È la valutazione del direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori ad accendere lo scontro politico sulla sanità. Veronica Verlicchi, capogruppo della lista civica La Pigna – Città, Forese, Lidi, critica duramente il compenso di risultato riconosciuto dalla Regione ai vertici delle aziende sanitarie e punta il dito contro il bonus di 28.198 euro attribuito a Carradori dopo una valutazione del 91% sulle performance del 2025.
«Mentre il presidente della Regione Michele de Pascale ha chiesto notevoli sacrifici agli emiliano-romagnoli per coprire il disavanzo della sanità, aumentando l’addizionale Irpef, introducendo il ticket sui farmaci e incrementando Irap e bollo auto, continua a riconoscere lauti compensi aggiuntivi ai direttori generali delle aziende sanitarie», afferma la consigliera. Verlicchi sostiene che il riconoscimento economico sia difficilmente giustificabile alla luce della situazione della sanità romagnola. «Da anni i ravennati devono fare i conti con un ospedale in continuo peggioramento, tempi di attesa lunghissimi per pronto soccorso, visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici, personale sanitario allo stremo e una gestione dei servizi sempre più discutibile».
Secondo la capogruppo della Pigna, l’indennità di risultato di 28.198 euro si aggiunge a una retribuzione annua di 154.937 euro, per un totale di 183.135 euro. Verlicchi ricorda inoltre che Carradori aveva già ottenuto la stessa valutazione del 91% per il 2024 e sottolinea come il direttore generale, pur essendo andato in pensione dal Servizio sanitario nazionale il 1° luglio 2025, continui a guidare l’Ausl Romagna grazie a un contratto in scadenza nel gennaio 2029.
La consigliera annuncia di aver depositato un’interrogazione al sindaco Alessandro Barattoni chiedendo chiarimenti sull’ennesima valutazione positiva attribuita al direttore generale dell’Ausl Romagna e sul conseguente premio economico.
Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo regionale di Forza Italia, Pietro Vignali, che ha presentato un’interrogazione in Regione chiedendo alla Giunta di rendere pubblici gli obiettivi, gli indicatori e i criteri utilizzati per valutare i direttori delle aziende sanitarie. Secondo Vignali, i punteggi assegnati – compresi tra l’87% e il 92% – risultano tutti molto elevati e appaiono difficilmente conciliabili con le criticità denunciate dai cittadini sul fronte delle liste d’attesa e dell’accesso alle prestazioni sanitarie.
Tiziano Carradori



