lunedì
11 Maggio 2026

L’OraSì fa valere la differenza di categoria e piega la resistenza dell’Orva Lugo

Basket A2 / Senza l’acciaccato Laganà e con tanto spazio ai giovani, i giallorossi partono piano ma poi si aggiudicano il terzo posto del Memorial Seganti Tampieri superando i combattivi padroni di casa

Ravenna-Lugo 86-72
(15-16, 38-34, 66-48)
ORASI’ RAVENNA: Smith 21, Jurkatamm 7, Masciadri 2, Hairston 8, Gandini 2, Montano 12, Cardillo 6, Rubbini 15, Baldassi 2, Seck 11, Tartamella. All.: Mazzon.
ORVA LUGO: Farabegoli 19, Lucarelli 5, Galassi 13, Brighi 4, Bracci 6, De Marchi 7, Leardini 11, Bedin 2, Bazzocchi 2, Cappelli, Melandri, Serravalli 3. All.: Galetti.
ARBITRI: Terranova, Grazia, Saraceni.

Adam Smith
La guardia-play statunitense Adam Smith

L’OraSì chiude al terzo posto il Memorial Seganti Tampieri di Lugo battendo da pronostico i locali dell’Orva, squadra di Serie B, nella cosiddetta “finalina”. Ravenna ha ruotato l’intero roster, dando parecchio spazio ai più giovani. Bene, nel frangente, l’ex di turno Rubbini, mentre è rimasto a riposo precauzionale Laganà per una infiammazione al tendine d’Achille. Il prossimo appuntamento è in programma per il weekend di sabato 15 e domenica 16, a Parma per il “Memorial Matteo Bertolazzi”, in un torneo di grande livello dove nella prima giornata la formazione ravennate sfiderà Verona, mentre nella seconda una tra Varese e Tortona.

Il tecnico Mazzon sceglie nel primo quarto un quintetto con Smith play (4 punti immediati per lui), Jurkatamm, Cardillo, Masciadri e Hairston, poi comincia già nel primo quarto un’ampia rotazione che riguarda nell’ordine Rubbini, Montano, Gandini e Seck. Lugo risale a meno uno con Galassi e sorpassa con Bedin (15-16) e chiude così avanti il primo quarto. Secondo parziale con Lugo che allunga (19-26) sulle seconde linee ravennati con troppa facilità sotto i tabelloni, dove Seck viene poi avvicendato da Hairston. Due bombe di Montano riportano a contatto l’OraSì, poi arriva il sorpasso con Hairston innescato da Smith, appena rientrato (29-28). All’inizio della terza frazione uno show di Smith innesca il break dell’OraSì (51-38), ampliato poi dalle triple di Montano e Rubbini (66-46). Ultimi spiccioli con Jurkatamm in evidenza, con il quarto tempo che finisce 86-72 per i ravennati.

Siani e Galuppini lanciano il Ravenna Fc nel test amichevole con il Fiorenzuola

Calcio C / I giallorossi si aggiudicano il test match casalingo con i piacentini segnando una rete per tempo. Adesso si attende la decisione della Lega Pro sulla pubblicazione degli allenamenti

Fiorenzuola-Ravenna 0-2
FIORENZUOLA: Lupescu, Bedino, Guglieri, Alvitrez, Bruzzone, Varoli, Fossati, Marra, Bigotto, Bouhali, Terranova. A disp.: Libertazzi, Davighi, Contini, Famiglietti, Mora, Corbari, Cosi, Ceria, Rivi, Citterio, Saia. All.: Brando.
RAVENNA: Venturi (1’ st Spurio), Eleuteri (12’ st Barzaghi), Bresciani (12′ st Scatozza), Jidayi (12′ st Martorelli), Ronchi (12’ st Pelizzari), Lelj (12’ st Boccaccini), Siani (1’ st Galuppini), Sabba (1’ st Selleri), Nocciolini, Maleh (12′ st’ Trovade), Raffini (1’ st Magrassi). In panchina: Billi, Sangiorgi. All.: Foschi.
RETI: 13′ pt Siani, 36’ st (rig.) Galuppini.

Galuppini B98A4240
L’attaccante giallorosso Francesco Galuppini è andato a segno a Fiorenzuola

Il Ravenna Fc, ancora in attesa di conoscere girone e calendario della prossima stagione, è infatti arrivato nella serata di venerdì un ulteriore rinvio della decisione del Consiglio di Garanzia del Coni in merito ai ripescaggi in Serie B, in amichevole regola con due reti il Fiorenzuola, squadra militante in D con buone ambizioni per il prossimo campionato. A decidere il test sono le reti, una per tempo, di Siani e Galuppini.

A inizio primo tempo i rossoneri piacentini si schierano in campo con un 4-4-2 con centrocampo a rombo, mentre Foschi schiera i suoi uomini con il suo classico 4-3-3. I giallorossi dopo una fase di studio iniziale provano a impensierire Lupescu con la combinazione Siani – Nocciolini il cui tiro viene ribattuto in angolo. Passano 8 minuti e i giallorossi si portano in vantaggio: discesa di Eleuteri, cross preciso sul secondo palo e Siani appoggia di testa in rete. Il Fiorenzuola rompe la pressione del Ravenna con un’incursione di capitan Guglieri, il cui cross viene controllato senza affanni da Venturi. Lampo di Nocciolini al 27’ che sfrutta un’indecisione della difesa ma il suo tiro a rientrare sibila a pochi centimetri dal palo. Il primo tempo si chiude con l’inserimento di Sabba, cercato di sponda da Raffini, ma il tiro viene ribattuto in angolo.

La ripresa è più avaro di emozioni, il Fiorenzuola non ci sta a perdere e prova ad aumentare la pressione che comunque rimane sotto il controllo dei giallorossi, ci prova prima Corbari, respinto in angolo da Spuirio al 9’ e Contini al 21’ sempre respinto in angolo. Il Ravenna si fa vedere con Nocciolini che calcia alto imbeccato da Barzaghi e con Selleri al 38’ il cui sinistro finisce fuori di poco. Il raddoppio del Ravenna arriva grazie al rigore procurato da Galuppini  che scappa verso la porta e viene strattonato in area prima di concludere a rete, è lo stesso Galuppini a presentarsi sul dischetto e trasformare con freddezza al 41’.

«Ravenna farà le celebrazioni dantesche in grande, con o senza risorse statali»

Il sindaco in vista del settimo centenario della morte del Poeta. «Stiamo pensando al superamento della rotonda in piazza Caduti»

Festa.2La presentazione delle linee programmatiche per le celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante ha fatto naturalmente discutere in città per diversi aspetti. E sta altrettanto naturalmente suscitando aspettative importanti. Proviamo a fare il punto con il sindaco Michele de Pascale almeno su alcuni aspetti.

Sindaco, cominciamo dal primo, annoso, tema. Ma quanti soldi ci saranno effettivamente?
«Al momento a livello nazionale risulta tutto congelato con il passaggio di Governo. Il primo stanziamento di finanziamenti (circa un milione in tutto per parte scientifica e promozione, ndr) era una cifra assolutamente incoerente rispetto a ciò che ci aspetta. Noi nel comitato nazionale siamo stati comunque chiari: Ravenna farà le celebrazioni in grande a prescindere da quanto lo Stato deciderà di investire, non partiremo a progettare solo quando avremo certezza delle risorse. Il centenario non è una spesa corrente e per un anno si possono trovare le risorse poi ci batteremo per maggiori finanziamenti nazionali».
E dalla Regione?
«Abbiamo avuto i primi 150mila euro che ci hanno permesso di iniziare alcune progettazioni sul Museo dantesco e sto trattando con il Presidente Bonaccini per ottenere un contributo diciamo sostanzioso».
Sta dicendo che Ravenna farà comunque le celebrazioni. Pochi giorni fa ha annunciato che farà comunque i lavori in Darsena nonostante il blocco del cosiddetto “Bando periferie”. Siamo diventati improvvisamente molto ricchi?
«Diciamo che il Comune di Ravenna negli ultimi anni ha goduto di avvenimenti positivi in termini di bilancio, penso ovviamente alla riscossione dell’Imu delle piattaforme petrolifere, a un’attività di recupero di evasione e anche alcune operazioni sulla Holding (un mix di vendite di azioni Hera e nuovi mutui che daranno ai soci alcuni milioni oltre ai normali dividendi, ndr), oltre ad avanzi di amministrazioni. Si tratta di un bilancio sano e solido grazie a scelte fatte in passato, naturalmente non ci sono risorse da sprecare ma possiamo permetterci alcuni investimenti».
Di che cifre stiamo parlando? In quale orizzonte vi state muovendo?
«Parliamo naturalmente di milioni di euro su due capitoli fondamentali di spesa: uno che è quello dei lavori pubblici che faremo nella zona dantesca, l’altro per l’organizzazione di eventi».
Lei ha parlato di Museo Dantesco, casa Farini, piazza Caduti, biblioteca Classense. Davvero per il 2021 vedremo quella zona rinnovata?
«Sì, perché si tratta di interventi di grande impatto anche sociale, penso in particolare a piazza Caduti, ma che in realtà non implicano grandi cantieri, a cui ora non vogliamo sottoporre il centro storico, e nemmeno enormi investimenti».
Tra i più attesi c’è sicuramente piazza Caduti. Cosa dobbiamo aspettarci? Ci aspetta una nuova a pedonalizzazione?
«Non é ipotizzabile una pedonalizzazione completa, al momento sono in corso studi per superare il tema della rotonda e immaginarla come zona di attraversamento “leggero” rafforzando i passaggi pedonali delle linee fra via Mazzini, la zona dantesca e la biblioteca Classense. In questo modo riqualificheremo una parte importante della città».
Sorgerà qui il monumento in mosaico per cui è stato annunciato il bando?
«Lo immaginiamo effettivamente nella zona dantesca, intesa in senso appunto più ampio di quello a cui siamo abituati. La scelta del mosaico per noi è come chiudere un cerchio: ormai sappiamo quanto Dante fu influenzato dai mosaici, ora vogliamo mostrare come la sua opera 700 anni dopo sia in grado di influenzare i mosaicisti contemporanei».
Tempo fa si era parlato anche di una riqualificazione di Largo Chartres e di un’apertura sul retro della Classense.
«Sì, lì i tempi potrebbe essere più lunghi, ma il progetto resta. Anche perché da lì si può immaginare un accesso diretto al piano superiore della Classense, quello storico. L’idea è di far entrare la biblioteca sempre di più nel circuito monumentale. Per il 2021 intanto ci sarà l’ingresso su piazza Caduti, abbiamo già parlato con la scuola Guido Novello con cui c’è grande interazione e sinergia. Anche il 1921, l’anno del sesto centenario, segnò l’inizio della riqualificazione dell’area».
Veniamo ora alle polemiche sul comitato locale per alcune presunte esclusioni eccellenti.
«Ogni qualvolta si costituisce un comitato in una città come Ravenna è legittimo che ci siano valutazioni diverse. Fra l’altro alcune fra le persone citate, tutte degnissime, non erano disponibili o avevano motivi per non farne parte. E però tutte queste persone saranno coinvolte e daranno sicuramente un contributo rilevante. Non voglio rinfocolare polemiche e il mio invito è quello di lasciare un evento così importante fuori dalla strumentalizzazione politica».
C’è chi dice anche che Ravenna abbia un ruolo troppo marginale rispetto a Firenze e Verona e rischia di fare la Cenerentola nel comitato nazionale.
«Con Verona e Firenze stiamo lavorando insieme ed è evidente di per sé che la celebrazione della morte di Dante fa di Ravenna la meta principale. È interesse di tutte e tre le città un percorso integrato, perché il turista internazionale difficilmente visita una sola meta. Il punto semmai è costruire un rapporto tra noi e le altre due città perché non sia Roma a farla da padrona, visto le grandi istituzioni culturali che ospita. Vogliamo che Ravenna sia protagonista anche sul piano dei convegni di studi internazionali e per questo collaboriamo con una capitale mondiale della cultura come Firenze».

Carofiglio:«Servono indignazione non sdegno, e un linguaggio autentico»

Lo scrittore, ex magistrato e senatore Pd a Ravenna per presentare il suo ultimo libro. Con i piedi nel fango parla della necessità di un cambiamento culturale

Carofiglio Dibattito Festa UnitàEccolo, Gianrico Carofiglio – ex magistrato, già senatore nelle fila del Pd dal 2008 al 2013, scrittore di gialli e saggista –, raggiunge il palco della festa Nazionale dell’Unità con andatura sciolta, tranquilla ma sicura. Camicia bianca, jeans, scarpe da ginnastica: l’abbigliamento di un uomo semplice e sobrio.

Già dal primo profilo che ci offre di sé traspare tutta la sua spontaneità e naturalezza: è il fedele specchio dei suoi messaggi di chiarezza, coerenza, ricerca della verità. Quest’ultimo è proprio, non a caso, uno degli argomenti cardine attorno al quale si struttura il suo ultimo piccolo libro ma denso di riflessioni intitolato Con i piedi nel fango (in forma di conversazione con il giornalista Jacopo Rosatelli, per le edizioni gruppo Abele) che è venuto a presentare a Ravenna
Sguardo fisso sul pubblico, un volto da cui non traspare alcuna emozione se non sicurezza e sincera fiducia: così incomincia il suo dialogo su politica e verità sollecitato dalle domande della giornalista e deputata Pd Alessia Rotta.

Con la sua autorevole e convincente capacità di sintesi, ci guida subito attraverso il sentiero del linguaggio citando un aforisma di Confucio: «Quando le parole perdono di significato, gli uomini perdono la libertà». Comprendere ed analizzare le parole di cui si serve abilmente la politica, per poi prendere una libera, ma consapevole scelta è ciò che ci permette di innalzarci da sudditi a cittadini. Tutto ciò implica, secondo Carofiglio, due rivoluzioni culturali fondamentali nel presente momento storico: la prima consiste nel passare dallo sdegno – istantanea reazione di risentimento misto a disprezzo – all’ indignazione – ribellione a quanto offende la dignità propria o altrui –: in questo modo possiamo contrapporre la conoscenza critica e costruttiva alla propaganda delle “agenzie del rancore”, come lui definisce certi movimenti, partiti e giornali dell’attuale fase politica.

La seconda rivoluzione si identifica invece nell’utilizzare il linguaggio con precisione e cognizione di causa: la manomissione delle parole è, infatti, una pratica di cui i vertici del potere fanno uso – e abuso – in spregio alla democrazia, per poter attrarre a sé il maggior numero di consensi possibile. D’altra parte, della necessità di riappropriarsi dell’autentico significato delle parole lo scrittore ne ha già trattato nel libro Con parole precise. Breviario di scrittura civile.

Per Carofiglio anche i valori e le utopie assumono un ruolo centrale, ma sono da intendersi non come concetti astratti, bensì come pratiche etiche: è necessario riporre al centro dei rapporti umani la gentilezza (che non è sinonimo di buone maniere o segno di debolezza), concepire la comunicazione come rispetto verso gli altri – trattandoli, come direbbe Kant, sempre come fini e mai come mezzi, come soggetti e non come oggetti – e valorizzare la tradizione non come “cenere” ma come “fuoco”.

Carofiglio PubblicoDa ultimo Carofiglio sottolinea l’importanza della proiezione dell’azione politica verso il futuro, citando una frase pellerossa: «Questa terra non ci è stata regalata dai nostri padri, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli» e ci ricorda che «dovremmo cessare di puntare il dito contro ciò che non funziona come dovrebbe ed iniziare a guardare ciò che nel nostro Paese è virtuoso e funziona bene. Per trasmetterlo alle comunità come un virus benevolo e positivo».

Il pubblico è concentrato sulla bellezza e potenza evocativa delle parole che si posano su discorsi limpidi e chiari. L’attenzione in platea rimane alta, imperturbabile: pare quasi che ognuno assapori l’importanza di questo momento imprimendolo dentro di sé, raccogliendo e facendo propri i messaggi via via vengono pronunciati. È un vero e proprio incanto intellettuale, una condivisione rara di cui tutti sembrano essere consapevoli e grati, fino agli applausi che chiudono l’incontro.

A Lugo “il più bravo barbiere del mondo” e quello più anziano (92 anni) d’Italia

Francesco Cirignotta ospite della fiera biennale della Bassa Romagna

FC JakubBrejdak 24 583x363
Francesco Cirignotta

Francesco Cirignotta, “Il più bravo barbiere del mondo” – come lo hanno definito in Regno Unito (Financial Times) e Francia (“Le Figaro”) – sarà ospite a Lugo sul palco di piazza Baracca domenica 9 settembre alle 20.45. L’incontro è organizzato da Cna, Confartigianato e Bcc ravennate, forlivese e imolese in occasione della XXVII edizione di “Bassa Romagna in Fiera”.

Cirignotta converserà sulla sua carriera e sul mondo dell’artigianato: condividerà con il pubblico non solo la sua esperienza, ma anche la sua idea di approccio al mestiere. Sua è la filosofia per cui “si possono rompere gli schemi solo quando si conoscono: nessun artigiano può essere più bravo di un altro, tutto sta nell’interpretazione che uno dà al mestiere”.

Sul palco sarà ospite inoltre il barbiere in attività più vecchio d’Italia: a 92 anni pratica ancora regolarmente la professione.

In seguito, davanti all’Oratorio di Sant’Onofrio, a poche decine di metri da piazza Baracca, ci sarà uno spettacolo ideato appositamente da Anthony Papa insieme al suo staff e con la collaborazione dello stesso Cirignotta: stile, moda e spettacolo coniugati in uno show.

Il segretario nazionale del Pd promuove la festa di Ravenna: «Che entusiasmo»

Martina: «Molti pensavano a poca partecipazione e invece è stata straordinariamente partecipata. Ci sono energie che possono diventare alternativa al Governo»

MartinaLa festa nazionale dell’Unità di Ravenna «è stata una bellissima esperienza, molti pensavano a feste non partecipate, in realtà abbiamo avuto una festa straordinariamente partecipata. Tanto entusiasmo e tanta consapevolezza che ci sono energie in questo Paese che possono diventare alternativa al governo di Lega e 5 Stelle. Il nostro compito è fare bene questo lavoro». Lo ha detto Maurizio Martina, segretario del Pd, che domani (domenica) concluderà l’iniziativa con un intervento (poi la festa proseguirà anche lunedì, ma senza appuntamenti politici).

Da Martina sono attese anche parole sul congresso. «Lo facciamo assolutamente – ha detto – perché è una tappa fondamentale della nostra ripartenza. Lo facciamo nei tempi giusti. Sono assolutamente convinto che anche le cose di questi giorni, i grandi problemi che il Governo ha avuto e sta avendo, danno il segno della necessità dell’alternativa che dobbiamo costruire». (Ansa.it)

Calcio, la carica delle 61 squadre della provincia impegnate tra i dilettanti

Dalla storiche prime volte di Classe e Cotignola al periodo buio di Russi e Cervia, fino all’ultima serie nazionale, la Terza Categoria

Come tutte le stagioni, a cavallo tra fine agosto e inizio settembre il nutrito contingente di squadre della provincia di Ravenna ha iniziato la sua avventura nei campionati dilettantistici di calcio. Senza subire grandi variazioni (si tratta di una diminuzione di poche unità) questo gruppone composto da 61 realtà è spalmato nei sei tradizionali tornei, dalla Serie D fino alla Terza Categoria.

Innocenti
Riccardo Innocenti è approdato al Classe in serie D

A capitanare l’agguerrito manipolo di formazioni è il Classe, che con la sua promozione ha cancellato lo “zero” nella casella di squadre partecipanti alla D: solo due anni fa, infatti, nella serie “regina” dei Dilettanti c’erano Ravenna, promosso in C, Ribelle e Alfonsine, entrambe retrocesse. Per la piccola società biancorossa si tratta di un esordio assoluto, avvenuto grazie al ripescaggio dopo che la corsa negli spareggi dell’Eccellenza aveva trovato il capolinea all’ultimo step, nella finalissima con i toscani della Sinalunghese.

Ben più corposa la partecipazione di formazioni ravennati nei tornei inferiori, con cinque rappresentanti in Eccellenza, dieci in Promozione, sette in Prima Categoria, 19 in Seconda e 18 in Terza.

Tra il dispiacere dei dirigenti il Classe è stato inserito in un girone (il “D”) formato da squadre emiliane e lombarde, dove l’altra romagnola presente è il San Marino. Saltano così i derby con il Cesena e il Forlì, ma anche con Sammaurese, Santarcangelo e Savignanese, mentre a parziale consolazione arrivano le sfide con avversarie blasonate come Modena e Reggiana. Il campionato partirà il 16 settembre e per affrontarlo nel modo migliore possibile in casa biancorossa si è puntato su gran parte del gruppo della passata stagione, a partire dal tecnico Stefano Evangelisti. Il nocciolo duro è infatti rimasto intatto, con le conferme del portiere Bovo, dei difensori Monaco, Caidi, Ferri, Larese e Valenza, dei centrocampisti De Rose, Ceroni e Noschese e dell’attaccante Dall’Agata. Accanto a loro sono state effettuate operazioni oculate, con giocatori tutti provenienti dal territorio romagnolo. Si parte dal numero 1 Zignani fino a quello che può essere considerato il fiore all’occhiello del mercato, l’esperto bomber Riccardo Innocenti (22 gol nella passata stagione all’Alfonsine per la punta del ’74), passando per i vari Ricci Frabattista, Sedioli, Amedeo Ballardini, Centonze, Arrondini, Fabbri e Felli. L’obiettivo non può che essere la salvezza, ma per centrarlo il Classe dovrà compiere un piccolo miracolo, facendosi forza dall’assenza di pressioni in virtù di un ambiente molto tranquillo e dall’entusiasmo di una piazza che per certi versi ricorda quella della Ribelle, capace di restare in D per tre anni.

Festa Cotignola Per L'eccellenza
La festa del Cotignola per la storica promozione in Eccellenza

Scendendo di categoria si è assottigliato il contingente ravennate in Eccellenza, formato “solo” da cinque formazioni, invece delle otto dell’annata ’17-18. A rappresentare il trait d’union con il recente passato sono l’Alfonsine, il Faenza e il Massalombarda, realtà che solo qualche tempo fa hanno viaggiato su latitudini superiori, e il Sanpaimola, giovane società espressione della fusione tra Imola e San Patrizio che giocherà in una località abituata a ben figurare come Sant’Agata sul Santerno. A questo poker si aggiunge la matricola Cotignola, mai così in alto nella sua storia e vogliosa di continuare a stupire. Non ci sono più due club gloriosi come Cervia e Russi (il primo addirittura è stato il laboratorio del poco riuscito esperimento “Campioni”, il secondo ha stazionato per anni in C2 e D, sfruttando un vivaio di ottima qualità), scesi in Promozione assieme al San Pietro in Vincoli. Queste tre squadre affiancano nel girone D un’altra nobile decaduta, la Del Duca Ribelle, e una solida costante del calcio nostrano come la Reno di Sant’Alberto. Cinque anche le partecipanti al girone C, con la neopromossa Solarolo che ha raggiunto le “solite note” Conselice e Lavezzola e le più rampanti Sparta Castelbolognese e Reda.

Esultanza Solarolo Promozione
La festa del Solarolo per il ritorno in Promozione

Sette i team in Prima Categoria, dove è sceso come da tradizionale altalena il Savarna, unico retrocesso nella scorsa stagione. I biancazzurri sono stati inseriti nel girone G, in compagnia di Bagnacavallo, Fosso Ghiaia e Virtus Faenza, della matricola Riolo Terme e della Azzurra Romagna, nata dalla fusione delle due società (di Ravenna la prima, di Sant’Antonio la seconda) e di stanza a Marina di Ravenna, località da anni “orfana” di un club di calcio. Solo soletto nel girone H, come l’anno passato, è il Savio, che dovrà vedersela in particolare con rivali riminesi.

Il gruppo più ampio di ravennati sarà impegnato in Seconda Categoria, a partire dal Voltana, unica realtà della provincia confermata nel girone M ferrarese. Massiccia la partecipazione nel girone N, con ben 12 squadre su 14 del nostro territorio: si tratta di Atletico Lugo, Bagnara, Frugesport Massa Lombarda, Godo, Fossolo, San Pancrazio, San Rocco Faenza e Santerno, della retrocessa Real Fusignano, delle matricole Biancanigo Castel Bolognese, Santagata Sport e Palazzuolo, quest’ultimo in territorio toscano ma da sempre considerato ravennate dal punto di vista calcistico. Sei invece nel girone O forlivese, a partire da Borgo Tuliero, 2000 Cervia, Modigliana (in provincia di Forlì, ma anch’esso per tradizione considerato ravennate) e Pro Loco Reda, per finire con le neopromosse Marradese (stesso caso del Palazzuolo) e San Zaccaria.

Si chiude infine con il girone unico, tutto targato Ravenna, di Terza Categoria, formato da diciotto formazioni: le confermate Atlas Santo Stefano, Bisanzio San Michele (ma gioca a Punta Marina), Brisighella, Casa dell’Amicizia (a Bagnacavallo), Coyotes Piangipane, Darsena, Fornace Zarattini, Giovecca, Low Ponte, Porto Corsini, Porto Fuori, Prada, Quartiere Stuoie Lugo, Real Faenza, San Potito e Ulisse e Penelope (di San Bernardino), raggiunte dalle retrocesse Stella Rossa Casal Borsetti e Villanova di Bagnacavallo.

Dante fa tornare Ravenna Capitale. «E può unire tutto il nostro teatro»

Parla Marco Martinelli delle Albe, che sarà alla guida del corteo che celebra ogni anno il Poeta. «L’Alighieri è attuale anche perché è stato stritolato dalla politica, allora come oggi più interessata ai propri interessi che al bene comune»

Prova Inferno©Zani Casadio 6390 Copia
Marco Martinelli con Ermanna Montanari in occasione dell’Inferno

Sarà il Teatro delle Albe a condurre per la prima volta il corteo dell’annuale della commemorazione della morte di Dante, sull’onda del successo del progetto Cantiere Dante, commissionato da Ravenna Festival e che ha visto debuttare tra l’entusiasmo di pubblico e critica ormai più di un anno fa la prima parte dell’ambiziosa trilogia dedicata dalla storica compagnia teatrale ravenante alla Commedia, quella sull’Inferno. Per la prima volta saranno così le incursioni artistiche di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari a condurre le autorità lungo i luoghi celebrativi.

Ne parliamo con lo stesso Martinelli, fondatore e drammaturgo delle Albe. «Sarà un’azione corale, come l’abbiamo definita Ermanna e io, aperta naturalmente a tutti i cittadini, con la quale si vuole arricchire e innervare il percorso con versi danteschi, utilizzando sia il primo che il secondo canto dell’Inferno. Saranno presenti i cori dei cittadini, quello del Verdi e i due del Ludus Vocalis, oltre a quello di un gruppo di cittadini materani (nell’ambito della collaborazione con Matera Capitale Europea della Cultura 2019, con cui sempre domenica alle 13 il Comune di Ravenna firmerà un protocollo d’intesa, ndr): alterneremo versi e musica in questo percorso, preceduti e guidati da Simone Marzocchi e la sua tromba».
A più di un anno di distanza, cosa pensa dell’esperienza di Inferno e della risposta dei ravennati?
«Ci aspettavamo una risposta, certo, ma non così grande, così intensa, da parte di tanti cittadini, sia come presenze agli spettacoli che come partecipazione alla realizzazione degli stessi (i cittadini come noto sono stati coinvolti anche come attori, ndr): penso ai bambini, alle signore di 80 anni che impersonavano le arpie, tra le più scatenate. Penso poi ai riconoscimenti sulla stampa nazionale…».
Cosa rende ancora così attuale Dante, dal punto di vista di un autore teatrale?
«Qualcuno in effetti potrebbe vedere questi sette secoli come un fossato invalicabile e invece proprio in questi tempi di “serva Italia” che stiamo vivendo, quel suo anelito alla giustizia, alla pace, a una politica che non sia scontro per i propri interessi, lo rendono molto attuale. Dante è rimasto schiacciato, stritolato, dalla politica, molto simile a quella dei nostri giorni, in cui non si guarda al bene della patria, ma ai propri interessi, mandando in sfacelo una nazione e i suoi cittadini. C’è poi la dimensione interiore e teologica di Dante, che paradossalmente rimane ancora un’indicazione importante ai nostri tempi e che invece la scienza positivistica ottocentesca aveva liquidato come anticaglia».
E Ravenna promuove adeguatamente l’attualità di Dante?
«Ravenna nei giorni dell’Inferno è stata come una calamita, sono arrivati qua da tutta Italia, sia a partecipare che ad assistere. E ho potuto verificare come noi ravennati ci guardiamo da ravennati, ma visti da fuori c’è tanta stima per come riusciamo a mantenere vivo questo culto».
E, al contrario, non è che si rischia di esagerare con Dante, in questi anni di celebrazioni, a discapito di altro?
«Il rischio di fare indigestione c’è, di far sì che giovani e adolescenti non ne possano più. Si può e si deve onorare Dante anche con eventi culturali che non siano direttamente danteschi, affrontare filosofi e artisti di oggi in cui si avverta una tensione simile a quella presente nell’opera del Poeta».
Ci può anticipare qualcosa dello spettacolo del prossimo anno? Come state preparando il vostro Purgatorio partecipato?
«Il Purgatorio sarà una doppia impresa perché dovremo costruirlo a Ravenna con i ravennati e ancor prima (in maggio, ndr) a Matera con i materani per il loro anno da Capitale europea della Cultura. Manterremo la stessa dinamica itinerante e collettiva dell’Inferno. A Ravenna stiamo per individuare lo spazio da utilizzare (l’anno scorso fu messo sottosopra il teatro Rasi, ndr), sempre in centro. Saranno in programma ancora tante repliche e cercheremo di tenere la capienza un po’ più alta rispetto all’Inferno (le cui repliche sono andate tutte esaurite in poco tempo, ndr)».
E come sarà, dal punto di vista dei contenuti? Su cosa avete puntato?
«Tra i tanti aspetti, uno ci ha colpito in particolare, la cantica degli artisti, di Casella musicista, di Belacqua liutaio, dei miniaturisti, di Giotto, Cimabue, delle arti figurative, della musica e della poesia. È come se Dante ci dicesse che l’arte non è la salvezza in quanto tale, ma una prima scala per ascendere alla salvezza. Coinvolgeremo diversi cori musicali della città e sarà proprio questo il segno molto forte di diversità, la musica, rispetto al rumore dell’Inferno».
Troppo presto invece per parlare del Paradiso che chiuderà la trilogia nel 2021?
«Quella è l’impresa. È lì che ce la giocheremo molto. Al momento penso alla luce, al “trasumanare”, ma anche al fatto che il Paradiso l’abbia scritto un uomo, al modo in cui si può solo balbettare il Paradiso, nel senso che la miglior teologia è quella negativa. Ma ne riparleremo, ora siamo ancora solo sulla scala…»
Il vostro progetto era nel dossier di candidatura a Ravenna Capitale europea della Cultura: come si può proseguire quell’esperienza?
«Una cosa che mi piacerebbe portare avanti con lo spirito che caratterizzò la nostra candidatura è cercare per il 2021, settimo centenario della morte del Poeta, di richiamare a raccolta tutto il teatro ravennate, metterci insieme unendo le forze per moltiplicare l’energia».

«C’è una strategia per intimidire gli antifascisti? Noi scendiamo in piazza…»

La Rete Antifascista Ravennate solidale con la donna indagata per i manichini contro Ettore Muti

IMG 20180826 181804 812 768x549
La commemorazione di Ettore Muti al cimitero

La Rete Antifascista Ravennate in una nota dichiara la propria solidarietà alla donna indagata per danneggiamenti aggravati riconducibili ai manichini comparsi la notte prima della Commemorazione al gerarca fascista Ettore Muti, del 26 agosto scorso.

«Mentre la Questura di Ravenna autorizza le manifestazioni fasciste – si legge in una nota inviata alla stampa – la Rete Antifascista di Ravenna è totalmente complice e solidale a tutte le manifestazioni di antifascismo, sempre più necessarie in tutto il paese».

La Rete, inoltre, rimarca «la gravità di quanto accaduto martedì 4 settembre al parco del Senio di Masiera a Bagnacavallo, in cui dei fascisti hanno tagliato il prato del parco formando la scritta “dux”».

«Il governo fascio-leghista-5stellino pratica indisturbato sotto l’egida del ministro Matteo Salvini razzismo, populismo, omofobia e sessismo indisturbato tutti i giorni – si legge nella nota inviata alla stampa dalla Rete –. E vengono indagati per apologia di fascismo? Ci sono molte persone che a questo gioco non vogliono starci. E manifestano le proprie idee contro questo sistema oppressivo e repressivo».

«Nel caso l’accusa verso la compagna e l’articolo (del Resto del Carlino, che ne ha dato notizia, ndr) dovessero costituire una strategia delle autorità, appoggiate dalla stampa, finalizzata ad intimidire l’antifascismo, la Rete Antifascista Ravenna –termina la nota – invita ulteriormente tutte le persone che sono contro la dittatura, il populismo, il razzismo, il sessismo, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione ad alzare la voce e a farsi sentire, a manifestare in piazza a comunicare con i più che l’ideologia fascista è mero populismo ed esprime la volontà di reprimere la libertà di essere diversi. Più siamo e saremo a farlo, più la macchina di repressione dello Stato diventerà inutile e inefficace!».

Milena Baldassarri prova ad avvicinarsi alla vetta del mondo. «Mi sento pronta»

Ginnastica ritmicia / La giovanissima ravennate da lunedì 10 settembre sarà impegnata nei campionati mondiali in programma a Sofia, in Bulgaria. «L’obiettivo è migliorare il nono posto dello scorso anno. Mi piacerebbe anche qualificarmi nelle finali di tutte e quattro le prove di specialità»

Milena Badassarri A Sofia (prima Da Destra)
Foto di gruppo per le azzurrine a Sofia: Milena Baldassarri è la prima a destra (foto FGI)

Ha raggiunto Sofia giovedì sera, Milena Baldassarri, con in valigia un carico di speranze per l’appuntamento più importante della stagione, il campionato mondiale di ginnastica ritmica. La giovanissima ravennate, diciassette anni da compiere tra poco più di un mese (il 16 ottobre), è sbarcata in Bulgaria con il primo gruppo della delegazione azzurra, assieme alle altre due individualiste scelte dalla direttrice tecnica Emanuela Maccarani: Alexandra Agiurgiuculese e Alessia Russo. La competizione, giunta alla sua 36sima edizione, prenderà il via lunedì 10 settembre con cerchio e palla, per poi proseguire il giorno dopo con le final eight di questi due attrezzi e mercoledì con clavette e nastro, con le finali che andranno in scena giovedì. Venerdì, infine, sarà la volta del concorso generale individuale, con le migliori 24 divise in due gruppi da dodici. Poi spazio alle prove a squadre, dove ovviamente non sarà presente l’atleta cresciuta nell’Edera Ravenna e ora alla Faber Fabriano, con i riflettori puntate sulle cosiddette “farfalle” azzurre.

Dopo il lungo periodo di preparazione a Desio è finalmente arrivato il momento di scendere in pedana. Come stai, Milena?

«Dal punto di vista fisico mi sento pronta per questo mondiale. E’ il secondo a cui partecipo, dopo quello del 2017 a Pesaro. A differenza della passata edizione quest’anno sono stata convocata da tempo e quindi mi sento anche più preparata anche psicologicamente».

Baldassarri Europei
La ginnasta ravennate impegnata agli Europei (foto FGI)

Emozionata?

«Sicuramente partecipare al mondiale dà una grande emozione. E’ tutto l’anno che preparo questa competizione ed è chiaro che c’è anche una maggiore pressione».

Quali sono i tuoi obiettivi?

«Vengo da un periodo molto intenso di allenamenti. Al mondiale devo dare tutta me stessa, anche perché è l’ultima manifestazione di rilievo della stagione. L’anno scorso sono arrivata nona nel concorso generale e quindi spero di migliorarmi: l’obiettivo minimo è essere tra le 24. Nel 2017 sono entrata nella finale del nastro, dove sono giunta sesta, e quest’anno punto a qualificarmi in tutte e quattro le final eight di specialità. Non sarà facile, in quanto la concorrenza è molto agguerrita».

In quali prove individuali ti senti più pronta?

«Nel corso di questi mesi penso di essere cresciuta un po’ in tutte. Quindi la mia speranza è fare bene in ogni prova».

Quali sono le avversarie che tempi di più?

«Quelle dell’Est europeo sono le più forti, ma come livello noi azzurre ci siamo avvicinate molto. Dopo di loro, ci siamo subito noi».

Milena Oro Nastro
Cresciuta nell’Edera Ravenna, adesso è l’atleta di punta della Faber Fabriano (foto FGI)

Soddisfatta finora del 2018?

«In gran parte sì. Mi sono sono aggiudicata il tricolore nel concorso generale individuale e ho ben figurato nei tornei internazionali, vincendo molte medaglie. Sono arrivata terza ai Giochi del Mediterraneo, ma avrei potuto fare qualcosa di più».

Quando vieni nella “tua” Ravenna?

«Praticamente mai, sono sempre in giro per il mondo. A scuola devo frequentare, privatamente, il quarto anno dell’istituto turistico. Riesco comunque a coniugare abbastanza bene lo studio all’attività sportiva. Spero ogni tanto di poter venire qualche weekend a Ravenna».

Non sarà facile, anche perché presto inizia la nuova stagione…

«Infatti. A novembre cominciano gli impegni societari, con la Serie A, che poi riprendono a febbraio. Una volta finiti gli appuntamenti tricolori, sarà però già tempo di pensare a quelli internazionali».

«Cinque Stelle e Lega sono i mondi che più hanno pestato sulla propaganda di odio»

Il giornalista Jacopo Iacoboni (La Stampa) tra i relatori di un incontro sulle fake news l’8 settembre alla Festa dell’Unità con la deputata Maria Elena Boschi. Nei mesi scorsi fu respinto all’ingresso di un evento M5s: «Manifestano una intolleranza aliena al confronto libero»

0 0x6gvmba«Credo che la via sia una lunga presa di coscienza culturale». Da qui passa, secondo il giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni, la costruzione di un argine al dilagare delle fake news o bufale che dir si voglia. Iacoboni sarà a Ravenna tra gli ospiti di un dibattito alla festa dell’Unità (8 settembre, 21.30) con Maria Elena Boschi (deputata Pd), Tommaso Cerno (deputato Pd e già direttore de l’Espresso) e Marco Canestrari (blogger).

In questo caso è stato invitato dall’organizzazione Pd come relatore, a Ivrea invece in aprile era inviato come giornalista a un evento Cinque Stelle-Casaleggio e non è stato ammesso. Dobbiamo dedurre che con i grillini si sia alzata l’asticella dell’attacco politico alla stampa critica?
«Semplicemente manifestano un’intolleranza che è aliena al confronto libero e democratico. Una cosa preoccupante, che si unisce, come in Trump, alla totale delegittimazione preventiva dei giornalisti critici. Rimasti pochi, peraltro».

Il titolo dell’incontro è “La democrazia ai tempi delle fake news”. Cosa rischiamo davvero come cittadini con le bufale?
«Non amo parlare di fake news, preferisco parlare di disinformation, più o meno organizzata. Nei casi italiani, e ovviamente Usa, e Russia, o Brexit, sono avvenute vere e proprie disinfo ops, operazioni coordinate di manipolazione, che vanno molto oltre la banale fake news. Ci sono tanti soggetti, Stati stranieri, ma anche organizzazioni italiane, che l’hanno fatto. Alcuni soggetti italiani magari solo per guadagnare dei soldi, neanche tantissimi; ma sono subito finiti clusterizzati in operazioni di propaganda coordinate. Specie Facebook, ma anche Twitter, ambiente molto piccolo, ha però un ruolo cruciale».

Arginare la deriva tocca alla politica per via legislativa o ai big del mondo social?
«Non credo tanto alle soluzioni legislative; in Italia tra l’altro le leggi le avremmo già: diffamazione, minacce, attentato alla libertà del presidente della Repubblica. Né credo tanto che i social si autoriformino. Facebook, tardi, qualcosa sta facendo. Credo che la via sia una lunga presa di coscienza culturale».

Qualche forza politica o esponente politico più di altri cavalca l’onda?
«Va denunciato che i due mondi che più hanno pestato su propagande social non ufficiali su odio e sentimenti negativi sono la propaganda pro M5s e pro Lega. È un fatto, indubitabile».

Previsioni sul futuro: quanto durerà questo governo gialloverde e cosa accadrà al Pd? E le due questioni sono in qualche modo collegate?
«Non credo che sarà brevissimo il fenomeno Legastella, due partiti diversi ma profondamente convergenti. Credo che, quando si staccheranno, sarà perché competono nello stesso campo, non perché il M5S è diventato, poniamo, pro migranti. Il Pd per ora brancola, e si illude se pensa che Fico sia il grimaldello “di sinistra” per disaggregare il Movimento. Totale, pericolosa illusione».

A Lugo la biennale della Bassa Romagna tra agricoltura, artigianato e commercio

Oltre 200 espositori suddivisi in quindici aree diverse. Si parte con la musica in piazza Baracca

Bassa Romagna In Fiera 2016

Tutto pronto per la XXVII edizione di Bassa Romagna in Fiera, la biennale dedicata ad agricoltura, artigianato, industria e commercio che prende il via oggi, sabato 8 settembre, a Lugo.

A QUESTO LINK LO SPECIALE SULLA FIERA PUBBLICATO SU R&D-RAVENNA&DINTORNI

Il primo appuntamento è dedicato alla musica con il concerto, alle 17 in piazza Baracca, della Jugendkapelle Stadt Kulmbach, l’orchestra giovanile della Scuola di musica della città tedesca gemellata con il Comune di Lugo. Subito dopo, alle 17.30, è invece in programma l’inaugurazione della manifestazione. Al taglio del nastro saranno presenti l’assessora al Bilancio della Regione Emilia-Romagna Emma Petitti e tutti i sindaci dei Comuni dell’Unione della Bassa Romagna.

Tante le mostre in programma. Alle Pescherie della Rocca alle 17.30 inaugura la mostra fotografica “Venieri: i nostri primi 70 anni”, che rimarrà aperta per tutta la durata della Fiera. L’esposizione è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 24; sabato e domenica dalle 10 alle 24. Alle 18.30 è invece in programma l’inaugurazione di “Paesaggi”, esposizione di Mirna Montanari ospitata nelle sale Lino Longhi del Palazzo del commercio, in via Acquacalda 29. Presenterà la mostra Carlo Polgrossi. L’esposizione sarà visitabile fino al 7 ottobre tutti i martedì e giovedì dalle 15 alle 18, il sabato e festivi dalle 15.30 alle 18. L’ingresso è libero. Alle 18.45 inaugura la mostra Rossinissimo dedicata a Gioachino Rossini, che rimarrà all’oratorio di Sant’Onofrio fino al 19 settembre. La mostra, curata dal Maestro Giuseppe Montanari e organizzata dalla Pro Loco di Lugo, propone oltre 400 pezzi, molti dei quali mai mostrati finora. All’inaugurazione sarà presente il Maestro Riccardo Muti. Alle 19.30 spazio allo sport in piazza Baracca “Scherma sotto le stelle”, l’esibizione della Società Schermistica Lughese.

Nello stand dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna saranno presenti i Comitati e le associazioni Gemellaggi di tutti i Comuni dell’Unione. Nella prima giornata della manifestazione, alle 20, saranno protagonisti Lugo e Sant’Agata sul Santerno con l’iniziativa “Gemellaggi: incontri di lingue, culture diverse e di nuove amicizie”.

La musica torna protagonista alle 21 nella chiesa del Carmine con “Lugo inCanto”, il concerto in occasione del 50° anniversario del gemellaggio tra Lugo e il comune francese Choisy-le-Roi. Al concerto parteciperanno il Coro Alea-Dunant di Lugo e l’Ensemble Polyphonique di Choisy-le-Roi con le musiche di Vivaldi, Rossini e Fauré. Dalle 21 alle 23 l’Area Wedding&Wellness di piazza Trisi sarà animata dalle sfilate della collezione di abiti da sposa e cerimonia 2018/2019 e di abiti da sposa primavera/estate 2018, organizzata da Ca La Sfera (San Biagio di Argenta).

Bassa Romagna in Fiera continua fino a domenica 16 settembre. La manifestazione si estende su un’area espositiva di oltre 15mila mq con più di 200 espositori suddivisi in quindici diverse aree tematiche che valorizzeranno tutte le eccellenze dei nove Comuni della Bassa Romagna: agricoltura, arredamento, artigianato, area shopping e artigianato artistico, area sposi-cosmesi-benessere, area food e ristorazione, associazioni, concessionarie auto, commercio, edilizia, industria alimentare, servizi, start-up, tempo libero e turismo, vivaismo e giardinaggio.

Bassa Romagna in Fiera è organizzata da BolognaFiere Spa con il supporto della segreteria commerciale di ExpoFiere e del Servizio Promozione territoriale, Governance e Comunicazione dell’Unione dei Comuni.

Per il programma completo visitare il sito www.bassaromagnainfiera.it; per ulteriori informazioni chiamare il 348 9030832.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi