lunedì
21 Settembre 2026
Rubrica Sbicchierate

Un pinot grigio fuoriclasse

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Il russo Daniil Charms – recuperatelo, mi ringrazierete – ha scritto una volta «Voglio che le parole che scrivo siano come pietre, che se le butti contro la finestra si spacca la finestra». Ecco, i vini che piacciono a me sono così, che quando escono dalla bottiglia il bicchiere lo prendono a schiaffoni. Maestro di questa filosofia è stato lo sloveno – ma operante a Oslavia, nel Collio friulano – Josko Gravner, che all’inizio di questo millennio scellerato veniva perculato dalle riviste specializzate per la sua filosofia enologica (anfore, macerazioni lunghe, niente chimica, ecc.) e bollato come “vignaiolo in caduta libera”.

Ora le sue bocce, quando riesci a trovarle, viaggiano sui duecento euri, e Josko è unanimemente considerato un semi-dio. Ma troppo facile parlare di lui. Damijan Podversic è una delle figure più carismatiche e filosofiche del Collio goriziano, ed è stato a tutti gli effetti lo storico allievo di Gravner. Anche le sue bottiglie non è che te le tirano dietro in enoteca, ma il suo “Pinot Grigio” 2021 è abbordabile e, dio mi è testimone, ne vale la pena fino all’ultimo centesimo. Le uve arrivano dal vigneto Monte Calvario, radicate nella ponca goriziana. Il 2021 profuma di scorza d’arancia, melograno, rosa appassita, erbe officinali e spezie, con richiami di tè, sottobosco e frutta matura. Un viaggio olfattivo pazzesco. Il sorso è ampio e materico, ma non pesante: il tannino è presente, fitto e gentile, sostenuto da freschezza e da una vena sapida che accompagna un finale lungo, asciutto e leggermente balsamico.

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