Urne chiuse per il referendum costituzionale sulla legge di riforma della magistratura. Si è votato ieri e oggi, 22 e 23 marzo, e l’affluenza definitiva in provincia di Ravenna è stata 66,6 percento, quasi il doppio rispetto al 37,8 del referendum abrogativo (con 5 quesiti) di nove mesi fa. Sebbene, come noto, i referendum costituzionali non richiedano il raggiungimento del quorum, richiesto invece per il referendum abrogativo.
Il valore provinciale della consultazione appena conclusa è in linea con la media dell’Emilia-Romagna (66,7 percento, il dato migliore tra le venti regioni) e nettamente superiore al valore nazionale di 58,9 percento (escluso il dato degli italiani residenti all’estero). Ma anche per la regione e per l’Italia si tratta di un risultato in netta controtendenza rispetto alle più recenti consultazioni elettorali di qualunque natura. Prendendo come paragone ancora il referendum di giugno 2025, il dato dell’Italia fu 30,6. I dati di oggi sono superiori anche se si confrontano con il più recente voto amministrativo: alle Regionali di novembre 2024 in provincia votò il 49,7 percento degli aventi diritto.
Questo è stato il quinto referendum costituzionale nella storia repubblicana. Il quarto si tenne a settembre 2020. Affluenza provinciale al 58,8 e nazionale al 53,8. La terza consultazione costituazionale fu dieci anni fa: a dicembre 2016 affluenza nazionale 68,5 e provinciale 76,3.
Tra i 18 comuni della provincia, il dato più alto di questo referendum arriva da Bagnacavallo (68,7), il peggiore da Conselice (62,7). Nella primavera 2024 in questi comuni, e in altri dodici in provincia, si andò al voto per le Comunali, solitamente consultazioni più partecipate anche per la vicinanza tra elettori e amministratori. Bagnacavallo si fermò al 62,5 e Conselice al 60,9. Nel capoluogo l’affluenza oggi è 66,2, a maggio del 2025 si tennero le elezioni Comunali e solo il 49,5 percento espresse un voto.



