giovedì
14 Maggio 2026

Nuoto, lezioni di apnea a Faenza con il campione Pelizzari che scese a 150 metri

Due giornate di teoria e pratica in piscina a Faenza organizzate dalla società Nuoto Sub con Umberto Pelizzari, pluriprimatista di apnea

1 Pelizzari Show Dei Record 2022Il nuotatore pluriprimatista di apnea Umberto Pelizzari sarà ospite del Nuoto Sub Faenza in piscina il 18 e il 23 gennaio per tenere lezioni teoriche e pratiche a chi si cimenta in questa disciplina.

Il primo appuntamento sarà preceduto da un incontro pomeridiano dell’ex campione, oggi divulgatore conduttore televisivo, coi nuotatori agonisti tesserati dalla società di Faenza allo scopo di fornire loro utili indicazioni su come gestire al meglio le fasi subacquee di gara. Dalle 18 alle 20 del 18 gennaio Pelizzari sarà nell’aula dei corsi nella piscina di via Marozza a tenere una lezione teorica sull’apnea dinamica; al termine si trasferirà assieme ai presenti in vasca per la lezione pratica in acqua.

Pelizzari tornerà a Faenza il 23 gennaio per una lezione teorica stavolta sull’apnea statica, che sarà seguita dalla lezione pratica in acqua.

Umberto Pelizzari è nato a Busto Arsizio (Varese), ha 58 anni e con un 189 centimetri di altezza e 84 chili di peso vanta una capacità polmonare di 7,9 litri. Numerosi sono i suoi record: l’ultimo è datato 3 novembre 2001, quando nelle acque di Capri ha conquistato il nuovo primato mondiale di apnea in assetto variabile regolamentato con meno 131 metri. Nel 1997 scese a 150 metri in assetto variabile no limits in un tempo di 2’57”.  Nel 1995, assieme al campione di pesca subacquea Renzo Mazzarri, ha fondato Apnea Academy, un’associazione ideata per la diffusione e l’insegnamento dell’apnea, che è diventata poi Scuola di formazione e di ricerca per l’apnea subacquea. Dal 2000 Pelizzari è un volto conosciuto delle grandi televisioni nazionali: “Lineablu”, “Sai xChé?”, “Ritorno alla natura”, “Vite in apnea”, “il Musichione” e “Lo show dei record”. Dal 2006 è docente presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa al master di secondo livello di Medicina subacquea ed iperbarica.

L’attività formativa del Nuoto Sub Faenza ha intanto qualificato 21 nuovi istruttori di nuoto che hanno sostenuto l’esame finale e conseguito il brevetto lo scorso 11 gennaio.

Con il 2024 la società sportiva che riunisce atleti e appassionati delle attività acquatiche di Faenza e dintorni ha cambiato ufficialmente nome: Centro Sub Nuoto Club 2000 ha lascia il posto a Nuoto Sub Faenza. «Lo spirito è ancora quello del 2012 quando nacque il centro – spiega il presidente Antonio Marcelli -. Per adeguare il nostro statuto alla nuova legislazione abbiamo dovuto apportare delle variazioni da registrare con atto notarile, così ne abbiamo approfittato per semplificare la nostra denominazione, che dallo scorso 19 dicembre è Associazione Sportiva Dilettantistica Nuoto Sub Faenza».

Concessioni balneari, il Governo non decide e i Comuni fanno da sé

Verso la sanzione europea. Il rischio è un’anarchia che potrebbe anche portare al blocco del settore

Spiaggia Zanni
Foto di Adriano Zanni

Gli ultimi mesi sono stati un periodo piuttosto burrascoso per il tema delle concessioni balneari. Il governo Meloni non ha ancora stabilito le regole per rinnovare i titoli scaduti il 31 dicembre 2023, ma quel che è certo è che la prossima estate – almeno per quanto riguarda Ravenna e Cervia – rivedremo ancora gli storici gestori a condurre i loro stabilimenti. Entrambi i Comuni hanno infatti deciso di avvalersi della proroga al 31 dicembre 2024 prevista dalla legge 118/2022 del governo Draghi, nel caso in cui un’amministrazione fosse impossibilitata a effettuare le gare entro lo scorso anno. Una scelta fatta da tutti i sindaci romagnoli e dalla stragrande maggioranza dei loro colleghi nel resto d’Italia, proprio perché mancano le regole nazionali con cui scrivere i bandi, che avrebbero dovuto essere contenute in un decreto attuativo da approvare entro febbraio 2023, ma che non è mai stato varato dal governo Meloni.

Da tredici anni, le concessioni balneari sono prive di una legge che definisca le modalità per rinnovarle nel rispetto della direttiva europea Bolkestein, ovvero senza alcuna forma di automatismo agli stessi titolari, come invece ha sempre fatto l’Italia. L’esecutivo a guida centrodestra ha sempre dichiarato di non essere d’accordo con le gare previste dalla Bolkestein e di voler tutelare la continuità dei concessionari storici. Per questo, la scorsa estate ha istituito un tavolo interministeriale per lavorare a una mappatura delle coste italiane che ha dichiarato come solo il 33% dei litorali sia occupato da concessioni e il 67% sia libero, al netto delle aree protette e del demanio portuale e militare. La tesi del governo è che sia possibile garantire la concorrenza richiesta dalla Bolkestein dando nuove concessioni sul demanio libero, per poter avviare nuove imprese senza toccare quelle esistenti: questo anche perché gli articoli 11 e 12 della direttiva prevedono le gare solo in caso di “scarsità della risorsa naturale”, che secondo i dati della mappatura non sussisterebbe. Tuttavia, il lavoro effettuato dal governo è ad oggi incompleto: sia perché non è stato calcolato il demanio lacuale e fluviale, dove in alcune regioni è possibile avviare imprese balneari (pensiamo per esempio agli stabilimenti sul lago di Garda o lungo il fiume Po), sia perché la percentuale di coste libere non distingue quelle effettivamente concedibili e quelle, invece, dove costruire uno stabilimento balneare sarebbe impossibile (come le scogliere a strapiombo sul mare, nemmeno raggiunte da una strada). Ma soprattutto, il principio di evitare le gare grazie all’abbondanza di risorsa andrebbe declinato in una legge, ed è proprio questo il punto su cui il governo pare in difficoltà, avendo fatto promesse che forse non sa come mantenere.

Lo scenario è stato ulteriormente complicato dall’invio del parere motivato da parte della Commissione europea, giunto lo scorso novembre: si tratta del secondo step per l’avvio di una procedura di infrazione, dopo la lettera di messa in mora recapitata a dicembre 2020. Al governo Meloni sono stati dati due mesi di tempo per rispondere, ovvero fino al 16 gennaio, e se le sue richieste non saranno esaudite, Bruxelles potrà valutare la sanzione da comminare all’Italia.

Inoltre, il 2 gennaio sulla questione è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nell’esprimere perplessità sulla proroga decisa dal governo Meloni alle concessioni per il commercio ambulante (anch’esse colpite dalla Bolkestein), ha sottolineato l’urgenza di completare il quadro regolatorio per il rinnovo delle concessioni balneari. Difatti, dopo più di un anno dal suo insediamento, il governo non ha fatto nulla di concreto per intervenire sulla materia in modo definitivo.

Ad oggi l’unica certezza è la legge 118/2022 approvata da Draghi, che per la prima volta si è adeguato al diritto europeo sulle concessioni balneari, imponendo la scadenza dei titoli il 31 dicembre 2023 e le gare entro il 31 dicembre 2024. Dai banchi dell’opposizione e durante la campagna elettorale, il partito di Giorgia Meloni si era dichiarato contrario a questa norma, mentre una volta al governo non ha né mantenuto la sua contrarietà (dal momento che non ha abrogato la legge), né ha accettato di completarne il disegno (poiché non ha emanato i decreti attuativi). La conseguenza di questa inerzia è una situazione di impasse che vede in difficoltà sia gli attuali concessionari, privi di certezze sul futuro delle loro imprese, sia gli imprenditori interessati a entrare nel mercato, sia soprattutto le amministrazioni locali, che si sono trovate a dover decidere in autonomia il da farsi sui titoli in scadenza. La maggior parte di queste, come detto, si è avvalsa dell’anno di proroga finalizzato a espletare le procedure selettive per riassegnare i titoli, ma in assenza di direttive nazionali, ogni Comune sta scrivendo le regole per conto proprio. In Romagna, molte amministrazioni hanno già dato mandato ai funzionari di iniziare a scrivere i bandi, che sono procedure lunghe e complesse. Ma senza una legge-quadro statale, il rischio è quello di un’anarchia e disparità di regole tra diverse località, che potrebbero determinare molti contenziosi e il blocco del settore. D’altronde, però, le concessioni sono ormai scadute e non si può fare altro che decidere come rinnovarle: ciò significa stabilire quanto dureranno i nuovi titoli, come determinare la professionalità e l’esperienza richiesta ai partecipanti, quali saranno i criteri per calcolare il valore delle aziende e gli indennizzi in caso di passaggio della concessione. Poiché il problema non è più se fare o non fare le gare, bensì come farle. E su questo, nessun politico ha mai avuto il coraggio di decidere.

Tasso di fecondità in picchiata: «Con questi stipendi, la gente non fa più figli…»

L’analisi dell’economista D’Angelillo: «Natalità in calo dal 2008, anno della crisi. E ora anche gli stranieri non crescono più»

Foto Dangelillo Ott 2011
Massimo D’Angelillo

«Il peggioramento della situazione economica ha influito anche sui processi di natalità». Dati alla mano, è facile sottolineare la correlazione per Massimo D’Angelillo, storico economista ravennate, fondatore di Genesis Srl.

A partire dal tasso di fecondità, indicatore che esprime il numero medio di figli per donna in età feconda (15-49 anni) e che dovrebbe essere pari a 2,1 per assicurare a una determinata popolazione di riprodursi mantenendo costante la propria struttura. In provincia di Ravenna – secondo i dati Istat analizzati da D’Angellillo – il tasso di fecondità delle donne è cresciuto da inizio secolo fino a toccare l’apice nel 2008, anno della grande crisi, per poi passare dall’1,54 complessivo (grazie al 2,71 delle donne straniere) no all’1,23 del 2022, di poco inferiore alla media nazionale (con le donne straniere che per la prima volta scendono anche loro sotto il 2). «Il dato è generalizzato, ma anche in provincia la pandemia ha fatto andar via molti stranieri, che ora evidentemente non vedono più Ravenna come un luogo dove poter mettere su famiglia». I residenti stranieri negli ultimi tre anni nel comune capoluogo sono calati di un migliaio di unità, scendendo a fine 2022 a quota 17.664, con un calo più accentuato appunto tra i bambini. «Per un certo periodo, erano stati gli stranieri a risollevare la natalità media, ma ora si stanno adattando al comportamento degli italiani, forse come conseguenza anche di un processo di integrazione – continua D’Angelillo -. Ovviamente, una minor natalità porta a una serie di conseguenze note: minor disponibilità di forze lavoro e quindi minori contributi a fronte di un aumento del carico sul sistema del welfare da parte della popolazione anziana».

La ricetta per risollevarci? «Semplicemente, investire sul welfare. Ma non basta, se è vero che anche in territori da questo punto di vista virtuosi, come potrebbe essere il Ravennate, il fenomeno della denatalità è sempre più accentuato. Questo ci conferma che il problema è più generale, italiano ma che coinvolge anche la nostra provincia: è una questione di insicurezza economica, di stipendi bassi a fronte di prezzi in aumento, che porta a rimandare o addirittura rinunciare a fare figli. Le difficoltà nel trovare il lavoro, la casa, nel garantire alla propria famiglia un benessere adeguato. In questi mesi si è parlato tanto di salario minimo, sicuramente aiuterebbe, ma non credo basterebbe. La situazione economica più complessiva è pesante e prevedo che non cambierà in tempi brevi, almeno in Italia»

Il Ravenna batte 4-0 il Prato nella prima partita in casa del 2024

Vittoria netta sui toscani che in estate erano considerati tra i favoriti del campionato e ora sono al tredicesimo posto

Il Ravenna Fc batte 4-0 il Prato nella prima partita in casa del 2024, la 19esima giornata del campionato di calcio di serie D. I giallorossi vanno a rete con Diallo, Sabbatani, Marino e Pavesi e si mantengono al primo posto in classifica con tre punti di vantaggio sul San Marino che ha vinto in casa con la Pistoiese.

Quello contro il Prato è un risultato molto importante per i giallorossi. I toscani in estate, con un mercato importante, erano stati indicati tra le grandi favorite per la vittoria finale ma un avvio balbettante ha frenato le loro ambizioni ed ha portato ad una mancanza di continuità che si è concretizzata nell’attuale tredicesimo posto in classifica.

Secondo 4-0 consecutivo in casa, quarta vittoria di fila. Per il Ravenna è arrivata un’altra partita senza subire gol, la settima consecutiva (ultimo gol incassato il 19 novembre nel 4-1 casalingo contro Mezzolara): in totale in 19 giornate sono solo 6 le rete incassate dai giallorossi.

La prossima gara dei giallorossi in trasferta sul campo di un Sant’Angelo alla ricerca di punti salvezza.

La Regione aumenta le rette dei centri residenziali per anziani di 123 euro al mese

Provvedimento dell’Emilia-Romagna a partire dall’inizio del 2024, in provincia riguarda 1.600 famiglie. I sindacati si oppongono e chiedono ai Comuni di prendere posizione per ritirare il provvedimento

Anziana DeambulatoreLa Regione Emilia-Romagna ha deciso in modo unilaterale di aumentare le rette delle case residenza anziani (Cra) e dei centri socio-riabilitativi residenziali (Csrr) di 4,10 euro al giorno dall’1 gennaio 2024. Si tratta di circa 123 euro al mese a carico degli utenti e delle loro famiglie. Per la provincia di Ravenna il provvedimento riguarda oltre 1.500 anziani e quasi un centinaio di disabili.

I sindacati Cgil, Cisl e Uil della provincia di Ravenna, insieme alla categorie dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, chiedono alla Regione di modificare la decisione e chiedono di aprire immediatamente il confronto con i Comuni e i comitati di distretto. I sindacati ritengono indispensabile una presa di posizione delle amministrazioni locali per riposizionare l’intervento della Regione e per allargare la platea di chi, a fronte di una situazione economica più disagiata, non è in grado di far fronte agli aumenti.

La richiesta dei sindacati è di rivedere i valori Isee di riferimento per ampliare la platea degli utenti che necessitano dell’aiuto dei Comuni; collegare il sistema tariffario alle nuove regole per l’accreditamento, sul quale è in corso il confronto con le organizzazioni sindacali regionali.

Due stelle di Galla Placidia alte 120 cm sulla nuova rotonda di Fornace Zarattini

Riproduzione in lamiera e mosaico del celebre dettaglio della volta del mausoleo: opera pagata dalla ditta Net Seals nell’ambito della Biennale

Galla Placidia Cielo Stellato Scaled E1624265100504Due riproduzioni alte 120 cm di una delle stelle della celebre volta a mosaico del mausoleo di Galla Placidia a Ravenna verranno installate alle porte della città nella nuova rotonda Andorra a Fornace Zarattini, difronte al centro commerciale Mir e Tecnomat.

Saranno due manufatti speculari in lamiera e mosaico al centro della rotonda, ben visibili da chi entrerà in città e da chi ne uscirà, realizzati dal Gruppo Mosaicisti di Marco Santi che ha il laboratorio a Ravenna proprio nel Centro Mir. I manufatti saranno costituiti da una struttura in lamiera di acciaio per garantire, data l’esposizione, un’alta resistenza alla corrosione e all’arrugginimento meteorico e climatico. Su pannelli speciali verranno incollate le tessere di mosaico in pasta vitrea a lamina metallica oro, provenienti da storiche fornaci veneziane. A protezione dagli agenti atmosferici verrà effettuato un trattamento finale con resina acrilica.

A donare l’opera e a farsi carico di tutti gli oneri per la sua realizzazione e installazione è la Net Seals, impresa di distribuzione di guarnizioni e componenti per oleodinamica e pneumatica, con sede al Mir che ha proposto il progetto al Comune nell’ambito dell’VIII edizione della Biennale del Mosaico contemporaneo.

«Desideriamo ringraziare la Net Seals – affermano gli assessori alla Cultura Fabio Sbaraglia e ai Lavori pubblici Federica Del Conte – per aver pensato a questa opera, che valorizza la principale via di accesso alla città, identificandola subito con il mosaico, e valorizza Fornace Zarattini importante luogo commerciale, artigianale e residenziale. Un grazie anche a Tecnomat che ha realizzato la rotonda, nell’ambito delle opere di urbanizzazione afferenti al proprio insediamento commerciale, e che ha dato la sua disponibilità a cederla in tempi brevi all’Amministrazione che potrà così autorizzare l’installazione».

M5s: «A Cervia tanti punti d’incontro con il Pd». Si va verso l’alleanza per il voto

Il coordinatore provinciale dei grillini, Massimo Bosi, parla di «graduale avvicinamento al centrosinistra» nel corso dei cinque anni passati in minoranza

1000029046Partito democratico e Movimento 5 Stelle si avvicinano a Cervia in vista di un’alleanza a sostegno di Mattia Missiroli per la candidatura a sindaco alle elezioni di giugno 2024.

Sono i grillini a rendere noti i punti in comune che stanno maturando con i dem. In un comunicato firmato da Massimo Bosi, coordinatore provinciale M5s, si parla di un percorso di confronto intrapreso nelle scorse settimane col fine di raccogliere proposte e costruire insieme una visione di città.

«Nonostante il Movimento resti, durante il mandato corrente, una forza di minoranza, nel corso di questi cinque anni sono stati rilevanti le molteplici visioni comuni su diversi aspetti della città, che hanno portato a un graduale avvicinamento al centrosinistra, sia a livello locale che a livello nazionale».

Bosi è impegnato in prima linea per costruire un dialogo «che metta in primo piano i temi attraverso il quale tentare di fornire risposte adeguate alle necessità di Cervia».

La nota parla di tanti punti d’incontro: «A partire dalla questione ambientale e della rigenerazione urbana, passando per la valorizzazione del patrimonio naturalistico e il recupero del centro storico, l’incremento di investimenti per la realizzazione e la manutenzione di percorsi ciclabili e l’adozione di politiche attive per la promozione e l’utilizzo di energie rinnovabili».

Auto fuori strada: la vittima è un idraulico 59enne, arrestato il guidatore ubriaco

Il conducente aveva un tasso alcolemico quadruplo del consentito: si è allontanato a piedi dopo che i soccorritori lo hanno estratto. Il passeggero posteriore è morto sul colpo

2Nel sangue aveva un tasso alcolemico quadruplo rispetto al limite consentito per mettersi al volante e si è allontanato dal luogo dell’incidente dopo essere stato estratto dall’abitacolo dell’auto che guidava lasciando un passeggero morto a bordo. È in stato di arresto – accusato di omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza e fuga da incidente con deceduto – il guidatore della Toyota Yaris finita fuori strada attorno alla mezzanotte tra il 12 e il 13 gennaio a Godo di Russi nei pressi della rotonda tra via Sentierone e via San Vitale. Come si apprende dalla lettura dei quotidiani locali Resto del Carlino e Corriere Romagna, si tratta di Bogdan Iulian Andronic, un 36enne romeno residente a Filetto. L’arresto eseguito dai carabinieri è avvenuto a poca distanza dal luogo dell’incidente circa un’ora dopo l’incidente.

La vittima è Danilo Filomeno, 59 anni da compiere a luglio, divorziato e padre di una ragazza adolescente. Viveva a San Pancrazio e lavorava come idraulico per una ditta per la quale era spesso all’estero per lavoro. L’uomo viaggiava sul sedile posteriore, si cercherà di accertare se il conducente fosse consapevole del decesso dell’amico prima di allontanarsi. La procura ha disposto l’ispezione cadaverica aprendo un fascicolo per omicidio stradale.

Sul sedile passeggero anteriore viaggiava una donna, fidanzata del guidatore e sorella del proprietario del veicolo. La donna è stata portata all’ospedale di Cesena per accertamenti e poi è stata dimessa.

Funerale della bimba uccisa dalla madre, si raccolgono offerte per associazioni

Cerimonia in forma privata. Padre e nonno materno invita a fare donazioni alle realtà che si occupano di supporto a chi ha malattie psichiatriche

Wendy Timò e la cagnolina Jessy in una foto resa pubblica dai familiariI funerali di Wendy Timò, la bambina di sei anni uccisa dalla madre Giulia Lavatura Truninger insieme alla cagnolina Jessy, saranno celebrati in forma privata per volontà della famiglia. Il padre Davide e il nonno materno Giuseppe fanno sapere che chi vorrà essere partecipi al dolore della famiglia potrà fare una donazione all’associazione “Porte Aperte della Romagna” o a un’altra realtà di supporto a chi ha malattie psichiatriche.

Parchi e aiuole distrutti dall’alluvione: 470mila euro dal Comune per il ripristino

Il Comune di Faenza ha individuato sette parchi pubblici da cui partire per il ripristino delle aree verdi cittadine distrutte dall’alluvione di maggio 2023

WhatsApp Image 2023 05 20 At 22.48.34 (2)
L’alluvione di Faenza

L’alluvione di maggio 2023 a Faenza ha danneggiato anche molte aree verdi pubbliche come aiuole e parchi, assieme alle tante attrezzature ludiche irrimediabilmente distruttre. Il Comune ha individuato le aree nelle quali intervenire per prime: Parco Azzurro, Parco Verde, Parco Gatti, Parco Cola, Parco Liverani, Parco Orti Renaccio e Parco Baden Powell. Il costo complessivo degli interventi ammonta 470mila euro che trova copertura finanziaria nel bilancio del Comune di Faenza, nell’annualità 2023 e 2024, sul capitolo relativo “Alluvione – Ripristino percorsi in parchi e giardini” finanziato con contributo statale (fondi alluvione).

Gli interventi riguarderanno la manutenzione straordinaria attraverso la rimozione del fango depositato dopo l’alluvione, in particolare lungo i percorsi che attraversano i parchi e i giardini; si interverrà poi nel terreno per ripristinarne il fondo e per la riparazione e messa in ripristino dei vialetti danneggiati. Inoltre, verranno effettuati interventi per ripristinare i livelli e il prato delle aiuole così da evitare che il terreno residuo torni sulla carreggiata rendendo i percorsi scivolosi. Nel Giardino Bertoni e nel marciapiede di via Lapi verranno realizzate infine nuove staccionate per delimitare le aree frequentate dai pedoni e le scarpate nonché tra la pista ciclabile e il parcheggio in via Renaccio.

Nei prossimi giorni i primi interventi riguarderanno il Parco Azzurro per poi proseguire nei parchi Cola, Liverani, nell’area verde di via Renaccio e nel parco Baden Powel. Le attività relative alle aiuole e alle piccole aree verdi partiranno con interventi sulle vie Ballardini, Argnani e Renaccio per poi proseguire nella zona di corso Europa e via De Gasperi e in altre aree coinvolte dalle alluvioni.

«Con questo interventi – sottolinea l’assessore alle Aree verdi, Massimo Bosi – si inizia il lavoro di riqualificazione e pulizia di parchi cittadini. Successivamente partirà con la condivisione dei progetti di riqualificazione con la cittadinanza per riallestire i parchi con i giochi e gli allestimenti dedicati così da far ritornare le aree verdi luoghi sicuri di socializzazione e dedicati alle attività ludiche, impiegando inoltre le diverse donazioni per le alluvioni arrivate al Comune da parte di molte associazioni e dalle realtà imprenditoriali».

Violenza contro le donne: tre uomini arrestati in una settimana con il Codice Rosso

Uno aveva violato il divieto di avvicinamento, uno per stalking e uno per maltrattamenti

3 (1)
Polizia in piazza Baracca

In meno di una settimana in provincia di Ravenna la polizia ha applicato tre volte il Codice Rosso, l’insieme di normative che tutelano le vittime di violenza di genere, con l’arresto di tre uomini per tre distinti episodi in cui erano in pericolo donne.

A fronte delle segnalazioni la squadra volanti ha eseguito gli interventi. In particolare è stato rintracciato e poi arrestato un uomo per aver trasgredito il divieto di avvicinamento alla propria compagna. Le altre due misure di restrizione sono state eseguite in stato di flagranza: una per stalking nei confronti di un cittadino italiano che minacciava ripetutamente la moglie, mentre l’altra a carico di uno straniero che maltrattava e aggrediva la moglie e contestualmente inveiva prepotentemente contro i poliziotti che riuscivano ad arrestarlo.

Ma non è tutto qui. Dall’inizio dell’anno è stata molto intensa l’attività svolta dalla polizia di Stato in questa materia. Oltre alle numerose audizioni di persone vulnerabili, svolte da squadra mobile e commissariati, per chiarire le dinamiche violente e assicurare tutela alle vittime. Su proposta della Divisione Anticrimine, tre uomini accusati di maltrattamenti in famiglia, vista la pericolosità sociale degli stessi ed al fine di garantire la tutela della vittime, sono stati sottoposti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale aggravata.

Inoltre, sono stati avviati diversi procedimenti amministrativi finalizzati all’adozione della misura di ammonimento adottata dal questore Lucio Pennella per violenze fisiche e psicologiche.

 

Il fantoccio del rogo del palio potrebbe cambiare colore per le accuse di razzismo

Il 5 gennaio di ogni anno a Faenza nella notte del Bisò si brucia un fantoccio dalla pelle scura, il Niballo che simboleggia il guerriero saraceno Annibale: ora si valuta l’ipotesi di colorarlo con la tonalità del rione vincente

Niballo Rogo Nott de BisòNegli ambienti del Palio di Faenza si starebbe valutando l’ipotesi di modificare il colore del Niballo, il fantoccio che viene bruciato nella notte del Bisò che cade ogni 5 gennaio: non più con la pelle scura, a richiamare un guerriero saraceno, ma con il colore del rione che si è aggiudicato la contesa, così come accade per la colorazione dell’abito. È il quotidiano il Resto del Carlino a riportare la notizia nell’edizione odierna, 13 gennaio.

Accuse di razzismo, o quantomeno di essere una cerimonia inopportuna per la sensibilità di alcune comunità, vengono mosse da alcuni tempi. Quest’anno c’è stata una manifestazione di protesta in piazza in concomitanza con il rogo. L’associazione Spazi Mirabal ha sottolineato come si tratti di una tradizione che affonda le radici solo negli anni ’60, quindi non così antica.

«Ci auguriamo che le astruse polemiche fuori luogo e senza senso che hanno animato la Nott de Bisò dello scorso 5 gennaio 2024, non abbiano territorio fertile in città e soprattutto all’interno dei rioni». Lo ha detto Alessandro Vitali, dirigente comunale de Il Popolo della Famiglia a Faenza. «Invitiamo i rioni a non cadere in una trappola puramente ideologica, priva di ogni fondamento, che strumentalizza una tradizione cittadina storica. Dare connotazione di odio razziale al fantoccio del Niballo è il retaggio del sottovuoto culturale del politicamente corretto: vedere della malafede dove non ve ne è. L’idea di colorare la faccia del Niballo con il colore del rione trionfante è forse addirittura ancora più malsana della contestazione originaria, in quanto contiene in modo intrinseco la vittoria del politicamente corretto. Non ci stupiremo se in futuro ci si domanderà del perché non esiste ancora un rione a tinte arcobaleno».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi