martedì
15 Settembre 2026
crisi climatica

Moria di cozze e vongole nell’Alto Adriatico: mucillagine e calore estremo colpiscono l’eccellenza ittica romagnola

La denuncia di Legacoop in difesa degli associati del settore: «Servono interventi a sostegno delle imprese e un rapporto più stretto con gli istituti di ricerca»

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L’eccellenza ittica romagnola di cozze e vongole dell’Adriatico è minacciata dal cambiamento climatico. Le temperature record raggiunte nell’estate 2026 hanno infatti colpito duramente l’allevamento e la pesca dei molluschi lungo le nostre coste. In particolare, il calore delle acque, associato in alcune zone alla presenza di mucillagine, ha provocato una consistente moria di cozze negli allevamenti. Il fenomeno ha interessato tutte le marinerie della Romagna, con perdite medie stimate tra il 60 e il 70% della produzione e punte che, in alcune realtà, hanno raggiunto il 100%.

A denunciare la crisi ambientale è Legacoop, che sottolinea come alla moria si aggiunga anche l’ulteriore problematica della mancanza di seme che in alcuni casi ha toccato punte del 90%, rischiando di compromettere la molluschicoltura del 2027.

«Nel compartimento marittimo di Ravenna si registra una situazione di particolare criticità anche per il settore della pesca della vongola – spiega Manuel Guidotti, presidente del Consorzio Gestione Molluschi (Co.Ge.Mo.) di Ravenna, associato a Legacoop Romagna -. Il Consorzio ha disposto nel mese di luglio un periodo di fermo pesca, nella prospettiva di favorire la crescita del prodotto e consentire una maggiore presenza di esemplari commercialmente idonei alla ripresa dell’attività. Alla riapertura, nei primi giorni di agosto, la crescita non è però risultata sufficiente e le aree effettivamente pescabili sono rimaste molto limitate. Purtroppo, in questi giorni si è tornata a manifestare una moria di vongole che peggiora notevolmente il quadro: su questa sono in corso tutte le rilevazioni necessarie, coinvolgendo gli istituti e gli enti preposti».

Secondo i responsabili del settore pesca e acquacoltura di Legacoop Romagna, Mirco Bagnari e Giorgia Gianni, il rischio per le le cooperative e le imprese di pesca e acquacoltura del territorio è concreto: «Quanto avvenuto nel corso dell’estate non ancora conclusa è il segno della forte vulnerabilità del nostro mare ai cambiamenti climatici. Temperature anomale, fenomeni di mucillagine e alterazioni dell’ecosistema stanno riducendo la disponibilità e la capacità di crescita delle risorse ittiche. Le nostre associate del settore si trovano già a fare i conti con l’impatto di questi mutamenti sulla capacità produttiva e sulla loro sostenibilità economica. Servono quindi interventi da parte delle istituzioni a sostegno delle imprese e un collegamento sempre più stretto con il mondo della ricerca».

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