mercoledì
22 Aprile 2026

Donato un ecografo di ultima generazione all’ospedale di Lugo: è costato 26mila euro

A regalare il macchinario è stata l’associazione lughese Pro-chirurgia. Già 18 i suoi interventi a favore dell’Umberto I

Consegna Del Nuovo Ecografo, Ospedale Di Lugo, 26 Settembre 2017(1)Martedì nel reparto  di endocrinologia dell’ospedale di Lugo si è svolta la consegna del nuovo ecografo che l’associazione lughese Pro-chirurgia ha acquistato prima dell’estate. Per l’occasione erano presenti il sindaco di Lugo Davide Ranalli, i medici del servizio, la direzione sanitaria e i rappresentanti della Bcc e degli altri enti che hanno contribuito tramite le loro sovvenzioni all’acquisto della macchina.

Si tratta di un ecografo di ultima generazione che consente di eseguire l’elastosonografia, una nuova tecnica ecografica in grado di fornire informazioni sulla consistenza di un tessuto o di un nodulo in tempo reale. “È considerata una sorta di palpazione elettronica”, come ha spiegato Sara Versari, dell’équipe medica dell’unità operativa di endocrinologia dell’ospedale di Lugo.

La macchina è costata circa 26mila euro. “Questo ecografo ci consente senza dubbio di compiere un miglioramento del nostro servizio”, ha sottolineato Marisa Bagnoli, direttrice sanitaria dell’ospedale di Lugo.

“È il 18esimo intervento a favore dell’ospedale di Lugo fatto dall’associazione Pro chirurgia – ha sottolineato Gabriele Sangiorgi, presidente dell’associazione. Le Amministrazioni di Lugo e della Bassa Romagna hanno sempre dimostrato attenzione e disponibilità nei nostri confronti. In questo caso la donazione è stata possibile anche grazie a un importante intervento da parte della Bcc – Banca di credito cooperativo ravennate, forlivese e imolese”.

Tentato furto in ospedale, confermata in appello la condanna per Daniela Poggiali

In secondo grado la difesa non strappa l’assoluzione.  L’ex infermiera è accusata di aver provato a sottrarre dieci euro dal portafoglio di un anziano

Poggiali durante il processo in Assise a Ravenna

L’ex infermiera Daniela Poggiali è stata condannata in appello a tre mesi di carcere e cento euro di multa per un tentato furto in ospedale. Lo scrive l’agenzia Ansa. Il processo si è tenuto a Bologna, in appello.  I fatti del processo risalgono alla sera del 19 ottobre 2013 e il suo difensore, l’avvocato Lorenzo Valgimigli, annuncia ricorso. Oggetto del tentativo di furto sarebbero dieci euro sottratti da un portafoglio di un anziano che era andato in ospedale a Lugo, dove Poggiali lavorava, per assistere la moglie.

Poggiali ha un’altra condanna a quattro anni e mezzo per furti in corsia, con appello fissato tra un mese.  Era poi stata condannata dalla Corte di assise di Ravenna all’ ergastolo per l’omicidio di una sua paziente, la 78enne Rosa Calderoni morta l’8 aprile 2014 a poche ore dal ricovero, è stata recentemente assolta in secondo grado; la procura generale sta preparando il ricorso in Cassazione.

Un gemellaggio lungo sessant’anni: la città celebra l’amicizia con Chartres

Sabato 30 settembre una serie di iniziative insieme ad una delegazione francese. Ospite anche il sindaco Jean-Pierre Gorges

Cattedrale Chartres
La cattedrale di Chartres, città gemellata con Ravenna

Da sessant’anni Ravenna e Chartres sono gemellate. Si tratta di uno dei rapporti più longevi in Europa e il 30 settembre sarà celebrato con una serie di eventi. Per questo sabato sarà una giornata dedicata a celebrare questo anniversario con ufficialità e un programma di eventi. I rappresentanti istituzionali delle due città si incontreranno in municipio alle 9. Il sindaco Michele de Pascale accoglierà Jean-Pierre Gorges, sindaco di Chartres, che sarà accompagnato dal vicesindaco Elisabeth Fromont, dall’assessore a Sport e istruzione Karine Dorange, da Patrick Géroudet assessore alle Relazioni internazionali.

Il programma della giornata proseguirà nella sala D’Attorre di via Ponte Marino, alle 10, dove, alla presenza dell’assessora alle Politiche europee Ouidad Bakkali, si svolgerà la premiazione al concorso “Gemelliamoci”, ideato dall’associazione ravennate “Amici di Chartres” e rivolto a tutte le scuole secondarie di primo grado di Ravenna.

Seguirà alle 11 in largo Chartres, angolo Istituto comprensivo statale Guido Novello, l’inaugurazione del mosaico dal titolo “Campo fiorito – Cattedrale”, vetrata realizzata dagli allievi del biennio specialistico di Mosaico dell’Accademia di Belle arti, condotto dal professor Leonardo Pivi. L’opera è liberamente ispirata ad una delle vetrate della cattedrale di Chartres. Gli allievi della sezione musicale accoglieranno le delegazioni eseguendo gli inni nazionali di Francia, Italia e quello europeo.

Nel pomeriggio alle 17.30, nella sala espositiva di vicolo degli Ariani, ci sarà l’inaugurazione della mostra “Reveries Textiles” – Suggestioni su tela – di Dominique Marielle, alla presenza dell’assessora Bakkali. A conclusione della giornata celebrativa al Teatro Rasi alle 21 si terrà il concerto, omaggio alla musica francese, per pianoforte e clarinetto con musiche di C. Saint-Saëns, Pierné, Debussy, J.Massenet e Klosé. Al pianoforte Marco Santià e al clarinetto Matteo Succi.

L’ anniversario sarà sottolineato anche dalla presenza di 32 cittadini di Chartres che saranno ospitati, come è di consuetudine fare con gli scambi che si sono susseguiti negli anni, da alcune famiglie di Ravenna. Arriveranno in città giovedì 28 settembre e ripartiranno il 2 ottobre.

Un piano strategico per Dante: Comune e Regione firmano puntando al Ministero

Obiettivo: spingere il governo a riconoscere il ruolo protagonista di Ravenna e dell’Emilia-Romagna, individuando le risorse necessarie

Protocollo Dante Firma Bonaccini De PascaleUna firma per spingere il ministero dei Beni Culturali a partecipare attivamente e a portare le risorse necessarie alla celebrazione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri. Questo è in sintesi il senso del protocollo firmato questa mattina da Regione e Comune. I due enti vogliono definire un piano strategico che individui «obiettivi di miglioramento urbanistico, di conservazione, valorizzazione, promozione e didattica del patrimonio dantesco nel territorio regionale, in particolare in quello ravennate. Inoltre, dal punto di vista economico dovranno essere messi in campo interventi finanziari speciali»

In vista dell’appuntamento del 2021 «si punterà a coinvolgere il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo affinché riconosca il ruolo protagonista di Ravenna e dell’Emilia-Romagna, individui le risorse necessarie per sostenere la realizzazione di un programma di celebrazione e nomini, di conseguenza, un Comitato nazionale per le celebrazioni strutturato secondo un principio di rappresentanza anche delle istituzioni e dei territori interessati alle celebrazioni dantesche». Tra gli obiettivi, anche quello di attivare una collaborazione con la Regione Toscana e il Comune di Firenze, terra natale del sommo poeta, per condividere eventi e metodologie di intervento che mettano a valore, complessivamente, l’esperienza dantesca, e con essa il grande tributo alla cultura italiana e mondiale.

Una settimana di festa contro degrado e insicurezza attorno ai giardini Speyer

Dall’1 ottobre la prima edizione della Farini Social Week: concerti, sport, laboratori musicali, letture, degustazioni.

1404 Giardini SpeyerPer contrastare degrado e senso diffuso di insicurezza nei giardini Speyer e nella zona circostante, il Comune di Ravenna si gioca la carta dell’animazione: da domenica 1 a sabato 7 ottobre si terrà la prima edizione della festa del quartiere Farini. La manifestazione, grazie al coordinamento del progetto di cittadinanza attiva del Comune, ha visto riuniti aziende, associazioni, commercianti e residenti del quartiere per dare vita ad un programma partecipato di attività: concerti, dimostrazioni sportive, laboratori musicali, letture, degustazioni di prodotti e tanto altro. Le organizzazioni e i gruppi partecipanti sono 29 e per la prima volta nel centro città il mercato con 55 ambulanti con diverse e selezionate merceologie.

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«Si tratta di un evento – hanno commentato gli assessori Massimo Cameliani e Valentina Morigi – inteso a restituire la piena e serena fruizione del quartiere Farini ai cittadini anche in attuazione del principio che rendendo un ambito cittadino partecipato e animato lo si renda più sicuro».

Si parte quindi domenica 1 ottobre in viale Farini dalle 9 alle 19 con il mercato cittadino in collaborazione con il Consorzio Il mercato. Dalle 14.30 tra i giardini Speyer e piazzetta Anita Garibaldi sono previste animazioni per bambini, dimostrazioni sportive e il concerto della banda cittadina.

Lunedì 2 l’appuntamento è alle 17 in piazzetta Anita Garibaldi con il laboratorio di percussioni per bambini e adulti a cura di Konahouro Dioma.

Martedì 3 alle 17 gli operatori del mercato contadino di viale Farini invitano tutti per un Aperitiv’orto, degustazione di prodotti e di storie, mentre alla libreria Dante in via Diaz parte la pedalata per bambini e famiglie con lettura di libri in collaborazione con Nati per leggere e Fiab. Alle 17,30 ad Acer si discute di condomini collaborativi e di abitare spazi comuni.

Mercoledì 4 dalle 14.30 alle 17.30 a Città Attiva incontro con l’associazione Romania Mare a cui seguono alle 18,30 le letture multilingue ad alta voce a cura di Vivavoce e Associazione Terra Mia.

Giovedì 5 alle 18.30 al Grinder coffee lab di via di Roma per la rassegna Globe Trotter l’incontro è con Roberta Barlati che racconta la sua esperienza di vita e di lavoro a Dubai.

Venerdì 6 alle 17 si parte da CittAttiva per una visita al quartiere Farini a cura del Fai Ravenna e Fai Giovani Ravenna.

Sabato 7 si festeggia tutti insieme l’ultimo giorno della festa del quartiere Farini con il pranzo autogestito di avvicinato dove ciascuno porta il proprio pranzo e lo condivide con i partecipanti. Nel pomeriggio musica, animazioni, invasioni poetiche, laboratori per bambini, scambio di libri, esibizione di parkour in collaborazione con Emergency, Apurimac Onlus, Parrocchia di San Giovanni Evangelista, Museo NatuRa, Cardamomo, Shine Parkour. Dalle 19 Farini social week diventa Notte d’oro con street food, musica e balli persiani ai Giardini Speyer, la festa Rockabilly da Grinder e il PlayDrinkBar all’osteria Il Paiolo di piazzale Farini.

Una nuova laurea magistrale pronta al debutto alla facoltà di Beni Culturali

Interamente in inglese, il corso unisce i diritti umani e il patrimonio culturale. Molti gli sbocchi internazionali che sono possibili

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Un momento della giornata di benvenuto agli studenti alla presenza dei docenti e delle autorità cittadine

Funzionari della Banca Mondiale, esperti nell’elaborazione e gestione di progetti per la valorizzazione del patrimonio culturale, specialisti in diritti umani impegnati nelle missioni internazionali, esperti di progettazione all’interno dell’Unione Europea o di altri organismi internazionali.

Sono questi – secondo una nota della Fondazione Flaminia – alcuni degli sbocchi dei futuri laureati in “International Cooperation on Human Rights and intercultural Heritage”, nuova laurea magistrale internazionale interamente in lingua inglese che è partita quest’anno nella sede di palazzo Verdi a Ravenna su iniziativa del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, Campus di Ravenna.

«A rendere questa laurea un unicum in Italia– ha spiegato questa mattina il professor Mario Neve, coordinatore del corso di laurea in occasione dell’avvio delle lezioni e giornata di benvenuto agli studenti internazionali – il connubio tra diritti umani e patrimonio culturale che non si trova altrove si formino esperti di cooperazione allo sviluppo internazionale».

L’escavo dei fondali si regge su una cassa di colmata piena di fanghi sotto processo

La Nadep sorge su un’area di Sapir che incassa un milione all’anno di affitto dall’Autorità portuale: non è mai stata sequestrata ma i 650mila mc di sedimenti al suo interno per la procura sono da considerare rifiuti dopo la scadenza delle autorizzazioni. Dieci manager alla sbarra per reati ambientali

Nadep
In primo piano la cassa di colmata Nadep, adiacente alla piallassa Piomboni. Ha una capienza di 900mila mc e sorge su un’area di 17 ettari

Il fulcro per la realizzabilità del progetto “Hub portuale” per approfondire i fondali del Candiano è un’area di circa 17 ettari di proprietà della Sapir, terminalista controllato dagli enti pubblici, tra via Trieste e la sponda destra del Candiano a ridosso della piallassa Piomboni tra Ravenna e Marina. Lì si trova la cassa di colmata denominata Nadep che ha una capacità di 900mila metri cubi: l’intenzione dell’Autorità portuale è di usarla per il deposito dei fanghi del nuovo dragaggio che dovrà iniziare nel 2019 per il tempo necessario (circa un anno) alla loro stratificazione che consenta di separare la parte conferibile alle cave da quella che invece servirà per alzare il piano campagna delle future piattaforme logistiche. La cassa verrà utilizzata in maniera determinante, riempita e svuotata più volte, nell’ambito delle operazioni di movimentazione e definitiva collocazione dei sedimenti da dragare. Attualmente Sapir incassa dall’Autorità portuale un affitto che ammonta a poco meno di un milione di euro all’anno.

Oggi l’area accoglie circa 650mila mc di materiale dragato in passato e chiamato di categoria B dalle definizioni stabilite dalla legge: si può usare per opere infrastrutturali ma non per il riempimento delle cave. Il materiale al suo interno è una parte di quello al centro di un processo che vede alla sbarra dieci manager del mondo portuale (Ap, Cmc e Sapir) per presunti reati ambientali: l’accusa ritiene che i fanghi siano stati lasciati oltre i termini concessi dalle autorizzazioni (in gergo chiamate R13) che prevedevano lo svuotamento e quindi vadano considerati alla stregua di rifiuti. Nel dettaglio i sedimenti nella Nadep fanno riferimento a una autorizzazione che era stata rilasciata alla Cmc. Su questa stessa vicenda in passato Alvaro Ancisi, consigliere comunale di opposizione, ha sollevato il caso delle mancate fideiussioni a garanzia.

Dalla presentazione pubblica si apprende che il nuovo progetto di Ap prevede lo svuotamento della Nadep con il trasferimento del materiale nella cassa di colmata Trattaroli che a sua volta dovrà essere prima svuotata del materiale al suo interno e conferibile in cava: queste due operazioni richiederanno circa 150mila viaggi di camion per un costo stimato tra 7 e 10 milioni di euro che, come fa sapere Ap, rientrano nei 235 totali previsti per il progetto.

«Tutta la tempistica e il successo di questo progetto girano attorno alla cassa Nadep», ha detto il presidente dell’Autorità portuale alla presentazione pubblica. Abbiamo quindi chiesto ai vertici di via Antico Squero di poter capire meglio come verrà gestita la questione dei materiali oggi depositati in quella cassa: ci hanno risposto ricordando che la Nadep non è mai stata oggetto di alcun sequestro, «vi è però una vicenda giudiziaria ancora aperta e dunque preferiamo non entrare più approfonditamente nella questione». Considerata la criticità della cassa Nadep per il progetto, «l’intenzione di Ap è provvedere al suo svuotamento ponendo poi in essere tutte le eventuali azioni di rivalsa a tutela degli interessi pubblici».

Una volta svuotata, la Nadep potrà diventare lo spazio da utilizzare per il deposito dei fanghi del nuovo dragaggio che dovrà iniziare nel 2019 per il tempo necessario (circa un anno) alla loro stratificazione che consenta di separare la parte conferibile alle cave da quella che invece servirà per alzare il piano campagna delle future piattaforme logistiche.

Rekico, sfilata di tutte le squadre e test con Ozzano in vista del campionato

Basket B / Domani dalle 18.30 al PalaCattani di Faenza verranno presentati gli organici del Basket 95 e della Raggisolaris Academy, poi a seguire lo staff tecnico e i giocatori della prima squadra. Alle 19.30 amichevole con i New Flying Balls

Gioacchino Chiappelli
L’ala della Rekico Gioacchino Chiappelli

A pochi giorni dal debutto in campionato la Rekico si presenta alla città e ai tifosi insieme al proprio settore giovanile, il fiore all’occhiello del club. Domani dalle 18.30 al PalaCattani di Faenza sfileranno sul parquet tutte le squadre del Basket 95 e quella della Raggisolaris Academy, poi toccherà allo staff tecnico e dirigenziale dei Raggisolaris e ovviamente ai giocatori che vestiranno la nuova canotta griffata Macron. Alle 19.30 ci sarà poi l’amichevole contro i New Flying Balls Ozzano (C Gold), ultimo test della preseason. Domenica la Rekico esordirà in campionato sul campo della Baltur Cento alle 18, partita che sarà trasmessa in diretta Facebook sulla pagina ufficiale della società.

I ravennati Rosetti e Baldini pronti a debuttare nelle batterie del Mondiale

Canottaggio / Oggi a Sarasota, negli Stati Uniti, inizia l’avventura iridata dei due atleti della Canottieri Ravenna. Rosetti fa parte dell’otto azzurro, mentre nel singolo Para-Rowing gareggia Baldini: «Voglio capire se in questi mesi sono riuscito a migliorare»

Rosetti In Barca
Bruno Rosetti in azione con la maglia della Canottieri Ravenna (foto Canottaggio.org)

Oggi, in occasione del terzo giorno di gare del Mondiale di canottaggio sul Nathan Benderson Park di Sarasota, in Florida (Stati Uniti), è previsto il debutto dei portacolori della Canottieri Ravenna, Bruno Rosetti e Simone Baldini. Il primo, ravennate doc, fa parte dell’otto azzurro e scenderà in acqua nelle batterie alle ore 13.35 (19.35 italiane), con l’obiettivo del primo posto molto difficile da centrare. L’Italia, che gareggerà in prima corsia, dovrà infatti vedersela con Gran Bretagna, Russia, Olanda, Australia e Cina e solo le due vincitrici delle gare si qualificheranno direttamente per la finalissima di domenica. Tutti gli altri partecipanti, invece, dovranno passare dai ripescaggi di giovedì prossimo, dove bisognerà piazzarsi nelle prime due posizioni per staccare il pass per la finale A.

Baldini 2 Foto Perna
L’atleta della Canottieri Ravenna Simone Baldini gareggia nel singolo Para-Rowing (foto Perna)

Farà il suo esordio alle ore 16.30 italiane (10.30 americane) l’altro atleta della Canottieri, il romano Simone Baldini, in gara nel singolo categoria Para-Rowing, che in corsia 4 sfiderà i rappresentanti di Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna, Russia e Austria. I primi due classificati accedono alle semifinali, gli altri invece dovranno passare dai ripescaggi di mercoledì. Intervistato alla vigilia del Mondiale da Canottaggio.org, Baldini racconta la sua esperienza in nazionale, iniziata nello scorso aprile. «Questo è il mio primo mondiale di canottaggio e tutto quello che sto vivendo è per me una continua sorpresa. L’ambiente è bellissimo. Siamo riusciti a creare anche un bel gruppo unito. Insieme stiamo bene e ci sosteniamo a vicenda negli allenamenti».

E proprio il gruppo è l’elemento che, a detta dello stesso atleta classe ’81, differenzia il canottaggio dalle precedenti esperienze sportive da lui affrontate: «Venendo a fare il raduno insieme ai compagni della nazionale assoluta si è venuta a creare una bella situazione di scambio reciproco che va a vantaggio di tutti. Questo spirito di gruppo in particolare è una cosa che caratterizza il canottaggio. Devo dire che è davvero bello e stimolante».

Sugli obiettivi al Mondiale, Baldini preferisce non sbilanciarsi. «Per me sarà un test importante per comprendere se in questi mesi sono riuscito a migliorare. A Sarasota, infatti, ritroverò atleti con cui mi sono confrontato a Gavirate e a Poznan. Per quello che riguarda l’emotività, so gestirla bene perchè in passato ho già disputato competizioni a livello mondiale».

 

Presentazione Bagnacavallo, le foto della festa, della 1ª squadra e delle giovanili

Calcio / Venerdì scorso il “Secondo Ricci” ha ospitato la presentazione ufficiale per il 2017/2018 di tutti gli organici della società del presidente Francesco Zannoni

Venerdì 22 settembre il campo sportivo di Bagnacavallo “Secondo Ricci” ha ospitato la presentazione ufficiale per il 2017/2018 di tutti gli organici e le rose, dai senior fino ai più piccoli del settore giovanile, dell’Ac Bagnacavallo Calcio, società presieduta da Francesco Zannoni.

È intervenuto l’assessore allo Sport Enrico Sama, accanto ai vicepresidenti della società Valerio Lanconelli e Benedetto Carrieri e al responsabile del settore giovanile Piero Cavalieri. Erano presenti assieme all’allenatore Mario Mazzotti i calciatori della prima squadra, che milita nel campionato regionale di Prima Categoria, e le squadre del settore giovanile che tesserano circa duecento tra bambini e ragazzi, dai Primi Calci 2012 fino agli Allievi 2001 e agli Juniores.

«Quanto costerà la gestione del nuovo palazzetto? Perché non lo fa un architetto?»

La lista civica Ixc che appoggiava De Pascale al voto è favorevole all’opera «perché la città ne ha bisogno», approva la collocazione su un’area «già urbanizzata» e apprezza i tempi previsti. Ma solleva qualche perplessità sulla squadra di progettazione e sulla sostenibilità futura

Pala De Andre
Pala de andre

La città ha bisogno di nuovi spazi per lo sport in grado di garantire un utilizzo polivalente, l’area del Pala De Andrè è quella giusta per realizzare un nuovo palazzetto ma oltre ai costi per la realizzazione serve un piano dei costi di gestione e ci vorrebbe un architetto nel team di progettazione, composto solo da tecnici del Comune, per rapportare la nuova struttura ai caratteri architettonici del Pala De Andrè e dell’intero Parco delle Arti e dello Sport. In sintesi è questa la posizione espressa da Insieme per Cambiare (Ixc) – lista civica che appoggiava la candidatura di Michele de Pascale alle amministrative del 2016 e aveva tra i suoi candidati anche l’architetto ed ex assessore allo Sport Guido Guerrieri – all’indomani della presentazione dello studio di fattibilità per un’opera da 15,5 milioni di euro che il Comune ambisce a vedere realizzata per la primavera del 2021.

L’analisi di Ixc parte considerando il progetto «come un’importante risposta alle esigenze dello sport cittadino, non solo per le squadre di vertice, ma anche per una ricaduta positiva sulle società di base».

Ma sul piatto va messo non solo il budget per costruirlo: «Apprezziamo l’impegno dell’amministrazione che garantisce in proprio, o con supporti esterni, la copertura dei 15 milioni di euro, ma rimane per noi indispensabile la definizione dei costi di gestione e la loro copertura, quale parte integrante della fattibilità del progetto. È necessario un piano che evidenzi i costi di gestione e di utilizzo dell’impianto, che prefiguri i diversi scenari di programmazione degli spazi e della gestione delle attività: costi fissi di personale e manutenzione dell’impianto, e spese variabili condizionate dalla fruizione, quali utenze e allestimento. Le dimensioni e la capienza dell’impianto devono avere un riscontro ed essere motivate: mille posti in più o in meno possono avere significative ricadute sia sul breve che nel lungo periodo».

La collocazione dell’opera ha suscitato alcune perplessità, in particolare per la lista civica Cambierà che ritiene l’area non idonea. Di altra idea Ixc: «Anzitutto l’area del Pala De Andrè non è uno spazio concluso, il progetto del Parco delle Arti e dello Sport era ancora in divenire, e l’architetto Sadich, artefice del progetto, conserva ancora numerose ipotesi che prevedevano di arricchire il complesso con diversi altri fabbricati come palestre e piscina». I sostenitori della lista – tra cui anche l’imprenditore Giovanni Poggiali da sempre promotore dell’attività sportiva in città – ricordano che il sito è già dotato di un’ampia gamma si servizi, quali parcheggi e reti tecnologiche e quindi permette di ipotizzare tempi ridotti per la realizzazione, impossibile se si dovesse acquisire una nuova area da urbanizzare da zero. La vicinanza al De Andrè ne farebbe un polo fieristico importante soprattutto per l’Omc.

La critica più strutturata però è per le figure a cui è stata affidata la progettazione: «Nutriamo fiducia e stima nelle capacità dei tecnici comunali, ma la particolarità e delicatezza del sito avrebbe meritato un diverso approccio con figure di specifica competenza e preparazione su valori artistico-architettonici. Il sito rimane comunque di grande pregio artistico e di forte valenza culturale, c’è un pezzo di storia della nostra città non solo sportiva, ci sono opere importanti quali il Grande Ferro R di Burri. Ne consegue la necessità di rapportare la nuova struttura ai caratteri architettonici del Pala De Andrè e dell’intero Parco delle Arti e dello Sport: ci stupisce in tal senso l’assenza di una figura di architetto».

Il sindaco: «40mila presenze in più per l’Ironman». Confermato per altri due anni

Coffari riassume le ricadute della gara di triathlon: «8 su 10 stranieri, da 74 nazioni, permanenza media 4-5 giorni»

RAVENNA 23/09/17. IRON MAN CERVIA
La seconda parte della gara in bicicletta, sulle colline romagnole, per un totale di 180 km

L’Ironman ha portato 40mila presenze in più a Cervia rispetto agli stessi giorni del 2016. È il sindaco Luca Coffari a fornire la cifra dopo aver mandato in archivio la prima volta in Italia del triathlon più estremo. Il primo cittadino, in una nota stampa, prosegue segnalando che quasi l’80 percento dei partecipanti alla gara era straniero e 74 le nazioni di provenienza, permanenza media di 4-5 giorni con uno o due accompagnatori.

«Per molti era la prima volta in Europa o in  Italia – scrive Coffari –. L’evento è stato sopra ogni più rosea aspettativa anche a detta degli organizzatori, con i quali abbiamo già firmato il contratto per i prossimi due anni rinnovabili. Vogliamo lavorare per migliorarci ancora e farlo diventare l’Ironman più bello d’Europa. Cervia deve tendere sempre più all’internazionalizzazione».

Il sindaco ringrazia i 1.500 volontari, i cittadini per la collaborazione e la pazienza, i prefetti di Ravenna e Forlì-Cesena, tutte le forze dell’ordine, le polizie municipali e provinciali dei territori interessati, l’Ufficio Eventi e tutto il personale del Comune di Cervia, le città di Bertinoro, Forlimpopoli, Cesena, Forlì e Ravenna e l’organizzazione di Ironman Italy Emilia Romagna. Appuntamento al 22 settembre 2018.

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