Trasparenza sui traffici di armamenti nei porti italiani, ma senza mettere a rischio la sicurezza. È su questo equilibrio che intervengono il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, che hanno scritto al direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse, chiedendo un comportamento uniforme a livello nazionale nella gestione delle richieste di accesso ai dati.
La presa di posizione arriva sullo sfondo della vicenda giudiziaria nata proprio a Ravenna, dove era stata presentata un’istanza di accesso agli atti relativa ai traffici di materiale bellico e componenti di armamenti attraverso il porto. L’Agenzia delle Dogane di Ravenna si era opposta alla richiesta, ma il Tar dell’Emilia-Romagna ha censurato, almeno in parte, la decisione. La vicenda è ora all’esame del Consiglio di Stato.
Nel frattempo, però, si è verificato un caso diverso a Livorno: di fronte a una richiesta analoga, l’articolazione territoriale dell’Agenzia ha comunicato i quantitativi complessivi annui di materiale transitato. È proprio questa differenza di comportamento a preoccupare de Pascale e Barattoni. «Siamo consapevoli della complessità della materia e della difficoltà di conciliare le esigenze di trasparenza della Pubblica amministrazione con quelle di sicurezza pubblica», scrivono nella lettera. Secondo il presidente della Regione e il sindaco di Ravenna, la pronuncia della giustizia amministrativa avrebbe individuato un possibile punto di equilibrio: rendere pubblici i quantitativi complessivi, mantenendo invece riservate le informazioni relative a provenienze e destinazioni.
De Pascale e Barattoni sottolineano inoltre di considerare «preziosissimo» il lavoro svolto dal personale dell’Agenzia delle Dogane a tutela del traffico portuale e ritengono ingiusto che funzionari e dipendenti si trovino al centro di una polemica nazionale «di cui non hanno alcuna responsabilità diretta».
La richiesta rivolta alla sede centrale dell’Agenzia è quindi quella di superare le differenze tra i vari scali e garantire uniformità di comportamento su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo, spiegano, è anche evitare che il proliferare di richieste e la pubblicazione di dati riferiti soltanto a singoli porti finisca per produrre una rappresentazione parziale. «In assenza di elementi di confronto – osservano – dati parziali rischiano di distorcere la percezione del singolo scalo rispetto alle sue vocazioni distintive».
Da qui la proposta concreta: che sia direttamente la sede nazionale dell’Agenzia delle Dogane a fornire i dati quantitativi complessivi dei transiti di armamenti nei singoli porti italiani, seguendo quanto già fatto per Livorno. Per il presidente della Regione e il sindaco di Ravenna, avere un quadro complessivo permetterebbe infatti di affrontare la questione senza concentrarsi soltanto sui singoli scali e senza trasformare dati isolati in elementi di giudizio sulla loro attività.
«Riteniamo che tali dati possano contribuire ad accrescere la conoscenza di cittadine e cittadini per un dibattito pubblico improntato alla serietà e alla correttezza, senza pregiudizio per la sicurezza nazionale», concludono de Pascale e Barattoni.



