Il Comune di Ravenna fa sapere di aver contattato tutti i privati che nei mesi scorsi hanno manifestato un concreto interesse ad accogliere esemplari dei pavoni di Punta Marina, la località divenuta nota a livello internazionale in primavera per la colonia di volatili presente da anni.
«Nei mesi invernali – afferma l’assessora comunale Francesca Impellizzeri, titolare della delega Animali – procederemo alla delocalizzazione di un numero importante di pavoni grazie alla collaborazione dell’associazione animalista Meta con la quale stiamo definendo attività, tempi e risorse a disposizione». Le informazioni sono state fornite da Impellizzeri nella risposta scritta a una interrogazione del consigliere comunale Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna).
L’assessora ha specificato che si procedere anche con l’inanellamento dei pavoni che resteranno sul territorio. Si tratta di una metodologia di studio degli uccelli che consiste nell’applicazione di un anello metallico, o di materiale plastico, sulla zampa (tarso) dell’uccello per poterlo identificare successivamente in maniera univoca.
Oltre a quelli che verranno eventualmente presi in adozione da privati, il Comune intende ridurre la colonia presente nel centro abitato e vorrebbe utilizzare il bosco in costruzione a monte della località. È l’area verde che sta realizzando Snam come misura di compensazione per il rigassificatore in mare al largo di Punta Marina.
Ancisi lamenta la mancanza di risposte ad alcuni quesiti della sua interrogazione: «Si è deciso per un controllo delle loro nascite, e in che modo? Chi dovrebbe procedere ad inanellarli, e per quale scopo? Si provvederà ad un maggiore controllo, per evitare che vengano alimentati sconvenientemente nel centro del paese?». Perplessità, poi, sul bosco: «Sarà da realizzare nei prossimi anni. Non pochi certamente, almeno perché gli alberi crescano a notevole altezza. Visto che il mandato del sindaco Barattoni avrà termine nella primavera del 2030, sarà bene concentrarsi sul da farsi in termini ragionevoli». Infine l’augurio che vengano effettuati sopralluoghi per verificare la serietà e compatibilità delle strutture e dei privati che hanno fatto richiesta di pavoni, «essendo necessario sincerarsi, ad esempio, che non si tratti di attività commerciali o di persone senza secondi fini, tantomeno alimentari».



