mercoledì
05 Agosto 2026
la testimonianza

La scrittrice: «Per assistere mia madre sono finita in burnout. Serve una risposta per gli anziani non autosufficienti»

Lo sfogo di Deborah Gambetta, da Massa Lombarda, sui social

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«Le famiglie sono lasciate a se stesse. Vai in burnout? Cazzi tuoi». È una denuncia durissima quella affidata ai social da Deborah Gambetta, scrittrice di fama, originaria di Massa Lombarda, dove è cresciuta e dove nelle ultime settimane è tornata per assistere la madre di 88 anni, affetta da demenza senile.

In un lungo post pubblicato su Facebook, Gambetta ripercorre le settimane che hanno preceduto il ricovero della madre in una casa famiglia, raccontando senza filtri il peso fisico e psicologico dell’assistenza, le difficoltà incontrate nel rapporto con il sistema sanitario e dei servizi sociali e il senso di impotenza che l’ha portata a un vero e proprio crollo.
Il racconto inizia con le continue telefonate notturne della madre, prosegue con l’accesso al pronto soccorso per un grave scompenso dei valori clinici e con il successivo rientro a casa, nonostante le condizioni della donna. «Non possiamo ricoverarla, ricoveriamo solo per patologie gravi», riferisce la scrittrice riportando quanto le sarebbe stato spiegato in ospedale, nonostante i tentativi di ottenere una soluzione diversa.
Nei giorni successivi, racconta, la situazione precipita. Lascia Torino per raggiungere Massa Lombarda e assistere personalmente la madre insieme alle badanti. Descrive notti insonni, ansia, tachicardia, perdita dell’appetito e il ritorno della depressione e degli attacchi di panico già vissuti molti anni prima.

«Da mesi non vivo più. Da due anni non vivo più», scrive, spiegando di essersi rivolta anche ai servizi sociali senza trovare una soluzione immediata. Le viene indicata la strada dell’amministratore di sostegno, mentre per un posto in una Rsa le liste d’attesa risultano troppo lunghe. Nel frattempo cerca una struttura privata, ma racconta di essersi scontrata con costi che definisce insostenibili, fino a trovare posto in una casa famiglia.
«Le persone anziane non autosufficienti in Italia superano i quattro milioni – scrive infine Gambetta –. Non ci sono investimenti, non ci sono strutture pubbliche, non ci sono reali aiuti alle famiglie. Siamo un Paese vecchio e quello degli anziani non autosufficienti è un’emergenza sociosanitaria che non ha eguali in altri settori».

Il suo post, condiviso e commentato da centinaia di persone, ha suscitato numerose testimonianze di familiari che raccontano esperienze analoghe, trasformando una vicenda personale in una riflessione più ampia sulle difficoltà di chi ogni giorno si prende cura di un genitore non più autosufficiente.

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