L’Ausl Romagna presenta due nuove direttrici che entrano a far parte del proprio organico dirigenziale per i prossimi cinque anni. Si tratta di Paola Ceccarelli, alla Direzione Assistenziale Aziendale, e di Tiziana Marzulli, nominata alla guida del Distretto Sanitario di Ravenna.
«Due incarichi di rilievo strategico per l’assetto di un’azienda che conta 16mila dipendenti – ha dichiarato durante la presentazione alla stampa il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori – e che intervengono su ambiti cruciali per affrontare le principali criticità organizzative. L’Emilia-Romagna dispone di uno dei sistemi sanitari più solidi a livello europeo, ma questo non esclude la presenza di problemi significativi, che non dipendono esclusivamente dalla carenza di risorse. Per garantire un servizio efficiente è fondamentale interrogarsi su come vengono utilizzate le risorse disponibili: in questo contesto, il ruolo della dirigenza assume un valore decisivo».
A proposito di problemi, le liste d’attesa rappresentano una delle sfide più critiche per il sistema sanitario e, come sottolinea il direttore Carradori, si lega alla nota carenza di personale. «Serve un approccio integrato che punti sull’appropriatezza delle prestazioni, più che su una riduzione indiscriminata delle prescrizioni». Il problema, infatti, riguarda soprattutto alcune aree specialistiche, come dermatologia, oculistica e cardiologia, dove si concentrano i ritardi. «Difficile avere una sanità all’altezza con il 30% in meno di personale necessario – continua Carradori, sottolineando come ci siano paletti nazionali che limitano le assunzioni -. Come Ausl Romagna cerchiamo di fare il possibile: nel bilancio del 2026 abbiamo stanziato 13 milioni di euro per l’aumento del personale infermieristico. Per accrescere le prestazioni servono risorse umane e non sempre il ricorso a tecnologie alternative colma il problema». Criticità emergono anche nel rapporto con le strutture private accreditate della zona. «Oggi circa il 50% delle prestazioni richieste al privato non viene erogato – sottolinea Carradori – e quelle garantite si concentrano soprattutto sugli esami diagnostici come tac o risonanze per le quali anche il servizio pubblico è all’altezza. Restano scoperte le visite specialistiche». Anche a causa della lunghezza delle liste d’attesa, le persone si affidano spesso al pronto soccorso, allungando così i tempi di permanenza che toccano di media le sei ore: «Un paradosso, se si pensa che in quel contesto il paziente riesce a completare in poche ore esami che attraverso i percorsi ordinari richiederebbero mesi. Il Cau e le Case della Comunità servono anche a questo: evitare congestionamenti del pronto soccorso».
Il completamente del pronto soccorso di Ravenna sarà uno degli interventi che saranno inaugurati prossimamente: «Lo inaugureremo nei primi 15 giorni di maggio, non è stata ancora terminata la zona rossa – dichiara Carradori -. Lo abbiamo raddoppiato rispetto a quando lo inaugurai io nel 2015».
Anche la Casa della Comunità della Darsena è in procinto di essere operativa. A giugno sarà terminato il primo stralcio di lavori e sarà quindi funzionante: «Sarà una Casa Comunità Hub funzionalmente integrata al Cmp – è stato spiegato – per aumentare l’assistenza e i servizi di prossimità. Ci saranno medici di medicina generale e attività dedicate a promozione e prevenzione».
Si è parlato anche della grande palazzina di 9mila metri quadrati dedicata ai reparti di pediatria e ostetricia, che sorgerà nel parcheggio davanti all’ospedale in viale Randi: «Nonostante le risorse Inail, si sforerà di 15 milioni il budget preventivato di 30 milioni. I lavori non sono ancora partiti per mancanza di fondi».
Durante l’incontro con la stampa, l’Ausl Romagna ha annunciato tre nuove assunzioni di medici, che andranno a sostituire i professionisti sospesi in seguito all’indagine della Procura sui cosiddetti certificati anti-rimpatrio. Il primo ha preso servizio il 15 aprile scorso, il secondo ieri e il terzo sta concordando la data.
Le biografie e gli incarichi delle due nuove nomine
La dottoressa Paola Ceccarelli, laureata all’Università di Firenze e con un master in management sanitario conseguito a Bologna, è docente a contratto per Unibo. Dopo aver guidato la Direzione Infermieristica e Tecnica di Cesena e i distretti sanitari dell’area cesenate, assume ora un ruolo strategico orientato all’innovazione organizzativa. Il suo impegno sarà rivolto al rafforzamento dei modelli assistenziali, alla valorizzazione del personale sanitario e al miglioramento della qualità e sicurezza delle cure, con particolare attenzione alla continuità tra ospedale e territorio e alla promozione della prevenzione.
Tiziana Marzulli, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, ha maturato una solida esperienza in Umbria, lavorando presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia e collaborando con la Regione su progetti di gestione del rischio sanitario. Dal 2017 è attiva in Romagna come dirigente medico nella sanità territoriale. La sua azione si concentrerà sul potenziamento della medicina di prossimità, valorizzando le Case della Comunità e promuovendo un approccio integrato e multidisciplinare, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi e intercettare precocemente i bisogni della popolazione.



