Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di una lettrice in qualche modo stimolata dall’ultima puntata della rubrica satirica del nostro Moldenke (a questo link). La lettera è firmata, ma omettiamo volutamente il nome per non rendere riconoscibile la figlia minorenne.
«Gentile redazione,
ho letto l’Osservatorio di Moldenke riguardo Start Romagna che riportava le parole del presidente Corsini e vorrei fare alcune osservazioni da mamma di un’abbonata di Ravenna.
A proposito di funzione sociale ed economica del mezzo pubblico: mia figlia frequenta le scuole superiori a Forlì. Forlì-Ravenna sono 3 zone. Nella mia ingenuità pensavo che, visto che Ravenna-mare sono 2 zone, fosse compresa anche la tratta Ravenna-mare. Niente di più sbagliato: abbiamo dovuto fare l’abbonamento a 4 zone, come se mia figlia andasse al mare partendo da Forlì e non da Ravenna. Spero al prossimo rinnovo di convincere l’impiegata allo sportello dell’assurdità del ragionamento e che le 3 zone siano sufficienti. Vedremo.
A proposito di scelta più intelligente: lunedì 6 giugno mia figlia decide di andare in centro in bus, prendendo l’autobus della linea 1 delle 16.48. Linea che, vorrei sottolineare, passa ogni ora e venti. Proprio così: una linea urbana che passa ogni ora e venti minuti. Per incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico, presumo. O forse per confermare ulteriormente la centralità e la potenzialità del trasporto pubblico. Bene: alle 17 l’autobus non era ancora passato. Pur essendo abituata ai regolari ritardi dei mezzi pubblici, immagina che così sia un po’ troppo e decide di andare a prendere il 70 delle 17.20, visto che la fermata dista una decina di minuti. Le viene in mente di verificare la situazione del bus utilizzando il “servizio” del sito sugli orari in tempo reale (servizio assolutamente macchinoso: mi chiedo se qualcuno in Start Romagna abbia mai provato ad utilizzarlo. Mi permetto di consigliare di guardare come è fatta l’app delle Autolinee Toscane per capire come proporre qualcosa di veramente utile agli utenti): scopre che la corsa è cancellata. Morale della favola: è andata in centro a piedi perché sia la corsa dell’1 delle 16.48 che la corsa del 70 delle 17.20 erano state cancellate. Abbiamo poi scoperto che erano entrambe corse non garantite.
Quindi prima di pensare di prendere un autobus bisognerebbe verificare se la corsa è tra quelle non garantite per evitare di rimanere in attesa alla fermata? A me non sembra una cosa normalissima. Giornata sfortunata? Può darsi.
Ma come si può pensare che le persone si affidino ai mezzi pubblici con queste incertezze? Lo fa solo chi non ha alternative.
Il tutto per un costo del biglietto più alto di quello che si paga a Firenze e quasi a livello di quello che si paga a Bologna, a fronte oltretutto di una durata inferiore del biglietto, con un servizio che, permettetemi di dire, non è neanche paragonabile. A chi usa regolarmente gli autobus e legge queste dichiarazioni rimane, diciamo così, un po’ di amaro in bocca.
Tralascio poi la situazione affollamento bus all’andata o al ritorno da scuola: forse potrebbe essere argomento per un altro Osservatorio.
Scusate la lunghezza della mail, ma le cose che andrebbero dette sono veramente tante».
Grazie».
Lettera firmata



