lunedì
08 Giugno 2026
slow food

Dal Rubicone alle terre faentine: nasce la rete degli areali gastronomici

Presentato al Mic il progetto che punta a mettere in connessione produttori agricoli, vignaioli, ristoratori, artigiani e istituzioni per rafforzare l’identità dei territori e creare nuove opportunità di sviluppo

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Dopo “I Rubiconi”, il progetto nato nell’autunno scorso tra le colline cesenati, la Romagna aggiunge un secondo tassello a una nuova mappa territoriale costruita attorno a cibo, paesaggio, artigianato e relazioni economiche. Con la presentazione ufficiale al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza è nato ufficialmente infatti “Le Faentine”, il secondo areale enogastronomico romagnolo promosso da Chef to Chef Emilia Romagna Cuochi, Il Lavoro dei Contadini, Slow Food (in particolare la condotta Romagna Valle del Lamone) e Tempi di Recupero. Più che singoli eventi o semplici vetrine delle eccellenze locali, “I Rubiconi” e “Le Faentine” rappresentano i primi due laboratori di un progetto che punta a costruire una rete di areali enogastronomici diffusi in tutta la Romagna. L’obiettivo è mettere in connessione produttori agricoli, vignaioli, trasformatori, ristoratori, artigiani, associazioni e istituzioni per rafforzare l’identità dei territori e creare nuove opportunità di sviluppo. Un modello che parte da un principio semplice: le eccellenze locali, da sole, non bastano più. Occorre costruire relazioni stabili tra chi produce, chi trasforma, chi distribuisce e chi racconta il territorio, creando una filiera corta condivisa e un sistema capace di generare valore economico, culturale e sociale. La filosofia degli areali è quella di trasformare l’enogastronomia in uno strumento di sviluppo territoriale. Un approccio che unisce biodiversità, sostenibilità, turismo lento, recupero delle tradizioni e valorizzazione delle produzioni locali secondo i principi Slow Food del “buono, pulito e giusto”. Un progetto che guarda alle terre alte e alla pianura come parti di un unico ecosistema e che punta a contrastare la frammentazione delle filiere attraverso nuove forme di collaborazione. La giornata del 16 maggio al Mic ha rappresentato il primo momento pubblico dedicato a “Le Faentine”. Dall’artigianato ai vini delle migliori cantine, dai prodotti dimenticati ai grandi chef, il pubblico ha potuto conoscere il cuore pulsante dell’areale faentino attraverso degustazioni, incontri e momenti di approfondimento. Tra i protagonisti dell’evento il Carciofo Moretto, i salumi di Mora Romagnola, mieli, pani ottenuti da farine di grani antichi, formaggi, confetture di frutti dimenticati e uova di pollo romagnolo. Accanto alle produzioni agroalimentari, anche alcune delle espressioni più rappresentative dell’artigianato artistico locale, come la Falegnameria Rubboli, le Tele Stampate Miserocchi e Ceramiche Lega. Particolarmente partecipato il convegno dedicato agli areali enogastronomici e al rapporto tra territorio e storytelling. Nei documenti programmatici del progetto si parla esplicitamente di “ciclo virtuoso del territorio e dell’economia locale”: un sistema che parte dalle risorse identitarie di un’area, valorizza la produzione agricola sostenibile, rafforza la distribuzione e la ristorazione locale e genera benefici diffusi per residenti e visitatori. Ma per i promotori si tratta soltanto dell’inizio. È già in preparazione un secondo appuntamento, più strutturato e articolato, previsto per ottobre e organizzato ancora una volta in collaborazione con il Comune di Faenza. La sfida è trasformare questi primi areali in un modello stabile e replicabile.

Alle Officine del Sale alla scoperta del tonno, in tutte le sue parti
Una serata per conoscere da vicino uno dei protagonisti della tradizione marinara mediterranea. Venerdì 12 giugno, alle Officine del Sale di Cervia, Slow Food Ravenna organizza “La Tonnata”, un appuntamento dedicato alla scoperta del tonno in tutte le sue parti, dalle più note alle meno conosciute. L’iniziativa prenderà il via alle 18.30 con un laboratorio pratico durante il quale verranno illustrate le tecniche di lavorazione del pesce, il sezionamento e le diverse caratteristiche dei tagli più pregiati, come ventresca, filetto e tarantello. Ampio spazio sarà riservato anche alla valorizzazione delle parti tradizionalmente considerate secondarie, secondo il principio che del tonno, come del maiale, non si spreca nulla.
A seguire, dalle 20.30, una cena tematica tra crudi, primi piatti, preparazioni tradizionali e assaggi del cosiddetto “quinto quarto”, accompagnati da vini selezionati.

Una serata dedicata all’olio
Venerdì 12 giugno alle 19.45 la Tenuta Pennita di Terra del Sole ospiterà un appuntamento organizzato da Slow Food Romagna Valle del Lamone nell’ambito dello Slow Food Day, che quest’anno celebra anche i 40 anni dalla nascita dell’associazione. La serata sarà dedicata alla degustazione e alla conoscenza dell’olio extravergine di oliva di qualità, con assaggi guidati di varietà spagnole e italiane a cura di Matteo Bonoli, docente e giudice assaggiatore professionista. Al termine è prevista una cena con piatti e vini del territorio. Prenotazione obbligatoria entro il 10 giugno. Info: 329 2995051.

IL RICORDO
Una raccolta fondi per i progetti di Carlo Petrini

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È morto lo scorso 21 maggio Carlo Petrini, fondatore di Slow Food nel 1986. Aveva 76 anni. «Carlo era convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili – così lo ricordano i soci e volontari di Slow Food Ravenna -. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia. La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi». Petrini era estremamente legato alla comunità ravennate ed era venuto da queste parti più volte: l’ultima, in occasione della visita dei reali d’Inghilterra, nell’aprile del 2025. Ma anche nel luglio del 2024, invitato dal Ravenna Festival e nell’estate del 2023, per la presentazione del suo libro “Il gusto di cambiare”. Slow Food dopo la morte di Petrini ha lanciato una donazione in sua memoria da destinata al suo progetto degli Orti in Africa e alle Borse di Studio per l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il Comitato di Condotta di Slow Food Romagna Valle del Lamone, di cui parliamo in queste pagine, ha deliberato all’unanimità di rispondere all’appello donando la somma di 500 euro.

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