La città di Ravenna si unisce ai festeggiamenti per la Giornata Mondiale del Rifugiato di sabato 20 giugno, con un programma di eventi alla Rocca Brancaleone che unisce musica, testimonianze e momenti di convivialità. Il titolo dell’iniziativa è “Musica che unisce”, proprio con l’idea di creare un’occasione aperta a tutta la cittadinanza per incontrarsi, condividere esperienze e costruire relazioni tra le diverse comunità che vivono e contribuiscono alla crescita del territorio.
Si parte dalle 15.45 con le attività ludico-culturali “Tracce di casa” a cura dei beneficiari dei progetti Sai Msna, Sai ordinari ed Agevolando aps; alle 16 seguirà il Drum Circle a cura di Khaoslab di Luca Torreggiani, un’esperienza ritmica collettiva in cui un gruppo di persone si dispone in cerchio per suonare percussioni. Alle 17, l’associazione Tutori Emilia-Romagna presenterà il libro “La tutela volontaria: voci, volti, storie e testimonianze”. Spazio alla fotografia dalle 18, con le esposizioni permanenti di “Fotoromanzo partecipativo” ” a cura di Sguardi in camera aps all’interno di Sottocasa e ritratti del progetto “Essere, Fare, P-Arte2, realizzati dagli studenti del liceo artistico di Ravenna con Life aps. Subito dopo, il concerto rap by Mentality and friends. Si cena alle 19.30, con un menù a cura della Rocca Brancaleone accompagnato dal concerto di Doc’s bad notes e No really what (allievi del Mama’s Scuola di Musica). La musica continua anche alle 20.30, con un karaoke interculturale aperto a tutti. Gli ultimi concerti alle 21.30, con il live tradizionale marocchino “gnawa” di Soufiane Ghmame e alle 22.30, quando Noran Adly & Band porteranno sul palco una fusione tra musica araba e jazz.
«Musica che unisce è il modo in cui Ravenna sceglie di celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato, con una festa aperta a tutti, che chiude un’edizione del Festival delle Culture particolarmente ricca – dichiara l’assessore Fabio Sbaraglia -. Gli oltre 20mila partecipanti registrati nei mesi scorsi ci dicono che la città ha risposto con entusiasmo e che i temi del dialogo interculturale e dell’inclusione sono sentiti e importanti per la cittadinanza. Un risultato che appartiene a tutti coloro che hanno lavorato per costruirlo: rete interculturale Riti, associazioni, enti, volontari, operatori, studenti, insegnanti, ospiti, la comunità intera».



