini, soprattutto nel caso delle Unioni di Comuni: ogni azione va ponderata in una visione di insieme. Infine, il vicesindaco di Cervia, Gabriele Armuzzi, ha sottolineato l’importanza del confronto con le associazioni e le parti sociali in genere. Il Comune si impegna a non aumentare la pressione fiscale, ma attuerà una politica di razionalizzazione delle spese e di investimenti più consistenti per garantire alla cittadinanza servizi eccellenti.

 

Rigenerazione urbana, bando da 21 milioni di euro stanziato dalla Regione

I progetti possono riguardare il risanamento di alloggi esistenti o la realizzazione di nuovi, da attuare preferibilmente attraverso il recupero di edifici inutilizzati o in seguito all’abbattimento di quelli vecchi

Casa AcquistoLa Regione ha stanziato 21 milioni di euro da destinare a progetti di rigenerazione urbana, architettonica e ambientale, che migliorerà e amplierà l’offerta di alloggi di edilizia residenziale sociale e pubblica, attraverso il recupero e la realizzazione di nuove abitazioni, la messa in sicurezza degli edifici esistenti e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici. La Giunta ha infatti approvato una ‘manifestazione di interesse’ rivolta ai Comuni con una popolazione superiore a 50 mila abitanti, per individuare quattro proposte progettuali che richiedono un contributo tra 5 e 5,5 milioni di euro ciascuna. Cifra a cui si aggiungerà una quota di cofinanziamento da parte di soggetti locali, pubblici e/o privati, non inferiore al 20% del contributo richiesto.

I progetti possono riguardare il risanamento di alloggi esistenti o la realizzazione di nuovi, da attuare preferibilmente attraverso il recupero di edifici inutilizzati o in seguito all’abbattimento di quelli vecchi. Le proposte dovranno anche contribuire ad incrementare la qualità urbana dei quartieri degradati e caratterizzarsi come strumento per migliorare e risolvere le situazioni di disagio abitativo e sociale. Tra le caratteristiche edilizie richieste sono comprese la messa in sicurezza delle componenti strutturali degli immobili, tramite interventi di adeguamento o miglioramento sismico, efficientamento impiantistico, energetico, e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

«La casa è un bene primario- spiega il presidente della Regione con delega alle Politiche abitative, Stefano Bonaccini- e tutti devono poter contare su un alloggio stabile e dignitoso. Per questo abbiamo messo a punto un programma straordinario destinato a prevenire il disagio abitativo, aumentando l’offerta di alloggi a prezzi accessibili e migliorando lo stato di quelli già esistenti da destinare alle persone più fragili economicamente, perché senza un’abitazione stabile e dignitosa le famiglie rischiano l’esclusione sociale».

A Classis 52mila visitatori in un anno. Ravennantica: «Tra i primi 100 in Italia»

I biglietti stimati inizialmente erano 60mila. «Ma le previsioni di incasso sono state comunque rispettate»

Foto1 Esterno Classis

Arriva il primo bilancio del museo Classis Ravenna, inaugurato un anno fa: il museo archeologico di Classe ha visto l’ingresso di poco più di 52mila visitatori. Di questi, i paganti sono stati 31.038 (il 60%) mentre 21.186 (40%) sono  stati i biglietti emessi a titolo gratuito. L’incidenza delle gratuità sul dato complessivo – si legge nel comunicato della fondazione Ravennantica – è largamente al di sotto del 48% della media nazionale e in linea con i musei che vantano le migliori percentuali.

Inevitabile è tuttavia il confronto sui paganti rispetto a quanto preventivato lo scorso anno: erano stimati 60mila biglietti, ne sono arrivati meno. La Fondazione però assicura che le previsioni di entrata – pari a 226mila euro – sono state rispettate. Nel dettaglio: « Sono stati incassati 148.640 euro da biglietti; 11.450 euro da visite guidate; 36.246  euro da book-shop;  29.664 euro da affitto sale. Ciò è stato possibile grazie ad una spesa media per ogni visitatore che si è rivelata superiore alla previsione stimata dal rapporto Cles pari a euro 3,5 e che si è assestata, invece, a 3,76 euro». Il comunicato sottolinea anche «apprezzamento unanime degli addetti ai lavori e le lusinghiere recensioni della stampa specializzata». In ogni caso Classis è tra «i primi cento musei più visitati d’Italia nel quale, per quanto riguarda l’Emilia Romagna, figurano attualmente soltanto il MAMbo e la Pinacoteca Nazionale di Bologna oltre al Complesso della Pilotta di Parma che, peraltro, consta di tre realtà: la Galleria Nazionale, il Teatro Farnese ed il Museo Archeologico Nazionale».

La volontà espressa dal Ministero dei Beni Culturali, dal Comune di Ravenna e dalla Regione Emilia-Romagna, in fase di attuazione dell’Accordo di Valorizzazione, di promuovere e proporre con un biglietto integrato il circuito Classiario, «in questo primo anno ha già conseguito risultati molto interessanti. Le potenzialità però, sono di ampio margine e potranno concretizzarsi efficacemente allorché il sistema di digitalizzazione delle biglietterie al quale si sta dedicando Ravennantica avrà completamente preso avvio».

Sul versante della didattica museale, per esempio, «circa 5mila presenze delle 52mila complessive sono riferibili ai laboratori realizzati per le scolaresche e per le famiglie. Questo risultato pur rappresentando un dato ragguardevole, è però suscettibile di un aumento sostenuto in considerazione del fatto che, quest’anno, si è potuto disporre delle aule didattiche solo dal 15 maggio. Ora che si può disporre da subito delle nuove aule didattiche e che, conseguentemente, si è potuto avviare per tempo la promozione dei laboratori , è lecito attendersi risultati molto superiori in linea con l’esperienza significativa maturata da Ravennantica».

Infine, il successo più rilevante del Museo Classis – secondo i promotori – «si è manifestato con tutta la sua forza nella capacità di sviluppare collaborazioni a livello locale, regionale e nazionale instaurando e rafforzando rapporti sinergici con realtà museali, culturali e istituzionali tali da portare a compimento processi che consentono di entrare in circuiti culturali e turistici di grande rilevanza». Vanno letti in questo senso gli accordi di collaborazione sottoscritti con il Mann di Napoli e con il Sistema dei Parchi della Val di Cornia ai quali si sono aggiunti, da ultimo, il Museo del Delta di Comacchio e Il Mic di Faenza.

«Alla soddisfazione derivata dall’alto numero dei visitatori – dice il presidente di Ravennantica, Giuseppe Sassatelli – va affiancata anche la soddisfazione, non meno importante sul piano squisitamente culturale. L’offerta innovativa del nuovo Museo di Classe sia nella sua impostazione di fondo (Museo della città e del territorio) che nei suoi apparati espositivi ha catturato l’interesse di tanti visitatori che hanno avuto così la possibilità di approfondire un segmento importante della storia della città e del suo territorio, accrescendo in primo luogo le proprie conoscenze, ma collegandole anche al resto del patrimonio storico e archeologico della città, in una sinergia e con un intreccio che aprono scenari affatto nuovi sul piano della valorizzazione del nostro patrimonio culturale e anche su quello della crescita culturale dei cittadini». Michele de Pascale parla di  eccellenti risultati in termini di numero di visitatori e di apprezzamento della stampa» che «confermano con nostra grande soddisfazione, il valore dell’investimento e la qualità del disegno originario. Non si tratta di un punto di arrivo, ma del raggiungimento di un traguardo parte di un percorso di visione, ampio e ambizioso, che vedrà il museo proiettarsi nel tempo sempre con nuovi progetti e servizi, come ad esempio la promozione e la proposta del circuito Classiario nel suo insieme attraverso un biglietto integrato che raggiungerà la sua completa espressione grazie al sistema di digitalizzazione delle biglietterie al quale RavennAntica sta lavorando».

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