La procura di Bologna ha inoltrato al Gip richieste di rinvio a giudizio per 16 consiglieri regionali del gruppo Pd, per i rimborsi tra giugno 2010 e dicembre 2011. Rispetto agli avvisi di fine indagine di novembre – citiamo un’agenzia dell’Ansa – ci sono state due richieste di archiviazione, per il riconfermato in consiglio Antonio Mumolo e per Paola Marani. Tra i destinatari della richiesta di processo c’è anche il deputato Matteo Richetti e i due ex consiglieri regionali della provincia di Ravenna, Mario Mazzotti e Miro Fiammenghi.
Le richieste sono state firmate dai Pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, che hanno coordinato il lavoro della Gdf, e vistate dal procuratore aggiunto Valter Giovannini. Sono confermati gli importi di spesa contestati negli avvisi di fine indagine per peculato, in tutto 42 e che tra l’altro avevano riguardato consiglieri di tutti i gruppi, dopo un’inchiesta durata due anni. L’unica posizione che in precedenza era stata stralciata e poi archiviata era stata quella di Stefano Bonaccini che, prima delle elezioni da cui sarebbe risultato presidente della Regione, chiese e ottenne di farsi interrogare dai Pm.
Prima delle posizioni dei consiglieri del Pd erano state definite con richieste di rinvio a giudizio tutte le altre – in alcuni casi con udienze preliminari giá iniziate – eccetto quelle degli undici indagati Pdl (tra cui il ravennate Gianguido Bazzoni), per i quali la decisione dovrebbe essere imminente. Tra i Pd che andranno davanti al giudice dell’udienza preliminare c’è anche l’attuale eurodeputato Damiano Zoffoli.
A Mazzotti e Fiammenghi vengono contestate rispettivamente circa 13.500 euro e poco meno di 16mila euro di spese, tra cui ristoranti, giornali, trasporti (vedi articoli correlati).



