lunedì
22 Giugno 2026

Alberto Burri: una mostra con cento opere dell’artista, a Ravenna dal 13 ottobre

Al Mar nell’ambito della Biennale del Mosaico

Burri Ravenna Oro - Alberto Burri, una mostra al Mar Ravenna dal 13 ottobre
Alberto Burri, Sacco ST 11, 1954, Sacco, olio, oro, vinavil su cellotex, cm. 64,5×100.5, Città di Castello, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

Il 13 ottobre – come anticipato dall’assessore Sbaraglia nella nostra intervista – inaugurerà a Ravenna una mostra dedicata al pittore Alberto Burri, tra i grandi artisti del Novecento, a cura di Bruno Corà, presidente della fondazione Burri.

La mostra si inserisce nell’ambito della Biennale del Mosaico 2023 e sarà allestita su due piani del Mar, il Museo d’Arte di via di Roma, dal 14 ottobre al 14 gennaio.

Circa cento le opere in mostra, che vuole approfondire i rapporti che Burri (autore tra l’altro del Grande Ferro R, al Pala De André) ha intrattenuto con Ravenna dalla fine degli anni ottanta e in particolare le influenze sui suoi lavori dei mosaici paleocristiani.

Alberto Burri con la sua tecnica ha anticipato i movimenti dell’arte povera e dell nuovo realismo, grazie l’utilizzo di materiali d’avanguardia come catrami, ferro, legno, terra, muffe e colle per la realizzazione dei suoi dipinti materici.

A partire dal 1988, in particolare, in risposta a una committenza espressa dal Gruppo Ferruzzi, Burri avvia una collaborazione a Ravenna che lo porta alla realizzazione di alcuni cicli significativi cheelabora e denomina in differenti modi e in stretta relazione con la storia artistica della città. Con il ciclo S. Vitale realizza grandi cellotex dipinti ad acrilico e di color nero. A quella serie affianca la produzione di opere grafiche. La mancata realizzazione della committenza Gardini non gli impedisce di appassionarsi a una pittura rievocativa della grande stagione pittorica dell’arte bizantina, copiosamente presente in città. Nascono i dipinti il Nero e l’Oro (1993) che si ispirano alla cultura musiva di alta decorazione fiorita a Bisanzio e sviluppatasi a Ravenna.

Alberto Burri Grande Ferro R
Alberto Burri, “Grande Ferro R” (1990, Ravenna)

Nella mostra BURRIRAVENNAORO queste opere, insieme ad altre appartenenti ai cicli pittorici precedenti e ad alcune serie scelte di creazioni grafiche, figureranno negli ambienti dei due piani del Mar in un repertorio mai prima d’ora così vistosamente esibito, circa cento opere, con esemplari che hanno meritato a Burri il Premio Nazionale dei Lincei per l’opera Grafica (1973). In tal senso, i due ambiti della sua pittura e della produzione calcografica, integrati con la presenza della grande scultura rossa, Grande Ferro R (1990), al Pala De André, delineano i confini di un ritorno di grande rilevanza del maestro tifernate nella città di Ravenna, da lui amata.

Omicidio Minguzzi, ricorso in appello dei familiari: «Serve un’altra perizia fonica»

Il delitto di Alfonsine del 1987, quando fu ucciso il 21enne Pier Paolo Minguzzi, ha visto tre assoluzioni in primo grado e ora i familiari della vittima chiedono un secondo processo: il ricorso smonta alibi e pista mafiosa accolti dalla sentenza della corte di assise

6I familiari di Pier Paolo Minguzzi, studente di Agraria e carabiniere di leva di Alfonsine ucciso nel 1987 all’età di 21 anni, chiedono una nuova perizia fonica per individuare il colpevole o i colpevoli dell’omicidio. La richiesta è il punto saliente del ricorso, presentato in quanto parte civile, alla corte d’assise d’appello di Bologna contro l’assoluzione dei tre imputati nel processo di primo grado conclusosi a Ravenna a giugno 2022 (17 udienze e oltre quaranta testi interrogati in un dibattimento durato più di un anno: a questo link la cronaca di tutte le udienze).

L’analisi tecnica sulle voci delle dieci telefonate estorsive con la richiesta di 300 milioni di lire di riscatto, ricevute dalla famiglia tra la scomparsa del giovane il 21 aprile e il ritrovamento del suo cadavere l’1 maggio di 36 anni fa, è l’unica prova diretta portata dall’accusa (pm Marilù Gattelli) che aveva chiesto tre ergastoli per il 57enne Orazio Tasca, originario di Gela (Caltanissetta) oggi residente a Pavia, per il 58enne Angelo Del Dotto di Palmiano (Ascoli Piceno) e per il 66enne Alfredo Tarroni di Alfonsine. All’epoca dei fatti i primi due erano carabinieri in servizio alla stazione di Alfonsine, il terzo era un loro amico che faceva l’idraulico nel paese.

Omicidio Minguzzi: due perizie foniche, risultati opposti

3Di fronte alla consulenza dell’esperto scelto dalla procura (ingegnere Sergio Civino), la corte d’assise di Ravenna (presidente Michele Leoni, a latere Federica Lipovscek) aveva incaricato un proprio consulente (professor Luciano Romito). Risultato: due elaborati entrambi scientificamente validi che giungono a conclusioni diametralmente opposte. Per l’accusa la voce al telefono era di Tasca, per il perito dei giudici invece no.

I legali di parte civile (gli avvocati Luca Canella, Paolo Cristofori e Elisa Fabbri del foro di Ferrara) ricordano ai giudici bolognesi che si è di fronte a due perizie che usano metodi di analisi diversi ma entrambi aventi pari dignità secondo la comunità scientifica. Romito esprime perplessità sul metodo di Civino: ma allora non si spiegherebbe – è la risposta delle parti civili – perché venga utilizzato anche dal reparto investigazioni scientifiche (Ris) dei carabinieri e dalla polizia scientifica. Una terza perizia che può essere richiesta in appello servirebbe a dirimere la diatriba. Senza dimenticare che i giudici d’appello potrebbe anche decidere di riascoltare i testimoni già sentiti.

Il silenzio dell’imputato con il difetto di parlata

Se si parla di voci non è da sottovalutare un dettaglio sottolineato dalle parti civili: l’assenza in aula di Tasca per tutto il dibattimento. Secondo l’accusa il siciliano era il telefonista e una prova in questo senso verrebbe da un difetto nella sua parlata che lo porta a cambiare la vocale finale dei cognomi. In una delle telefonate l’estorsore dice Minguzzo invece di Minguzzi. E nell’udienza preliminare, l’unica volta in cui l’imputato fu presente, Tasca sbagliò ben tre cognomi nel corso delle sue spontanee dichiarazioni. Il diritto al silenzio è riconosciuto a ogni imputato, gli avvocati di parte civile evidenziano l’abile consiglio difensivo di Luca Orsini.

Cold case di Alfonsine: le parti civili impugnano 29 punti della sentenza di primo grado

DSC 8692Il ricorso di parte civile si articola in due parti. La prima è un elenco di 29 punti per cui viene impugnata la sentenza (motivazioni depositate all’inizio di febbraio 2023), la seconda è un elenco di cinque circostanze emerse nel corso del dibattimento o nelle indagini ma non considerate dai giudici.

Nella trentina di pagine depositate dagli avvocati che assistono la famiglia del 21enne – la madre Rosanna Liverani e i fratelli Giancarlo e Anna Maria – rivestono un peso particolare i punti in cui si smontano due cardini della sentenza di assoluzione: gli alibi degli imputati e la matrice mafiosa come spiegazione del delitto.

Omicidio MinguzziSe è stata la criminalità organizzata ad agire allo scopo di punire la famiglia e quindi si è trattato di un rapimento per omicidio – come sostiene la corte –, allora la parte civile non si spiega quale fosse la ragione per inscenare una finta estorsione. E ancora: nei casi di cosiddetta “lupara bianca”, la mafia uccide e cancella ogni possibilità di ritrovamento del cadavere (non certo accontentandosi di legarlo a una grata di 16 kg e gettarlo nelle acque delle valli comacchiesi).

Al capitolo alibi, il ricorso si dedica in particolare a quello di Del Dotto, perché è l’unico ad averne fornito uno già all’epoca dei fatti e ad averlo ulteriormente arricchito in aula. Nelle 24 ore cominciate la sera del rapimento, Del Dotto era di turno come piantone in caserma e avrebbe anche risposto a 4-5 telefonate della madre di Minguzzi preoccupata per il mancato rientro a casa del figlio. Gli avvocati ricordano quanto emerso al processo: non era raro che il piantone potesse lasciare la postazione facendosi sostituire da qualche commilitone senza annotarlo e quella notte in caserma c’era un carabiniere particolarmente amico di Del Dotto e Tasca con i quali aveva anche l’abitudine di andare al casinò di Venezia o in campagna a sparare a barattoli come passatempo. E come potrebbe Del Dotto aver parlato con Liverani, se da un rapporto di un superiore risulta che alla caserma di Alfonsine la prima avvisaglia della scomparsa di Minguzzi fu solo alle 7.40 del mattino seguente?

Reticenza o dimenticanze?

7Infine c’è un aspetto ricorrente che si dipana per tutte le pagine del ricorso. Gli avvocati dei familiari sostengono che l’approccio della corte sia stato particolarmente severo con alcuni testi e non altrettanto con altri. Perché al sedicente Alex, un mitomane reo confesso di aver scritto lettere alla fidanzata del 21enne, è toccato subire la trasmissione degli atti alla procura con l’accusa di reticenza e falsa testimonianza ma la stessa sorte non è toccata ai tanti militari o ex militari che hanno inanellato una trafila di “non ricordo” che hanno facilitato il dribbling fra le domande?

Anche la procura ha presentato ricorso in appello. Starà ora ai giudici valutare l’ammissibilità e fissare l’udienza. Potrebbe volerci anche un anno e andare quindi all’inizio del 2024.

Effetto Fiorello: il museo Baracca quadruplica le visite nel weekend dopo il film

Il 29 marzo è andata in onda la fiction sull’aviatore lughese e nel fine settimana 1-2 aprile si sono registrati 130 visitatori 

Giuseppe Fiorello Docufilm BaraccaQuasi duecentociquanta persone hanno visitato Museo Baracca e Casa Rossini a Lugo nel weekend 1-2 aprile, il fine settimana che ha coinciso con l’iniziativa dell’Associazione Nazionale Case della Memoria. Un vero e proprio effetto “I cacciatori del cielo”, la fiction con Beppe Fiorello su Francesco Baracca andata in onda il 29 marzo, si è registrato per il Museo Baracca che tra sabato e domenica ha registrato centrotrenta visitatori coinvolti solo nelle visite guidate con prenotazione con punte di ottanta nel pomeriggio di domenica quando la media è di circa trenta visitatori nella giornata festiva.

Nella settimana scorsa il museo è stato anche frequentato da molti studenti, centodieci quelli delle scuole secondarie di primo grado di Senigallia (An) che lo hanno visitato nell’ambito della loro presenza a Lugo e più di cinquanta le persone che, mercoledì 29, hanno partecipato alle visite guidate prima della serata al Teatro Rossini.

Ottima la partecipazione al primo trekking rossiniano condotto da Giorgio Martini del servizio istituzioni culturali del Comune con venticinque persone lungo i percorsi rossiniani dalla Rocca a Casa Rossini. Proprio la Casa museo è ora collegata al centro storico e ai luoghi di ispirazione rossiniana di Lugo da un nuovo percorso visivo. Grazie ai fondi della Regione Emilia-Romagna, il Comune ha realizzato una nuova cartellonistica turistica che indica da diversi punti di ingresso alla città come raggiungere la casa museo e grandi pannelli con la figura di Rossini appaiono sulle vetrine di alcuni negozi sfitti del centro.

«Tutto questo ci sprona a fare sempre più e meglio – spiega l’assessora alla Cultura Anna Giulia Gallegati -. È un momento molto importante per le nostre due case museo, sulle quali intendiamo investire risorse e energie. In questo senso l’interesse della Regione Emilia-Romagna e la visita dell’assessore Mauro Felicori sono di grande importanza per impostare una strategia di lungo periodo».

Il ponte di via Reale sul fiume Senio riapre in entrambi i sensi di marcia

La chiusura era iniziata il 14 marzo. I lavori di manutenzione straordinaria andranno avanti fino a agosto

Nuovo asfalto sul ponte di via Reale sul fiume Senio ad Alfonsine
Nuovo asfalto sul ponte di via Reale sul fiume Senio ad Alfonsine

Il ponte di via Reale sul fiume Senio ad Alfonsine riapre al traffico da oggi, 6 aprile 2023. Lo annuncia il Comune con un post su Facebook. Il tratto di strada sarà percorribile dai veicoli in entrambi i sensi di marcia mentre la ditta affidataria continuerà a lavorare a lato della carreggiata. I lavori che richiedevano la chiusura della strada si sono conclusi nei tempi previsti: tre settimane dal 14 marzo.

Si tratta di manutenzione straordinaria. L’intervento, cofinanziato dal Pnrr, prevede la messa in sicurezza del ponte mediante operazioni di consolidamento che coinvolgeranno sia l’impalcato, sia le strutture portanti, oltre all’adeguamento delle barriere di sicurezza e dei parapetti, alla sistemazione dei passaggi pedonali laterali e alla predisposizione di un attraversamento pedonale protetto. Salvo impedimenti, l’intervento sarà ultimato entro la fine di agosto.

Consegna gratuita di medicinali a casa: la farmacia Santa Teresa aiuta i più fragili

La fondazione ha indetto un servizio che riprende una delle intuizioni già introdotte dal fondatore don Angelo Lolli, destinato a persone sole affette da gravi patologie

La farmacia della fondazione Opera di Santa Teresa ha attivato un servizio gratuito per la consegna a domicilio di farmaci alle persone più fragili e sole. L’offerta è destinata a coloro che sono impossibilitati a muoversi autonomamente e non usufruiscono del servizio di assistenza domiciliare. Tra le categorie che possono accedere al servizio rientrano disabili in possesso di certificato di handicap in situazione di gravità (legge 104/92), malati oncologici, persone con patologie di deterioramento cognitivo, anziani che vivono soli o che si trovano in particolari condizioni di difficoltà per cause sanitarie o sociali. L’unico costo per l’assistito resterà l’importo dovuto per i medicinali.

Santa TeresaPer richiedere il servizio è possibile inviare un sms o un messaggio whatsapp con richiesta di accesso all’iniziativa al numero 331-9568475, attivo tutti i giorni feriali dalle ore 9 alle 12. Si verrà poi ricontattati dall’operatore della farmacia che raccoglierà i dati anagrafici dell’assistito e l’indirizzo di consegna. L’addetto provvederà a ritirare a domicilio eventuali ricette e/o prescrizioni mediche e consegnerà poi i farmaci a casa nella giornata e nell’orario concordato.

Alle persone indigenti segnalate dal Centro d’Ascolto diocesano invece, viene data anche la possibilità di accedere gratuitamente a farmaci e parafarmaci. Chi non rientra in questa categoria, può richiedere alla Caritas un ticket che gli consentirà di usufruire di una riduzione dell’8% sull’acquisto di prodotti farmaceutici.

L’iniziativa della consegna gratuita a domicilio di farmaci vuole sottolineare il valore sociale e l’approccio solidale dell’Opera di Santa Teresa, riprendendo l’intuizione di don Angelo Lolli, fondatore dell’Opera, che nel 1929 rileva la farmacia (oggi Santa Teresa) per venire incontro alle necessità di fragili e indigenti, anche e soprattutto logisticamente.

La Fondazione offre anche altri servizi sanitari dedicati ai più bisognosi, come la possibilità per gli indigenti segnalati dal Centro d’ascolto diocesano di effettuare visite specialistiche gratuite al Polo Sanitario Santa Teresa del Bambino Gesù e gli utili della stessa farmacia vengono riutilizzati nella creazione di opere benefiche e per il sostentamento della stessa Fondazione.

Nel Faentino toccati i 4 gradi sotto zero. Danni ai frutteti per le gelate notturne

Per prevenire le perdite, gli agricoltori hanno investito in sistemi di protezione

Una primavera ghiacciata, che sta causando gli ormai abituali – negli ultimi anni – danni agli agricoltori della provincia di Ravenna.

Nella notte tra mercoledì 5 e giovedì 6 aprile – dati Emilia Romagna Meteo – a San Biagio di Faenza si è raggiunto un picco di 4 gradi sotto zero. Temperature simili nella zona di Conselice.

Gelate notturne che hanno messo a dura prova i frutteti. Impressionanti le foto che arrivano dalla Cab Massari, tra le altre (fonte sempre Emilia Romagna Meteo), dove si è utilizzato la tecnica di irrigazione per congelare tutta la pianta gradualmente, al fine di limitare i danni.

Per prevenire potenziali perdite, che andrebbero a compromettere la sopravvivenza di migliaia di aziende frutticole, molti imprenditori, col fondamentale supporto della Regione Emilia-Romagna, hanno investito in sistemi di protezione, come impianti anti-brina e ventole anti-gelo.

«Senza questo tipo di difese – commenta il direttore di Coldiretti Ravenna Assuero Zampini – le nostre aziende, già duramente colpite negli ultimi anni dagli effetti degli sfasamenti climatici – rischiano oggettivamente di chiudere con gravi conseguenze sia dal punto di vista occupazionale che produttivo. Per questo – conclude Zampini – onde evitare una vera e propria ecatombe economica ed occupazionale, è importante che si continui a fare tutto quanto possibile per salvaguardare il lavoro dei tanti agricoltori che rappresentano la buona economia del nostro territorio».

Solo pochi giorni fa danni evidenti su frutteti e seminativi erano stati procurati da una violenta grandinata.

Omicidio Fabbri, confermati gli ergastoli per ex marito e sicario

La 46enne di Faenza fu sgozzata nel suo appartamento il 6 febbraio 2021

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PIerluigi Barbieri

Le richieste delle difese di rinnovare parte dell’istruttoria sono state respinte. E al sicario reo confesso sono state concesse le attenuanti generiche legate alla collaborazione offerta agli inquirenti, ma sono state ritenute di valore minore rispetto alle contestate aggravanti.

Per queste ragioni, dopo un’ora e mezza di camera di consiglio, la Corte d’Assise d’Appello di Bologna ha confermato le condanne all’ergastolo già inflitte in primo grado a Ravenna per l’omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne di Faenza, sgozzata nel suo appartamento il 6 febbraio 2021.

Entrambi gli imputati sono rimasti in silenzio dopo la lettura del verdetto e sono stati riaccompagnati dalla polizia penitenziaria nelle loro carceri, rispettivamente Ravenna e Reggio Emilia.

Gli imputati sono Pierluigi Barbieri, considerato il sicario e Claudio Nanni, ex marito della vittima. (Ansa.it)

In bici per 37 km, con i piatti degli chef: torna il tour di Trail Romagna in pineta

Il giorno di Pasquetta torna “Cibi in bici”. Iscrizioni on line

RAVENNA 18/04/22. Cibi In Bici, La Manifestazione Di Trail Romagna E CheftoChef RavennaFood In Compartecipazione Col Comune Di Ravenna, Conferma Il Successo Del Turismo Ambientale, Ancor Più Se Questo Abbina Alla Scoperta Del Territorio Il Benessere E LLunedì 10 aprile, Pasquetta, torna Cibi in Bici l’evento firmato Trail Romagna e ChefToChef che unisce attività fisica slow, conoscenza del territorio naturale e gastronomia.

Guidato da Fiab Ravenna, il bike tour di 37 km complessivi con partenze dallo chalet dei Giardini Pubblici di Ravenna (10, 10.30 e 11), percorrerà l’argine dei Fiumi Uniti, attraverserà Lido di Dante e la Pineta Ramazzotti, costeggerà la Valle dell’Ortazzo e si insinuerà nella Pineta di Classe facendo sosta presso due antiche case pinetali, la Casa delle Aie del Parco Primo Maggio e la Ca’ Acquara, adiacente l’omonimo canale.

I sapori di mare, valli e pinete, preparati dalle mani degli chef Mattia Borroni, Sabatino Restuccia e Matteo Salbaroli saranno i protagonisti dei quattro momenti culinari: Piadina arrotolata con sardoncini, cipolla e squacquerone; Spoja lorda di raviggiolo con ragù di seppia, stridoli e peperone crusco; Cefalo lotregano, lattuga grigliata, salsa bernese e aglio nero; dolce a scelta tra: meringa fragole e yogurt, torta sbrisolona con ricotta e amarene o crema al mascarpone, biscotto al gianduia e polvere di caffè. Sarà disponibile anche un menù per bambini.

L’evento è a numero chiuso, ultimi posti disponibili a questo link

Dai primi di aprile sono aperte anche le iscrizioni alla Discesa dei Fiumi Uniti in programma il 21 maggio che in pochissimi giorni hanno già raggiunto i cento iscritti.

È nata la Camera di commercio di Ferrara-Ravenna: «Priorità alle infrastrutture»

Il ravennate Guberti eletto presidente. Il nuovo ente rappresenta 90mila aziende e avrà proventi per 8 milioni di euro all’anno. Il sindaco De Pascale: «Sarebbe stato meglio rimanere autonomi»

ConsiglioCon un voto unanime, il 5 aprile, il 63enne Giorgio Guberti, già presidente e poi commissario straordinario della Camera di commercio di Ravenna, è stato eletto alla guida della nuova Camera di commercio di Ferrara e Ravenna per i prossimi cinque anni. Il consiglio della massima istituzione economica si riunirà nuovamente, nel capoluogo estense, il 3 maggio per l’elezione della giunta, la quale provvederà successivamente a nominare al proprio interno il vicepresidente.

Il nuovo ente rappresenterà un territorio di 4.500 kmq, 39 comuni e 725mila abitanti, 88.946 imprese registrate, 265mila addetti di cui il 42 percento nei servizi, 20,9 miliardi di euro di valore aggiunto complessivo e oltre 9 miliardi di esportazioni. Tra i settori economici, svetta il terziario con il 55,5% di imprese sul totale. Le imprese femminili sono il 22,4%, il 7,2% quelle giovanili mentre le imprese straniere si attestano al 12,2%. La nuova Camera di commercio potrà contare su proventi superiori agli 8 milioni di euro, la sede legale di Ravenna, la sede territoriale di Ferrara e le sedi decentrate di Cento, Comacchio, Faenza e Lugo.

Dalla relazione d’insediamento di Guberti si evincono i temi fondamentali alla base del programma di lavoro: «Prospettive comuni di sviluppo sono quelle legate al potenziamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie in grado di consentire al sistema delle imprese, anche attraverso il porto di Ravenna, sempre più punto focale della logistica delle merci emiliano-romagnole e ora cuore pulsante della Zona Logistica Semplificata, di avere un efficiente collegamento, anche verso il Nord Est e l’Europa orientale attraverso il corridoio Baltico-Adriatico».

Il corridoio Baltico-Adriatico è il primo dei dieci assi prioritari del sistema di reti transeuropee dei trasporti e attraversa cinque nazioni europee: Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria ed Italia.

Il disappunto del sindaco di Ravenna

Il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, non ha nascosto il disappunto per l’operazione di accorpamento: «È stato un grave errore dei Governi che si sono succeduti in questi anni, compreso l’attuale, quello di non prendere atto che questa riforma andava cambiata». L’auspicio è che l’ente lavori alla crescita turistica di due territori, trasformi i due poli industriali legati alla chimica in un unico sito produttivo, valorizzi l’identità agroalimentare e combatta per un recupero del deficit infrastrutturale presente nel nord-est dell’Emilia Romagna.

L’elmetto diventò scolapasta: in mostra un secolo di riutilizzi di oggetti di guerra

Al museo della battaglia del Senio di Alfonsine un’esposizione curata dal collezionista Bruno Zama: inaugurazione il 10 aprile

Un elmetto da soldato diventò scolapasta. È un esempio di riutilizzo di un oggetto militare per scopi civili, il tema della mostra gratuita curata dal collezionista Bruno Zama al museo della battaglia del Senio di Alfonsine (piazza della Resistenza 2): “Dalla guerra alla pace, cento anni di riutilizzi bellici dal 1914 al 2014”. L’inaugurazione si terrà lunedì 10 aprile alle 12 e sarà visitabile fino al 2 maggio.

La mostra, organizzata con il patrocinio del comune di Alfonsine, è un’esposizione dal vivo di materiale bellico trasformato, modificato e riutilizzato per usi civili. Si potranno anche visionare foto e libri tematici sull’argomento. Si passerà dalla grande guerra alla seconda guerra mondiale, passando per la guerra in Indocina francese, poi nel Vietnam, fino ad arrivare alla guerra civile in Jugoslavia. Zama è un ricercatore, saggista e uno fra gli attuali maggiori collezionisti e studiosi di riutilizzi bellici in Italia ed in Europa.L’esposizione è un aggiornamento e perfezionamento della mostra esposta al museo della città di Rimini durante la 93esima Adunata Nazionale Alpini del 2022 e al museo della Gambarina di Alessandria.

La mostra si potrà visitare lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 8.30 alle 13; mercoledì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 17; domenica solo su richiesta.

Dagli edifici alle barche: una mostra sui progetti dell’ingegnere Ceccarelli

Alla Classense dal 6 aprile al 27 maggio un percorso tra la biografia e le opere (marine e terrestri) del professionista di fama internazionale

La biblioteca Classense di Ravenna ospita la mostra Epaminonda Ceccarelli – L’uomo e il progettista – Architetture e di terra e di acqua – 1925 – 2011 dal 6 aprile (inaugurazione alle 17) al 27 maggio. La realizzazione della mostra ha visto coinvolti anche l’Archivio storico comunale di Ravenna e la famiglia Ceccarelli.

Il percorso espositivo, che gode del patrocinio dell’assessorato all’Urbanistica, permetterà di scoprire la biografia e le opere dell’ingegnere ravennate, professionista attivo sul territorio che ha lasciato il segno sia come progettista di edifici sia come designer di barche a vela e a motore.

Ceccarelli, detto “Nanni”, ha iniziato la sua attività nel Primo dopoguerra iniziando a costruire opere di grande impatto funzionale ed estetico sia in ambito edilizio (facendo ampio uso del cemento nudo come tratto distintivo) sia per quel che riguarda le imbarcazioni da regata, caratterizzate da un uso innovativo dei materiali, come il pionieristico utilizzo della vetroresina per la progettazione e costruzione di modelli di barche che potessero essere prodotte in serie.

La rassegna si snoda attraverso due sezioni: la prima, dedicata alle opere di terra, spazia dalle prime abitazioni realizzate a Ravenna fino alle sedi industriali. Sarà possibile ammirare i suoi più celebri progetti di edilizia abitativa, realizzati per edifici come quello nella centrale via Cavour (angolo via Pasolini), a Ravenna, che vinse nel 1962 un premio nazionale di architettura. Quest’opera in particolare fu lodata da riviste internazionali come architettura capace di aderire alla poetica del Brutalismo, ovvero una rilettura del Razionalismo in architettura attraverso la capacità espressiva di nuovi materiali quale era allora il cemento armato.

La seconda sezione è dedicata invece alle opere “di mare”, grande passione del progettista e elemento cruciale per la città. Lo spunto per la produzione nautica è nato dalla voglia di esplorare nuove possibilità per rendere pratiche le barche, che il pubblico di allora vedeva come mezzi ideali per le vacanze. I progetti di Ceccarelli in questo campo spaziano dal piccolo EC17 Mosquito (un esempio di piccola barca abitabile) fino ai sedici metri del Searif 55. Ancora oggi, oggi Ceccarelli Yacht Design and Engineering è azienda leader nel panorama italiano.

Alle 7 sbanda e colpisce sei auto in sosta: nel sangue alcol oltre i limiti di legge

Incidente in via Renaccio, alla guida un 33enne con un tasso alcolemico vicino al quadruplo del consentito

SinistroVRenaccioAlle 7 del mattino di una domenica ha sbandato con il furgone e dopo aver scavalcato un’aiuola spartitraffico ha colpito un filotto di sei auto in sosta. Il 33enne alla guida aveva un tasso alcolemico nel sangue pari quasi a quattro volte il limite consentito per legge. È successo a Faenza il 2 aprile, lo ha reso noto la polizia locale che è intervenuta per i rilievi dell’incidente. Il furgone, un Peugeot Expert, percorreva via Renaccio dal ponte Rosso verso la città e all’altezza del civico 7 è finito sull’aiuola spartitraffico che delimita la strada dal parcheggio nei pressi del ponte delle Grazie. Per il 33enne faentino al volante è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza grave, con il ritiro immediato della patente di guida e il sequestro del mezzo.

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