Bene, ora che abbiamo l’inferno in terra direi che possiamo mettere da parte qualsiasi attenzione salutare e dedicarci alla nostra bibita preferita (possibilmente bella fresca). Il Roero Arneis “Desaia” 2020 di Cascina Fornace nasce, pensate un po’, dai suoli sabbiosi del Roero (che sarebbe in Piemonte, giusto sotto le Langhe), dove i fratelli Emanuele ed Enrico Cauda coltivano vigne di 50-60 anni su pendii così ripidi da dover lavorare tutto rigorosamente a mano. Gente seria, insomma. O forse solo senza trattore. Comunque, il colore è già una dichiarazione d’intenti: giallo intenso e luminoso, con un leggero velo dovuto alla macerazione sulle bucce. Estetica naturale, si dice.
In pratica, niente filtrazione, niente chiarifica, niente compromessi. Al naso arriva deciso, quasi burbero. Profumi esotici che fanno capolino tra onde iodate e lampi erbacei profondamente territoriali. In bocca è succoso e cangiante, sorretto da una vibrante acidità e da una salinità dinamica. Lungo, espressivo, con quel carattere che – se fosse una persona – probabilmente ti correggeva la pronuncia di “Arneis” (il vino bianco più rappresentativo di questa zona, chiamato localmente Nebbiolo bianco) al primo appuntamento. Personalmente, l’ho tracannato abbinato a un piatto di pesce, ma il mio consiglio è di aprirlo e basta, lui sa già cosa fare.



