L’Oratorio di Sant’Onofrio di Lugo diventa il punto di partenza di un nuovo percorso educativo tra arte, storia della sanità e comunità: per l’anno scolastico 2026/2027 prende avvio il progetto «Sant’Onofrio: la Cura attraverso l’Arte», promosso da AUSL della Romagna in collaborazione con l’Istituto San Giuseppe di Lugo. L’iniziativa si inserisce nel macroprogetto «La cura attraverso l’arte – Museo Diffuso dell’Arte Sanitaria Romagnola» e prosegue un disegno avviato negli anni scorsi per far conoscere il patrimonio sanitario del territorio attraverso esperienze culturali, didattiche e partecipative.
L’Oratorio di Sant’Onofrio è infatti uno dei luoghi più significativi della storia assistenziale e culturale di Lugo. La sua origine è legata alla volontà di Clemente Galanotti, che destinò parte della propria eredità alla realizzazione di un ospedale per l’assistenza ai bisognosi. I lavori del complesso iniziarono nel 1674 e la chiesa fu completata nel 1679. Al suo interno si conservano importanti opere d’arte, tra cui quelle di Ignazio Stern, Ernst van Schayck e Tommaso Missiroli, detto il Villano, testimonianze del legame tra arte, beneficenza e assistenza. L’antico ospedale fu demolito nel 1913, mentre l’Oratorio è rimasto come testimonianza di quella storia. Recuperato e riaperto nel 2012, è diventato il primo nucleo del percorso «La cura attraverso l’arte – Museo Diffuso dell’Arte Sanitaria Romagnola».
Le attività saranno differenziate in base all’età degli studenti. I bambini della scuola dell’infanzia esploreranno il significato della cura attraverso gesti quotidiani, attività creative e il laboratorio «Mettiamoci le Mani». Gli alunni della scuola primaria diventeranno piccoli investigatori dell’arte, imparando a riconoscere i santi raffigurati nell’Oratorio attraverso i loro attributi e a collegare le opere alla storia del luogo. Gli studenti della scuola secondaria di primo grado approfondiranno invece la storia dell’Oratorio, la figura di Clemente Galanotti, la Confraternita e le opere conservate, attraverso ricerche interdisciplinari e strumenti digitali. Potranno realizzare brevi podcast, video e una timeline storica, con la possibilità di collegare i contenuti alle opere attraverso QR code. Visite guidate, laboratori e produzioni artistiche e multimediali accompagneranno così bambini e ragazzi in un’esperienza di conoscenza attiva, che si concluderà con una restituzione pubblica dei lavori.
Il progetto è ideato da Sonia Muzzarelli, conservatrice del patrimonio storico-artistico e referente aziendale dell’Ausl della Romagna, che ne cura l’impostazione culturale e il coordinamento in collaborazione con l’Istituto San Giuseppe. Il progetto si sviluppa con il contributo del Preside Davide Solaroli e s’ inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio sanitario aziendale. La continuità con l’esperienza del 2014 è uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa: un progetto già realizzato con la stessa scuola viene ripreso e ampliato per coinvolgere nuove generazioni nella scoperta del patrimonio.


