È uscita su Netflix la nuova serie di animazione Due spicci del fumettista Zerocalcare, la terza dopo la rivelazione Strappare lungo i bordi del 2021 e Questo mondo non mi renderà cattivo del 2023.
Zerocalcare è tra i massimi esponenti del fumetto italiano, autore di graphic novel ormai entrati nella storia a partire dal primo La profezia dell’armadillo del 2011, con protagonista il suo alter ego narrativo Zero, accompagnato dalla sua coscienza “grillo parlante” Armadillo, e dagli amici Sarah e Secco. Un autore che ha raccontato le inquietudini della generazione “Genova 2001”, partendo dal quartiere romano di Rebibbia fino all’Iraq e alla Siria, tra impegno politico e solidarietà, desiderio di cambiare in meglio la società, e frustrazione irrisolta di fronte a un’esistenza e a un mondo troppo complessi per essere affrontati e risolti con lucidità. Zero, il protagonista, a 40 anni è ancora una persona insoluta nonostante il successo come fumettista. Decide di aiutare l’amico Cinghiale, ora sposato con figli e proprietario di un bar di periferia, diventandone socio. Ma Cinghiale ha fatto un debito con le persone sbagliate, che lo strozzano con l’usura. Chi lo minaccia direttamente è Paturnia, il più crudele e brutale dei picchiatori del quartiere, la quintessenza del male e della violenza, che sfrutta e maltratta il povero Montini, minuto e delicato, senza amici, schivato da tutti per essere stato il più bullizzato a scuola. Zero deve anche ospitare per qualche giorno Smeralda, un’amica di cui era infatuato da giovane e che ora deve scappare da una relazione tossica con un uomo violento e brutale…
Due spicci è un’opera di svolta nella poetica di Zerocalcare. Tra queste due linee narrative, i personaggi devono reagire alle minacce esterne ma anche alle loro incapacità di crescere. Da un lato, le eterne paure di Zero, tutti i mostri interni che lo soggiogano, prendono forma nel genere narrativo del noir e dell’hard-boiled, la versione graphic novel di Romanzo Criminale e Suburra, con la inestirpabile e violenta mafia romana, oramai elemento strutturale del panorama al pari delle rovine dell’antica Roma. Dall’altro, tutti i personaggi sono costretti a fare i conti con i loro primi 40 anni: perché da giovani ci si può permettere di soffrire e di essere sbandati, ma arriva il momento in cui si deve accettare la irreversibilità dell’esistenza e provare a stare meglio, sapendo che qualcuno, purtroppo, ne pagherà il prezzo per tutti. Personaggi e storie che, pur essendo tipicamente ambientate a Roma, assurgono a una empatica universalità. La romanità per Zerocalcare è cifra filosofica dell’essere; un linguaggio sempre coerente con, o forse nato da, una messa in scena fumettistica che integra le fantasie del delirio inconscio e le deformazioni visive della realtà quotidiana.



